<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686</id><updated>2011-11-28T00:46:25.616+01:00</updated><category term='Seminara'/><title type='text'>Club del Petrace</title><subtitle type='html'>Questo Blog è rivolto a quanti in provincia di Reggio Calabria o in Calabria sono interessati al dibattito ed alla militanza nell'area di Forza Italia o nel partito nuovo che dovrebbe nascere. &lt;center&gt;
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&lt;/center&gt;</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>51</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-4565450267103753829</id><published>2009-11-12T23:56:00.019+01:00</published><updated>2010-03-10T13:20:36.898+01:00</updated><title type='text'>Le «bestialità» di Crupi e altri</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SvyW5igpm7I/AAAAAAAALKI/-GDRPVGCV3E/s1600-h/La+Repubblica2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 142px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SvyW5igpm7I/AAAAAAAALKI/-GDRPVGCV3E/s200/La+Repubblica2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403359568198212530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci si sono degli avversari intellettuali con i quali ci si può arricchire a misurarsi. Ce ne sono altri con cui si si degrada solo a stare nelle vicinanze: il fetore che si avverte è troppo forte per resistervi. Lascio ai miei legali di valutare le opportune azioni riguardo i contenuti diffamatori di articoli apparsi su di me in alcuni giornali calabresi. Sul merito generale della questione vale  la lettera spedita a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Repubblica&lt;/span&gt;, qui allegata. Per quanti in questo blog sono interessati a vicende che mi riguardano rinvio a “&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/"&gt;Civium Libertas&lt;/a&gt;” per i necessari dettagli. Sull’accusa a me rivolta di essere un “negazionista” (strega, eretico, untore, ecc.) ho dato altrove le necessarie precisazioni: non intendo attardarmi su un piano del discorso scelto dai miei nemici. Il problema da me effettivamente posto è quello della libertà di pensiero e di ricerca. Una frase, che è stata estrapolata e travisata da interviste televisive truffaldine, cioè che certa Calabria è per certi versi peggio di Dachau, o di un campo di concentramento, trova una prima conferma nel livello intellettuale e morale dei miei diffamatori, ma anche in altre cose  non  difficili da individuare. E più non occorre dire!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S0uX5MFI8TI/AAAAAAAALM8/IPCzzR_JPFo/s1600-h/rosarno2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 163px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S0uX5MFI8TI/AAAAAAAALM8/IPCzzR_JPFo/s200/rosarno2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5425597184849015090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Proprio perché non sono affatto un “negazionista” (ma quanti sanno davvero cosa significa questo termine?) mi trovo nelle condizioni migliori per porre il diverso problema delle circa 15.000 persone che ogni anno vengono perseguite in Germania per meri reati di opinione: se così piace a lor signori, sarà presto  lo stesso anche in Italia. Avremo le stesse leggi che vigono in Francia, Germania, Svizzera, di cui un suo cittadino di mia conoscenza si trova a dover vivere esule in Russia, per la gravissima colpa di aver scritto un libro. Se un numero sempre maggiore di persone si renderà però conto che qui  il «cosiddetto negazionismo» proprio non c’entra nulla, forse potremo acquistare tutti quella maggiore consapevolezza che è necessaria per difendere la nostra libertà, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;in primis&lt;/span&gt; quella di poter pensare liberamente. Il dibattito incomincia a farsi strada, ma in Calabria siamo ancora lontani di parecchi secoli, se della Calabria devono ritenersi personaggi rappresentativi gli spregevoli individui che sono andati a pescare cose che – come dice Di Pietro – proprio non ci azzeccano nulla. Amando sinceramente la Calabria, me ne dispiace assai. E mi vergogno anche di simili compaesani.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-4565450267103753829?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/4565450267103753829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=4565450267103753829' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/4565450267103753829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/4565450267103753829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2009/11/le-bestialita-di-crupi-e-altri.html' title='Le «bestialità» di Crupi e altri'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SvyW5igpm7I/AAAAAAAALKI/-GDRPVGCV3E/s72-c/La+Repubblica2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-7585164674891618755</id><published>2008-06-25T19:55:00.007+02:00</published><updated>2008-08-22T11:26:25.692+02:00</updated><title type='text'>La ‘ndrangheta’ e gli onorevoli che se ne occupano”</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;testo in progress&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avvertenza:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;ho in mente una lunga recensione,&lt;br /&gt;quasi un libro,&lt;br /&gt;che non posso terminare in una&lt;br /&gt;sola seduta di lavoro.&lt;br /&gt;Prego i miei occasionali lettori di considerare&lt;br /&gt;che si tratta di un testo&lt;br /&gt;sempre suscettibile di miglioramenti&lt;br /&gt;ed integrazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi duole aver speso 17,50 per il libro di Francesco Forgione, ’Ngrangheta, boss luoghi e affari della mafia più potente al mondo. La relazione della Commissione Parlamentare Antimafia. Baldini Editore, 319, stampato nel maggio 2008. Mi riguardano due sole pagine che peraltro ho già letto nella Libreria Feltrinelli sotto casa. Mi duole l’acquisto del libro come se avessi speso 1750 euro. Se l’attendibilità del libro è nelle sue restanti 317 pagine la stessa delle due pagine che mi riguardano, il giudizio su libro e autore è presto dato. Ma occorre procedere per ordine e con molta cautela, perché non di favole si tratta, ma della tragedia umana di uomini che soffrono in carcere e che in qualche caso sono stati già dichiarati innocenti per lo stesso reato di cui nel caso di specie vengono nuovamente incriminati, per giunta in una posizione di nessuna responsabilità amministrativa. Dovrò essere molto cauto perché so già che i lettori più attenti saranno proprio i miei nemici, magari desiderosi di vedere in carcere pure me. Quando si dice procedere con i piedi di piombo è un’immagine efficace per esprimere lo stato d’animo e la circoscrizioni in cui procedere nello scrivere quelle che sono semplici riflessioni di un uomo sensibile alla giustizia, quella vera, ed emotivamente coinvolte in vicende dove molti altri hanno soltanto la libidine nel vedere altri loro simili, magari avversari politici, messi alla gogna. Si è detto e ripetuto che la lotta politica in un paese civile dovrebbe essere fatta con mezzi politici, non con mezzi giudiziari. È più facile a dirsi che non a praticarsi. Il nostro è un paese fatto di caste e di poteri: la Casta per antononomasia, i poteri storici malavitosi (mafia, ndrangheta, camorra, sacra corona unita) più antichi dello stato italiano, i giudici, e così via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(segue: aspettando tempi migliori dove si possa esser certi della vigenza in Seminara degli artt. 21 e 49 della costituzione italiana)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;DISCLAIMER&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non sono autorizzate copie a stampa di testi tratti dal presente blog e degli altri dello stesso autore. Ogni copia a stampa per far fede presso terzi deve essere vidimata e firmata dall’autore, che non risponde per l'uso fraudolento di copie non autorizzate. Questo Blog non è un organo di stampa e non rientra nella relativa disciplina di legge. I testi pubblicati sono in continua evoluzione. Fa fede solo l’ultima copia presente in rete: il testo aggiornato supera e annulla tutte le bozze precedenti. Quanti si ritenessero lesi da eventuali imprecisioni o possibili fraintendimenti sono tenuti a segnalare tempestivamente all’autore le loro rimostranze. L’Autore esaminerà senza indugio i reclami pervenuti, valutando caso per caso e apportando le rettifiche che si rendano necessarie o anche opportune. Ogni singolo frase dei testi editi in questo ed in altri blogs dell’Autore va inserita in tutto il contesto non solo del singolo post, ma anche di tutti gli altri post collegati. In tutti i casi di dubbia interpretazione l’Autore è interprete autentico di ciò che ha inteso dire. Non si assume alcuna responsabilità per l'uso fraudolento o artificioso che terzi facciano dei testi editi o perfino stampati e diffusi senza apposita autorizzazione controfirmata. Anche le copie a stampa vidimate e controfirmate cessano in validità ove la bozza sia superata da un testo successivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-7585164674891618755?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/7585164674891618755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=7585164674891618755' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/7585164674891618755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/7585164674891618755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2008/06/la-ngrangheta-e-gli-onorevoli-che-se-ne.html' title='La ‘ndrangheta’ e gli onorevoli che se ne occupano”'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-6799812470272541765</id><published>2007-12-16T10:24:00.003+01:00</published><updated>2008-08-25T11:03:45.975+02:00</updated><title type='text'>Non il Consiglio ma il Comune di Seminara è ormai da dissolvere</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Testo in progress&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(da emendare dal punto di vista formale e sostanziale)&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Non da Seminara ma da Roma svolgo le mie riflessioni sul paese dove sono nato e dal quale molti si sono allontanati o spinti dalla stretta necessità di cercare un lavoro ove che sia o anche per libera scelta, non ritenendo appetibili le condizioni e le prospettive di vita in Seminara. Potrei citare numerosi e significativi casi di disaffezione per la vita in Seminara da parte dei suoi concittadini, ma sono casi perfettamente noti ad ogni seminarese e al tempo stesso casi di nessun interesse per i non seminaresi. Certamente, esistono delle persone che per inimicizia privata si compiacciono delle disgrazie che hanno colpito le persone arrestate, siano o non siano esse innocenti. Intanto, un carico di sofferenza è stato loro inflitto e nessuna dichiaratoria di innocenza potrà mai lenire. Ma lasciamo ai giudici il loro grave fardello. A noi qui interessa una riflessione politica, se è ancora lecito in questo paese pensare la politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fronte della notizia letta su un organo di stampa di pubblico ritiro dalla scena politica di un noto esponente politico seminarese vado maturando, per quel che conta, un analogo annuncio pubblico di disimpegno politico sul territorio di Seminara. Quando in Seminara volli fondare e costituire un embrione di aggregazione politica aveva superato la riluttanza che mi aveva tenuto lontano dall’impegno politico. Avevo però giudicato assai grave il quadro sociale, civile e politico di una realtà come quella di Seminara ed avevo deciso per quel che potevo di dare un mio apporto. Nessuno dei miei avversari e nemici privati potrà obiettarmi che io ci abbia tratto vantaggi o utili personali. È dimostrabile esattamente il contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevamo individuato nei problemi della sicurezza e dell’ordine pubblico una delle principali necessità del paese in quanto in condizioni di sicurezza è possibile l'intrapresa di attività economiche, beninteso lecite. Di ogni economia nascosta ed illecita non ho scienza e dire non posso, ma leggo qua e là qualcosa e resto strabiliato dalle cifre del giro di affari. Se anche Seminara fosse – e non lo so! – coinvolto nei giri ultramiliardari del traffico internazionale di stupefacenti, il cui bilancio oscura le cifre del bilancio regionale calabrese, a maggior ragione appare di nessun significato l’importanza economica di un paese allo stremo come Seminara. Una simile organizzazione malavitosa, di rango internazionale e collegata con le consorelle, avrebbe tutto l’interesse a non scivolare in una buccia di banana quale sarebbe la campagna elettorale seminarese. Avrebbe invece tutto l'interesse a che il declino amministrativo e sociale del paese proseguisse nel suo corso fino a rendere il vasto territorio di Seminara un luogo abbandonato e sottratto ad ogni efficace controllo delle forze dell’ordine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se le cifre del traffico internazionale degli stupefacenti sono quelle che si leggono sui giornali, è assurdo pensare che possano essere appetibili qualche centinaio di euro di indennità per cariche comunali o poche migliaia di euro per appalti che devono avere le procedure ed i controlli previsti dalle leggi e di cui ogni irregolarità può essere facilmente scoperta e sanzionata. Quando ci siamo costituiti ufficialmente come Club di FI, io ed altri abbiamo fatto una visita alla locale stazione dei carabinieri per notificare la nostra esistenza e per dire che ci saremmo adoperati per il potenziamento della locale struttura. Questa politica ha portato alla delibera del Consiglio Comunale che pochi giorni prima dello scioglimento dell'organo ha deliberato all'unanimità con una sola astensione la disponibilità edilizia di una nuova e degna segna della Stazione dei Carabinieri. Non posso non pensare ad una premeditata perfidia il fatto che sia sia prima lasciata passare la delibera, che penso conservi la sua validità, e poi sia stata fatta scattare la operazione cosiddetta Topa. I carabinieri della locale stazione erano presenti al Consiglio Comunale e non credo fossero all'oscuro di ciò che stava maturando. È perlomeno singolare che un'amministrazione comunale, sciolta per inquinamento mafioso, si sia adoperata come suo più importante atto nei primi mesi della sua amministrazione per risolvere l'ultradecennale problema della caserma dei carabinieri. Ciò che in tal modo si chiedeva era un maggior impegno sul terreno della legalità e quindi una sempre più capillare presenza delle forze dell'ordine e sul piano operativo e sul piano investigativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha del comico se non vi fosse già del tragico immaginare un’amministrazione “mafiosa” che chiede più carabinieri, più polizia, più controlli. Appena un anno prima vi era stato un fatto delinquenziale che aveva turbato molto i cittadini, molti dei quali sono emigrati non residenti che hanno conservato le loro abitazioni di famiglia, nelle quali tornano ad abitare prevalentemente durante i periodi feriali. Ebbene le case non sono state semplicemente quasi tutte visitate da ladri che si siano limitati a trafugare furtivamente oggetti preziosi di piccolo volume di ingombro e facili da asportare. Hanno fatto veri e propri traslochi nel corso della notte, portando via anche oggetti di infimo valore (aspirapolveri, trapani, martelli, infissi da montare, ecc.). È stata fatta regolare denuncia. Nessun dei derubati ha potuto avere la soddisfazione di sapere scoperti i delinquenti. Insomma, la nostra Benemerita ha dato un'indubbia prova di inefficienza. Nulla a che fare che il dispiegamento di elicotteri e di mezzi che nottetempo ha prelevato dal loro letto l’Amministrazione comunale di Seminara al completo, quella stessa Amministrazione che ha invano invocato protezione per i suoi cittadini. Veramente la cosa ha del comico, se vi fosse già un tragico su cui dover piangere!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo qui questa mia estemporanea riflessione ribadendo che a mio avviso non vi sono spazi per svolgere attività politica in Seminara, essendo totalmente imprevedibili i rischi giudiziari. Non basta esser certi che neppure una lira del pubblico danaro entra nelle proprie tasche, non basta esercitare tutto il proprio impegno in favore della collettività a titolo gratuito e sobbarcandosi perfino le piccole spese. Vi è sempre il rischio di finire in manette per oscuri motivi e per qualche travisamento di fatti e situazioni per i quali un asino diventa un cammello, un topo diventa una pecora. Nessuno persona seria e responsabile sarà disposto, a mio avviso, ad accettare incarichi di qualsiasi genere nella pubblica amministrazione cittadina. Soprattutto non potrà ricostituirsi un partito di opposizione che in piena autonomia e soprattutto con la necessaria competenza ed incisività sia in grado di esercitare il controllo democratico sulla maggioranza uscita dalle urne. Non vi è spazio per due soggetti politici che si confrontino in civile contradditorio. Il paese non ha la capacità demografica, culturale, civile per esprimere entrambi i soggetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va aggiunto qui in coda – ma richiederà adeguato approfondimento – il quesito se in Seminara, dopo la caserma dei carabinieri, debba essere costituito un apposito ghetto, fornito di mura di cinta e porte di ingresso ed uscita, dove debbano venir confinati tutti i cittadini (non so quanti siano) che abbiano avuto qualche conto da regolare con la giustizia e lo abbiano regolato! Se costoro non sono anche cittadini con diritti da reclamare e bisogni da soddisfare bisognerà stabilire una legislazione speciale che li privi a tutti gli effetti dall’esercizio dei diritti politici. Se cittadini che si sono macchiati del grave reato di pascolo abusivo o analoghi reati rappresentano nello spaccato sociale seminarese una consistente percentuale, il loro voto da qualche parte dovrà pur andare, quando esistendo diritto di eleggibilità non si valuti che un pascolatore abusivo è più adatto a rappresentare i problemi dei pascolatori abusivi, magari ricostituendo i vastissimi terreni comunali di un tempo, dove ognuno possa portare al pascolo le sue pecore o le sue galline. In un modo o nell’altro tutti questi pregiudicati, che hanno pagato il loro debito con la giustizia e che stante la concezione costituzionale della pena dovrebbero venire riaccolti in seno alla società, possono essere determinati con il loro voto per la vittoria dell'una o dell'altra coalizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può ripetere per il voto l'aneddoto di Vespasiano: pecunia non olet! Il voto è innanzitutto segreto ed ogni voto vale quanto l’altro. Così è almeno nel sistema costituzionale vigente. Io che sono antidemocratico sarei favorevole ad un restringemento del diritto di voto a quei cittadini che abbiano superato un esame di maturità civica. Ma è difficile sapere in questo paese quali sono “buoni” cittadini e quali non lo sono. Suscita rispetto ed ammirazione uno che con l'operazione Parmalat abbia frodato innumerevoli cittadini, mentre un pascolatore abusivo fa venire in mente il puzzo del bestiame. Io vivo in Roma da un bel po’ e non mi capita di vedere per le strade cittadine il passaggio di pecore, come ancora capita in Seminara, ma non riesco a capire perché in sé e per sé un pascolatore, magari abusivo, non possa essere un buon cittadino ed avere anche un legittimo e lecito interesse per le sorti di un paese che i professionisti, i borghesi, hanno abbandonato a se stesso, rifiutando perfino di abitarvi stabilmente, potendolo fare e non costretti ad emigrare altrove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui mi fermo, ma riprenderò il corso delle mie riflessioni in questo spazio virtuale destinato a pochi lettori. Tratterò l'ipotesi di conurbamento del paese di Seminara con altri paesi limitrofi. In passato se ne è parlato e se ne parla per altri comuni. Se non erro, la legge Bassanini prevede che non possano essere costituiti nuovi comuni al di sotto della soglia dei 10.000 abitanti e favorisce la fusione fra quelli più piccoli. Se non si vuole istituire una sorta di Podestà, un Commissariato permanente, è da considerare che comuni sempre più piccoli e con emigrazione costante delle fasce acculturate (diplomati, laureati, professionisti) non possono attingere a quella riserva di capacità che sono pur sempre necessarie per una dignitosa e competente assunzione delle cariche pubbliche: non basta la specchiata onestà, che è un bene grande, ma occorre anche competenza e capacità, per evitare ad esempio che sulla pubblica piazza del paese dei reperti archeologici del Cinquecento vengano attribuiti temporalmente al XV secolo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;DISCLAIMER&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non sono autorizzate copie a stampa di testi tratti dal presente blog e degli altri dello stesso autore. Ogni copia a stampa per far fede presso terzi deve essere vidimata e firmata dall’autore, che non risponde per l'uso fraudolento di copie non autorizzate. Questo Blog non è un organo di stampa e non rientra nella relativa disciplina di legge. I testi pubblicati sono in continua evoluzione. Fa fede solo l’ultima copia presente in rete: il testo aggiornato supera e annulla tutte le bozze precedenti. Quanti si ritenessero lesi da eventuali imprecisioni o possibili fraintendimenti sono tenuti a segnalare tempestivamente all’autore le loro rimostranze. L’Autore esaminerà senza indugio i reclami pervenuti, valutando caso per caso e apportando le rettifiche che si rendano necessarie o anche opportune. Ogni singolo frase dei testi editi in questo ed in altri blogs dell’Autore va inserita in tutto il contesto non solo del singolo post, ma anche di tutti gli altri post collegati. In tutti i casi di dubbia interpretazione l’Autore è interprete autentico di ciò che ha inteso dire. Non si assume alcuna responsabilità per l'uso fraudolento o artificioso che terzi facciano dei testi editi o perfino stampati e diffusi senza apposita autorizzazione controfirmata. Anche le copie a stampa vidimate e controfirmate cessano in validità ove la bozza sia superata da un testo successivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-6799812470272541765?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/6799812470272541765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=6799812470272541765' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/6799812470272541765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/6799812470272541765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/12/non-il-consiglio-ma-il-comune-di.html' title='Non il Consiglio ma il Comune di Seminara è ormai da dissolvere'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-3668108120919453840</id><published>2007-12-15T09:39:00.004+01:00</published><updated>2008-08-19T11:53:21.018+02:00</updated><title type='text'>Le campagne elettorali di Seminara viste dalla Procura</title><content type='html'>Versione 1.2&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Testo in progress&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;(Prego i miei lettori di considerare il mio testo una bozza perfettibile. Non ho qui inteso fare polemica con nessuno, ma solo stendere una bozza di pubblica riflessione, sempre perfettibile)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;La giustizia è esercita in nome del popolo e si spera che sia così anche per tutti gli atti prodromici alla sentenza finale che un Giudice pronuncerà. Un Giudice si pronunciò già una volta sullo scioglimento del Comune di Seminara per inquinamento mafioso nel 1991. Non ho potuto leggere gli atti di quel processo, ma ne ho  appreso la sentenza di assoluzione piena  di persone che  ora sono nuovamente incriminate per la stessa ipotesi di reato. I soggetti sono in buona parte gli stessi, i fatti pure gli stessi. Capirci qualcosa è un po’ arduo. Bisogna tuttavia intervenire mediaticamente per ricordare a chi ha il gusto dello scandalismo e della diffamazione che chiunque venga imputato di qualche cosa deve presumersi innocente fino a sentenza definitiva di condanna. Per Seminara la cosa è doppiamente vera perché vi è già stato un evento simile ed il Comune ha perfino dovuto pagare un cospicuo risarcimento danni per essersi voluto costituire parte civile, cioè per aver dato per scontato che le accuse fossero fondate. Io sono del parere che il popolo di Seminara, nel cui nome è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;anche&lt;/span&gt; amministrata la Giustizia, dovrebbe pronunciarsi direttamente, dichiarando collettivamente se il suo voto è stato libero oppure no. Non so se esistano dei precedenti e se la cosa sia giuridicamente possibile, ma è certamente fattibile sul piano pratico, trattandosi di ascoltare appena qualche migliaio di persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dagli atti giudiziari, in parte pubblicati per estratti sui giornali ovvero dai resoconti di stampa,  emerge che vi sia stata attraverso intercettazioni telefoniche – spesso malamente trascritte ed interpretate, quando non totalmente irrilevanti ai fini dell'accusa e gravemente lesive della dignità delle persone coinvolte – un costante monitoraggio di quelle normali campagnae elettorali quali si svolgono nei piccoli e piccolissimi centri, dove gli elettori sono avvicinati uno ad uno dai candidati o dal gruppo di sostegno dei singoli candidati. Nella mia vita, per una prima ed unica volta, ho voluto partecipare da protagonista ad una campagna elettorale, accettando una candidatura come capolista. Tengo a ribadire che la cosa non era stata da me minimamente sollecitata e che fu con mia grande sorpresa. Considerai i pro e contro e ritenni di poter fare quella esperienza diretta sul campo anziché affidarme per le mie conoscenze in materia ai libri di sociologia, ossia di ricerche sul campo fatte da altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unica spesa che sostenni fu di qualche decina di euro per la stampa dei miei biglietti da visita dove veniva messa in rilievo la mia qualificazione professionale, tutta orientata sui problema dello Stato e della politica. A mio infondato avviso, gli elettori avrebbero dovuto preferire platonicamente chi dedicava il suo tempo ordinario di lavoro ai problemi della politica e della ricerca dell’interesse pubblico e del bene comune. Naturalmente non era così. Ma uno dei miei scopi era proprio quello di verificare sul campo le motivazioni di voto. Mi capito perfino di venire contattato da un nucleo familiare, il quale pensavo che io avrei potuto raccomandare ed ottenere l'iscrizione ad una facoltà di medicina della mia università. Dissi che potendolo mai e poi mai avrei fatto una cosa del genere. Mi offrii però ad intervenire presso le competenti autorità accademiche nel caso in cui in figliolo fosse stato discriminato ed avesse subito torti nelle prove selettive. Devo dire che i genitori non insistettero ed apprezzarono la mia risposta. Non escludo che possano essere stati fra i miei pochi elettori, che stando alle dichiarazioni erano più numerosi a quelli effettivi. Altri elettori cui chiedevo il voto poco mancava che mi ridessero in faccia quando dicevo loro che non promettevo nulla salvo il mio impegno per l’interesse pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho voluto narrare questi episodi di mia diretta esperienza per spiegare che se il cittadino elettore dovesse essere quello che Rousseau si immaginava, cioè il cittadino &lt;span style="font-style: italic;"&gt;virtuoso&lt;/span&gt;, probabilmente in Calabria, e non solo in Calabria, nessuno potrebbe votare. Tutti, o almeno la stragrande maggioranza, si aspettano favori o vantaggi, quanto meno un pranzo o una cena durante la campagna elettorale. È perfettamente inutile parlare di programmi politici, di analisi, di strategie. Non bisogna però pensare sempre male. Ad esempio, può capitare che un voto, uno solo o quello del proprio gruppo familiare, sia concesso in cambio di un lampione per l'illuminazione pubblica in una strada buia, dico illuminazione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pubblica&lt;/span&gt; non privata. Ciò rientrerebbe nella normale attività di un'amministrazione che faccia il suo lavoro. Solo che nella cultura meridionale il diritto è inteso come un favore concesso. Quando costituii in Seminara un Club di FI avevo lo scopo illuministico non di vincere le elezioni, ma di educare gli elettori ad essere cittadini responsabili. La cosa abortì sul nascere. Ma è un'altra storia, di cui vi è una piccola traccia nelle intercettazioni telefoniche che mi riguardano, fatte in modo tale da far credere il contrario di ciò che era.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potentissime sono le famiglie, non necessariamente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mafiose&lt;/span&gt;. Se possono concentrare su un solo candidato i voti di una vasta parentela che vota compatta a prescindere da partiti, idee, programmi, sono determinanti ai fini del risultato finale. Con loro occorre scendere a patti se si vogliono vincere le elezioni. Le ideologie hanno minore impatto. Basta promettere qualcosa ad un disoccupato o ad un senza arte né parte perché questo cambi di colore dalla sera alla mattina. Ciò era vero in passato, quando le ideologie erano forte quasi come il credo religioso, lo è oggi a maggior ragione, cioè in un’epoca in cui non esistono più le ideologie di un tempo. Le famiglie restano quindi il principale agente elettorale nei piccoli centri. Spesso sono proprio le famiglie che concentrano i loro voti su un loro membro che accetta di candidarsi nell’una o nell’altra lista. I meccanismi psicologici sono semplici: è uno di noi! Che sia un somaro o un incapace poco importa. Ovviamente, deve possedere i requisiti di legge. Ma non è difficile averli in un popolo di elettori quali siamo. Il suffragio universale è andato sempre più estendendosi e fra poco arriverà anche agli scolari delle scuole primarie dell'obbligo, se non all’asilo infantile. E finalmente: il gioco ed il riso acquisterà piena dignità politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicevo che dagli atti giudiziari emerge un vivo interesse per la campagna politica di Seminara. Necessariamente, l'ottica dell'inquirente era quella di poter rintracciare notizie e prove di reato in ogni conversazione. Se una intercettazione poteva essere ambigua, cioè assumere un doppio significato, di cui uno lecito e l'altro illecito, è ovvio che un pubblico accusatore privilegi quello illecito. Così ad esempio, se un clan familiare numeroso, magari il più numeroso, dice: “Qui il sindaco lo faccio io”, si può o intendere: lo determino io con i miei voti, oppure: lo impongo io con la violenza o con mezzi illeciti, diventa chiaro quale possa essere l'interpretazione preferita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il guaio però è che questo tipo di indagine è stato rivolto ad una sola delle due liste in competizione. L'ambiguità pericolosa avrebbe potuto coinvolgere ogni lista in ogni altra situazione simile. Ad esempio, si legge negli atti della Procura circa lavori pubblici che si cercavano di terminare in prossimità delle elezioni. Un fatto certamente disdicevole, ma assolutamente normale nel costume calabrese e non solo calabrese. Ricordo che in altra stagione elettorale con altri soggetti in lizza il tema era stato oggetto di una discussione privata fra amici. Si osservava l'inaudito numero di cantieri aperti proprio in prossimità delle elezione. Un Senatore, esperto di vita e cose politiche, rilevava che la cosa era non solo lecita, ma anche un normale artificio per ottenere consensi. Per la cronaca ho da aggiungere che la così non servì perché, se non ricordo male, l'elettorato si orientò diversamente e toccò all'avversario politico chiudere i cantieri e portare a termine i lavori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente della Repubblica ha invitato in questi giorni ha rispettare il ruolo ed il lavoro della magistratura e degli organi inquirenti. Ben detto. Ma è anche vero che sempre più la magistratura si ingerisce in ciò che è propriamente politico. Ho già detto – e temo di dover ancora ripetere – che in un paese in secolare decadenza culturale e declino economico e sociale come Seminara il terremoto che si è ora ripetuto per la seconda volta con lo scioglimento di un cosniglio comunale appena eletto allontanerà sempre più i cittadini dalla partecipazione politica. Già dopo il primo scioglimento – ingiusto, come da sentenza – fu impossibile trovare una seconda lista in competizione: se ne costituì una dalla prima, delegando un suo componente a costituirla. La cosa può essere stata penalmente lecita, ma a mio avviso è stata una mostruosità da un punto di vista politico e costituzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per avere una vera e propria contrapposizione elettorale-politica, pur con gravi limiti, si è dovuto aspettare la prima candidatura Marafioti, fortemente ostacolata nella sua genesi dall’accentuato protagonismo del contendente Battaglia, uomo di grandi ambizioni politiche per il quale Seminara doveva essere solo un piccolo inizio, ma al quale non possono essergli mossi finora altro che rilievi etici e politico: personalmente ne avevo chiesto la revoca dalle funzioni di assessore alla cultura. Fu solo grazie alla ferrea necessità imposta dal maggioritario che due candidati  fortementi antagonisti si unirono sotto uno stesso simbolo. Ma si trattò di un cartello elettorale e non di una maggioranza politica. Non agli uomini occorre però dare la colpa di questa mancata coesione, ma al danno prodotto da quei magistrati che nel 1991 distrussero in Seminara il sistema dei partiti che fino allora vi era stato. Dopo di allora non si costituì più. Rimasero sulla scena quei partiti che non erano stati toccati dal terremoto, ma che ne furono gli oggettivi beneficiari. Costituendo in Seminara un Club di Forza Italia era mia ambizione non di presentarmi io alle elezioni o di vincere le elezioni, ma di ricostuire in Seminara un sistema di partiti che potesse fare da filtro nella selezione dei candidati e nella formazione delle liste, limitando il potere tribale delle famiglie. Chi mi conosce sa che ho sempre attribuito maggiore importanza costituzionale all’esercizio consapevole ed efficace dell'opposizione che non agli agi ed alle glorie dell'esercizio del potere di maggioranza in un paese in agonia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;DISCLAIMER&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non sono autorizzate copie a stampa di testi tratti dal presente blog e degli altri dello stesso autore. Ogni copia a stampa per far fede presso terzi deve essere vidimata e firmata dall’autore, che non risponde per l'uso fraudolento di copie non autorizzate. Questo Blog non è un organo di stampa e non rientra nella relativa disciplina di legge. I testi pubblicati sono in continua evoluzione. Fa fede solo l’ultima copia presente in rete: il testo aggiornato supera e annulla tutte le bozze precedenti. Quanti si ritenessero lesi da eventuali imprecisioni o possibili fraintendimenti sono tenuti a segnalare tempestivamente all’autore le loro rimostranze. L’Autore esaminerà senza indugio i reclami pervenuti, valutando caso per caso e apportando le rettifiche che si rendano necessarie o anche opportune. Ogni singolo frase dei testi editi in questo ed in altri blogs dell’Autore va inserita in tutto il contesto non solo del singolo post, ma anche di tutti gli altri post collegati. In tutti i casi di dubbia interpretazione l’Autore è interprete autentico di ciò che ha inteso dire. Non si assume alcuna responsabilità per l'uso fraudolento o artificioso che terzi facciano dei testi editi o perfino stampati e diffusi senza apposita autorizzazione controfirmata. Anche le copie a stampa vidimate e controfirmate cessano in validità ove la bozza sia superata da un testo successivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-3668108120919453840?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/3668108120919453840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=3668108120919453840' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/3668108120919453840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/3668108120919453840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/12/la-campagna-elettorale-di-seminara.html' title='Le campagne elettorali di Seminara viste dalla Procura'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-974042950662286086</id><published>2007-12-14T20:44:00.009+01:00</published><updated>2008-08-25T11:18:19.198+02:00</updated><title type='text'>Ne bis in idem</title><content type='html'>Versione 1.1&lt;br /&gt;testo provvisorio&lt;br /&gt;(con possibili imprecisioni su dati fattuali)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da oltre un mese sto cercando di capire nelle posizioni dei singoli imputati di capire le specifiche responsabilità ed imputazioni. Una delle più indecifrabili è la posizione processuale di Carmelo Buggè, che fu già sindaco fino al 1991, quando un’accusa di infiltrazione mafiosa fece sciogliere il comune una prima volta. Le cose andarono per le lunghe con sofferenze non lievi per le persone che vi furono coinvolte e per molte altre che non vi furono coinvolte per nulla. Ormai interessarsi di politica era cosa altamente rischiosa non già per i rischi a cui uno poteva decidere di andare consapevolmente incontro, ma per quei rischi imprevedibili che ormai sembravano esser divenuta cosa affatto ordinaria. Un comune cittadino, considerando la posta in gioco, ossia un comune disastrato ed un’economia allo stato comatoso, era portato a concludere: “ma chi me la fa fare!” Fu così che in pratica fino alla prima candidatura Marafioti non vi fu nessuna seria alternativa all’unica forza politica rimasta sulla scena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmelo Buggè fu dichiarato innocente ed insieme con lui altri due imputati, di cui oggi uno è vivente mentre l’altro è morto da pochi anni. Valga qui come rettifica (qui ed in altri luoghi dove il dato erroneo è presente e non ancora emendato) che non vi in senso tecnico - giuridico costituzione di parte civile del Comune. Il Comune di Seminara fu però lo stesso condannato a risarcire gli amministratori ingiustamente accusati, imprigionati, diffamati. Resta da capire e ricostruire da un punto di vista storico e politico come tutto ciò sia potuto accadere e come stranamente sembra ripetersi in forme pressoché identiche. Il denaro di cui si parla in alcune intercettazioni è proprio quello che a nome del Comune il sindaco Marafioti doveva risarcire, essendo stato condannato il Comune. Stranamente nelle intercettazioni il Commentatore non fa la minima allusione alla natura e alle ragioni di questo denaro, che del resto il Comune in condizioni non floride aveva difficoltà ad erogare. Il sindaco Marafioti (in chiave ironica avevo scritto in una precedente versione “presunto mafioso”: nessuno più di me è convinto dell’innocenza del sindaco Marafioti, ma ho potuto constatare come l’ironia non sia sempre facile da cogliere: dovrò rinunciare all'uso espressivo, a me caro, dell’ironia, tutte le volte che parlo di faccende calabresi), si è trovato impegnato nella sua prima sindacatura a pagare i debiti che aveva trovato, fra i quali il risarcimento agli amministratori del 1991. Nonostante i rapporti di amicizia e di stima che legavano il sindaco in carica Marafioti al già sindaco Buggé, non per questo il dott. Marafiori, bancario di professione, poteva non tener conto delle effettive disponibilità finanziare del Comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indubbiamente Carmelo Buggè ha maturato nel corso della sua esistenza una notevole esperienza politica specifica sui problemi e la società di Seminara. Il fatto che egli rendesse ancora disponibile la sua esperiena per la cittadinanza, alla quale era potuto ritornare con una sentenza di piena assoluzione, dovrebbe essere cosa del tutto normale e non suscitare scandalo o sorpresa. Invece, si troverebbe nell’atto di accusa una strana teoria per la quale venendo eletto Marafioti sindaco, lo stesso Carmelo Buggé si sarebbe sentito egli stesso sindaco per interposta persona. Non capisco fino a questo momento se questo possa essere stato  davvero il capo di imputazione, non avendo Carmelo neppure partecipato alle elezioni e non rivestendo nessuna carica nella nuova amministrazione uscita dalle urne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dagli atti ovvero dalle notizie frammentarie e caotiche di stampa, che indulgono più al sensazionalismo e allo scandalismo che non ad una serena ricerca della verità, è sistematicamente oscurata, anzi taciuta e censurata, la notizia che Carmelo Buggè è già stato una volta accusato e prosciolto dallo stesso reato, per il quale nottetempo – ho sentito – è stato prelevato dalla sua casa in pigiama e con una sola pantofola. Non ho purtroppo mai avuto il tempo e la disponibilità di poter leggere gli atti processuali e la sentenza finale di assoluzione. Chi legge queste mie righe deve perciò abbuonarmi le inevitabili imprecisioni, ma deve cogliere il senso del tutto se vuole essere persona intellettualmente onesta. Non sono un “negazionista” che voglia negare l’esistenza della mafia, ma se il concetto non viene precisato e resta invece lasciato nel vago vi è il fondato rischio che chiunque possa venir indicato come un mafioso, magari soltanto per aver accettato un caffè da una persona indagata dai carabinieri o per aver avuto con lui il minimo contatto, inevitabile in un piccolo paese dove la vita sociale gravita sull’unica piazza. Ma nel caso di Carmelo Buggè pare proprio che non valga nulla una sentenza che lo ha già prosciolto per quelle stesse accuse che gli vengono fatte nuovamente, forse ignorando che esiste una precedente sentenza passata in giudicato. Almeno a me così pare fino a questo momento. Spero che i prossimi giorni portino lumi che mi aiutino a capire un fatto giudiziario per me aberrante. Scopro pero via via che sento le persone nominate nelle trascrizioni una generale indignazione in quanto sarebbero state equivocate le situazioni. Ad esempio, R. ha scritto ad un giornale scandalistico per spiegare e far pubblicare che lui si recava regolarmente in un certo cantiere in quanto consulente di parte dei proprietari dei terreni espropriati. Di questo passo ci si può aspettare che nessuna pagina delle intercettazioni trascritte regga alla prova della verifica. Basti per tutti il caso eclatante del vescovo di Locri reso partecipe di un summit mafioso. Non solo. Una persona supposta essere di Seminara sarebbe stata pubblicamente lodata in chiesa, invero non per fatti riprovevoli, ma in quanto portatore di pace. In realtà, detta persona lodata in chiesa era un signore di Bagnara, impresario di pompe funebri e presidente di una confraternita, che non aveva neppure rapporti di parentela o di conoscenza con gli omonimi di Seminara, dove  i cognomi agli atti sono tra i più diffusi e con diversi gruppi familiari non sempre prossimi per parentela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;DISCLAIMER&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non sono autorizzate copie a stampa di testi tratti dal presente blog e degli altri dello stesso autore. Ogni copia a stampa per far fede presso terzi deve essere vidimata e firmata dall’autore, che non risponde per l'uso fraudolento di copie non autorizzate. Questo Blog non è un organo di stampa e non rientra nella relativa disciplina di legge. I testi pubblicati sono in continua evoluzione. Fa fede solo l’ultima copia presente in rete: il testo aggiornato supera e annulla tutte le bozze precedenti. Quanti si ritenessero lesi da eventuali imprecisioni, dati erronei o possibili fraintendimenti sono tenuti come utenti del blog a segnalare tempestivamente all’autore le loro rimostranze. L’Autore esaminerà senza indugio i reclami pervenuti, valutando caso per caso e apportando le rettifiche che si rendano necessarie o anche opportune. Ogni singolo frase dei testi editi in questo ed in altri blogs dell’Autore va inserita in tutto il contesto non solo del singolo post, ma anche di tutti gli altri post collegati. In tutti i casi di dubbia interpretazione l’Autore è interprete autentico di ciò che ha inteso dire. Non si assume alcuna responsabilità per l’uso fraudolento o artificioso che terzi facciano dei testi editi o perfino stampati e diffusi senza apposita autorizzazione controfirmata. Anche le copie a stampa vidimate e controfirmate cessano in validità ove la bozza sia superata da un testo successivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-974042950662286086?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/974042950662286086/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=974042950662286086' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/974042950662286086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/974042950662286086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/12/ne-bis-in-idem.html' title='Ne bis in idem'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-6882834976265369039</id><published>2007-12-14T19:12:00.002+01:00</published><updated>2008-08-19T11:55:15.050+02:00</updated><title type='text'>Che Giustizia è? Si dice Topa, ma è Granchio!</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Testo in progress&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono venuto a conoscenza del fascicolo processuale che è stato citato qua e là a stralci da vari organi di stampa e che ha pure una circolazione clandestina. Non so bene quali siano i limiti del segreto istruttorio, ma ho il buon senso che basta per capire i limiti della riservatezza e soprattutto l'onere per tutti, investigatori e magistrati compresi, di salvaguare l'onore e la privacy delle persone, soprattutto quanto fatti, persone e circostanze non hanno assolutamente nulla a che fare con i capi di imputazione. Ho trovato perfino il mio nome nelle 407 pagine fitte di intercettazioni spesso futili ed inutili. Il mio sonno non è certo turbato dalle due o tre volte in cui il mio nome viene fuori. Posso però ben capire che il contesto in cui il mio nome si trova sfugge all'esatta intelligenza di chi ha condotto le intercettazioni. Sono perfino inesatti, benché non gravemente, i dati che mi riguardano. Da questa piccola inesattezza e dalla probabile equivocazione del contesto, che io stesso per scienza certa e mia propria posso verificare, mi immagino quanto inesatte ed equivoca possono essere le restanti intercettazione che costituiscono quasi il 90 per cento dell'intero fascicolo. Valga per tutte la bufala che ha coinvolto il vescovo di Locri e sulla quale gli stessi inquirenti hanno dovuto fare le opportune rettifiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il vescovo è il vescovo, non il suo gregge o le sue singole pecore. Mi chiedo se vi fosse bisogno di particolare acume o intellegenza nell'espungere tutte quelle conversazioni che chiaramente non hanno nessuna rilevanza penale stante i capi di imputazione. Se proprio doveva essere fatto il nome di persone estranee all'indagine non bastava darne le iniziali senza ulteriori specifiche? E se non avendolo fatto si producono eventi a catena, con possibili esiti tragici, che ne risponde? Il PM? L’investigatore che ha fatto le intercettazioni? Mi dispace costatare che una simile conduzione delle investigazioni è essa stessa lesiva di diritti e finisce per produrre male certo ad un male tutto da provare e che spesso si risolve in un nulla di fondato nelle fasi del giudizio. Vengo a capire come altro sia la giustizia in senso nobile, che alberga nei cuori ed è un attributo stesso della divinità, ben altra cosa la giustizia che gli uomini sono capaci di rendere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giustizia viene resa e pronunciata in nome del popolo italiano. Dovrebbe esservi compresa anche tutta l'attività investigativa che la precede. Sapendo come stanno le cose nella realtà, quella che ogni povero cristo può sperimentare sulla sua pelle, confido che il sistema della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;eticità&lt;/span&gt;, cioè quelle norme e quei principi di giustizia che sono interiorizzata in noi stessi in quanto popolo degno di questo nome, ci aiuti a riparare ai guasti che l'apparato produce ogni giorno. Ne abbiamo continuamente notizia, ma pensiamo che siano cose lontane che non ci riguardano e non ci toccano. Ed invece ci riguardano tutti e sempre, una prima volta il linea di principio perché ciò che di ingiusto è fatto oggi a te domani potrà essere fatto a che a me, una seconda in linea di fatto perché episodi di violazione della privacy, più o meno gravi, a volte tragici, si verificano sempre più spesso in un progressivo degrado di una giustizia che è un simulacro di se stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;DISCLAIMER&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non sono autorizzate copie a stampa di testi tratti dal presente blog e degli altri dello stesso autore. Ogni copia a stampa per far fede presso terzi deve essere vidimata e firmata dall’autore, che non risponde per l'uso fraudolento di copie non autorizzate. Questo Blog non è un organo di stampa e non rientra nella relativa disciplina di legge. I testi pubblicati sono in continua evoluzione. Fa fede solo l’ultima copia presente in rete: il testo aggiornato supera e annulla tutte le bozze precedenti. Quanti si ritenessero lesi da eventuali imprecisioni o possibili fraintendimenti sono tenuti a segnalare tempestivamente all’autore le loro rimostranze. L’Autore esaminerà senza indugio i reclami pervenuti, valutando caso per caso e apportando le rettifiche che si rendano necessarie o anche opportune. Ogni singolo frase dei testi editi in questo ed in altri blogs dell’Autore va inserita in tutto il contesto non solo del singolo post, ma anche di tutti gli altri post collegati. In tutti i casi di dubbia interpretazione l’Autore è interprete autentico di ciò che ha inteso dire. Non si assume alcuna responsabilità per l'uso fraudolento o artificioso che terzi facciano dei testi editi o perfino stampati e diffusi senza apposita autorizzazione controfirmata. Anche le copie a stampa vidimate e controfirmate cessano in validità ove la bozza sia superata da un testo successivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-6882834976265369039?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/6882834976265369039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=6882834976265369039' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/6882834976265369039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/6882834976265369039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/12/che-giustizia-si-dice-topa-ma-granchio.html' title='Che Giustizia è? Si dice Topa, ma è Granchio!'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-7592358176966958121</id><published>2007-12-03T13:52:00.002+01:00</published><updated>2008-08-19T11:58:30.483+02:00</updated><title type='text'>Seminara: le cronache di Barillaro</title><content type='html'>Versione 1.3&lt;br /&gt;Test in progress suscettibile di modifiche&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Ricevo in Roma con giorni e settimane di ritardo il “Quotidiano della Calabria”, al quale sono abbonato con sconto per alcune mie passate collaborazioni. Ho potuto così legger ier sera il numero di mercoledi 27 settembre dove alla p. 26, nella cronaca di Seminara, trovo un articolo di Barillaro, che riporto interamente qui accanto dopo averlo ripreso con lo scanner.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R1P_Tq-QoJI/AAAAAAAABj4/U3IIyOm3G3U/s1600-R/Barillaro040.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R1P_Tq-QoJI/AAAAAAAABj4/1fCiznTcTls/s200/Barillaro040.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5139732313177890962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ciò mi risparmia di citarne testualmente il contenuto e di potermi limitare ad alcune riflessioni e considerazioni che il testo ha subito suscitato in me ad una prima lettura. In questo giorni tragici per un paese piccolo come Seminara ogni parola sbagliata o malintesa può aggiungere tragedia a tragedia. La prudenza e la cautela è quanto mai d’obbligo. Non è possibile del resto trincerarsi dietro il più stretto riserbo e l’astratto rispetto per il lavoro della magistratura ovvero dichiararsi certi che l’innocenza verrà acclarata. Quando le persone arrestate sono propri parenti o propri amici, si partecipa delle loro stesse sofferenze. Il distacco è possibile solo in terzi e la gioia per le disgrazie altrui può albergare solo nell’animo dei nemici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò premesso, non posso tacere quella che è stata la mia prima impressione dalla lettura del testo sopra riportato in immagine. Il difetto principale dell'articolo di Barillaro a me pare essere il fatto che lui consideri come sentenza già emessa l'impianto accusatorio. Per chi legge, al di là delle singole parole, per giunta virgolettate ed anonime, in aggiunta alla titolazione ed al commento proprio di Barillaro che ha raccolto e messo insieme il tutto, si ricava l'impressione – mi auguro per primo erronea – che l’accusato sia dato già come colpevole condannato con sentenza passata in giudicato. Proprio nel nostro specifico caso, conoscendo ognuno l’altro, il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva deve valere più che altrove. Se anziché indulgere campanilisticamente ad una gloriosa quanto fumosa storia passata, ci si attenesse sanamente alla storia recente dovrebbe insegnare qualcosa il precedente commissariamento del Comune per presunti inquinamenti mafiosi. Dopo anni ed anni di irreversibili sofferenze e danni all'immagine delle persone, una sentenza passata in giudicato ha acclarato che le accuse erano false ed infondate. Purtroppo, nel nostro sistema gli accusatori non portano pena per lo loro false accuse. O meglio, ad essere tecnicamente più precisi, è da dire che l’Amministrazione uscita dalle urne dopo il commissariamento fu condannata al risarcimento dei danni morali. È toccato al sindaco Marafioti pagare quei danni insieme ad altri ingenti debiti accumulati in dieci anni di amministrazione senza effettiva opposizione. Questa è storia non di secoli addietro, ma di pochi anni fa. La storia qui non insegna proprio nulla: né quella fantastica dei secoli passanti né quella di pochi anni addietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se la presunzione dell’innocenza degli imputati è un principio del sistema costituzionale, ciò significa che si ha il diritto di non credere o almeno di dubitare di tutto quanto l'impianto accusatorio. Non so se sia consentito a me semplice cittadino, non coinvolto nelle indagini, di poter accedere alla lettura degli atti giudiziari. Quello che ne so al momento è ciò che per stralci riferiscono i giornali. Anche Barillaro accenna agli atti guidiziari, ma non è chiaro se li abbia letti direttamente o ne parli per sentito dire. Al momento è mia impressione che l'impianto accusatorio sia frutti di arbitrarie illazioni, facili da parte di chi probabilmente non ha mai messo piede in Seminara e ragiona su carte, su intercettazioni inintelligili ed irrilevanti, su una sostanziale incomprensione della legge elettorale maggioritaria, su  ignoranza della sociologia,  su interpretazioni estensive di una normativa mal congegnata dove più incappare un qualsiasi cittadino. Manca inoltre il frutto che avrebbe portato al delinquere. In una realtà come Seminara diventa in pratica impossibile qualsiasi procedimento elettorale. Tanto vale che in Seminara venga instaurato un Commissariato Permanente. Dubito che dopo questa nuova sciagura imposta al paese una qualsiasi persona di buon senso vorrà mai più immischiarsi in faccende elettorali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cittadini, onesti, avrebbero un potente strumento nelle loro mani per far uscire il paese dallo sconcerto. Se nella piazza del paese o in altri luoghi venissero installati dei gazebo, ognuno potrebbe andare a dichiarare se il suo voto è stato dato liberamente in piena coscienza e responsabilità, non importa per quale candidato, oppure se ha subito minacce, violenza morale, costrizione di ogni tipo. Per quel poco che ho potuto sentire nessuno ha detto che le votazioni non siano stati regolari e che non siano state libere. Quindi, se tutti i cittadini andranno a dire agli inquirente quel che da bravi cittadini dovrebbero dire, che che il magistrato dovrebbero prendere atto che il corpo elettorale violentato in realtà non lo è stato affatto (o lo è stato) e quindi le indagini non dovrebbero aver più senso. In fondo, si tratta di poche migliaia di persone. Non capisco perché non possano pronunciarsi liberamente. È in questo modo che potrà misurare l’onestà di cui Barillaro parla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al momento non conosco quali possano essere i vincoli del segreto istruttorio e l'obbligo di non intralciare le indagini degli inquirenti. Ma nella misura cui in cui – passato l'impatto emotivo per l’arresto di persone care – è lecito formarsi un proprio convincimento, trovo fragile l’accusa, inesistente il reato e soprattutto estremamente dannoso ed irreversibile l’evento per il paese stesso di Seminara, molto più che non per le persone singolarmente coinvolte. In pratica, dopo il primo scioglimento per inesistente inquinamento mafioso, erano fuggiti dalla politica per oltre quindici anni quei cittadini che democraticamente intendevano interessarsi della cosa pubblica. Allora vi fu un'individuata ed individuabile regia politica. È come se ora si dicesse in Seminara non il pluripartitismo o il bipartitismo deve esservi, ma il monopartitismo. Come nel 1991 Seminara ha preceduto nel tempo il fenomeno nazionale di Mani Pulite, in Seminara abortito in un castello di menzogne, sembrerebbe che questo sperduto paese pedemontano inauguri una nuova stagione di riforme politiche ed istituzionali: il monopartitismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe invece nel vero interesse del paese l'esistenza di un sistema politico cittadino basato sulla regola della maggioranza e dell'opposizione. Tutto è possibile, ma io non credo che gli avversari politici degli amministratori finiti in manette abbiano di che rallegrarsi. Quanto più sono responsabili tanto più capiranno quanto sia forte il rischio che restino soli nella gestione dell'amministrazione di un Comune che non è né Roma né Firenze. Il paese si avvia a una strutturazione sociologica per la quale il rapporto numerico fra cittadini totalmente incensurati ed altri che hanno avuto trascorsi con la Giustizia, per pene minime che possono andare dal pascolo abusivo al divieto di sosta, vedrà una netta maggioranza di “pregiudicati”, che però restano cittadini e che dopo aver scontato la loro pena, nel nostro sistema volto alla rieducazione ed al recupero sociale, conservano il loro diritto di voto. Anche loro devono venir amministrati, anche loro hanno diritti che devono essere ascoltati. Ho l'impressione che in Seminara viga una sorta di razzismo per cui certe persone, anche innocenti, devono venir relegate in ghetti. Se devo essere più esplicito non credo nell'esistenza di un fenomeno mafioso in Seminara. Credo in un’estesa delinquenza contro la quale la locale stazione dei carabinieri non ha mai fornito adeguata protezione. Mafia e delinquenza sono fenomeni diversi, strutturalmente e sociologicamente. Le norme che contemplano l'associazione mafiosa mi sembrano così ampie che rischia di restarvi incappato un qualsiasi cittadino che abbia giocato una partita a briscola con altre tre persone: pensava di giocare a carte ed era invece entrato a far parte di un’associazione mafiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho potuto vedere che gli inquirenti si sono occupati dell'ultima campagna elettorale di Seminara. Si sono basati su articoli di stampa apparsi qua e là senza minimamente sospettare che in Calabria anche un articolo apparso su un giornale locale è esso stesso parte della campagna elettorale. Per chi sa leggere fra le righe non è difficile valutare la funzione dell'articolo. Per i residenti l'informazione fornita dalla stampa locale è del tutto inutile, quando non addirittura falsa e distorta, per il fatto che ognuno conosce tutti e sa quali sono le motivazioni, gli interessi, gli orientamenti. In Seminara, non si vota a testa, ma per famiglie, quasi come a prima della rivoluzione francese, dove nei parlamenti si votava per ordine. Le famiglie più forte elettoralmente non sono necessariamente quelle malavitose, ma quelle che al loro interno dispongono di più voti disposti ad orientarsi su un determinato candidato. In questo senso una grossa famiglia potrebbe dire: “Qui in sindaco lo faccio io”, cioè lo determino io con il pacchetto dei voti dei miei familiari.  Ma non si tratta di cosa illecita. Quanto fuori di Seminara ciò può essere compreso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;DISCLAIMER&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non sono autorizzate copie a stampa di testi tratti dal presente blog e degli altri dello stesso autore. Ogni copia a stampa per far fede presso terzi deve essere vidimata e firmata dall’autore, che non risponde per l'uso fraudolento di copie non autorizzate. Questo Blog non è un organo di stampa e non rientra nella relativa disciplina di legge. I testi pubblicati sono in continua evoluzione. Fa fede solo l’ultima copia presente in rete: il testo aggiornato supera e annulla tutte le bozze precedenti. Quanti si ritenessero lesi da eventuali imprecisioni o possibili fraintendimenti sono tenuti a segnalare tempestivamente all’autore le loro rimostranze. L’Autore esaminerà senza indugio i reclami pervenuti, valutando caso per caso e apportando le rettifiche che si rendano necessarie o anche opportune. Ogni singolo frase dei testi editi in questo ed in altri blogs dell’Autore va inserita in tutto il contesto non solo del singolo post, ma anche di tutti gli altri post collegati. In tutti i casi di dubbia interpretazione l’Autore è interprete autentico di ciò che ha inteso dire. 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Anche le copie a stampa vidimate e controfirmate cessano in validità ove la bozza sia superata da un testo successivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-7592358176966958121?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/7592358176966958121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=7592358176966958121' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/7592358176966958121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/7592358176966958121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/12/seminara-le-cronache-di-barillaro.html' title='Seminara: le cronache di Barillaro'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R1P_Tq-QoJI/AAAAAAAABj4/1fCiznTcTls/s72-c/Barillaro040.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-4344655919736516575</id><published>2007-11-25T09:03:00.005+01:00</published><updated>2008-08-19T12:03:05.047+02:00</updated><title type='text'>Seminara non è la Corleone delle fictions e dei padrini siculo-americani</title><content type='html'>Versione 1.3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Profondamente turbato per l’operazione che ancora una volta ha sbattuto in prima pagina il comune di Seminara, mi sforzo di reagire razionalmente agli eventi giudiziari e mediatici che si susseguono. Egualmente turbato per le stesse ragioni un nostro concittadino seminarese sta lottando per la vita nell’unità coronarica di un ospedale lombardo. Dalla notte dell’elicottero sospeso in cielo sopra la mia abitazione fino ad oggi, ad appena una settimana, le mie perplessità non sono poche e crescono di giorno in giorno.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R0lU-BAfOqI/AAAAAAAABfY/Ew6uhkFnTM0/s1600-h/Bregantini039.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136730274391866018" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R0lU-BAfOqI/AAAAAAAABfY/Ew6uhkFnTM0/s200/Bregantini039.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Anticipo subito che l’operazione Topa incomincia ad apparirmi sempre più fragile nell’impianto accusatorio finora emerso dalle notizie di stampa. Cercherò di argomentarlo, ritenendo di esercitare quella normale libertà di pensiero che dovrebbe essere garantita ad ogni cittadino dall’art. 21 della nostra vigente costituzione. Inoltre temo che il reato di semplice associazione mafiosa, introdotto come norma di contrasto per combattere un fenomeno malavitoso secolare che nessun governo e nessun regime si mostra capace di estirpare, si stia rivelando uno strumento inefficace per lo scopo per il quale era previsto, ma capace di violare gravemente ed arbitrariamente le libertà dei cittadini, introducendo un regime di terrore che in paesi come Seminara allontana quanti vorrebbero dare un doveroso contributo alla partecipazione politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Procediamo con ordine: Seminara non è Corleone, Rocco Gioffrè detto u ndolu non è Totò Riina e De Palma non è né Falcone né Borsellino e neppure Antonio Marafioti riveste il ruolo di Vito Ciancimino. Tanta è la voglia di fiction in Seminara! Non dispongo del malloppo di 407 pagine ovvero di tutti gli atti giudiziari disponibili alla libera consultazione dei cittadini. Alcuni giornalisti, come tal Mario Meliadò, sembra abbiano potuto leggerli ed estrarne delle parti, poi liberamente commentate. Proprio da questi commenti ne ricavo netta l'impressione che abbiano capito poco e che il loro comprensibile interesse sia solo quello di alimentare uno scandalismo, da cui traggono motivo per la loro attività professionale. Quanto più le notizie sono sensazionali tanto più aumenta la quotazione del giornalista che le offre in pasto ad un pubblico popo maturo. Un giornalista senza notizie non può campare. Fanno certamente il loro lavoro, per il quale ho il massimo rispetto, se riescono a farlo bene. Non mi pare che sia questo il caso con i giornalisti che si sono finora occupati di Seminara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio ambito di analisi non può essere chiaramente quello giudiziario-investigativo. Cosa posso io contrapporre ad un PM che conduce la sua istruttoria? È già tanto se riesco a mantenermi estraneo all’ambito dei suoi poteri investigativi ed incriminatori! Sento persino dire che il mio nome esce perfino dalle intercettazioni in quanto sarei stato citato da uno degli indagati per essere io il solo – secondo lui, bontà sua – a poter risolvere non so quale problema. Fortunatamente, non per essermi incontrato nottetempo con Rocco ‘u ndolu’, che ho visto per la prima volta in vita mia per pochi secondi su una tv regionale: era a mani libere mentre il sindaco aveva le manette! Si direbbe che il più pericoloso dei due era il secondo e non il primo. E che dire, se è vero – chiederò ulteriore conferma ai testimoni oculari – del già sindaco Carmelo Buggè prelevato di notte in pigiama e con una sola pantofola? Appunto: Carmelo Buggè. Incominciamo da qui la nostra riflessione in assenza di tutti quei documenti cartacei che vorremmo consultare ma di cui non disponiamo. Avverto perciò che posso sbagliare in date e situazioni (che potrò sempre rettificare anche su segnalazione), mentre più solida dovrebbe essere per sommi capi la ricostruzione storica degli ultimi due decenni di storia seminarese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo conosciuto Carmelo Buggè all’inizio degli anni novanta perché mi trovavo relatore come docente dell’università di Roma “La Sapienza” ad un convegno in Palmi su Felice Battaglia, nativo di Palmi e per questo celebrato dai palmesi. Ero ospitato all’albergo di Mattiani, l’Arcobaleno, come tutti gli altri oratori. Ben sapendo che ero di Seminara, il sindaco Buggè insieme con un suo assessore venne a farmi visita all’albergo. Si stabilì allora una generica intesa per iniziative seminaresi in ambito culturale. All’incirca nello stesso periodo, ma in modo del tutto autonomo, padre Marcello mi affidò la cura dell’archivio storico della parrocchia, che è stato ora in buona parte restaurato e dichiarato di notevole interesse storico. Non passò molto tempo dalla mia iniziale conoscenza con Carmelo Buggè che mi giunse in Roma la notizia del primo scioglimento del comune di Seminara per presunti ed infondati inquinamenti mafiosi. Fu arrestato il sindaco Buggè insieme ad altre due persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non volli fare allora come san Pietro che disse ai gendarmi: io quello non lo conosco! Telefonai invece subito alla persona che insieme con il sindaco Buggè era venuto a farmi visita in albergo e gli chiesi cosa era successo e quali era concretamente le imputazioni. Mi rispose con cognizione di causa che per Buggè venivano contestate cattive frequentazioni del padre Felice, morto qualche da qualche decennio, e poi continuate dal figlio. Mi parvero tutte inconsistenti. Chiesi l'indirizzo messinese di Carmelo Buggè e gli scrissi una lettera di solidarietà, dichiarandomi certo che la sua innocenza sarebbe stata infine acclarata. Così è stato dopo parecchi anni di calvario. Non rividi più Carmelo Buggè se non dopo che fu emanata la sentenza che ne dichiarava la piena innocenza. Né allora né adesso vi fu notizia di illeciti arricchimenti degli arrestati: un’indagine patrimoniale potrebbe facilmente dimostrare come non sia mai esistito questo rischio, almeno a giudicare dal palese tenore di vita dei soggetti. Anzi, all’ultimo consiglio comunale – Carabinieri presenti –che prima del blitz un indagato ha dichiarato in Consiglio di non aver lucrato di una sola lira con i soldi del Comune in quanto il suo compenso come assessore (500 euro) sono poi stati spesi per pagare cose minime di cui il Comune aveva bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto posso ricordare, ricostruire e giudicare la prima gestione commissariale che seguì lo scioglimento del Comune non rappresentò nulla di positivo per il paese. Avendo allora totale sfiducia per la politica e non essendomi ancora deciso a scendere in campo, ritenevo che un regime commissariale potesse essere maggiormente efficace per la conduzione amministrativa. Infatti, non vi erano le solite pastoie della mediazione politica o la pressione degli interessi particolare. Un commissario che avesse una visione razionale delle cose, avrebbe potuto con autorità perseguirle senza trovare resistenze. Uno dei tre commissari, al quale esposi questa mia ingenua visione, mi disse che in realtà loro dovevano fare contemporaneamente le veci del sindaco eletto, della sua giunta e dell’intero consiglio comunale. Credo che l’immagine più efficace di quel periodo di gestione commissariale possa venir dato dal primo incendio del comune, di cui si è persa memoria a vantaggio del secondo incendio, o meglio affumicamento dei corridoi. Era successo che degli ignoti (per quanto io sappia) avevano nottetempo ammucchiato delle immondizie davanti al portone principale del comune e vi avevano appiccato il fuoco. Vi era allora un grave problema di discarica, che fu risolto non dai commissari, ma per intercessione di un cittadino che fece stipulare un regolare contratto fra il Comune ed una delle famiglie coinvolte nella faida degli anni settanta. Almeno io so così. Se qualcuno dispone di dati diversi, è pregato di farsi avanti. Ne accoglierò le rettifiche che del resto riguardano dati non essenziale alla struttura di questo mio discorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è noto, una gestione commissariale ha carattere temporaneo. Dopo un certo periodo che può essere di diciotto mesi occorre ripristinare la legalità costituzionale che prevede cariche elettive. Ed eccolo il punto dolente che ora si ripresenta nuovamente e che consente il raffronto con un’analoga precedente situazione. Intanto, è da dire che lo il primo scioglimento del comune di Seminara precede di poco il fenomeno nazionale detto di Mani Pulite, interpretabile in diversi modi ma anche come un fare politica con mezzi giudiziari. Più volte mi sono ripromesso di studiare sui documenti la storia recente di quegli anni. Non sono mai andato oltre alcune interviste con persone che avevano vissuto quegli anni. Non io che risiedo in Roma e sono presente in Seminara solo nei periodi estivi e feriali. Mi dissero le mie fonti che dietro l'operazione vi fu una regia politica: un’interrogazione di un parlamentare della sinistra, le dimissioni di un consigliere comunale. Da qui si innescò un'indagine giudiziaria che portò al primo arresto del sindaco Buggè ed allo scioglimento dell’intero consiglio comunale. Per il secondo scioglimento non vorrei assistere alla ripetizione di un film già visto. La mia attenzione è massima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riprendo il filo principale della mia analisi. Quando furono indette le nuove elezioni, il timore era grande. I giornali di questi giorni fanno qualche vago richiamo alla storia politica degli ultimi decenni. Vado con i piedi di piombo perché mi rendo condo che il tema è delicato e le notizie bisbigliate alle orecchie o date distrattamente potrebbe non ottenere conferme e riscontri. Del resto, non mi interessa il singolo fatto quanto l’intera vicenda storicamente ricostruibile ed alla portata di tutti: chiunque può risconoscersi nella ricostruzione da me fatta o anche civilmente dissentire, essendo io aperto al confronto. In un paese afflitto da una costante emorragia emigratoria non vi fu chi volesse candidarsi in opposizione alla lista di sinistra allora capeggiata da Salvatore Costantino. Poiché sembra che non sia possibile una campagna elettorale con una sola lista, se ne costituì immediatamente in dodici ore una di comodo capeggiata da un comunista che fu in pratica delegato dai suoi stessi compagni di maggioranza. Non mi sono mai stancato di rilevare la sostanziale illegittimità costituzionale di una simile procedura, anche se la locale stazione dei carabinieri o gli organi inquirenti non erano abilitati a discettare in merito agli astrusi problemi del conflitto fra legalità formale ed illegittimità sostanziale, sulla quale avevo assistito in quegli agli proprio alla Camera ad un vivace scontro fra giuristi. Uno di questi sosteneva che esiste solamente la “legalità”, mentre tutte le teorie sulla legittimità/illegittimità (diritto naturale) sarebbero solo fantastiche chimere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passarono così i primi cinque anni di amministrazione Costantino (rigorosamente di sinistra) senza che in pratica vi fosse un'opposizione che non fosse puramente formale e di comodo. La persona che ne era a capo mi ha confermato di aver lui costituito quella lista in dodici ore. La stessa persona si ritrovò poi fra i componenti di maggioranza durante la seconda sindacatura Costantono. Alla seconda tornata elettorale si costituì in effetti una seconda lista formalmente e sostanzialmente autonoma dalla Sinistra. Fu però così inetta e raccogliticcia che risultò ancora più funzionale della precedente opposizione. Vedendo lo sfacelo politico e culturale, io incominciavo nel frattempo ad interessarmi della vita politica e culturale del paese in cui sono nato e dove i miei avi hanno sempre dimorato a memoria d’uomo e per quanto consentono di appurare i documenti parrocchiali. Quando vi fu il secondo incendio del Comune, uscito di casa, trovai un mio cugino di Sant’Anna, allora egli stesso amministratore comunale, mentre transennava l’edificio del Comune. Non essendo più agibile, offrii gratuitamente alcuni locali della mia vicina abitazione per l’uso che si pensava di poterne fare. L’allora sindaco Costantino andò fiero di questa mia ospitalità e ne trassi una non richiesta lode in presenza del prefetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio successivo contrasto con Salvatore Costantino si approfondì in seguito principalmente su due questioni: a) la politica culturale del Comune, sostanzialmente continuato da Mariano Battaglia; b) una questione squisitamente costituzionale riguardante le funzioni di un'oppozizione. In sostanza, per la prima questione mi opposi e mi oppongo ad uno spreco di pubbliche risorse volte a far nascere in Seminara un personaggio, Leonzio Pilato, per il quale non esiste nessuna documentazione scientifica in tal senso. La seconda questione è più complessa da spiegare e la verrò articolando qui di seguito. In sintesi, per effetto dell’infondato scioglimento del Comune la Sinistra di Salvatore Costantino si trovò regalata dalle istituzione il governo cittadino, ma quel che è peggio senza nessuna effettiva opposizione, come cercherò di dimostrare senza nessuna intenzione polemica, del tutto fuori luogo in un momento così tragico nella vita del paese. Ho avuto modo di dirgli che avevo scritto un articolo, non pubblicato, dove lo criticavo aspramente per essersi egli sistematicamente assentato nel doveroso ruolo di capo dell'opposizione nella prima sindacatura Marafioti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio apporto dottrinale sulla scena politica seminarese fu improntato alla necessità di ristabilire la piena funzione costituzionale di un’opposizione, poco mi importava se di destra o di sinistra: era importante che un’opposizione ci fosse. Si intende qui un’opposizione politica capace di rappresentare quei controlli e contrappesi che sono necessariamente politici e riguardano i criteri di opportunità nella gestione della cosa pubblica, non certo i rilievi di legittimità e di liceità per i quali vi sono appositi organi preposti. Temo che in Seminara non vi sarà più spazio per l'esistenza di un'opposizione politica ed il governo cittadino proprio per questo sarà destinato ad un costante deficit di democrazia. Quanto questo sia consapevomente voluto dagli organi inquirenti, non saprei dire al momento. Ciò che vedo è un castello di indizi e pregiudizi piuttosto lontani da quella visione delle cose che posso percepire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(segue: bozza)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;DISCLAIMER&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non sono autorizzate copie a stampa di testi tratti dal presente blog e degli altri dello stesso autore. Ogni copia a stampa per far fede presso terzi deve essere vidimata e firmata dall’autore, che non risponde per l'uso fraudolento di copie non autorizzate. Questo Blog non è un organo di stampa e non rientra nella relativa disciplina di legge. I testi pubblicati sono in continua evoluzione. Fa fede solo l’ultima copia presente in rete: il testo aggiornato supera e annulla tutte le bozze precedenti. Quanti si ritenessero lesi da eventuali imprecisioni o possibili fraintendimenti sono tenuti a segnalare tempestivamente all’autore le loro rimostranze. L’Autore esaminerà senza indugio i reclami pervenuti, valutando caso per caso e apportando le rettifiche che si rendano necessarie o anche opportune. Ogni singolo frase dei testi editi in questo ed in altri blogs dell’Autore va inserita in tutto il contesto non solo del singolo post, ma anche di tutti gli altri post collegati. In tutti i casi di dubbia interpretazione l’Autore è interprete autentico di ciò che ha inteso dire. Non si assume alcuna responsabilità per l'uso fraudolento o artificioso che terzi facciano dei testi editi o perfino stampati e diffusi senza apposita autorizzazione controfirmata. Anche le copie a stampa vidimate e controfirmate cessano in validità ove la bozza sia superata da un testo successivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-4344655919736516575?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/4344655919736516575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=4344655919736516575' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/4344655919736516575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/4344655919736516575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/11/seminara-non-corleone.html' title='Seminara non è la Corleone delle fictions e dei padrini siculo-americani'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R0lU-BAfOqI/AAAAAAAABfY/Ew6uhkFnTM0/s72-c/Bregantini039.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-2866918119781803599</id><published>2007-11-24T13:51:00.002+01:00</published><updated>2008-08-19T11:43:45.326+02:00</updated><title type='text'>Il vescovo Bregantini ed il sindaco Marafioti</title><content type='html'>Versione 1.3&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Testo in progress e non definitivo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eventuali inesattezze saranno tempestivamente rettificate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Immaginiamo al modo di &lt;a href="http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/11/il-fango-giornalistico-di-mario-meliad.html"&gt;Meliadò&lt;/a&gt; che io che sono quasi astemio per una volta in vita mia abbia ad ubriacarmi e mi metta poi al telefono&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R0gvxhAfOlI/AAAAAAAABew/TmvO1VxJQ1Y/s1600-h/Bregantini034.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R0gvxhAfOlI/AAAAAAAABew/TmvO1VxJQ1Y/s200/Bregantini034.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136407902736562770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; raccontando cose fantastiche che vengono magari intercettate e trascritte da qualche solerte funzionario dei servizi investigativi che ha magari sbagliato il numero dei telefoni da intercettare. Capita di sbagliare numero o no? È all'incirca quanto sembra – dico sembra perché il dubitativo è rigorosamente d’obbligo in tutte le vicende di questa storia tragicomica – sia successo con le intercettazioni pubblicate dal terzo quotidiano nazionale, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Stampa&lt;/span&gt; torinese che qualche volta scende giù nel meridione, come fecero i Piemontesi circa 150 anni fa, per nostra fortuna o disgrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il quotidiano torinese riferisce di un evento che pare costituisca una sorta di titolo nobiliare per il riconoscimento dei gradi mafiosi dei Gioffrè di Seminara, al cui esordio si trova una reato per... pascolo abusivo!&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R0gwjRAfOmI/AAAAAAAABe4/kY1axUXmf3c/s1600-h/Bregantini035.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R0gwjRAfOmI/AAAAAAAABe4/kY1axUXmf3c/s200/Bregantini035.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136408757435054690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; In Polsi, in data 13 settembre, cioè successiva alle elezioni comunali in Seminara del fine maggio. È vero che una volta tanto il meeting non era volto alla progettazione di stragi ed omicidi, ma a favorire una pax sia pure mafiosa. Non si voleva e nessuno voleva che ci fossero altri morti, non importa quali morti. Esiste infatti una teoria secondo la quale non esistendo la pena di morte in Italia è però un fatto da considerare benevolmente quando i mafiosi si uccidono fra di loro, comprese le persone dei loro congiunti: donne, anziani, bambini. Pare che anche la chiesa, in linea con i principi della carità cristiana, neppure fosse contenta di tutte queste uccisioni, quelle di Duisburg, che ancora una volta hanno gettato una pessima luce sulla nostra martoriata regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, forse in preda ad un raptus di vanità, per il presunto invito al meeting di Polsi, deve aver preso qualche abbaglio, se non si è inventato il tutto. Dalla stampa locale, se non erro (ma se del caso posso sempre rivedere questo mio testo non cartaceo) è possibile ricostruire quanto segue. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R0h4nBAfOnI/AAAAAAAABfA/0U6e2OJQe4k/s1600-h/Bregantini036.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R0h4nBAfOnI/AAAAAAAABfA/0U6e2OJQe4k/s200/Bregantini036.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136487986696764018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il vescovo Bregantino o chi per lui ebbe a lodare per meriti religiosi un Gioffrè, dicendone bene ai fedeli che lo ascoltavano. Il cognome Gioffrè è forse il più diffuso in Seminara, ma si trova anche fuori di Seminara. Il vescovo nella sua lode si riferiva ad un Gioffrè di Bagnare, titolare di un’impresa funebre e presidente di una confraternità religiosa che si reca annualmente al santuario di Polsi. Il Gioffrè intercettato, evidentamente troppo compreso dalla sua propria importanza, considera rivolte ai Gioffrè di Seminara, tutti grandi uomini, le lodi del vescovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gazzetta del Sud&lt;/span&gt; l'equivoco viene presto denunciato e si legge pure di una querela del vescovo al quotidiano torinese ed altri organi di stampa che ne hanno amplificato la notizia.  Perfino gli organi inquirenti si affrettano a &lt;a href="http://www.giornaledicalabria.net/index.php?categoria=REGGIO&amp;amp;id=57521&amp;amp;action=mostra_primopiano"&gt;smentire &lt;/a&gt;le versioni giornalistiche per spiegare che il vescovo proprio non c'entra nulla e che non è certo indagato come gli sventurati di Seminara. Già! Questo è il punto a cui fin dall'inizio volevamo arrivare e che ci è subito venuto in mente appena abbiamo letto del tragico e comico equivoco. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R0h7vRAfOoI/AAAAAAAABfI/3O-RcbtqqIM/s1600-h/Bregantini038.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R0h7vRAfOoI/AAAAAAAABfI/3O-RcbtqqIM/s200/Bregantini038.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136491426965568130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In questo nostro paese (il caso Tortora insegna) si può finire in galera perché qualche persona dotata di fervida fantasia ovvero di una logica incline alle illazioni ed alle congetture esprime chiamate di correità. Ovviamente, chi riveste l'autorità del caso deve vagliare l'attendilità dei dichiaranti ovvero degli intercettati. Nel caso del vescovo non si è avuta la minima esitazione a dichiarare inattendibile l'intercercettato vanaglorioso, ma nella stessa intercettazione si tira in ballo anche il sindaco e tutto l'intero consiglio comunale di un paese. Come che vi è inattendibilità per quanto riguarda il vescovo ed attendibilità per il sindaco?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lascio a chi legge di trarre le ulteriori deduzioni. Qui concludo dicendo che la Giustizia viene pronunciata in nome del popolo italiano, cioè quota parte nel nome di ognuno di noi. Se così è, abbiamo tutto il diritto di seguire criticamente il lavoro degli organi inquirenti, almeno per quanto viene reso noto dagli organi di stampa. Ripeto ciò che ho detto altrove e non mi stanco di ripetere ogni volta che serve. I tempi investigativi e processuali possono essere lunghissimi, ma il fango che si getta sugli imputati (da presumere innocenti fino a sentenza definitiva) è quotidiano e non verrà mai risarcito se con una pronta ed immediata azione di controinformazione gli interessati non tutelano la propria immagine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;DISCLAIMER&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non sono autorizzate copie a stampa di testi tratti dal presente blog e degli altri dello stesso autore. Ogni copia a stampa per far fede presso terzi deve essere vidimata e firmata dall’autore, che non risponde per l'uso fraudolento di copie non autorizzate. Questo Blog non è un organo di stampa e non rientra nella relativa disciplina di legge. I testi pubblicati sono in continua evoluzione. Fa fede solo l’ultima copia presente in rete: il testo aggiornato supera e annulla tutte le bozze precedenti. Quanti si ritenessero lesi da eventuali imprecisioni o possibili fraintendimenti sono tenuti a segnalare tempestivamente all’autore le loro rimostranze. L’Autore esaminerà senza indugio i reclami pervenuti, valutando caso per caso e apportando le rettifiche che si rendano necessarie o anche opportune. Ogni singolo frase dei testi editi in questo ed in altri blogs dell’Autore va inserita in tutto il contesto non solo del singolo post, ma anche di tutti gli altri post collegati. In tutti i casi di dubbia interpretazione l’Autore è interprete autentico di ciò che ha inteso dire. Non si assume alcuna responsabilità per l'uso fraudolento o artificioso che terzi facciano dei testi editi o perfino stampati e diffusi senza apposita autorizzazione controfirmata. Anche le copie a stampa vidimate e controfirmate cessano in validità ove la bozza sia superata da un testo successivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-2866918119781803599?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/2866918119781803599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=2866918119781803599' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/2866918119781803599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/2866918119781803599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/11/il-vescovo-bregantini-ed-il-sindaco.html' title='Il vescovo Bregantini ed il sindaco Marafioti'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/R0gvxhAfOlI/AAAAAAAABew/TmvO1VxJQ1Y/s72-c/Bregantini034.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-4601871207651970029</id><published>2007-11-24T00:39:00.003+01:00</published><updated>2008-08-19T11:02:28.512+02:00</updated><title type='text'>La Seminara del sindaco Marafioti: una caserma nuova di zecca per i carabinieri che lo arrestano pochi giorni dopo!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Versione 1.0&lt;br /&gt;Testo in progress&lt;br /&gt;Versione provvisoria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martedi 28 novembre si era tenuto l’ultimo consiglio comunale di Seminara prima che il suo sindaco e vicesindaco venissero arrestati per associazione a delinquere lo stesso fine settimana. La ricerca di una sede idonea per la locale stazione dei Carabiniere era un problema annoso e assai sentito dagli amministratori comunali che si sono succeduti negli anni. Finalmente, la soluzione a lungo agognata era stata fornita dal sindaco Antonio Pasquale Marafioti. Erano presenti al Consiglio Comunale gli stessi carabinieri che erano ben consci dell'importanza della delibera votata all'unanimità da tutto il Consiglio Comunale, maggioranza e opposizione, con la sola astensione del vicesindaco Mariano Battaglia. Da cittadini ed amministratori era fortemente sentito il bisogno di un rafforzamento in uomini e mezzi della stazione dei carabinieri di Seminara, che nell'ultimo anno – sembra per problemi logistici – aveva pressoché abbandonato Seminara a se stessa, spostandosi tutta su Palmi. Se si telefonava alla locale stazione la risposta veniva data da Palmi. Per il Paese di Seminara che nel corso della sua storia ha visto progressivamente perdere Uffici ed Istituzioni a vantaggio della vicina Palmi, anticamente un semplice casale di Seminara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché non vi fossero alibi all'abbandono da parte delle istituzioni il sindaco Marafioti aveva ben pensato di destinare gli ampi e comodi locali progettati per una casa per anziani che in realtà non ha mai decollato per ospitarvi la stazione dei carabinieri, che ne erano assai contenti e la consideravano “l'unica sede possibile” in tempi assai brevi, dopo i necessari lavori di adeguamento. Considerando che il regime commissariale predisposto già per la settimana successiva non avrebbe potuto deliberare la nuova funzione della casa nata per ospitare anziani, pare una deliberata &lt;span style="font-style: italic;"&gt;perfidia&lt;/span&gt; il rinvio di pochi giorni del blitz con cui nottetempo veniva esautorato l’intero Consiglio Comunale, insolitamente affollato da tutti i componenti dell'opposizione che nella precedente sindacatura Marafioti avevano sistematicamente ed aventinianamente disertato tutte le sedute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché occorreva trovare i fondi necessari per l'adeguamento della struttura, il sindaco Marafioti aveva deciso di non rimpiazzare due impiegati comunali che erano andati in quiescienza. Con i fondi così risparmiati potevano venir pagati, almeno in parte, i necessari ed urgenti lavori per poter ospitare degnamente la caserma. Quei fondi saranno adesso vanificati dal costoso pagamento dei tre Commissari prefettizi che gravano sul bilancio del comune stesso. La precedente gestione commissariale aveva talmente soddisfatto i cittadini tanto che ignoti nottetempo raccolsero le immondizie delle strade, le ammassarono davanti al portone principale del municipio e vi appiccarono il fuoco: fu questo il primo incendio del municipio. I segni rimasero visibili sul portone bruciacchiato per parecchio tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembrerebbe – stando al capo di imputazione che si legge sui giornali – che Antonio Pasquale Marafioti sarebbe solo il luogotenente di qualcuno. Ma è ben strano che la sua principale preoccupazione fosse quella di avere un’efficiente stazione dei carabinieri nel paese, in grado di offrire un argine a fatti delinquenziali e malavitosi, che restano pressochè sempre impuniti . Dai carabinieri ci si è sempre aspettato che garantissero l'ordine pubblico e dessero sicurezza ai cittadini. Per quanto mi riguarda, personalemnte non è mai successo che si stati scoperti gli autori dei crimini da me sempre regolarmente denunciati. Sindaco, vicesindaco ed assessore nonchè numerosi altri soggetti sono stati tutti arrestati per associazione a delinquere. Ben strana associazione questa che si preoccupa di dare una Sede degna ai Carabinieri quale mai hanno avuto in Seminara!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'operazione che ha riempito le pagine dei giornali è stata denominata “Topa” dal nome di una località seminarese. Se come mi auguro e sono certo verrà infine acclarata l'innocenza degli arrestati, si dovrà cambiare cambiare il nome da “Topa” in “Granchio”. Già Seminara ha subito l'onta di uno scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa. L'allora sindaco Carmelo Buggè fu arrestato insieme ad altri, ma poi dopo infinite sofferenze  e dicerie di ogni genere assolto con formula piena. Dalle notizie di stampa non si apprende perché mai sia stato egli nuovamente arrestato, pare nottetempo in pigiama e con una sola pantofola, almeno stando al racconto di un vicino. Si legge che sarebbe assessore o consigliere nella nuova amministrazione Marafioti: notizia del tutto falsa! Carmelo Buggè non ha alcuna carica e funzione nell'amministrazione cittadina, dove non si è neppure presentato alle ultime elezioni. È certamente un politico che ha interesse per le sorti e la vita politica del paese in cui vive. Ma questo non risulta essere un reato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il paese di Seminara ha subito negli ultimi anni una costante emorragia di popolazione. Il paese è povero sotto ogni aspetto. Le cariche comunali (consigliere, assessore) fruttano al massimo qualche centinaio di euro, ma considerato il rischio di finire in galera senza neppure immaginarselo – è questo lo stato d’animo dei possibili candidati a cariche pubbliche –, non vi sarà nessuno  disposto  a candidarsi alle prossime elezioni, o meglio vi sarà in pratica una sola lista, come era già successo  dopo il primo totalmente infondato ed arbitrario scioglimento per inesistenti infiltrazioni mafiose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va anche detto che per le note cose successe e per la cattiva stampa sul nome Seminara molte delle persone cosiddette per bene hanno preferito abbandonare il paese ed andare a vivere altrove, magari nella vicina Palmi. Non ho statistiche a portata di mano, ma per sentito dire dovrebbe essere alto in Seminara il numero di persone che hanno avuto qualche guaio con la cosiddetta Giustizia. Godono però del diritto di voto. Ripeto: non ho e non esistono statistiche. È possibile solo fare una stima. Al momento regna la confusione, ma è proprio in questa confusione che vengono lesi i diritti degli innocenti che tali devono essere sempre ritenuti fino al conclusione del processo e fino a sentenza definitiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le cose che i giornali non dicono vi è il significativo fatto che il pacchetto di voti Gioffrè in Seminara paese non è stato affatto determinante per la vittoria del sindaco Marafioti. La lista Costantino ha affisso un manifesto per rivendicare giustamente di essere la maggioranza nel paese, cioè nel capoluogo e nella maggiore frazione di Barritteri. Essendo il voto segreto e non nominativo, non è possibile sapere esattamente chi ha votato chi. Marafioti ha potuto vincere solo grazie ai voti di Sant'Anna, la più piccola delle due frazioni, che ha compensato largamente le perdite in Barritteri e in Seminara capoluogo. Non sono un esperto di analisi elettorali, ma non riesco a capire dove possa esservi stato il voto di scambio. Da quanto mi dicono (io ero in Roma, dove abito e voto) i seggi elettorali erano presidiati dai carabinieri e le operazioni di voto si sono svolte con assoluta regolarità. Certo, occorre leggere le 407 o 1000 pagine per capire come sia stata possibile l’operazione “Topa” o forse “Granchio”. I comuni cittadini hanno però a disposizione solo gli organi di stampa e da questi sorgono più perplessità e contraddizioni che non certezze. A maggior ragione vale la regola che in assenza di un'attenta disamina delle accuse degli organi inquirenti, deve presumersi l'innocenza degli arrestati. Una simile presunzione vale poco più di nulla se non è accompagnata dal rispetto umano e dalla solidarietà verso i cittadini imputati. Dalla rassegna stampa finora fatta sembra invece di notare una predilizione per la gogna. Quello che è assolutamente certo è che il paese di Seminara ha subito un colpo mortale dal quale non credo – almeno per quanto riguarda la mia generazione – che potrà più risollevarsi. Il candidato sindaco della lista Unione civica ha manifestato il suo ritiro dalla scena politica. Per quanto mi riguarda, considerati i rischi, ritengo che nessun serio politico possa apprezzare la piazza seminarese. È da augurarsi per Seminara un perpetuo commissariamento prefettizio: la democrazia non è cosa per un paese come Seminara!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;DISCLAIMER&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non sono autorizzate copie a stampa di testi tratti dal presente blog e degli altri dello stesso autore. Ogni copia a stampa per far fede presso terzi deve essere vidimata e firmata dall’autore, che non risponde per l'uso fraudolento di copie non autorizzate. Questo Blog non è un organo di stampa e non rientra nella relativa disciplina di legge. I testi pubblicati sono in continua evoluzione. Fa fede solo l’ultima copia presente in rete., che supera e annulla tutte le bozze precedenti. Quanti si ritenessero lesi da eventuali imprecisioni o possibili fraintendimenti sono tenuti a segnalare tempestivamente all’autore le loro rimostranze. L’Autore esaminerà senza indugio i reclami pervenuti, valutando caso per caso e apportando le rettifiche che si rendano necessarie o anche opportune. Ogni singolo frase dei testi editi in questo ed in altri blogs dell’Autore va inserita in tutto il contesto non solo del singolo post, ma anche di tutti gli altri post collegati. In tutti i casi di dubbia interpretazione l’Autore del tessto è interprete autentico di ciò che ha inteso dire. Non si assume alcuna responsabilità per l'uso fraudolento o artificioso che terzi facciano dei testi editi o perfino stampati e diffusi senza apposita autorizzazione controfirmata. Anche le copie vidimate e controfirmate cessano in validità ove la bozza sia superata da un testo successivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-4601871207651970029?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/4601871207651970029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=4601871207651970029' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/4601871207651970029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/4601871207651970029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/11/una-caserma-nuova-di-zecca-per-i.html' title='La Seminara del sindaco Marafioti: una caserma nuova di zecca per i carabinieri che lo arrestano pochi giorni dopo!'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-7333784812246213236</id><published>2007-11-23T04:47:00.002+01:00</published><updated>2008-08-19T12:06:14.373+02:00</updated><title type='text'>Il fango giornalistico di Mario Meliadò</title><content type='html'>Versione 1.3&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Con un copia ed incolla pubblico qui nella prima parte un articolo che ho trovato nel sito di &lt;a href="http://www.articolo21.info/notizia.php?id=5719"&gt;Articolo 21&lt;/a&gt; a firma di Mario Meliadò. Di seguito riporto i miei commenti estemporanei all’articolo, apparsi in automatico sullo stesso sito di Articolo 21. Rispetto al testo originario mi riservo qui nel mio blog ulteriori miglioramenti formali, integrazioni o rettifiche. Salvo che per il caso del vescovo Bregantini, pure tirato in ballo, non ho letto finora nessuna difesa per gli arrestati, che sono già stati condannati prima ancora di essere giudicati. È veramente uno spettacolo indegno di un giornalismo che anziché informare con la dovuta cautela ed il dovuto rispetto degli esseri umani, dimostra di avere solo il gusto di mettere alla gogna quanti capitano a tiro, poco importa che possano essere innocenti. Se certamente il fenomeno mafioso è da condannare, esiste però una stampa che non offre di sé immagine migliore di quella che pretende  di fustigare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Articolo di Mario Meliadò&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.articolo21.info/notizia.php?id=5719"&gt;Fonte: Articolo 21&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;IL BLITZ DELLA DDA DI REGGIO.&lt;br /&gt;ELEZIONI PILOTATE E AMMINISTRAZIONE&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;"A Seminara comando io"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;di Mario Meliadò&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Lufthansa o Air France? …Meglio il posto lato-finestrino?" [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il virgolettato è una fiction di Meliadò o si trova nel fascicolo processuale ovvero nell'ordinanza di arresto?]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Immaginatevi dialoghi di questo tipo, sì, immaginateveli. [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Me li immagino, appunto! E mi immagino pure le fantastiche deduzioni che può averne tratta un certo Mario Meliadò, il cui nome nessuno ha mai sentito prima. Probabilmente, in molti si sono immaginate le cose. La fiction è di moda e viene ormai sostituita alla realtà, che è tale solo se imita la fiction&lt;/span&gt;]&lt;br /&gt;Immaginatevi che ci sia una cosca della ‘ndrangheta disposta a pagare il viaggio aereo a persone di un minuscolo centro della Piana di Gioia Tauro dove la ‘ndrangheta emana un odore più forte delle drupe degli ulivi, pur di farle votare (come dice “la Mamma” e per chi dice “la Mamma”, questo è chiaro). [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Questo lo immagina Meliadò o lo ha letto negli atti? Conosce Meliadò i risultati elettorali di ognuna delle cinque sezioni in cui si è votato? Se li studi! Potrebbe ricavarne deduzioni fondate su numeri, anziché sulla sua fertile immaginazione. Vedrà che la “Mamma”, dove era presente con i suoi “figli”, non ha vinto, ma ha perso! E vedrà pure dell'altro se va a studiare l'albero genealogico di tutti i 32 candidati delle due liste concorrenti&lt;/span&gt;].&lt;br /&gt;Immaginatevi pure che ci sia una cosca della ‘ndrangheta in grado di preconizzare il numero di elettori che sceglieranno secondo i propri voleri, diciamo 1.750… e, pochi minuti dopo le Amministrative del maggio scorso, di appurare d’aver sbagliato, sì, ma esclusivamente per difetto di 8 voti…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svegliatevi, adesso. Benvenuti a Seminara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria guidata dal procuratore aggiunto Salvo Boemi ha messo a segno 11 arresti. Tra questi c’è l’attuale sindaco Antonio Marafioti. Che era sindaco pure nella consiliatura precedente.&lt;br /&gt;Sapete, questo dirigente di Forza Italia aveva dubbi… Non voleva più – pensate – ricandidarsi alla carica di primo cittadino.&lt;br /&gt;Ma poi gli è arrivata una telefonata. Dall’altro capo del filo c’era Rocco Gioffrè detto ‘u ndolu o massarazzu, che non ha impiegato grandi giri di parole per fargli giungere il messaggio giusto: "Caro Totò, tu lo sai che a Seminara, da sempre, il sindaco lo decido io…". Detto, fatto: Marafioti ricandidato, Marafioti trionfalmente di nuovo primo cittadino. Tra i primi atti, il recupero di una cava d’interesse della “famiglia”, le connessioni con una fabbrica di fuochi d’artificio dei Gioffrè che si sarebbe fatta pagare dalla locale Amministrazione circa 130 milioni di ex-lire per un paio di minuti di giochi pirotecnici, la gestione di show con cantanti attori in vernacolo e tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non è stato il solo a convincersi di botto, Marafioti. Proprio no.&lt;br /&gt;Pensate a Mariano Battaglia, stimatissimo quanto moderato attivista del Movimento Cristiano Lavoratori – Mcl (era presidente provinciale in carica), da tanti anni nell’Udc (benché alquanto critico verso l’attuale dirigenza e certe scelte recenti nel Reggino e in Calabria), impegnatissimo quando c’era da promuovere la sfilata storica che ricorda l’ingresso trionfale di Carlo V a Seminara… Be’, Battaglia era vicesindaco anche quando sciolsero il comune per infiltrazioni mafiose, nel ’91, sedici anni passati senza mutamenti del quadro politico davvero significative. Mariano Battaglia ha tentato tante “scalate” politiche, provando a entrare fra i consiglieri provinciali di Reggio Calabria eletti nelle fila centriste… azzardando addirittura l’avventura come parlamentare europeo (ma nessun udiccino calabrese fu eletto in Calabria, a differenza dei lunghi anni in cui Strasburgo parlava catanzarese grazie a Nino Gemelli, già presidente della Commissione per le petizioni dell’Europarlamento, dal gennaio scorso aderente alla Democrazia cristiana…).&lt;br /&gt;Be’, Battaglia aveva deciso di candidarsi in una lista d’opposizione rispetto a quella del ricandidato primo cittadino Marafioti. E probabilmente avrebbe corso per la carica di sindaco, con buone possibilità, anche in considerazione dell’ottima impressione generale destata dalla persona e della sua lunga militanza politica. Chissà, forse anche a lui arrivò una telefonata… Fatto sta che un po’ di giorni dopo, la lista “avversa” era sparita (diversamente da “Unione civica per Seminara”, lista d’opposizione con candidato sindaco il diessino ed ex primo cittadino Salvatore Costantino, rimasta in piedi). E Mariano Battaglia? Capolista – sì: capolista – nella lista maggioritaria “Insieme per Seminara”, e anche quarto eletto in Assemblea con 79 voti. Sufficienti per tornare “numero 2” di quello stesso sindaco che lui, in origine, non voleva nemmeno a Palazzo di città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo più votato, sapete chi è stato? Adriano Gioffrè, il 27enne nipote del presunto capobastone, poi diventato assessore allo Sport. Per lui, 89 voti. Altri due parenti del capoclan erano rappresentanti di seggio. Ogni minuto, li chiamava, il “patron” Rocco: per sapere come andava, se tutto filava liscio, se questo e quello s’erano presentati, se erano corrucciati o sereni in volto o cordiali oppure…&lt;br /&gt;E alla fine, grande festa in piazza!, e telefonate, e riso, e scherzi e battute… Eh sì, belle le elezioni, belle davvero quando c’è chi le sa “organizzare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peccato davvero che l’operazione non abbia potuto prendere il nome dalla località dove s’è svolto il blitz della Dda reggina: località Topa di Seminara. Ci pensate? “Operazione Topa”… e quindi i magistrati hanno preso un’altra direzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi c’è Memè “il Professore”. Cioè Carmelo Buggè; che nel 1991, quando il Comune fu sciolto per mafia, di Seminara era proprio il sindaco…&lt;br /&gt;Telefonate “hot”, ma soprattutto conversazioni registrate con attente intercettazioni ambientali, incastrerebbero questo sottobosco politico, che dovrà rispondere di voto di scambio e associazione a delinquere di stampo mafioso.&lt;br /&gt;Undici arresti; e altre due persone – attualmente irreperibili - stanno per essere catturate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’ultima annotazione ha però il sapore sferzante delle Verità Nascoste.&lt;br /&gt;Riguarda Polsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedete, Polsi è sede del più frequentato Santuario mariano dell’intero Mezzogiorno d’Italia. Ma è anche la località della Locride in cui, secondo voci da sempre alimentate (anche per una certa subcultura portata avanti in troppe famiglie, anche per la cosiddetta “mafia music” che spopola da queste bande) e mai smentite, si tengono almeno annualmente i vertici della ‘ndrangheta…&lt;br /&gt;Ebbene, molte personalità politiche, delle associazioni, ma pure della Chiesa hanno periodicamente tuonato: "Basta infangare il Santuario! A Polsi è da decenni che il crimine organizzato non fa più i suoi summit".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene… non era vero.&lt;br /&gt;I magistrati della Dda hanno stroncato la diceria con nomi e date precisissimi.&lt;br /&gt;Il 13 settembre 2007, s’è tenuto l’ultimo summit delle ‘ndrine a Polsi, nel bel mezzo dell’assiepatissima Festa della “Madonna della Montagna”. Duisburg, l’eccidio dei 6 giovani di San Luca davanti alla pizzeria “Da Bruno”, risale solo a un mesetto prima….&lt;br /&gt;Ebbene, quella riunione s’è fatta. E c’erano gli Strangio. E c’erano i Pelle. E c’erano i Vòttari.&lt;br /&gt;E c’erano anche alcuni tra gli arrestati in questo blitz antimafia, le persone che secondo i magistrati della Dda di Reggio Calabria condizionavano la vita politica a Seminara (e non solo… ma questa è un’altra storia). Evidentemente come "interlocutori legittimati", sottolinea il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia reggina Roberto Di Palma, di quelli che sono ritenuti alcuni fra i più efferati e spietati capi-‘ndrangheta dell’intera Calabria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;II.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Miei commenti già inviati ad Articolo 21 e qui migliorati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Vengo giusto da Seminara, dove quasi certamente voi non avete mai messo piede. Tante sono le castronerie che avete scritto. Intanto è vero che nel 1991 il comune fu sciolto una prima volta per infiltrazioni mafiose. Ciò che non sapete e non dite è che tutti i tre imputati furono assolti e l'amministrazione comunale di sinistra, andata al potere grazie allo scioglimento del comune, fu condannata a risarcire i danni agli imputati dichiarati innocente... Carmelo Buggè, ora arrestato di nuovo nottetempo in pigiama con una sola pantofola, non ricopre nessuna carica (né assessore né consigliere né altro) nella nuova amministrazione: ancora i giornali non ci hanno saputo dire a che titolo è stato arrestato... Mah! Il fango è già incominciato. Magari, come nel primo scioglimento si saprà che tutti gli imputati erano innocenti, ma intanto il fango è stato gettato...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;Ho appena finito di vedere la puntata su Totò Rijna. Rocco Gioffrè non è Totò Riina. Forse a furia di vedere troppa fiction si rischia di scambiare ciò che è fantastico con la realtà. La carriera criminale di Rocco Gioffrè, che non era un latitante ma viveva accanto all'Oratorio, inizia con il gravissimo reato di pascolo abusivo. E rimane sempre in questo campo criminale, se è vero che i padri canossiani si lamentavano per lo sconfinamento delle pecore nel campetto dell'Oratorio... quanto poi a comdandare la vita politica del paese, ben lo sanno i lettori di Articolo 21 ben edotti dal suo sapiente articolista...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;Ciò che non sa il cantore di Articolo 21 è che Seminara consta di un centro e di due frazioni, di cui una di nome Barritteri è di gran lunga più popolosa della seconda chiamata Sant'Anna. Rocco Gioffrè abita a Seminara centro e se qualche influenza esercita è qui che la esplica. Ebbene, a Seminara centro la lista per Marafioti ha perso: dunque, dove si trova lo strapotere di zio Rocco. Ah si! Aveva un nipote in lista con Marafioti. Ma ne aveva pure un'altro nell'altra lista... Il cognome più numeroso in Seminara è forse quello dei Gioffrè. Marafioti ha pure perso in Barrittieri, sia pure con leggero recupero rispetto alla volta precedente, ma ha perso! Ha vinto soltanto per i voti di Sant'Anna, dove il nome di zio Rocco è quasi sconosciuto... Marafioti ha vinto in Sant'Anna solo grazie al buon nome di suo nonno morto giusto 50 anni fa! Il resto alla prossima puntata...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;4.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;A proposito del meeting di Polsi dove i Gioffrè di Seminara sarebbero stati invitati in segno di raggiunta nobiltà è da dire che tanto si sono montati la testa da credere che la loro presenza fosse stata notata dal vescovo Bregantina tanto da venir lodata durante la messa: i grandi uomini di Seminara ha contribuito alla pace di Duisburg, È vero il vescono ha lodato un Gioffrè... ma non di Seminara, bensi di Bagnara! Tutt'altra cosa! Una persona di buon senso, di certo non il nostro Meliadò, si sarebbe chiesto: ma se non sono attendibili per quanto riguarda il vescovo Bregantini perché devono esserlo quando parlano di Marafioti e si vantano di aver condizionato i risultati elettorali che per quelli che hanno votato in quel disgraziato paese si sono svolti in modo del tutto regolare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;5.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;Il virgolettato di Meliadò aspetto di poterlo riscontrare sugli atti processuali. In ogni caso da seminarese che conosce un po' di storia paesana non sono propenso a credere ciò che Meliadò mostra di sapere con assoluta certezza. Peccato che la cultura costituzionale di Meliadò si limiti all'art. 21, che lui intende come assoluta libertà di dire castronerie, come la dirigenza di Forza Italia... Non conosce affatto il nostro Meliadò il principio della presunzione di innocenza fino almeno al proncuniamento di una sentenza di colpevolezza... Eppure, essendovi stato un precedente caso di scioglimento del consiglio comunale per inesistente inquinamento mafioso, prudenza vorrebbe che si fosse cauti nei giudizi, o meglio nello scarico dei fanghi certamente non termali... Mah!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;6.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;Sesto commento di una serie che non riesco a chiudere: troppe sono le castronesie di Mario Meliadò per commentarla una ad una. Basta dire che l'articolo nel sua sguaiatezza è un esempio di fango mediatico alla quale devono purtroppo abituarsi quanti incappano in autentici “drammi umani" che ha coinvolto autentici galantuomini che tali restano per chi li ha conosciuti... Se come sono fermamente convinto sarà acclarata la loro innocenza, ricorderò il nome di Mario Meliadò quale esempio di turpe giornalismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;7.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;L'immaginazione aviatoria di Mario Meliadò. Tra i reati indicati che hanno portato alla sospensione del Consiglio Comunale di Seminara, cui seguirà presto lo scioglimento, pare vi sia la questione degli elettori non presenti in paese, ma che hanno conservato la residenza e quindi il diritto di voto. Essendo Seminara un paese a fortissima emigrazione, il fenomeno è del tutto evidente. Che chi possiede il diritto di voto si avvalga della facoltà di esercitarlo, è cosa lecita. Che i candidati abbiano interesse a che lo esercitino è cosa pure del tutto evidente e lecita. Il fenomeno non è dell'ultima tornata elettorale ma è sempre esistito a memoria d'uomo. A trarne benefici elettorali – a quanto se ne può intuire e sapere – non è una sola parte politica, ma tutte quelle che entrano in competizione. Una ricerca interessante, ove possibile, sarebbe quella di individuare i maggiori beneficiari del voto emigrato: in Seminara esiste pure una via intitolata agli Emigranti. Se si è inteso trasformare in un titolo di reato un fatto lecito, cioè l'esercizio del diritto di voto, è cosa che gradiremmo il nostro Meliadò intenda spiegarcelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;8.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;Meliadò senza saperlo mortifica l'orgoglio dei Seminaresi definendo un loro paese "un minuscolo cento della Piana di Gioia Tauro", che un tempo si chiamava invece Piana di Seminara. Ebbene vada per il "minuscono", che però è popolato da persone che in un modo o nell'altro hanno avuto a che fare con la cosiddetta Giustizia, cioè di persone non incensurato. Immaginiamo che Meliadò abiti in Seminara, dove forse non ha mai messo piede. Se uscendo di casa si imbatte la mattina in un passante appena uscita di galera per avere scontato la pena, si sente da lui dire: “Buongiorno, signor Meliadò!”, cosa risponde il nostro Meliadò: “Vaffa!”? A meno di non voler introdurre un regime di apartheid occorre rispondere educatamente: “Buongiorno a lei!”. La pena, si dice, ha fine rieducativo e dopo la società deve riaccogliere nel suo seno quanti hanno sbagliato ed hanno espiato la pena loro inflitta. Se questo vale per il comune cittadino, a maggior ragione deve valere per degli amministratori, che non possono negare a nessuno i certificati ed i servizi comunali comunali. Si parla tanto di razzismo e de legge Mancino, ma non lo si vede dove bisogna cercarlo e dove esiste effettivamente...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;9.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                                  &lt;span class="testo_interno"&gt;Il “minuscolo" centro di cui parla Meliadò in realtà non è per nulla minuscolo perché ha la più vasta superficie comunale fra tutti i comuni della provincia di Reggio. Seminara è come superficie molto più esteso delle vicine ed assai più popolose Palmi o Gioia (insieme fanno queste ultime circa 40.000 abitanti mentre Seminara appena ne tocca i 3.000). Ciò comporta innumerevoli problemi amministrativi. Con risorse assai risicate gli amministratori devono intervenire su un territorio assai vasto: lampadine, fogne, dissesti ambientali. I cittadini che reclamano i servizi si recano ogni giorno inferociti negli uffici comunali. Ne dico una per tutte: insieme a qualche cittadino volentoso mi ero messo a pulire il cimitero, ma poi è stato necessario fare ricorso al lavoro manuale di immigrati bulgari, forse clandestini. Dovendoli poi pagare e non rilasciando questi regolare fattura, anche il sindaco Marafioti dovette contribuire di sua privata tasca a pagare i bulgari che avevano pulito il cimitero in prossimità delle feste... Sono questi gli "illeciti" guadagni di chi (bancario di professione) ha amministrato il Comune, sanando i debiti e la finanza allegra della precedente amministrazione... Forse che i Bulgari (non il gioiellere!) fossero legati a qualche organizzazione malavitosa, ma noi non lo sapevamo e ci interessava che pulissero il cimitero prima delle festività dei morti, quando vi è un grande rientro di emigrati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="testo_interno"&gt;10.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="testo_interno"&gt;&lt;br /&gt;"...ha messo a segno 11 arresti...". O Meliadò, dove siamo allo stadio o alla corrida? Che linguaggio è questo? Non basta leggere gli atti processuali. Bisogna anche capirli senza indulgere allo spirito di gogna. Non è questa l'informazione di cui i cittadini hanno bisogno. Lo capisci che stai giocando con la vita e la dignità di esseri umani che fino a sentenza definitiva devono essere presunti innocenti? Uno di questi, anche grazie ad un'informazione tendenziosa come la tua, si trova già in unità coronarica.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;DISCLAIMER&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non sono autorizzate copie a stampa di testi tratti dal presente blog e degli altri dello stesso autore. Ogni copia a stampa per far fede presso terzi deve essere vidimata e firmata dall’autore, che non risponde per l'uso fraudolento di copie non autorizzate. Questo Blog non è un organo di stampa e non rientra nella relativa disciplina di legge. I testi pubblicati sono in continua evoluzione. Fa fede solo l’ultima copia presente in rete: il testo aggiornato supera e annulla tutte le bozze precedenti. Quanti si ritenessero lesi da eventuali imprecisioni o possibili fraintendimenti sono tenuti a segnalare tempestivamente all’autore le loro rimostranze. L’Autore esaminerà senza indugio i reclami pervenuti, valutando caso per caso e apportando le rettifiche che si rendano necessarie o anche opportune. Ogni singolo frase dei testi editi in questo ed in altri blogs dell’Autore va inserita in tutto il contesto non solo del singolo post, ma anche di tutti gli altri post collegati. In tutti i casi di dubbia interpretazione l’Autore è interprete autentico di ciò che ha inteso dire. Non si assume alcuna responsabilità per l'uso fraudolento o artificioso che terzi facciano dei testi editi o perfino stampati e diffusi senza apposita autorizzazione controfirmata. Anche le copie a stampa vidimate e controfirmate cessano in validità ove la bozza sia superata da un testo successivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-7333784812246213236?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/7333784812246213236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=7333784812246213236' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/7333784812246213236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/7333784812246213236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/11/il-fango-giornalistico-di-mario-meliad.html' title='Il fango giornalistico di Mario Meliadò'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-7011080723276448889</id><published>2007-10-19T22:44:00.000+02:00</published><updated>2007-10-19T22:45:06.019+02:00</updated><title type='text'>Mobilitazione generale della rete</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cari Soci della Societas &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Civium Libertas&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;e p. c.&lt;br /&gt;ai Lettori del Blog &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Civium Libertas&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi mando di seguito un commento che ho collocato sul nostro Blog Collettivo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Civium Libertas,&lt;/span&gt; in pratica uno strumento di espressione del nostro Gruppo ristretto e moderato, rivolto al più vasto pubblico della rete, ottenendo in meno di due mesi un considerevole successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stato scritto senza indugio appena letto l’incredibile e sconcertante notizia, postata da Daniele Scalea e riprodotta dal blog di Beppe Grillo. Ecco il testo:&lt;br /&gt;---------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’On. Levi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto leggo e porta la sua paternità a proposito della registrazione dei blogs è inaudito ed osceno. Ha mai letto l’articolo 21 della costituzione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incredibile ed altamente irritante. Mi auguro che presto tutti i sette milioni di utenti internet sappiano organizzare una manifestazione in Roma per la libertà di espressione, della quale voi&lt;br /&gt;politici di professione dimostrate di avere terribilmente paura proprio con un provvedimento come quello a lei attribuito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Caracciolo&lt;br /&gt;Docente di filosofia del diritto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrebbe subito aperta una riflessione ed un’analisi di cosa significa questo nuovo potente strumento di espressione che non ha precedenti nella storia. Se l'invenzione della stampa è stata la grande rivoluzione che conosciamo, internet e le sue infinite applicazioni superano a dismisura la portata rivoluzionaria dei torchi di Gutenberg. Ciò ha conseguenze rilevanti per l’organizzazione del potere e consente forme di democrazia diretta e di partecipazione dei cittadini prima impensabili. La vecchia classe politica lo ha ben capito, studiando contromisure all’antipolitica di Beppe Grillo che nasce proprio dalla Rete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto, prima che sia troppo tardi, va organizzata una grande manifestazione, la più poderosa che mai vi sia stata, proprio per difendere la libertà di espressione dei cittadini. Considerando che gli Utenti crescono a dismisura insieme con il diffondersi della banda larga e che attualmente sono almeno sette milioni, occorre organizzare questi sette milioni per una, mille imponenti manifestazioni, da organizzarsi in tempi rapidi su semplice convocazione telematica: luogo, ora, giorno. Non occorrono palchi, microfoni, pulman, volantini e niente altro. Basta soltanto concertare un appuntamento tutti insieme per un unico motivo: la libertà di espressione attraverso lo strumento della rete. Se non si hanno i soldi per prendere un treno per venire a Roma, basta riunire gli internauti del proprio quartiere e manifestare nella piazza del proprio paese: in tutte le piazze d'Italia, a ritmi cadenzati e senza fine: ogni lunedì alle 17 in punto....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero di aver fornito un esempio di quanto sia facile organizzare la protesta. Ma protesta deve esservi! E la rapidità della mobilitazione è essa stessa arma vincente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensate nel nostro piccolo cosa ha già significato la Rete. Pensate alla nostra iniziativa pro Graf. Pensate al mio Monitoraggio di “Informazione Corretta”, l’agenzia filoisraeliana che dopo aver diffamato per anni il mondo intero, certa della sua impunità, ha ora finalmente trovato pane per i suoi denti nello stesso terreno della rete. Pensate mille altre cose simili...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Caracciolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. - Chi vuole è da me autorizzato a diffondere questo testo in tutte le sedi a lui accessibili.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-7011080723276448889?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/7011080723276448889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=7011080723276448889' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/7011080723276448889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/7011080723276448889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/10/mobilitazione-generale-della-rete.html' title='Mobilitazione generale della rete'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-1763860405215064155</id><published>2007-06-14T14:23:00.000+02:00</published><updated>2007-06-14T14:46:16.700+02:00</updated><title type='text'>Fuda, Palmi e la Provincia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Leggo solo oggi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il Quotidiano&lt;/span&gt; dell’8 maggio scorso. Ho infatti bisogno di pagine di giornale per le pulizie di casa. Leggo rapidamente il giornale cui sono abbonato, ritagliando le poche notizie di interesse locale che intendo archiviare. Tra queste notizie l’occhio mi cade su una sortita di Fuda in Palmi, venuto per appoggiare un candidato. Mi ricordo di una sua precedente tardiva e svogliata venuta in occasione delle precedenti elezioni comunali, dove avrebbe dovuto sostenere la lista di Forza Italia, nel cui simbolo era stato appunto eletto alla Provincia, ricavandone tutti i vantaggi personali che ne poteva ricavare. Il battibecco odierno riguarda il rimprovero secondo cui non avrebbe fatto nulla per Palmi, quando era presidente della provincia. Si difende dal rimprovero come ogni  politico di media tacca sa fare. Basta che apri la bocca. Ma non è questo che mi interessa e non penso certo di andare a fondo in una ricerca inutile. Del personaggio mi sono ormai fatto un’idea precisa che ho archiviato nella mia memoria. Nel frattempo sto facendo altre letture: i libri che escono uno dopo l’altro sui costi della politica. Questi libri sono tutti concordi su un punto: le provincie sono istituzioni inutile, costose e centri di malaffare. Servono soltanto per l’utilità personale, non necessariamente illecita sotto il profilo penale, di quanti ne sono coinvolti sul piano dell’elezione personale (consiglieri, assessori, presidenti), per gli emolumenti che ricevono e per quanto altro riesconono a fare sfruttando politicamente la carica. Pertanto, non già Palmi, ma nessun comune della provincia di Reggio può dire di aver tratto alcuna utilità dall’istituzione provincia nel senso di un sano interesse pubblico. Se i cittadini fossero migliori di quello che sono, dovrebbero chiedere l’abolizione delle provincie, non la loro proliferazione. A trarne vantaggio saranno soltanti i tanti Fuda che affliggono questo martoriato paese.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-1763860405215064155?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/1763860405215064155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=1763860405215064155' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/1763860405215064155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/1763860405215064155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/06/fuda-palmi-e-la-provincia.html' title='Fuda, Palmi e la Provincia'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-9126145009977524331</id><published>2007-04-15T12:47:00.000+02:00</published><updated>2007-04-16T10:17:52.983+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Seminara'/><title type='text'>Il degrado delle competizioni politiche in Seminara</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Leggo da lontano, cioè da Roma, la cronaca politica paesana. In particolare, mi riferisco all’articolo, apparso su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il Quotidiano&lt;/span&gt; del 12 aprile scorso, dove si riportano dichiarazioni del giovane Vincenzo Campagna, figlio di un mio ottimo amico,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiIsYk9K-jI/AAAAAAAAAfo/EeSTBRp3v9A/s1600-h/4.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiIsYk9K-jI/AAAAAAAAAfo/EeSTBRp3v9A/s200/4.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053650532611848754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; di cui apprendo l’avanzamento nella carriera politica come coordinatore comunale del partito comunista, che ancora esiste in Seminara e di cui era stato segretario cittadino negli anni Cinquanta un mio fratello maggiore. Trascrivo brani tratti dall’articolo redatto a firma Antonio Barilari: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Degradante lo stato d’abbandono in cui versa Seminara», queste le parole di Vincenzo Campagna, coordinatore del locale circolo del PdCI, in risposta all dichiarazioni fatte ieri dal sindaco uscente Antonio Marafioti…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campagna denuncia il completo abbandono di Seminara…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…opere che, sottolinea Campagna, «rappresentano il patrimonio storico-culturale seminarese, vera risorsa per un rilancio dell’immagine del paese e punto di partenza da cui far partire la futura azione amministrativa tendente alla crescita di Seminara». È lungo l’elenco che il coordinatore fa dei beni non tutelati…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;… come inosservati e senza colpe sono passati i danni causati alle opere cinquecentesche conservate nella chiesa di San Marco Evangelista, tra cui una magnifica opera del Gagini»&lt;/span&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludendo Campagna spera che «cessi lo stato pietoso in cui si trova la piazzetta adiacente alla vecchia chiesa di Sant’Antonio…&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;L’amicizia per il padre e la simpatia personale per il figlio mi spinge a smorzare il più possibile la polemica: nulla di personale! Tuttavia, mi corre obbligo di intervenire tempestivamente in una duplice veste: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;in primo luogo&lt;/span&gt; come presidente della Società Seminarese di Storia Patria, per il quale la notizia se vera sarebbe stata molto grave,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiIvT09K-kI/AAAAAAAAAfw/ncC9JTKfjNQ/s1600-h/3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiIvT09K-kI/AAAAAAAAAfw/ncC9JTKfjNQ/s200/3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053653749542353474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; ed in subordine come presidente locale e coordinatore provinciale dei clubs di Forza Italia. Concordo sul fatto della decadenza inarrestabile del paese, ma ne dò ben altre spiegazioni. Con l’impresario funebre Natale, padre di Vincenzo, già negli anni passati avevamo fatto il conto  di quanti abitanti ogni anno venivano a mancare, tra morti ed emigrati, non rimpiazzati da immigrati e nuove nascite. Al cinque per cento all’anno in meno avevamo fatto un calcolo grossolano che in venti anni il paese di Seminara non dovrebbe più esistere. A mia personale memoria, le cause si spingono indietro nel tempo, fino ad un’epoca il cui il giovane Vincenzo non era ancora nato e travalicano gli steccati dei partiti di turno. Ricordando il dibattito politico degli anni cinquanta, trovo che una non piccola causa di decadenza è il degrado stesso della politica paesana, dove l’alterazione dei fatti o la loro interpretazione è sempre angustamente di parte e la semplice, banale verità dei fatti piegata a secondo della convenienza. A Roma si dice dei topi che benché grossi possono tutt’al più essere grandi quanto gatti, ma in Seminara esiste una specie di topi grandi quanto pecore (!), invenzione udita con le mie orecchie e fatta al solo scopo di trovare un argomento contro il sindaco o l’amministrazione in carica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per effetto dell’emorragia emigratoria, non esistono ampie possibilità nella scelta di un ceto politico responsabile cui affidare le sorti di un paese agonizzante: fugge dal paese, anche sotto la minaccia delle armi, ogni possibile protagonista e antagonista politico.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiI1h09K-mI/AAAAAAAAAgA/w_X_xGZ_Jtg/s1600-h/b.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiI1h09K-mI/AAAAAAAAAgA/w_X_xGZ_Jtg/s200/b.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053660587130288738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Il campanilismo ed il familismo impedisce peraltro di attingere risorse umane in paesi limitrofi, ove ve ne siano. Resta libera la piazza per i predicatori disinformati, non volendo dire di peggio. Manca ogni sistema di verifica e di controllo critico delle affermazioni che ognuno pensa di poter fare del tutto indisturbato. Manca soprattutto la cognizione dell’interesse pubblico ed ogni senso di spirito pubblico: non risparmio nessuno e non faccio discorso di parte politica. Senza voler offendere o sminuire chicchessia, credo che si possa convenire che l’emigrazione dei cittadini è una perdita anche dal punto di vista politico-amministrativo, venendo meno un’ampia base sociale dentro la quale scegliere i possibili candidati al governo cittadino. Da settemila abitanti negli anni Cinquanta il paese si è ridotto oggi a meno della metà, composto in maggior parte da anziani e da giovani in attesa di emigrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò premesso vengo alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ragione principale&lt;/span&gt; di questo mio intervento. Poiché il caro e giovane Vincenzo parla di “danni” e “colpe” relativi alla chiesa di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;San Marco Evangelista&lt;/span&gt;, mi sono fatto scrupolo nella mia veste di presidente delle Società Seminarese di Storia Patria di informarmi presso i competenti Uffici della Curia e della Soprintendenza ai Beni artistici e monumentali per la Calabria, che hanno condotto i restauri conservativi, in parte appaltati dall’Amministrazione in carica. Mi è stato autorevolmente e nuovamente confermato che per il presente e il recente passato la notizia data da Vincenzo, e credo a lui messa in bocca da Qualcuno, è totalmente destituita da ogni fondamento.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiI1iU9K-nI/AAAAAAAAAgI/vEAXPItX1qw/s1600-h/c.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiI1iU9K-nI/AAAAAAAAAgI/vEAXPItX1qw/s200/c.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053660595720223346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La chiesa di San Marco Evangelista, esempio di architettura baraccata del primo Ottocento, dove sono raccolti reperti della diruta Seminara ed in luogo dove prima sorgeva Santa Maria degli Angeli, era certamente in uno stato di degrado, ma già in un’epoca in cui Vincenzo non era ancora nato. Non fatti recenti dunque. Anzi sono stati avviati, ad incominciare dal tetto, che aveva infiltrazioni, i lavori di restauro e recupero. Mi dicono che presto i lavori proseguiranno con altri interventi sull’altare: l’onere finanziario è notevole e si è attinto a diversi capitoli ed enti finanziatori. Credo che la “bufala” sulla quale insiste Vincenzo sia vecchia e sia la stessa partita  a seguito della caduta di un naso “di gesso” (!), fatto di nessuna gravità, sul quale la Soprintendenza ha fatto le dovute ispezioni appena era stato montato il caso e si erano incominciate le consuete strumentalizzazioni, in Seminara del tutto tipiche e sempre politicamente orchestrate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiIz4E9K-lI/AAAAAAAAAf4/a40atxqW9os/s1600-h/a.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiIz4E9K-lI/AAAAAAAAAf4/a40atxqW9os/s320/a.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053658770359122514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accertato ciò, colgo occasione per mie personali considerazioni di carattere politico e specificamente politico-culturale. Il giovane Vincenzo ripete cose a lui messe in bocca. Naturalmente, sono felice che a Seminara si parli di cultura e di recupero delle memorie del passato. Per questo mi sono dato da fare con i mezzi a mia disposizione, a titolo personale, e senza voler trasformare in una rendita politica ciò che ritenevo di dover fare spontaneamente e amorevolmente per il paese dove sono nato e dove sono nati i miei padri. Cito al mio attivo: la salvaguardia dell’Archivio Storico Parrocchiale, dichiarato di notevole interesse storico ed in buona parte restaurato, anche se resta ancora parecchio lavoro da fare, lavoro che a titolo gratuito e rimettendoci di tasca continuo a fare quando e come posso. Lo stesso posso dire per l’Archivio Storico Comunale. Se avessi avuto mezzi e di collaborazione, avrei potuto fare molto di più. Per pensare una politica di ampio respiro ho fondato la Società Seminarese di Storia Patria,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiI8DE9K-oI/AAAAAAAAAgQ/8ay72o9cYqQ/s1600-h/d.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiI8DE9K-oI/AAAAAAAAAgQ/8ay72o9cYqQ/s200/d.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053667755430705794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; che tra i suoi Soci annovera il Direttore dell’Archivio di Stato di Roma, dove ho seguito un apposito corso biennale di Archivistica, Diplomatica e Paleografica. Non dico questo per attribuirmi dei meriti, cosa che è estranea al mio carattere. Lo dico per meglio chiarire la specificità di Seminara, mio paese natale, e delle condizioni in cui i volenterosi si trovano ad operare. Non un grazie ho ricevuto, un grazie non richiesto e di cui non avevo bisogno, ma diffamazione e minacce ed ogni incentivo possibile a lasciar libero il campo! Non dico altro. Sulla base della mia esperienza personale posso confermare quanti pure altri hanno sperimentato. In una situazione di estremo degrado civile, sociale, culturale si inizia con le migliori intenzioni e poi ci si arrende, convinti che non esista rimedio ad un degrado, presente nella testa e nel cuore delle persone prima ancora che nelle cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche esempio. Taccio su ciò che non conosco per scienza certa e diretta. Per comprensibili e noti motivi geografici il giovane Vincenzo è interessato ad un certo tipo di politica culturale. Egli assume che sia l’unico tipo e la sola forma pensabile di politica culturale. Risalgo ad un tempo in cui Vincenzo non era nato. La chiesetta dei Cappuccini fu edificata nella seconda metà del Cinquecento.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiJdUU9K-qI/AAAAAAAAAgg/C1UmpnI97Zo/s1600-h/h.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiJdUU9K-qI/AAAAAAAAAgg/C1UmpnI97Zo/s200/h.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053704335667165858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Accanto gli si trova oggi un orribile quanto inutile campanile moderno con orologio, edificato negli anni Cinquanta con chissà quali intendimenti estetici e pratici. Vi fu poi sovrapposta una campana, che a mio avviso imbruttisce ancora di più il tutto. La piccola e armoniosa chiesetta, luogo di sepoltura degli Spinelli e dove si trovava una lapide commemorativa del Beato Leone, distrutta a colpi di piccone dal vandalismo in cerca di tesori, era sopravvissuta a due terremoti rimasti nella memoria collettiva: quello del 1783 e quello del 1908. Si parla anche di un sistema di camminamenti che si dipartiva da lassù. Ancora negli anni Cinquanta la chiesetta era in funzione e vi si celebrava messa. Ricordo personalmente la caduta del tetto. Lasciato nell’incuria da chi aveva l’obbligo di provvedere, la chiesetta ebbe il suo definitivo colpo di grazia nel 1975 da un incendio doloso, i cui autori non furono mai scoperti. Lasciarono una firma: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;più case meno chiese! &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Certamente, ma non vi era nessun bisogno di incendiare un’antica chiesa.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Perché a mio avviso quella chiesa era il più importante monumento storico del paese, a prescindere dal suo significato artistico e monumentale?&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiJky09K-sI/AAAAAAAAAgw/IJ9w8tPM174/s1600-h/cap2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiJky09K-sI/AAAAAAAAAgw/IJ9w8tPM174/s200/cap2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053712556234570434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Perché il paese di Seminara dopo il 1783 fu abbandonato dai suoi abitanti e fu ricostruito nell’ubicazione attuale secondo la pianta Ferraresi. Si poneva e si pone cioè un problema di identità storica: la “nuova” Seminara aveva qualcosa a che fare con la “vecchia”? La “vecchia” Seminara la si doveva considerare morta e sepolta nel 1783? Il paese che nasceva e si distribuiva secondo la pianta Ferraresi era una cosa nuova e nuova era la sua storia dall’Ottocento in poi? Se almeno un solo monumento, un solo edificio, non allo stato di rudere, ma conservatosi in linea di continuità con il passato fosse ininterrottamente sopravvissuto poteva anche dirsi o immaginarsi che Seminara fosse rimasta la stessa dall’epoca della sua fondazione nel X secolo, dopo la distruzione di Taureana. Era possibile un meccanismo identitario con il passato cittadino più remoto. Nessuno oggi pensa di dire che Seminara sia la stessa cosa dell’antica Taureana, anche se i vicini abitanti della città di Palmi, antico casale di Seminara al pari di Sant’Anna e Barritteri, hanno tentato un’operazione simile cancellando dalla memoria storica l’esistenza ed il ruolo di Seminara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padre Marcello mi disse di aver più volte protetto con tavole quanto era rimasto dall’incendio. La sua ambizione era di riuscire a ricostruire la preziosa chiesetta dei Cappuccini. Ogni volta però qualcuno andava a togliere le tavole per consentire il passaggio delle macchine attraverso quello che era l’altare della chiesa: dove prima esisteva una chiesa adesso passa una strada! &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiJjt09K-rI/AAAAAAAAAgo/yrrZP2lqJic/s1600-h/cap1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiJjt09K-rI/AAAAAAAAAgo/yrrZP2lqJic/s200/cap1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053711370823596722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tutto perso? Non si poteva proprio fare più nulla? Non era detto! Con il Giubileo arrivarono soldi in Seminara. Una prima tranche fu spesa per rifare parte della canonica. E su questo non so nulla. So invece che erano residuati cento milioni di vecchie lire che avrebbero dovuto essere destinati a finalità attinenti al Giubileo. Avendo visto la relativa voce nel bilancio comunale, volli sapere nel dettaglio come erano stati spesi quei soldi. All’epoca non mi ero ancora deciso per l’impegno politico. Ero un semplice cittadino non residente che voleva sapere tutto quanto fosse possibile e lecito sapere. Il funzionario dell’epoca oppose il più netto rifiuto a che io potessi leggere le determine di spesa. Mi fu possibile venirne a conoscenza perché un consigliere di minoranza, il maestro Zema, esercitando le sue prerogative chiese e ottenne copie, che poi mi furono consegnate e che tuttora conservo. Quei soldi furono dilapidati per la consueta festa di ferragosto. Mi fu spiegato da un segretario comunale di fuori paese che circa la distrazione dalle previste e dichiarate “finalità attinenti al Giubileo” agli usi che ne sono stati effettivamente fatti, avrebbero potuto sollevarsi rilievi di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;legittimità&lt;/span&gt;, di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;liceità&lt;/span&gt;, di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;opportunità&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non volli sapere e non voglio sapere della possibile violazione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;legittimità&lt;/span&gt; e di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;liceità&lt;/span&gt;, ma nessuno può impedirmi sotto il profilo del giudizio di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;opportunità &lt;/span&gt;di pensare che fu allora persa, probabilmente per sempre, l’occasione per quello che sarebbe stato certamente il più importante recupero e restauro storico-monumentale di Seminara. Senza poi parlare del recupero edilizio-urbanistico di una zona circostante di grande pregio.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiJltU9K-tI/AAAAAAAAAg4/1lPkfm5qX3I/s1600-h/Cap3.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiJltU9K-tI/AAAAAAAAAg4/1lPkfm5qX3I/s200/Cap3.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053713561256917714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Altri soldi ve ne furono. Ma quale la politica e le scelte? Si optò per una fantoccio di bronzo, complessivamente costato pare trecento milioni. Esso troneggia tuttora nella piazzetta di sant’Antonio di cui parla Vincenzo. Risale a quella circostanza il mio aspro dissidio con l’Amministrazione del sindaco Salvatore Costantino quando scoprii senza ombra di dubbio che il tanto osannato personaggio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non era neppure nato in Seminara e mai avrebbe voluto nascervi&lt;/span&gt;! Apriti cielo! Le inimicizie sorte in quel contesto non potranno mai essere sanate. Composi un libretto satirico per narrare la vicenda, al quale ogni tanto pongo di nuovo mano. Non ritorno sul tema. Cerco solo di spiegare al giovane Vincenzo, venuto ad iscriversi nella mia università in Roma, che nessuna politica culturale può fondarsi su delle bugie e dei falsi storici. Poco ci mancava che si avverasse un’ipotesi da me addotta a mo’ di esempio. Dicevo: ma vi pare che se passa il presidente della repubblica possa essere ingannato da una targa falsa ed abusiva? Per chi ha i ferri del mestiere basta una mezz’ora per scoprire la bufala. Oltretutto, è quanto mai insano per gli studenti della scuola dell’obbligo in Seminara e Barritteri insegnare loro delle autentiche bugie. Il fatto che non trovassi giovani come Vincenzo sensibili a pure questioni di verità storica mi fece perdere la speranza che in Seminara potesse parlarsi seriamente di cultura. In realtà, quando si dice “cultura” si intendono in Seminara e dintorni le relative voci di bilancio ed i traffici connessi. In Seminara, esiste ancora l’antico Santuario della Madonna dei Poveri, che presto vedremo rappresentato sul piccolo schermo. Se la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fiction&lt;/span&gt; televisiva sarà fedele al testo da cui è ricavato, non avremo più in Seminara una Madonna dei Poveri, ma dovremo cambiarne il nome in Santa Maria dei Sodomiti, cosa peraltro interessante se fosse un preludio ad un nuovo atteggiamento dogmatico della Chiesa Cattolica in merito ad un delicato problema etico. Ecco un bell’esempio della politica culturale, a cui si richiama Vincenzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’episodio è tutto da ridere e rise un altissimo funzionario dei Beni Culturali in Roma, quando dovetti riferire la paesanata. All’epoca mi sforzai anche di far capire a chi doveva capirlo che almeno sui valori di Verità ci si doveva trovare tutti d’accordo. La contrapposizione politica è perfettamente legittima, doverosa e utile: mi riferisco alla funzione costituzionale dell’opposizione. Ma se non si arriva a capire che non si può fondare la comune identità sul falso storico, sull’approssimazione culturale, sul ciarlatanismo, non vi può essere la base di nessuna politica culturale, cosa che peraltro a mio avviso non rientra nell’elenco delle priorità cittadine. Lo scempio edilizio ininterrotto dagli anni Cinquanta in poi ha posto fine a qualsiasi ipotesi di sviluppo turistico.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiJmtk9K-uI/AAAAAAAAAhA/pT-FVg_yqCk/s1600-h/cap4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiJmtk9K-uI/AAAAAAAAAhA/pT-FVg_yqCk/s200/cap4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053714665063512802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Quando dico che in Seminara il principale degrado è nella testa e nel cuore dei suoi abitanti, intendo significare anche episodi come la Bufala del Pilato, che potrà servire a far ridere, ma non a fare cultura. Ma anche e soprattutto il modo in cui è intesa e percepita la cosa pubblica e la partecipazione politica.  È in corso la solita competizione per la carica di sindaco ed annessi e connessi. Come seminarese non residente sarebbe per me di grande conforto apprendere che la campagna elettorale si vada svolgendo con correttezza ed onestà intellettuale, senza false informazioni offerte agli elettori. Se così sarà, forse non avrò perso ogni speranza in una ripresa della terra dei miei padri.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-9126145009977524331?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/9126145009977524331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=9126145009977524331' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/9126145009977524331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/9126145009977524331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/04/il-degrado-delle-competizioni-politiche.html' title='Il degrado delle competizioni politiche in Seminara'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RiIsYk9K-jI/AAAAAAAAAfo/EeSTBRp3v9A/s72-c/4.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-8778339391346128533</id><published>2007-02-07T17:20:00.000+01:00</published><updated>2007-02-07T17:55:09.077+01:00</updated><title type='text'>Appello di Berlusconi per la costituzione del Partito unitario</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho ricevuto nella mia qualità di Presidente di Club e di Coordinatore provinciale dei Clubs di Reggio Calabria una lettera circolare di Silvio Berlusconi che pubblico qui di seguito. La prospettiva del partito unitario mi ha attratto fin dal momento della costituzione di questo blog di militanza politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al suo solito Berlusconi ha messo in movimento un apparato industriale per il raggiungimento dell'obiettivo. Intendo riferirmi al “numero verde” a cui ho telefonato per dare le mie coordinate e in attesa di essere contattato da un responsabile regionale. Non ho potuto parlare in senso politico con il “numero verde” ed è inutile tentare di farlo. Ero comunque già pronto da anni per poter patrocinare la costituzione di un Club per ogni comune della provincia di Reggio Calabria. Se entro quest’anno sarà estesa anche ai più inaccessibili abitati dell’Aspromonte la possibilità di una connessione internet veloce senza fili, sarà possibile superare con la tecnologia l’isolamento cui il territorio costringe. Ciò che è tecnicamente necessario è stato già stato predisposto con questo Blog calabrese che si collega a quello Tiberino ubicato in Roma. Lo strumento telematico non intende sostituire la realtà fisica degli spostamenti e delle riunioni sul territorio, ma può essere un modo per favorirli e coordinarli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo Blog si trovano commenti e riflessioni personali in ambito politiche del tutto personali. Sarà lieto di poter confrontare le mie opinioni politiche con chiunque vorrà iniziare un dibattito. Dal confronto delle idee potrà scaturire un comune orientamento secondo il metodo democratico previsto dall'art. 49 della costituzione. Sarà dato ampio spazio ad ogni opinione politica e latamente culturale diversa dalla mia. Nuovi strumenti potranno venire predisposti per la più ampia circolazione delle idee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I calabresi sono un popolo di emigranti. Il lavoro politico iniziato nel territorio trova un punto nella cronica emigrazione di quanti avevano espresso in uno dei nostri comuni il loro impegno politico, culturale, sociale. L’emigrazione di un iscritto al Circolo toglie energia vitale al territorio. Si impoverisce l’humus dal quale trarre talenti per l'amministrazione del territorio. Attraverso internet diventa ora possibile mantenere i contatti ovunque ci si sposti sul territorio nazionale al sud, al centro e al nord e perfino all’estero. La legge che ha concesso il diritto di voto anche agli italiani residenti fuori d’Italia impone nuovi modelli di partecipazione alla politica nazionale e alla vita civile. Con questo strumento da noi predisposto abbiamo inteso precorrere i tempi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RcmpOPDZJwI/AAAAAAAAALM/MlZywpAl-YE/s1600-h/Berlusca023.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RcmpOPDZJwI/AAAAAAAAALM/MlZywpAl-YE/s400/Berlusca023.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5028736520959895298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RcoDpfDZJ1I/AAAAAAAAAMA/tVDVaTNgIig/s1600-h/2.Lettera.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RcoDpfDZJ1I/AAAAAAAAAMA/tVDVaTNgIig/s400/2.Lettera.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5028835945157830482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/Rcn66fDZJzI/AAAAAAAAALw/94GB0IY2oSY/s1600-h/1.Logo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/Rcn66fDZJzI/AAAAAAAAALw/94GB0IY2oSY/s200/1.Logo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5028826341610956594" border="0" /&gt;Coordinamento Provinciale Clubs di Reggio Calabria&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Roma, gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Caro Presidente, cari amici tutti dei Club Forza Italia,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;mi rivolgo a Voi innanzitutto con un sentimento di profonda gratitudine. So bene quanto avete fatto con generoso entusiasmo in tutti questi tredici anni per il successo delle nostre iniziative!&lt;br /&gt;Nei primi mesi del 1994 è stata proprio la valanga delle Vostre appassionate adesioni al mio invito a scendere in campo a dare forza e convinzione al nostro sogno! Siamo riusciti allora a creare dal nulla in pochissimo tempo un robusto e credibile fronte liberale, restituendo così finalmente rappresentanza e voce politica ai milioni di italiani moderati e riformisti. Abbiamo evitato che agli italiani venisse imposto un regime dominato dalla sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Vostra coraggiosa azione di presenza tra i cittadini, di testimonianza nelle nostre, di sostegno e di supporto nelle competizioni elettorali è continuata generosa in tutti questi anni. Nelle Vostre fila si sono formati politicamente tanti amici ora impegnati nella vita dei Partito o eletti nelle pubbliche Amministrazioni. E soprattutto siete stati capaci di mantenere sempre viva la fiamma dello “spirito del 1994”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi scrivo per chiederVi ora uno sforzo ulteriore e generoso. Dobbiamo assolutamente consolidare e rafforzare lo schieramento liberale. Vedete bene quello che sta succedendo al governo del Paese: una coalizione politica al potere per una manciata di voti sta opprimendo i cittadini con un incredibile appesantimento fiscale in nome della falsa necessità di far quadrare i conti dello Stato, con lo scopo vero di procurarsi le prebende per le proprie clientele e garantirsi, quindi, il loro supporto elettorale. Il rischio per la nostra libertà economica, e non solo, è tornato ad essere grave.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Preoccupati della serietà della situazione, dopo il formidabile successo della manifestazione del 2 dicembre a Roma contro la Legge Finanziaria, abbiamo lanciato l’iniziativa di una Federazione tra i partiti del centro-destra. L’iniziativa sta riscuotendo un convinto e generale apprezzamento. Sono fiducioso che il nostro approdo sarà la formazione di un unico grande Partito di centrodestra, ispirato nella propria azione ai principi e ai valori del Partito Popolare Europeo: il Partito della Libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo riguardo ritengo indispensabile un’azione coordinata, presente su tutto il territorio nazionale e svolta da migliaia e migliaia di Circoli della Libertà, che dovranno essere aperti a tutti i cittadini moderati e riformisti senza vincoli di tessere di partito. Faccio quindi appello a Voi, Presidenti, Dirigenti e Membri dei Club Forza Italia, perché Vi adoperiate per promuovere sul Vostro territorio i Circoli della Libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il coordinamento dei Circoli sarà assicurato dall’Associazione Nazionale “Circolo della Libertà”, presieduta dalla dott.ssa Michela Vittoria Brambilla, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio. A questa Associazione hanno aderito le reti dei Circoli che fanno capo all’On. Ferdinando Adornato, al Presidente Raffaele Costa e al Sen. Marcello Dell’Utri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Confido in una Vostra risposta pronta e generosa e Vi rinnovo il mio sentito ringraziamento.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Cordialmente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Silvio Berlusconi          &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;----------&lt;br /&gt;Ai Presidenti dei Club Forza Italia&lt;br /&gt;Loro Sedi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-8778339391346128533?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/8778339391346128533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=8778339391346128533' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/8778339391346128533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/8778339391346128533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/02/appello-di-berlusconi-per-la.html' title='Appello di Berlusconi per la costituzione del Partito unitario'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_4KXfWAeYK2A/RcmpOPDZJwI/AAAAAAAAALM/MlZywpAl-YE/s72-c/Berlusca023.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-1211773868375044844</id><published>2007-02-04T12:41:00.000+01:00</published><updated>2007-02-04T13:03:42.202+01:00</updated><title type='text'>Due parole sul mito stantio del giovanilismo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Leggo di Antonino Parisi, sindaco di Palmi, città in perenne crisi comunale, di un suo “investimento sui giovani”, stando almeno al titolo del giornalista Ivan Pugliese. È mia esperienza che sarebbe ora di smetterla con l’idea che la categoria del “giovane” sia di per sé un valore positivo. Non è proprio così. I giovani appunto perché sono giovani sono più facilmente recettivi agli stimoli positivi o negativi dell'ambiente in cui vivono. Se cattivo è l’ambiente, è probabile che i giovani siano peggiori degli anziani, che forse dopo molta esperienza riescono a vedere criticamente i mali che affliggono tutti. A meno che non siano loro stessi responsabili di quei mali è probabile che vogliano contrstarli. Proprio in Calabria mi è capitato di imbatterni in giovani che mi sono parsi meno giovani degli anziani, pur essendo anagraficamente nati prima. A Catania, non molto distante dalla Calabria, sono dei giovani che hanno fatto parlare di sé. I giovani hanno denti più forti ed appetiti più robusti di quelli degli anziani. In politica, votando tutti da 18 in su, non ha più senso la distinzione fra giovani e anziani. I cittadini sono tutti uguali avendo eguale diritto di voto. Un giovani può rivelarsi più anziano di un anziano e viceversa. Un’aggiunta finale in codice per alcuni “amici”.  Richiesto con mia sorpresa, sono stato anche io, fra tanti, candidato alle elezioni comunali di Palmi. Ho inteso rispondere positivamente ad un senso di responsabilità e di dovere civico. Resto lontano mille miglia dal modo in cui si intende la politica in Calabria. Alla luce dei fatti che da allora si sono succeduti non ho nessun rimpianto per aver perso le elezioni e non ho nessuna invidia per Antonino Parisi che le ha vinte. Auguri, comunque! Nell’interesse e per il bene di Palmi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-1211773868375044844?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/1211773868375044844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=1211773868375044844' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/1211773868375044844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/1211773868375044844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/02/due-parole-sul-mito-stantio-del.html' title='Due parole sul mito stantio del giovanilismo'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-7702598440150032839</id><published>2007-02-04T11:44:00.000+01:00</published><updated>2007-02-04T12:27:01.998+01:00</updated><title type='text'>Solo voto di scambio in Calabria</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In casa minacciano di buttare nel secchio la pila di copie non lette de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Quotidiano&lt;/span&gt;, al quale sono abbonato e che ricevo in Roma. Mi affretto a sfogliarli rapidamente, ritagliando qualche articolo da archiviare. Le notizie dalla Calabria sono sempre deprimenti e sconfortanti e non traggo nessun piacere dalla lettura dei giornali calabresi. Le poche notizie che mi è necessario apprendere non corrono il rischio di perdere di attualità e pertanto non è un gran danno il fatto che io legga &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il Quotidiano&lt;/span&gt; anche con mesi di ritardo, che si aggiungono ai giorni ed alle settimana che il postino già si prende per recapitare al mio domicilio la copia in abbonamente, che qualche volta neppure giunge a destinazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizie che questa volta attrae la mia attenzione si trova a pag. 14 della copia del 18 gennaio 2007. Quale il titolo? Eccolo: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Regione, truffa e voti di scambio&lt;/span&gt;. Quando si scopre qualche cosa, o meglio quando i magistrati si occupano di qualcosa che già tutti sanno e si sussurano l'un l'altro, si dice che il marcio è qualcosa di assai limitato. Il corpo è sanno. Tutti sono onesti e solo poche sono le pere marce. Se si è di avviso contrario, e lo si dice pubblicamente, si riceve l'invito a fare nomi e cognomi. Non essendo il comune cittadino un pubblico ministero che ha tutta l'autorità ed i mezzi per aprire inchieste, mandare avvisi di garanzie, fare uso di carabinieri e polizia che devono ubbidire ai suoi ordini, è chiaro che la persona assennata chiude la sua bocca, se non vuol correre come minimo il rischio di una querela. Dico e ripeto: come minimo. Il rischio maggiore e normale è ben altro, come ognuno può ben comprendere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ad ognuno che abbia un minimo di esperienza calabrese è noto come nella stesso modo di concepire la democrazia in Calabria, regione più italiana di ogni altra a giudicare dal refendum costituzionale, il voto è solo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto di scambio&lt;/span&gt;. È la regola, non l’eccezione. Con l'approssimarsi delle elezioni (comunali, provinciali, regionali, nazionali, europee) ognuno mette in vendita il suo voto al migliore offerente. Non sempre si fanno buoni affari. Non sempre si trova l’acquirente o il richiedente. Basta anche una vaga promessa di un favore. Che un cittadino svolga una funzione pubblica di governo, assumendo un atto di responsabilità su uomini e programmi di governo, è cosa che sfugge alla comprensione e alla sensibilità dei più. La degenerazione calcistica per la quale si fa il tifo per un partito allo stesso modo in cui si fa il tifo per una squadra di calcio è il massimo di maturità democratica che ci si possa aspettare dai calabresi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I partiti non c’entrano. In Calabria i partiti più che altro danno il loro logo in franchising al primo richiedente. Solo un ingenuo attribuisce ad un simbolo un contenuto di pensiero politico, di programma amministrativo, di concezione del mondo. Dietro quei simboli stanno uomini con i loro corposi interessi. Il potere conseguito procura ulteriore consenso perché diventa occasione per poter promettere, raccomandare, qualche volta mantenere. In un recente scandalo, subito sedato, era venuta fuori una tranquilla pratica di “raccomandazioni”, le quali – si dice – di per sé non sono un reato. E qui ti voglio. Tutto il sistema si regge proprio sulla raccomandazione, che è il normale modo di pensare del calabrese. Un aneddoto reale che vale pena di raccontare. Tanti anni fa, in una sala d'ospedale, a Roma, un ricoverato era alla vigilia di essere operato. Diceva al medico di essere preoccupato per il fatto che non aveva una raccomandazione. Il medico gli chiese se era per caso un meridionale (un calabrese). Il malato rispose risentito: «Si! Perché? Non sono un italiano?». Evviva lItalia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sullo stesso giornale avevo pubblicato qualche anno fa un “Intervento”, dove criticavo la condotta politica di alcune persone che “formalmente” facevano parte di una stessa maggioranza di centro-destra che aveva vinto le elezione con un buon margine di vantaggio. Avevo notato che le aspettative personali prevalevano in modo chiaro su qualsiasi idea politica e di interesse pubblico. Da un partito politico, quale che sia, ci si aspetta comportamenti consoni all'interesse pubblico, non a quello privato. Questo intendevo dire. Non che i personaggi in questione non avessero in tasca la tessera del partito al quale si erano iscritti, ma che non onoravano con comportamenti conseguenti. Il mio Intervento fu seguito da una “Precisazione” con la quale mi si replicava che loro erano iscritti a quel partito non già “formalmente”, ma a “tutti gli effetti”. Lo sapevo e non avevo bisogno della loro precisazione. Ho abusato fin qui della pazienza del lettore, per dire che una delle persone che allora si era “indignata” oggi tranquillamente lavora alle dipendenze (portaborse o simili) di un politico dell'altra parte. Non poteva confermare meglio con il suo comportamento a così breve distanza di tempo ciò che io esattamente intendevo con il “formalmente”. Nella sostanza, e “a tutti gli effetti”, i calabresi passano da una parte all’altra, appena loro si dà si promette qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per oggi basta con l’aggiornamente del blog. Torno a deprimermi, leggendo i giornali calabresi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-7702598440150032839?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/7702598440150032839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=7702598440150032839' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/7702598440150032839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/7702598440150032839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/02/solo-voto-di-scambio-in-calabria.html' title='Solo voto di scambio in Calabria'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-5880401692693865064</id><published>2007-01-14T14:24:00.000+01:00</published><updated>2007-01-14T14:32:33.621+01:00</updated><title type='text'>Avviso tecnico. Prove tecniche di formattazione del testo.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Sto lavorando per l'upgrade alla nuova versione del soft di Blogger. Le personalizzazioni precedenti sono andate perse ed ora devo reinstallarle o apportare nuove modifiche o adattamenti. Chiedo scusa ai miei Lettori per il disagio. Il nuovo soft dovrebbe come sempre accade apportare dei vantaggi. Al momento il problema maggiore è per me costituito dal fatto che non riesco a ripristinare il precedente font time con l'interlinea più largo che a mio avviso consentiva una migliore leggibilità. Per il testo mantengo il contrasto fra testo di color nero su sfondo bianco, che tipograficamente stanca meno gli occhi ed assicura la migliore leggibilità. Quanti sono interessati a questi aspetti tecnici possono seguirne gli sviluppi in questo post appositamente dedicato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-5880401692693865064?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/5880401692693865064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=5880401692693865064' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/5880401692693865064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/5880401692693865064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/01/avviso-tecnico-prove-tecniche-di.html' title='Avviso tecnico. Prove tecniche di formattazione del testo.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-116834752072824445</id><published>2007-01-09T13:19:00.000+01:00</published><updated>2007-01-14T19:21:27.491+01:00</updated><title type='text'>Arriva la controffensiva di Fuda e dei suoi “amici”</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Leggo su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il Quotidiano&lt;/span&gt; del 5 gennaio 2007 una pagina di "dossier" che ci verrebbe a rappresentare una verità diversa da quella finora apparsa sul famigerato emendamento Fuda, che contro ogni apparenza sarebbe stato un emendamento di “garanzia” e di “civiltà”, abrogato prima di nascere con un procedimento più unico che raro nella storia del diritto. Nel Dossier è riportato un brano di Piero Ostellino dal &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt; del 30 dicembre (&lt;a href="http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20070104140700AA0YomI"&gt;qui richiamato&lt;/a&gt;). Io ho i miei dubbi e comunque non sono incorso in alcun errore, essendomi limitato a riportare i giudizi altrui. Si sarebbero sbagliati tutti ad incominciare dal presidente della Corte dei Conti, che per primo ha lanciato l'allarme, lo stesso Grandi della Commissione Bilancio che ha definito un “obbrobrio" anche la versione originaria dell’emendamento. E così pure Rutelli, Di Pietro, Finocchiaro, ecc. Il minimo che si possa dire che sono una massa di incompetenti, mentre l'unico competente sarebbe il nostro Fuda, ingegnere della Cassa del Mezzogiorno, che cumula la carica di amministratore unico dell’aeroporto di Reggio Calabria con quella di Senatore (&lt;a href="http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/01/fuda-e-le-sue-opere-nella-stampa.html"&gt;vedi&lt;/a&gt;) e trova pure il tempo per condurre battaglia di garanzia, civiltà e legalità. In Calabria, poi, i convegni e le manifestazioni sulla cultura della legalità sono più abbondanti che altrove. Fin dal primo giorno mi ero riservato una verifica tecnico-amministrativa del problema. Ma la stessa non era e non è possibile finché non saranno disponibili e di pubblico dominio tutti i dati necessari. Ben vengano! Ma a parte l’aspetto amministrativistico non vi è dubbio che la battaglia fudesca di civiltà e garanzia (per chi?) sia avvenuta nell'ombra della notte per mano di un “mariuolo” di cui ancora aspettiamo di conoscere il nome. Non è stato Fuda ad agire di notte. E dunque chi? ed a nome di chi? e per quale nobile motivo? Tanto nobile da non poter aspettare le procedure normalmente previste per la produzione di  norme giuridiche? Ostellino lo sa questo? O si tratta di una trascurabile inezia troppo piccola perché il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;liberale&lt;/span&gt; Ostellino debba darsene pensiero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’onere della difesa di Fuda viene assunta sulle pagine del quotidiano calabrese da Salvatore Vecchio, che si firma e qualifica come un ex consigliere regionale, che di questi tempi è tutto dire. Di Fuda l'ex consigliere regionale si “onora di essere amico e di averlo sostenuto”. Nella sua ampia difesa per almeno una metà del testo troviamo un'ampia tiritera su calimero brutto e sporco (aborto terapeutico, falso in bilancio, indulto, amnistia, Santoro, Travaglio, Scalfaro che ‘non ci sta’, ecc. ecc.) per arrivare ad una ragioneristica contabilità dei termini di prescrizione, dove due più due fa tre o cinque ma non quattro. Per quanto riguarda la contabilità di Salvatore Vecchio rinvio ad una ben diversa posizione espressa dall’&lt;a href="http://www.osservatoriosullalegalita.org/07/acom/01gen1/0818alexmanipul.htm"&gt;Osservatorio sulla Legalità e sui Diritti&lt;/a&gt; dell'8 gennaio 2007, il cui testo riporto qui di seguito integralmente. Osservo come sia puerile la spiegazione che non si tratterebbe di “reati” contabili in quanto a conoscere di reati è competente il solo giudice penale, come il giudice civile è competente per il risarcimento danni ed il giudice amministrativo per i rapporti con la pubblica amministrazione. Ciò che interessa ai cittadini è la sostanza politica dell’intera faccenda. E vi sarebbe di che allarmarsi e stracciarsi alle vesti, se la nostra democrazia non fosse allo sbando e non fosse andato ormai perso il comune senso del pudore. Improbabile la chiamata di Piero Ostellino nel collegio di difesa di Fuda, non improbabile invece il fatto che Ostellino non sappia fare bene il suo mestiere di giornalista, a quanto egli stesso confesserebbe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Da &lt;a href="http://www.osservatoriosullalegalita.org/07/acom/01gen1/0818alexmanipul.htm"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Osservatorio sulla Legalità e sui Diritti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell’8 gennaio 2005.&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;Etica e politica : il comma Fuda e il commento di Mastella&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alessandro Balducci&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Certi ministri della Repubblica dovrebbero riflettere un po’ prima di rilasciare dichiarazioni: le conseguenze delle loro parole non sono paragonabili alle conseguenze che seguono i discorsi da bar fatti dai comuni cittadini. Mi voglio riferire alle incredibili frasi del ministro Mastella (1) sulla difesa del comma Fuda sulla prescrizione dei reati contabili. Se il Guardasigilli - che avrebbe il compito di assicurare il buon funzionamento della macchina giudiziaria e di essere in primo luogo esempio di corretto comportamento di fronte ai cittadini - si mette a difendere gli amministratori locali colpevoli di reati contro la pubblica amministrazione, allora forse occorre rinfrescare la memoria. Nei soli anni ’80 i costi diretti delle tangenti sono stati stimati in «15 mila miliardi l’anno con una incidenza sul PIL dell’1% e dell’8,9% sul deficit di bilancio. Somma che corrisponde al doppio degli utili realizzati nel 1992 dalle aziende italiane. A questo costo bisogna aggiungere i costi indiretti: migliaia di opere pubbliche inutili, costruite con materiali scadenti, inutilizzate; distruzione del territorio; inquinamento della pubblica amministrazione. Nel 1996 i dipendenti pubblici inquisiti erano il 3% del totale e cioè 90 mila circa, dei quali, metà per corruzione» (fonte: democrazialegalita, 28.11.2004). Poiché non abbiamo motivo di ritenere che nel frattempo i governi succedutisi - dagli anni di tangentopoli ad oggi - abbiano approntato quelle misure necessarie a prevenire, o quantomeno a limitare, lo spreco delle risorse costituito dalla mala amministrazione del denaro pubblico e dalla corruzione, c’è da credere che la situazione attuale sia paragonabile a quella pre-tangentopoli se non addirittura peggiorata. Questo significa che mentre il governo (di cui anche Mastella fa parte... o se ne è scordato?) appronta una serie di misure impopolari e in qualche caso discutibili per far fronte alle esigenze improcrastinabili di risanamento del bilancio, dall’altra si permette che decine o centinaia di amministratori locali sperperino i soldi pubblici provenienti dalla tassazione. Non solo: si pretende anche che, una volta scoperti con le mani nel sacco, sia garantita loro l’impunità! Scriveva nel 2002 (decennale di Mani Pulite) Giuseppe D’Avanzo su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt;: «Non si può rievocare il decennio senza indicare le responsabilità della Politica sopravvissuta a (o nata da) Mani Pulite. Sarebbe stato primo compito della Politica, dopo gli anni del lavacro, rilegittimare se stessa e le istituzioni pubbliche con un sistema di riforme capaci di prevenire la corruzione. Sarebbero state sufficienti poche riforme per ritornare all´auspicata ‘normalità’. Per le imprese, la tutela della concorrenza, la regolamentazione del lobbing, la disciplina del conflitto d´interessi, un nuovo diritto societario. Per quanto riguarda le istituzioni pubbliche e la politica, la trasparenza e l'efficienza della pubblica amministrazione, le sanzioni al finanziamento illecito dei partiti, la divisione dei poteri tra amministratori eletti e burocrati. In dieci anni nessuna riforma regolatrice del rapporto tra politica e affari è invece arrivata in porto. L’obiettivo della politica è stato un altro: trovare una linea di demarcazione tra passato e futuro per assolversi e ricominciare senza pesi e responsabilità; stringere un compromesso politico o addirittura “storico” per ricostruire ciò che è andato distrutto nella Prima Repubblica e non per rifondare la Seconda». A rileggere queste cose scritte 5 anni fa, viene spontaneo chiedersi perché, invece di difendere i disonesti, il ministro in questione, insieme ai suoi colleghi, non inizi a fare almeno una parte delle cose descritte sopra. Perseguire il risanamento dei conti pubblici è una missione doverosa, non solo per gli impegni presi nei confronti degli altri paesi europei, ma anche per assicurare un avvenire alle future generazioni. Una missione che richiede però un comportamento da parte della classe politica che sia all’altezza del compito che si è prefissa di portare avanti. Altrimenti si rischia di perdere credibilità e di gettare nella sfiducia gli stessi cittadini che vengono chiamati a contribuire al risanamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) «Basta criminalizzare il comma Fuda». Pietro Fuda... «ha ideato questo comma solo per evitare una via crucis a tanti amministratori locali, cosa che ho anche tentato di spiegare a Prodi. Ma oramai si era scatenata la gazzarra su Fuda, visto come il diavolo tentatore e diventato famoso per una cosa che infame non è»... ed è «il vendicatore di tanti amministratori pubblici costretti da una legge iniqua a non beneficiare di una prescrizione per un reato contabile. I ladri sì e i sindaci no! Cose da pazzi. Tantissimi amministratori pubblici ci chiedono il riequilibrio di questa ingiustizia. Non si può essere rei a vita».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In un box a pag. 8 de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ilQuotidiano&lt;/span&gt; dell'5 gennaio 2007 firma un box dal titolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che cosa si voleva correggere&lt;/span&gt;, articolato il 5 punti. Analizziamoli:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il testo originario, giudicato egualmente un “obbrobrio” (v. sopra al n. ), consisteva di 4 commi e prevedeva «la sospensione dei processi fino all'accertamento e alla liquidazione dei danni» ed inoltre «l’obbligo per ogni pubblico ufficiale di denunciare immediatamente alla procura della Corte dei Conti ogni fatto produttivo di danno erariale, con tanto di rapporto semestrale sull'esito delle denunce».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo dell'emendamento  1346 (vedi sul link del senato) che è poi passato in modo fraudolento all'approvazione del senato è il seguente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;blockquote&gt;797-bis. Al comma 2 dell’articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, le parole: "si è verificato il fatto dannoso" sono sostituite dalle seguenti: "è stata realizzata la condotta produttiva di danno".&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Non è molto difficile capire di cosa si tratta e quali sono le sue conseguenze. «L’ultimo pasticcio della Finanziaria aveva prodotto una levata di scudi generale: una norma di appena tre righe al comma 1346. Che di fatto anticipava l’inizio della prescrizione del reato dal momento in cui si è “verificato il danno”, ovvero l’erogazione dei soldi dello Stato, al momento in cui “è stata realizzata la condotta produttiva del danno”, ovvero della delibera che dispone l’erogazione dei soldi. In pratica i tempi di prescrizione, fissati in 5 anni, venivano quasi dimezzati» (&lt;a href="http://www.italiasera.it/index.php?key=show&amp;amp;id=23262"&gt;vedi&lt;/a&gt;). Per la magistratura contabile almeno il 60% dei procedimenti pendenti (3.654 a fine 2005) rischiava di cadere. Si deve insistere sul fatto che la norma era stata sconfessata da tutti solo per la vibratissima protesta della magistratura contabile. Ciò malgrado con un’operazione truffaldina sancita dall'art. 64o del codice penale era stata reintrodotta nella finanziaria passata poi ad un voto di fiducia con un articolo di cui si sapeva dovesse venire subito dopo annullato per decreto. Il reo è a tutt'oggi coperto da omertà di governo. Di Pietro ha potuto mandare a Berlusconi un avviso di garanzia mentre questi a Napoli svolgeva le sue funzioni di Presidente del Consiglio. Adesso che Di Pietro è lui stesso ministro di uno stesso governo non solo non riesce a scoprire il reo, ma si guadagna lo scherno dei suoi Colleghi Ministri ed è messo in ridicolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-116834752072824445?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/116834752072824445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=116834752072824445' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/116834752072824445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/116834752072824445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/01/arriva-la-controffensiva-di-fuda-e-dei.html' title='Arriva la controffensiva di Fuda e dei suoi “amici”'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-116825477825339946</id><published>2007-01-08T12:12:00.000+01:00</published><updated>2007-01-09T12:42:17.340+01:00</updated><title type='text'>Fuda e le sue opere nella stampa locale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Leggo con ritardo i numeri de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il Quotidiano della Calabria&lt;/span&gt;, al quale sono abbonato e che ricevo in ritardo a Roma e leggo con un ritardo ancora maggiore. Un intero scaffale è riempito con arretrati che tento ora di smaltire rapidamente. Ritaglio le pagine che meritano di essere archiviate e di tanto in tanto commento qualche notizia. Chiedo scusa ai miei lettori per i salti temporali fra la data della notizia e la data del mio commento. Considerati tuttavia i tempi di lettura dei miei blogs, governati dai motori di ricerca, non mi sembra questo un gran problema. Inoltre, cerco di non legare i miei commenti all’effimero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’occhio mi è subito caduto nella copia del 28 dicembre scorso ad un problema posto dai radicali sullo sfortunato Fuda,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/25173/22.%20fuda.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/455968/22.%20fuda.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; il quale “volato" da Siderno in parlamento grazie al voto degli ancora più sfortunati “Consumatori”, da lui consumati e gettati via come un limone spremuto, ha portato i costumi calabresi dell'intrallazzo nelle splendide stanza di palazzo Madama. Il problema posto dai radicali è quello della sua compatibilità in quanto amministratore dell'Aeroporto di Reggio Calabria. Leggo testualmente: «…Nessuno, invece, denuncia la patente situazione di incompatibilità in cui versa il senatore Fuda: egli è dall'agosto 2005 Amministratore Unico della So.G.A.S.…». Francamente, non ci avevo pensato. Ma non è mio compito farlo ed ho anche qualcos'altro da fare ed a cui pensare. Pignoli come sono i radicali non dubito che abbiano colto nel segno. Apprendiamo dunque un altro aspetto della personalità del nostro illustre compaesano ”volato” in Parlamento per dare benzina alla Calabria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il radicale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giulio Manfredi&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/333724/60.GiulioManfredi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/364307/60.GiulioManfredi.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; cita testualmente una legge addirittura del 15 febbraio 1953, n. 60, che così recita: &lt;blockquote&gt;«I membri del Parlamento non possono ricoprire cariche, né esercitare funzioni di amministratore, presidente, liquidatore, sindaco o revisore, direttore generale o centrale, consulente legale o amministrativo con prestazioni di carattere permanente, in associazioni o enti che gestiscano servizi di qualunque genere per conto dello Stato o della pubblica amministrazione, o ai quali lo Stato contribuisca in via ordinaria, direttamente o indirettamente».&lt;/blockquote&gt; Nella stessa condizione sono una cinquantina di parlamentari, equamente distribuiti fra maggioranza ed opposizione. Ma il Senatore Fuda – come scrive Francesco Paolillo a p. 21 dello stesso giornale - «è uno che difficilmente si accontenta», mentre in quel di Reggio troneggia al centro di una tavolata con Anastasi, Adamo, Azzarone e Leonetti, in una conferenza stampa su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’aeroporto che punta al milione&lt;/span&gt;. HappyE visto che il senatore Fuda è stato messo in una commissione della legislazione – prosegue il radicale Manfredi – c'è da aspettarsi che insieme con gli emendamenti come quello passato alla storia e legato ormai al suo nome, il senatore faccia un bel regalo per l'anno 2007 a quanti sono interessati all'abrogazione della legge del 1953.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quotidiano&lt;/span&gt; riporta la dichiarazione di Di Pietro&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/638010/61.DiPietro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/161368/61.DiPietro.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; che non lascia dubbi sulla natura mariuolesca dell’emendamento Fuda, che invece insiste sui valori di “garanzia" e di “civiltà” alla base della sua operazione. Analoga soddisfazione per l'abrogazione dell'emendamento Fuda esprime Cesare Salvi, che ha iniziato una sua battaglia contro i costi della politica e la democratizzazione interna dei partiti. Feroce il commento di Calderoli con stile tutto suo: “tirano il sasso e nascondono la mano". In effetti, sono stati scoperti dall'allarme lanciato in corso d'opera dalla Corte dei Conti e solo dopo è avvenuta la generale dissociazione e presa di distanze dal sidernino Fuda, che è rimasto con il sedere per terra. Dice Di Pietro ex PM che non ha dimenticato il mestiere: &lt;blockquote&gt;«Abbiamo varato un decreto legge di un solo rigo che annulla l’emendamento. Il comma è quindi abrogato. Abbiamo posto riparo a un grave errore che secondo me è stato più che altro un tentativo di indurre in errore le istituzioni. È stato evitato che il tentativo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;misfatto&lt;/span&gt; producesse gli effetti sperati. Una mano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;criminale&lt;/span&gt; ha inseritto nottetempo, con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;artifizi&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;raggiri&lt;/span&gt;, l'emendamento che avrebbe consentito di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;farla franca&lt;/span&gt; ai pubblici amministratori condannati dalla Corte dei Conti i quali avrebbero dovuto restituire soldi sottratti ingiustamente. Resta da scoprire chi è il colpevole. Gli elementi ci sono tutti e ci auguriamo che presto si possa passare dal registro degli ignoti a quello dei noti per conoscere il o i mandanti, per evitare che in futuro si verifichino casi simili».&lt;/blockquote&gt; Non poteva essere più nettamente opposta la scuola di pensiero: crimine con raggiri e artifizi commesso nottetempo a fronte di ciò che il nostro compaesano di Siderno intende come garanzia e civiltà. Non vale la scusa del testo originario perché anche questo è stato giudicato un “obbrobrio" e come tale bocciato. Resta da capire, o meglio da sapere, se ad agire nottetempo è stato qualche &lt;span style="font-style: italic;"&gt;onorevole&lt;/span&gt; Senatore o qualche suo famulus. Pare inverosimile che qualcuno si sia presa la briga di commettere un “misfatto” per autentico spirito di sacrificio votato al martirio e per mero bene della patria.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-116825477825339946?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/116825477825339946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=116825477825339946' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/116825477825339946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/116825477825339946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2007/01/fuda-e-le-sue-opere-nella-stampa.html' title='Fuda e le sue opere nella stampa locale'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-116731474129034527</id><published>2006-12-28T15:05:00.000+01:00</published><updated>2007-01-13T15:08:55.934+01:00</updated><title type='text'>La politica in Calabria: non si salva nessuno!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il degrado della vita politica è in Calabria del tutto trasversale. Si fa prima a considerare il marcio come la regola della vita politica, amministrativa, giudiziaria, culturale e civile, mentre il sano è solo la consueta eccezione che conferma la regola. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/915786/2.ConsiglioRegionaleCalabrese2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/846009/2.ConsiglioRegionaleCalabrese2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Beninteso nel nostro sistema giuridico tutti sono presunti innocenti fino al terzo grado di giudizio ed ogni persona accorta sa che deve tenersi sempre sulle generali se non vuole rischiare una querela per diffamazione o qualcosa di assai peggio. Quindi mai fare nomi o indicare situazioni specifiche. Non si tratta di viltà ma di minima accortezza necessaria per salvarsi dai meccanismi di un apparato giudiziario che è ormai diventato una sorta di potere autonomo in una specie di guerra fra signori e padroni delle pubbliche istituzioni. In condizioni normali il potere giudiziario dovrebbe amministrare una giustizia il cui contenuto è dato proprio dal potere politico. Invece, succede che il potere politico non è capace di rispettare neppure la sua stessa legalità, ossia gli astratti principi di generalità e astrattezza tecnicamente necessari ad una norma giuridica che voglia esser tale, e conferisce in questo modo un potere improprio alla classe giudiziaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia tesi, più volta enunciata, è che la principale disgrazia della Calabria non è la ndrangeta, ma il suo ceto dirigente. E parlo del ceto dirigente pulito, non di quello colluso, che può incorrere in qualche infortunio, come sempre più spesso sembra succedere.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/388107/1.pizza_piccante.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/489434/1.pizza_piccante.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Mi riferisco a quel ceto politico che fa uso legittimo e legale dei suoi poteri discrezionali, di quelle facoltà che sono conferite dalla legge agli amministratori eletti. La discrezionalità non risponde a nessun criterio di buona ed efficiente amministrazione, l'interesse pubblico è cosa ignota alla cultura ed allo spirito locale. In queste condizioni non può attribuirsi maturità democratica ad un elettorato che trova naturale dare il suo voto in cambio di qualcosa. Io insisto nel dire che la più alta percentuale di voti per il "no" registrato in Calabria contro il progetto di riforma costituzionale non ha avuto in Calabria nessun significato democratico. È stato un voto di conservazione nel suo significato peggiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi informano che l'ultimo Consiglio Regionale, successivo a quello cui ho io assistito, è stato ancora più penoso del precedente. Loiero si ostina a negare una crisi interna che paralizza qualsiasi capacità di governo, dico qualsiasi capacità di governo regionale, non una provvida e benefica azione amministrativa di cui la regione avrebbe pur bisogno. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/163635/2.volpe.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/656303/2.volpe.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Del resto, senza far nomi per la ragione suddetta, si consideri quanto segue alla portata di ogni intelligenza. Se per ottenere l'ambito scranno di consigliere regionale, da cui discendono vantaggi noti e ignoti, non ci si fa scrupolo addirittura di ricorrere al voto di scambio, perché mai una volta raggiunto l'ambito traguardo ci si dovrebbe dimettere prima del tempo. La principale prerogativa di un politico che si ritenga tale è la chiacchiera supportata da adeguata faccia. Si può sempre dire che la propria presenza è quanto mai "coscruttiva". E quindi di andarsene a casa non vi è proprio motivo. Chi parla lo fa per invidia o perché non capisce nulla di politica.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-116731474129034527?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/116731474129034527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=116731474129034527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/116731474129034527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/116731474129034527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/12/la-politica-in-calabria-non-si-salva.html' title='La politica in Calabria: non si salva nessuno!'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-116652080010933457</id><published>2006-12-19T10:33:00.000+01:00</published><updated>2007-01-12T11:09:37.816+01:00</updated><title type='text'>Osservatorio sui fasti romani del sidernino Pietro Fuda</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando decisi in Calabria di impegnarmi in politica era padrone incontrastato di Forza Italia, almeno nel reggino, l'on. &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Fuda"&gt;Pietro Fuda&lt;/a&gt;. Avevo un bell'appellarmi all'art. 49 della costituzione che concede ad ogni cittadino il diritto di iscriversi ad un (qualsiasi) partito, che dovrebbe essere strutturato in modo democratico, per consentire ad ognuno di poter concorrere alla formazione della politica nazionale.&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/636817/1.Fuda.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/320/25153/1.Fuda.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Non voglio qui narrare nuovamente in ogni dettaglio una vicenda che resta per me emblematica di cosa sia in realtà, specialmente in Calabria, la politica. Il frequente sbanderio dei principi democratici si scontra spesso con unarealtà ben diversa da quella dei discorsi retorici abituali ad ogni raduno di gente con oratore che parla da un pulpito. In Calabria non esiste un elettorato in senso proprio, ma un insieme di clientele legate a questo o a quel personaggio oppure un diffuso sistema di voto tribale che si avvale di estese parentele, che soprattutto nei piccoli centri determinano i risultati elettorali. Il grande politico dispone in ogni paese di un suo fiduciario che si preoccupa di raccogliere consenso nel microsistema. Ecco dunque che diventa importante controllare le sigle dei partiti nazionali come se fossero licenze di tabaccherie o pizzerie. All’epoca del tesseramento, necessario per fare i congressi provinciali, passa qualcuno a raccogliere firme di tanti iscritti a questo o qual partito: il sistema è diffuso. Se qualche ingenuo pensa che le sedi sezionali dei partiti siano dei luoghi di elevati e nobili dibattiti, il minimo che gli possa capitare è di venir deriso e trattato come un pazzo pericoloso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il referendum istituzionale ha visto in Calabria il più alto numero di voti contrari: &lt;a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/politica/referendum-quattro/vince-il-no/ansa_8404932_46270.jpg&amp;imgrefurl=http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/politica/referendum-quattro/vince-il-no/vince-il-no.html&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;h=230&amp;w=200&amp;amp;sz=11&amp;hl=it&amp;amp;sig2=OeXx1mn1YstunrydgOUKSg&amp;start=35&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;tbnid=kjHYXkGDhOaMCM:&amp;tbnh=108&amp;amp;tbnw=94&amp;ei=6wGIRdMEqeho3bXg0Ao&amp;amp;prev=/images%3Fq%3Dreferendum%26start%3D20%26ndsp%3D20%26svnum%3D10%26hl%3Dit%26lr%3D%26sa%3DN"&gt;82,5 di no&lt;/a&gt; ed un record nazionale a Crotone dell’86,2. Molti si sono sentiti persi alla sola prospettiva di una cessazione del sistema dei trasferimenti pubblici di denaro e risorse.&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/220501/2.referendum.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/320/495238/2.referendum.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Non vi è nessuno in Calabria che non abbia un favore da chiedere ed un politico costruisce la sua fortuna sulla base dei favori che riesce a fare. La pratica della raccomdandazione è uno stile ed un sistema di vita. Se in Calabria vi fossero cittadini certi di non dipendere da qualcuno per un qualche favore, la politica sarebbe più libera. Ho sostenuto in questo blog che la disgrazia maggiore della Calabria non è la ndrangheta, ma il suo ceto politico-amministrativo. Non mi riferisco assolutamente a quello colluso con le cosche mafiose, che almeno in teoria potrebbe venire prima o poi scoperto e punito. Mi riferisco a quanti operano in piena legalità, distorcendo in tutti i modi possibili la discrezionalità loro concessa. Dalle pagine dei giornali viene spesso fuori che questo o quel politico ha raccomandato Tizio, Caio o Sempronio. Si dice che ciò non costituisce reato e quindi nessuno può essere punito per aver speso una buona parola per casi di meritevoli e bisognosi. Ma è anche vero che in questa maniera si costruisce la clientela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I partiti dal canto loro mostrano soltanto interesse per i voti, il cui spostamento da una parte all'altra può determinare il cambiamento di colore politico di un'amministrazione. &lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/984755/3.rousseau.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/320/496680/3.rousseau.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Vi saranno all'inizio tante chiacchiere per nobilitare lo spostamento di voti, ma è difficile rintracciare quegli elementi di virtù politica che Rousseau immaginava dovessero esistere nel buon cittadino al punto da spingerlo a teorizzare che il voto di 10 cittadini spiritualmente liberi valesse di più del voto di 90 schiavi. In questi giorni sento nelle rassegne stampe di alcuni deputati che hanno presentato disegni di legge per dare concretezza normativa all'art. 49 della costituzione. Dubito che si arriverà a qualcosa. In Calabria tutto il sistema socio-economico è funzionale al modo di esistere e riprodursi del ceto politico. Nessuno vuole quelle riforme che minano le basi della propria esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso del politico Pietro Fuda, da molti indicato come un esempio recente dell'antica pratica italica del trasformismo,  una felice congiuntura consente di puntare su di lui i riflettori della stampa per una norma introdotta di soppiatto nella finanziaria allo scopo di depennare tutti i reati contabili degli amministratori. &lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/600741/4%2CTrasformismo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/320/546863/4%2CTrasformismo.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Resta molto da capire e scoprire. Mi baserò unicamente sui dati che trovo in internet, cercando di ragionarci sopra. Non vi è da parte mia nessun astio personale o accanimento verso il personaggio Pietro Fuda, ma penso di esercitare il legittimo diritto che spetta ad ogni cittadino che vuol giudicare i politici che la sorte gli ha messo sopra per la sua pubblica felicità o infelicità. Se tra i miei lettori vi sarà qualche fans dell'On. Pietro Fuda, troverò qui tutto lo spazio che desidera a sostegno del suo eroe. Se poi qualche mia riga sembrerà inaccettabile da un punto di vista generale della critica politica, perché invece personale e astiosa, non esiterò ad espungerla e sarò grato a chi me la segnalerà ove non sia io stesso ad accorgermene in successive letture del testo. Resta il fatto che se la mia intenzione è di criticare civilmente l'on. Pietro Fuda come un esempio negativo del politico calabrese e nessuno mi potrà chiedere che io invece ne tessa lodi che in coscienza non vedo. Altri osservatori su altri politici verranno da me aperti, se troverò materiale documentario pubblicamente utilizzabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;RASSEGNA STAMPA COMMENTATA E ILLUSTRATA&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;1.&lt;a href="http://www.canisciolti.info/modules.php?name=Sections&amp;op=viewarticle&amp;amp;artid=1073"&gt;Fuda sempre primo&lt;/a&gt;. «Il primo firmatario è il senatore calabrese Pietro Fuda, già presidente forzista della Provincia di Reggio, poi riciclatosi nell’Unione al seguito del governatore Loiero, poi eletto nella lista Consumatori, poi passato alla Margherita e ora galleggiante nel gruppo misto come fondatore di un nuovo partito di cui si sentiva davvero il bisogno: il Democratico Meridionale. &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/1600/5.marco_travaglio.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/767115/5.marco_travaglio.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Alla sua firma se ne sono aggiunte altre sei, probabilmente per strappare il suo voto alla finanziaria: il rutelliano &lt;a href="http://www.senato.it/leg/14/BGT/Schede/Attsen/00020658.htm"&gt;Zanda&lt;/a&gt;, vicecapogruppo dell’Unione, il mariniano &lt;a href="http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00001281.htm"&gt;Ladu&lt;/a&gt;, i margheriti sciolti &lt;a href="http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00004563.htm"&gt;Sinisi&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00022805.htm"&gt;Bruno&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00004346.htm"&gt;Boccia&lt;/a&gt; e il diessino &lt;a href="http://www.senato.it/leg/14/BGT/Schede/Attsen/00017587.htm"&gt;Iovene&lt;/a&gt;» (Marco Travaglio). Ho già notato che la realtà della prassi parlamentare è fatto di leggi e leggine dove un parlamentare chiede ad un altro: »mettimi questa firma!« Magari nei salotti televisivi vediamo gli stessi deputati accaldarsi su temi di dibattito generale, ma poi la quotidianità della loro attività parlamentare è fatta di patteggiamenti e scambio di favori. Questo aspetto del lavoro parlamentare sfugge ai più. Cercherò di capire attraverso le notizie di stampa quali siano stati i processi mentali del contorsionista Pietro Fuda, gloria calabrese approdata nel Senato della Repubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. &lt;a href="http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1098352"&gt;Salviamo innanzitutto gli amici e gli amici degli amici!&lt;/a&gt; Dal &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tempo&lt;/span&gt; del 19 dicembre 2006. Testuali parole di Maurizio Gasparri: «Al Senato poi abbiamo visto gli effetti perversi della Calabria-connection. Mi riferisco all'emendamento salva-ladri presentato dal sen. Pietro Fuda, oggi nel centro-sinistra per il partito fondato da Loiero, ma noto per mutare schieramento con più frequenza delle camicie. O mi aiutate a salvare molti amici nei guai per condanne amministrative o scendo…. Questa la sostanza della richiesta di Fuda. Subito accolta da Prodi. I maxi emendamenti non vengono scritti nei corridoi, ma dagli uffici del Tesoro, che su ordine dei vertici massimi del governo hanno beneficiato i corrotti. Fuda evidentemente si è preso a cuore le loro sorti. Le ragioni si possono immaginare. Ma non c'è solo Fuda tra quanti sono passati dalla giunta calabrese di Loiero ai palazzi romani. Del governo fa parte anche &lt;a href="http://www.paolonaccarato.it/attivita.php"&gt;Paolo Naccarato&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/609289/6.Paolo%20Naccarato.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/261726/6.Paolo%20Naccarato.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; addirittura sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, senza aver mai avuto voti sufficienti per esservi inviato dai cittadini. Ma per un fidato collaboratore di Cossiga i voti sono superflui. Fu proprio per intercessione del Presidente emerito che Naccarato, pronto a &lt;a href="http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1097261"&gt;censurare&lt;/a&gt;  le proteste del centro-destra per il ruolo anomalo dei senatori a vita, entrò nel governo. Cossiga certamente nell'esprimere i suoi voti non tiene in considerazione le cortesia ricevuta, su evidente richiesta, da Prodi. Il quale pur di avere qualche voto in più in Parlamento ha dilatato il suo governo aprendolo a chi di voti nel Paese non ne ha preso neanche uno. Ma forse a Cossiga potrebbe spiacere la caduta del governo Prodi-Naccarato, con Fuda in panchina…». Gasparri è un uomo che evidentemente le cose le sa e sapendole può dirle, oltretutto coperto da quell’immunità che non sarebbe concessa ad un comune cittadino, il quale deve sempre limitarsi a dire il peccato senza mai nominare il peccatore. Molti articoli di questo genere, che possono leggersi nella stampa locale, sono tanto allusivi quanto incomprensivi e stucchevoli. E’ meglio non scriverli. Gasparri ha comunque incominciato a disegnare una rete di contatti e di solidarietà. A proposito della giunta Loiero dovrebbe essere eloquente anche per il più cieco degli elettori che nulla di nuovo appare sotto il sole: l’attuale Giunta è dilaniata dopo diciotto mesi (tre crisi di cui l’ultima ancora da comporre) da mere dispute di spartizione del potere. Solo gli ingenui possono aspettarsi decisioni di governo dettati dal pubblico interesse. L'articolo di Gasparri chiama in causa &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2006/11/la-seconda-volta-di-cossiga.html"&gt;Francesco Cossiga&lt;/a&gt;, sul quale anche io ho tentato un giudizio, ricordandalo soprattuttuto per la sua inettudine durante il sequestro di Aldo Moro, mio compianto docente di diritto penale all'Università di Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. &lt;a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_1933662.html?ref=hpsbdx1"&gt;Fuda si difende: nessun colpo di spugna nel mio emendamento&lt;/a&gt;. Riporto testualmente la nota di agenzie: «ll senatore Pietro Fuda torna sulla norma del maxiemendamento della Finanziaria che ha per oggetto la decorrenza del termine di prescrizione dell'azione per risarcimento di danno erariale, dichiarando che non si tratta di “nessun colpo di spugna, né, men che meno, una norma ad personam: sono lontanissime dalla realtà le interpretazioni giornalistiche e politiche del disegno di legge che porta&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/186254/7.corte_conti.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/896584/7.corte_conti.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; la mia firma e del quale il contestato comma 1346 ha ripreso il primo dei tre punti presentati. Ritengo - sottolinea Fuda - che le incomprensioni di queste ultime ore siano nate dal fatto che, isolato dal contesto, il comma inserito nel maxiemendamento possa portare ad una interpretazione errata dell’emendamento, molto articolato, all’art. 1 L. 20/1994 e successive modifiche (L. 639/96). L’emendamento da me presentato, infatti, se recepito nella sua interezza avrebbe avuto altre due aggiunte sostanziali, come si può verificare dagli atti depositati”». Che io non capisca, è cosa pacifica. Fuda peraltro mi sembra fosse al secolo un ingegnere, non un giurista. Ma che neppure fra deputati ci si intenda, vi è di che allarmarsi. È intervenuta persino la Corte dei Conti, che o non capisce la materia finanziaria oppure chi ha fatto la legge è un gran pasticcione. La prudenza tuttavia non è mai troppa ed io resto in attesa degli sviluppi, che giungono in questa mattina del 20 dicembre. Dalla Rassegna stampa radiofonica sento dire che il testo originario cui si richiama Fuda era già stato giudicato un &lt;a href="http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1101969&amp;Sectionid=5&amp;amp;Editionid=5"&gt;»obbrobrio«&lt;/a&gt; e come tale era stato bocciato nella sua interezza. Resta ancora il mistero di come sia poi passata proprio la sua parte peggiore, già bocciata. Il primo attore appare ancora l'on. Pietro Fuda. Di altri responsabili sento dire che rischiano di essere “strozzati” personalmente dalla Finocchiario. Se il parlamento non è un asilo d’infanzia, è bene che si faccia quell’inchiesta interna di cui ha parlato Antonio Di Pietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. &lt;a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_1935758.html?ref=hpsbdx1"&gt;Neppure Di Pietro ci ha azzeccato!&lt;/a&gt; Se dobbiamo dar credito a Pietro Fuda, secondo cui il colpo di spugna non ci sarebbe stato, allora questo non lo ha capito neppure Antonio Di Pietro &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/557081/8.dipietro01g.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/841119/8.dipietro01g.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; che lancia tuoni e fulmini: «La norma inserita in finanziaria sui reati contabili è “un provvedimento disastroso per la credibilità dell’Unione”. Lo afferma Antonio di Pietro nel suo blog. “È un emendamento che, di fatto, allinea il comportamento dell’Unione a quello di Berlusconi - afferma il ministro delle infrastrutture -. Dopo aver combattuto a parole, per cinque anni, le leggi ‘ad personam’ del governo Berlusconi, si introduce, con un sotterfugio, una norma che impedisce allo Stato di recuperare le somme di cui si sono appropriati indebitamente funzionari e dipendenti corrotti dello Stato. Questo emendamento è di una gravità assoluta, anche perché tradisce la buona fede dell’Italia dei Valori sul fatto che il maxi-emendamento governativo rispettasse il programma dell’Unione. L’Italia dei Valori si trova, purtroppo, a condividere una responsabilità oggettiva per un emendamento non concordato. Un emendamento che non approverà. Eliminare l’emendamento non è comunque sufficiente. I responsabili vanno identificati attraverso un’inchiesta interna e vanno presi immediati provvedimenti nei loro confronti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. &lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200612articoli/15491girata.asp"&gt;Regna fitto il mistero&lt;/a&gt;. Dall’ampio articolo della Stampa risulta comunque chiaramente che la famigerata norma produrrà gli effetti lamentati se ne se ne farà abortire l’efficacia prima del tempo. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/14333/9.%20Manzione.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/937241/9.%20Manzione.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ci vorrà un apposito decreto per abolire il “maledetto” comma 1346. Si parla di banale errore, ma sono in molti a non credere alla possibilità di un simile errore. Infatti «rischia di far decadere il 60-70% dei processi che pendono davanti alla Corte dei Conti. Sulla soluzione d’emergenza, dopo l’allarme lanciato giovedì dalla magistratura contabile, sono tutti d’accordo, governo e maggioranza».  Il mistero: «Come le prime tre righe dell’emendamento presentato nei scorsi scorsi dal senatore calabrese Pietro Fuda siano finite nel maxiemendamento, però, resta un mistero». &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/106289/10.cesaresalvi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/92448/10.cesaresalvi.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Di Fuda assurto agli onori della cronaca è dato il seguente ritratto: «il senatore Fuda, un ex funzionario alla Cassa del Mezzogiorno diventato poi consigliere regionale e presidente della Provincia di Reggio in quota Forza Italia e poi eletto senatore nella lista Consumatori prima di sbarcare nel Pdm di Agazio Loiero». Il problema è ora quello di evitare durante la vigenza della norma che tutti ripudiano «un periodo di ‘favor rei’ che rischierebbe di ‘graziare’ molti amministratori pubblici attualmente sotto processo». «Errore è il termine che ricorre più di frequente nei commenti, ma Roberto Manzione della Margherita, che assieme al diessino Cesare Salvi ha sollevato il caso, non ci crede. “Di tutto si può parlare meno che di errore, è la scusa meno credibile. Semmai lo sbaglio l’ha commesso chi pensava che una norma del genere passasse inosservata“»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. &lt;a href="http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=70696,1,1"&gt;La Lega non la beve&lt;/a&gt;. Dall’approfondito articolo della Padania si incomincia a capire qualcosa sul merito del comma 1346, comunque passato e al momento legge dello Stato, anche se non ha ancora prodotto la sua efficacia. Non è poi tecnicamente tanto difficile. Anche i profani possono arrivarci. La norma inserita da Fuda prevede uno spostamento indietro nel tempo dei termini di prescrizione per i reati commessi da amministratori disonesti o incapaci: la norma fatta passare «di fatto anticipa l’inizio della prescrizione dei reati contabili dal momento in cui si è “verificato il danno”, ovvero l’erogazione dei soldi dello Stato, al momento in cui “è stata realizzata la condotta produttiva del danno”, ovvero della delibera che dispone l’erogazione indebita dei soldi. In pratica, i tempi di prescrizione, fissati in cinque anni, vengono quasi dimezzati». Come le parti originariamente ideate e non passate avrebbero potuto annullare un così spostamento di termine resta onere del sidernino Fuda farcelo capire. L’articolista della padania nutre i suoi dubbi. Del resto ad accorgersi prontamente dell’inghippo è stato il presidente della Corte dei Conti &lt;a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.corteconti.it/Procura-Ge/Il-Procura/curriculumDe-Rose.doc_cvt_file/image002.jpg&amp;imgrefurl=http://www.corteconti.it/Procura-Ge/Il-Procura/curriculumDe-Rose.doc_cvt.htm&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;h=189&amp;w=181&amp;amp;sz=6&amp;hl=it&amp;amp;sig2=ZNK7C4FaEZ98B1fWV2C8Zg&amp;start=3&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;tbnid=eof1zZYnBYkf5M:&amp;tbnh=103&amp;amp;tbnw=99&amp;ei=fVmIRZOoAtCgSeSLtOUO&amp;amp;prev=/images%3Fq%3DClaudio%2BDe%2BRose%26svnum%3D10%26hl%3Dit%26lr%3D%26sa%3DG"&gt;Claudio De Rose&lt;/a&gt;. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/520802/11.DeRose.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/218855/11.DeRose.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Se fosse stato per i parlamentari, la cosa sarebbe passata in cavalleria. Ma non è ancora detto che si trovi un rimedio. Dai nostri parlamentari ci si può aspettare di tutto. La furbata del Partito democratico meridionale di Fuda e Loiero spiega a meraviglia l’82 per cento dei “no” al progetto di riforma costituzionale: le finanze dello stato italiano sono la principale risorsa del meridione. È ovvio che chi ha combinato il papocchio ha tutto l’interesse a dimenticare e a farlo passare per un banale errore: ipotesi in ogni caso gravissima. Vuol dire che o siamo governati da una massa di incompetenti o da una massa di ladroni: delle due l’una. Tertium non datur!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=141304"&gt;Le bugie della Finocchiaro&lt;/a&gt;. Andreotti a mio giudizio un grande uomo di stato, malgrado i suoi processi, ci ha insegnato che a sospettare si fa peccato, ma spesso si indovina. Io non credo che senza l’intervento della Corte dei Conti nella persona del suo presidente Claudio De Rose i senatori Salvi e Manzione si sarebbero mai accorti della furbata calabrese, checché ne dica la Finocchiaro: ci vuole per l'appunto infinocchiare. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/680282/12.Finocchiaro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/464076/12.Finocchiaro.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Del resto, è verosimile che la corte dei conti dovesse seguire momento per momento l’iter della finanziaria. Se non fa ciò la massima magistratura contabile chi altri avrebbe dovuto farlo? I singoli parlamentari (ballerine, pornostar, avvocati, calciatori, cantanti, attrici, conduttrici, giornalisti, ecc.) non hanno quelle competenze che Platone attribuiva ai governanti ideali. Secondo il filosofo greco gli attuali parlamentari dovrebbero stare in tutt’altro posto. Inoltre, si è molto polemizzato sul voto determinante dei senatori a vita. Ma perché non dovrebbero essere stati ben più determinanti i Magnifici Sette dell’emendamento 1346: Fuda, Zanda, Ladu, Sinisi, Bruno, Boccia, Iovene. Quale concreto interesse hanno avuto costoro alla presentazione dell’emendamento? Si trattava per loro di cosa di poco conto o avevano posto pesanti condizioni sul passaggio dell’emendamento, che è in effetti passato e che si tratta ora di annullare con un’apposita norma. Il colpo non è verosimilmente riuscito per il tempestivo intervento della Corte dei Conti. Si è parlato giustamente di un’inchiesta interna da fare. Ci auguriamo che l’ex-pm Di Pietro la faccia e se vuol fare il moralista giustizialista sappia guardare anche al suo interno, nella sua coalizione di governo. Non sono un investigatore, ma i Magnifici Sette entrano a pieno titolo in questo Osservatorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. &lt;a href="http://www.ilriformista.it/documenti/testofree.aspx?id_doc=78031"&gt;L’inconsapevole Fuda&lt;/a&gt;. Da questo Editoriale de “Il Riformista” si affacciano nuove ipotesi. I firmatari del famigerato emendamento 1346 sarebbero stati inconsapevoli di ciò che firmavano. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/603669/13.napolitanojpg.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/796718/13.napolitanojpg.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ma allora vuol dire che non era farina del loro sacco? E chi dunque l’autore di tanto acume? «E visto che la trama del giallo è talmente avvincente da aver appassionato anche il capo dello Stato - che ha invitato il governo a riparare subito all’«errore» - ci chiediamo: di chi sarà mai - se esiste - la fantomatica mano che ha armato l’inconsapevole penna di Fuda? E poi: le irrevocabili dimissioni annunciate ieri dall’alto commissario anti-corruzione hanno qualcosa a che vedere con il 1346?» Di certo Fuda, che nasce alla politica come funzionario della Cassa per il Mezzogiorno, non è uomo di profonda cultura e sensibilità giurdica o istituzionale, deve aver agito su sollecitazioni ricevute. Ma da chi e perchè?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. &lt;a href="http://www.articolo21.info/news.php?id=17476"&gt;Iovene si dissocia, ma incastra Fuda&lt;/a&gt;. Riporto testualmente il breve articolo: «'Negli articoli dei quotidiani di oggi sul 'colpo di spugna' per i reati contabili si riporta la circostanza, vera, della mia firma in calce all'emendamento originario. Confesso un duplice peccato di leggerezza ed eccesso di fiducia'. E' quanto dichiara il senatore dell'Ulivo Nuccio Iovene. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/529962/14.Jovene.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/67382/14.Jovene.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; 'Agli inizi dell'iter della finanziaria al Senato - spiega Iovene - ho ricevuto la telefonata del collega Fuda che mi chiedeva, essendo stati eletti nella stessa regione, la disponibilita' a sottoscrivere un emendamento &lt;&lt;tecnico&gt;&gt;, gia' firmato dal vicecapogruppo dell'Ulivo Zanda e da altri colleghi - sottolinea Iovene - che riguardava i contenziosi amministrativi. Ho risposto al telefono di sì, senza approfondire, e questa e' la mia principale colpa. Confidavo sull'autorevolezza delle altre firme e sull'esame sempre severo che sarebbe stato fatto dalla commissione, dalla maggioranza, dal relatore e dal governo, esame che falcidia normalmente migliaia di emendamenti facendo passare solo quelli largamente condivisi e ritenuti indispensabili. Per me e' una lezione per il futuro'». Apprendiamo per confessione diretta che i nostri rappresentanti istituzionali peccano di “leggerezza”. A questo punto resta da chiedersi come mai l’ing. Fuda abbia pensato ad una norma, il 1346, il cui senso è chiaro. Egli dice che se il suo emendamento fosse stato accolto per intero non vi sarebbe stato nessun “colpo di spugna”. Ma allora perché non ha ritirato un emendamento che avrebbe prodotto un effetto da lui non voluto? Doveva intervenire la Corte dei Conti perché lui se ne accorgesse? Ma l’on. Fuda possiede capacità di intendere e di volere? Normalmente, per ogni norma esiste una specifica lobby. L’on. Fuda ha pensato e fatto tutto da solo o ha avuto consulenti e referenti? E quale il suo interesse o la sua competenza specifica sulla materia del 1346?&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;10. &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=142258&amp;START=0"&gt;Non si trattava di errore&lt;/a&gt;. Dall’articolo del Giornale emerge un’ampia concertazione che vede coinvolti altri soggetti. Leggo diversamente i fatti esposti dall’articolista. Intanto si conferma che ad accorgersi dello scandalo è stata la Corte dei Conti. I parlamentari non hanno avuto nessuna resipiscenza: il provvedimento è passato e si tratta ora di annullarne gli effetti. Solo la denuncia esterna al Parlamento ha indotto molti parlamentari a dissociarsi, parlando di un banale errore. Giustificazione inammissibile! Dai controlli “ferrei” disposti dagli uffici del Senato è emersa l’esistenza di un analogo precedente emendamento, firmato questa volta da tutto l’Ulivo, compresi i Ds e perfino l’Italia dei Valori (esclusi Verdi, Comunisti Italiani e Rifondazione).  Tra i firmatari di precedenti analoghi emendamenti spiccano due diessini: Nuccio Iovene (che abbiamo visto dissociarsi da Fuda per l’ultimo identico emendamento) e &lt;a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.rosacalipari.it/IMG/cache-155x200/arton42-155x200.jpg&amp;amp;imgrefurl=http://www.rosacalipari.it/article.php3%3Fid_article%3D42&amp;h=200&amp;amp;w=155&amp;sz=10&amp;amp;hl=it&amp;sig2=98fQv6_LigUTs3vPnqvvcA&amp;amp;start=8&amp;tbnid=e6WOdVzmSr7giM:&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;tbnh=104&amp;tbnw=81&amp;amp;ei=7wyJRbP7O6jUwgGQwsCTDQ&amp;prev=/images%3Fq%3DVillecco%26svnum%3D10%26hl%3Dit%26lr%3D%26sa%3DG"&gt;Rosa Villecco&lt;/a&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/114582/15.Villecco.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/410198/15.Villecco.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; pure lei calabra del cosentino, vedova di Nicola Calipari finita in parlamento per meriti vedovili secondo un costume italico di sostegno a vedove ed orfani, caricandole nel primo pensionificio d'Italia: il Parlamento. La presenza più imbarazzante pare quella di &lt;a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.senato.it/leg/14/Immagini/Senatori/00017630.jpg&amp;imgrefurl=http://www.senato.it/loc/link.asp%3Fleg%3D14%26tipodoc%3Dsattsen%26id%3D17630&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;h=240&amp;w=180&amp;amp;sz=24&amp;hl=it&amp;amp;sig2=SRh0_4L6ZOHX4fZ8m78vIQ&amp;start=1&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;tbnid=rytBRx1rOWrJbM:&amp;tbnh=110&amp;amp;tbnw=83&amp;ei=ShCJRd-LMMz-wAGcg621DA&amp;amp;prev=/images%3Fq%3DFormisano%26svnum%3D10%26hl%3Dit%26lr%3D%26sa%3DG"&gt;Aniello Formisano&lt;/a&gt;, del partito di Antonio Di Pietro ma di cui non trovano riscontro i natali calabresi individuati da "il Giornale" in Vibo Valentia. «Il primo firmatario anche di questo secondo emendamento è sempre l'immancabile Pietro Fuda, ingegnere, eletto nella lista Codacons e aderente al Pdm, il partito del governatore della Calabria, Agazio Loiero. Oltre a quelle della vedova Calipari, di Iovene e di Formisano, le altre firme sono dei senatori Giannicola Sinisi, magistrato di Andria, Salvatore Ladu, sardo, tutti e due senatori Dl, e Franco Bruno, ingegnere pure lui come Fuda e plenipotenziario sempre della Margherita in Calabria. C'è anche la firma del senatore Luigi Lusi, molto legato a Rutelli, cotesoriere dell'Ulivo e che dell'attuale vicepremier è stato il tesoriere nella campagna elettorale del 2001». Non è ancora tutto chiaro, ma nella “cabina di regia” emerge un nutrito drappello calabrese con solidarietà nazionali. Di “errore” comunque non si tratta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10.1 - &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=144985&amp;PRINT=S"&gt;Reati contabili, sospetti su Rutelli: aggiornamenti del 7 gennaio 2007&lt;/a&gt; di Roberto Scafuri. Il testo è troppo circostanziato e troppo fitto di numeri e dati. Non è riassumibile. Ne traggo solo dati da tenere a mente. Le date si spostano indietro nel tempo da quella storica dell’11 dicembre al 30 ottobre. L'analisi logica porta indefettibilmente ad interrogarsi sui beneficiari della norma vituperata ed i sospetti potrebbero cadere su Rutelli, se non fosse stata troppo forte la denuncia della “porcheria” da lui fatta. Francamente io non riesco a crederlo capace di tanta simulazione. Se mai potrebbe essere qualcuno che per spirito (eroico?) di sacrifico e a sua insaputa volesse fare un lavoro sporco, per giunta non richiesto e a tutto suo rischio.  Non mi piace ragionare in queste cose per ipotesi. Ci vogliono ben solide prove. Intanto, spunta fuori un nome nuovo, quello di Emilio Delbono, della Margherita, che in data 30 ottobre firmò alla Camera un emendamento identico a quello »famigerato» a firma Fuda. Quest'ultimo sembrerebbe non la mente di qualcosa più grande di lui, ma un agente prestanome. Gli indizi portano Poirot sempre agli ambienti della Margherita. Ma occorre andar cauti. Riporto integralmente il testo dell’articolo che da qui può essere linkato:&lt;br /&gt; &lt;/tecnico&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Giornale&lt;/span&gt; online -n. 6 del 2007-01-07 pagina,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Reati contabili, sospetti su Rutelli &lt;/span&gt; di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roberto Scafuri&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;L’emendamento sulla prescrizione era già stato presentato il 30 ottobre alla Camera da un altro deputato vicino al vicepremier: che però smentisce e minaccia querele. Nella maggioranza parte la caccia al mandante del “comma 1343”, rinnegato da tutti. Roma - Si frequentano. Gomito a gomito: stessi tavoli, stessi parquet, stesse sale ridondanti. Sono sotto gli occhi di tutti, come nei migliori gialli di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Agata Christie&lt;/span&gt;.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/851903/41.AgataChristie.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/191195/41.AgataChristie.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Sono i colpevoli del 1343: il Mandante e la Manina. Eppure Romano Prodi ha dapprima sostenuto che il comma 1343 infilato a tradimento della Finanziaria (ora cancellato), sia stato un mero «errore». Ieri però il premier ha chiaramente fatto intendere che il cerchio va chiuso: «Anch’io sto cercando con cura il mandante».  Come avrebbe fatto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hercule Poirot&lt;/span&gt;, principe degli investigatori della Christie? Avrebbe ancora una volta dipanato il filo degli avvenimenti, così che «maggiordomo» e «mandante» saltassero con evidenza anche all’occhio più disattento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Prima tappa: il movente&lt;/span&gt;. Poirot avrebbe cominciato borbottando, nel suo inconfondibile accento francese: «Ehm, vediamo... Cui prodest?».&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/407401/42.HerculePoirot.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/314569/42.HerculePoirot.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La norma avrebbe sollevato da pendenze contabili una miriade di amministratori pubblici. In prevalenza, sindaci. Dunque una manna caduta dal cielo a beneficio di tanti. Tanti interessati, colpa suddivisa; tanti colpevoli, nessun colpevole. Come in «Assassinio sull’Orient Express», ci si trova di fronte a una pletora di interessi coincidenti. Chi ha però impresso il «moto» deve essere per forza di cose un uomo molto potente e capace di far «pesare» parecchio la propria influenza. Dunque, siede al governo. Presumibilmente, ha una cognizione diretta dei problemi dei sindaci ed è disposto a farsene carico in quanto, suggerirebbe l’intuito a Poirot, è stato anche lui «vittima» della Corte dei conti.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/674394/43.Rutelli.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/81745/43.Rutelli.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; L’identikit del nostro investigatore cala a pennello su un ex sindaco importante, di un partito che esprime da decenni la classe dirigente negli enti locali. Al governo non ce ne sono tanti. Anzi ce n’è solo uno. Monsieur Rutellì! (ma il vicepremier smentisce e minaccia querele), cogiterebbe Poirot. «Supposizione, semplice supposizione, per ora niente di più», aggiungerebbe.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Seconda tappa: i fatti&lt;/span&gt;. «I fatti parlano da sé, basta saperli vedere e non farsi fuorviare dalle apparenze», suole ripetere Poirot. E difatti: la prima proposta di emendamento alla Finanziaria «in tema di prescrizione dell’azione di responsabilità amministrativa» non è del senatore Fuda. Sorpresa: risale al 30 ottobre 2006, presentata in commissione Bilancio della Camera da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://www.emiliodelbono.it/biografia.php"&gt;Emilio Delbono&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;. Chi è questo Carneade?&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/560158/44.EmilioDelbono.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/229909/44.EmilioDelbono.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Un deputato bresciano di 41 anni, già consulente legale per la Confederazione delle coop bianche, nella Dc fin da quando aveva calzoni corti, ora nell’Ulivo, vicino a Castagnetti, a Bobba e alle Acli. Secondo prassi ai peone si comunica: «Onorevole, abbiamo firmato alcuni emendamenti per lei...». È possibile che sia andata così, che l’emendamento rubricato con il numero 80.0.19 (atti Camera, commissione V) sia stato soltanto «commissionato» a Delbono. Il primo comma dell’articolo proposto in aggiunta all’art.80 della Finanziaria recita: «Al comma 2... le parole: “si è verificato il fatto dannoso” sono sostituite dalle seguenti: “è stata realizzata la condotta produttiva di danno”». La coincidenza con il comma 1343, il «famigerato Fuda», ha dell’incredibile. Un ingenuo ne dedurrebbe che la paternità del comma 1343 vada a Delbono e non a Fuda. Non Poirot, cui la circostanza suggerisce piuttosto una serie di indizi. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Primo&lt;/span&gt;: che la norma la si voleva inserire già da tempo e non è stata un’idea repentina di un Fuda qualunque (con tutto il rispetto). &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Secondo&lt;/span&gt;: che nasce alla Camera e non al Senato. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Terzo&lt;/span&gt;: che nasce ancora una volta in ambiente Margherita. Tre indizi fanno una prova? Forse, ma non per Poirot. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Terza tappa: i passi falsi&lt;/span&gt;. L’errore è dietro l’angolo. Le cose non girano mai come dovrebbero. Alla Camera l’emendamento Delbono non passa. Si riprova in Senato, dove il dielle più alto in grado nell’Ulivo è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Luigi Zanda&lt;/span&gt;.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/868176/50.Zorro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/911966/50.Zorro.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Zanda&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/389465/45.Zanda.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/835917/45.Zanda.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; è ben introdotto in tutti gli ambienti che contano, dalla Lanzillotta (ministro della Funzione pubblica) a Rutelli (vicepremier, ministro dei Beni culturali ed ex sindaco di Roma per dieci anni). Passa per rutelliano di ferro, anche se le comunicazioni tra i due attraversano ogni tanto inspiegabili black-out. Conosce &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fuda&lt;/span&gt;, i due ammettono di aver parlato del problema degli amministratori pubblici e di averlo condiviso. Tanto che la prima versione del comma 1343, presentata in data 8 dicembre da Fuda, reca la firma di Zanda al secondo posto. Seguono le firme di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sinisi&lt;/span&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/554528/46.Sinisi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/73855/46.Sinisi.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bruno&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/385996/47.Bruno.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/854914/47.Bruno.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Boccia&lt;/span&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/596178/48.Boccia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/188247/48.Boccia.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ladu&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/212388/49.Ladu.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/385515/49.Ladu.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; e Iovene (tutte le componenti della Margherita, tranne i parisiani, più l’avallo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Iovene&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/417478/52.Iovene.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/269280/52.Iovene.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; dei ds). I commi sono quattro. Si sa che nel governo sono in molti a non gradire, si cercano nuovi adepti. Zanda davanti a testimoni sconfessa il coordinatore degli emendamenti dielle, Luigi Lusi,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/978775/53.LuigiLusi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/636886/53.LuigiLusi.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; «reo» di non avere «gli attributi per spingerla», e lo costringe a passargli la pratica: «Al tavolo mi siedo io». L’11 dicembre viene presentata una versione ridotta all’osso, due soli commi (rubricata come num.18.2032), firmata da Fuda, Sinisi, Bruno, Lusi, Ladu, Villecco Calipari,&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/9393/54.Villecco.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/411428/54.Villecco.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Iovene e - sorpresa - Formisano.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/947143/59.Formisano.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/636116/59.Formisano.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Aniello Formisano, capogruppo dipietrista, si pente subito. O, meglio, quando l’emendamento diventa un «caso» nazionale, e Di Pietro per primo dice di voler scovare la «manina». È talmente pentito da esprimere ai quattro venti la sua sete di verità. «Scoverò chi l’ha infilata», minaccia. Con la stessa veemenza ieri ha negato di aver firmato il documento (che risulta agli atti della commissione Bilancio del Senato). «Canta il gallo che ha fatto l’uovo», sorriderebbe Poirot.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quarta tappa: la dinamica&lt;/span&gt;. Chi tende trappole spesso vi casca dentro (cfr. anche «Delitto perfetto» di Alfred Hitchcock). L’emendamento, sia pure in versione ridotta, non passa alla «cabina di regia» del pomeriggio dell’11 dicembre. Zanda informa la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Finocchiaro&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/892130/51.Finocchiaro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/173416/51.Finocchiaro.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; e Fuda. Alle otto di mattina del 12 dicembre, Zanda incontra Fuda in Senato (Fuda nega): la versione finale del comma, iper-ridotta, viene predisposta da un funzionario esecutivo dell’ufficio legislativo del gruppo. Il foglio con il testo verrà inserito nella cartellina degli emendamenti da tradurre su di un «file» per il ministero. Rush finale: in via XX settembre, pomeriggio del 13 dicembre. Alla riunione partecipano in quattro. Devono decidere che cosa inserire nel «maxiemendamento»: compito per il quale il capo di gabinetto del Tesoro, De Ioanna, può esprimere soltanto compatibilità «tecnica» e il parlamentare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Morgando&lt;/span&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/507726/56.Morgando.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/977163/56.Morgando.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; relatore del testo, non può esporsi più di tanto. Il «sì» o il «no» di ultima istanza è una scelta politica, e spetta ai rappresentanti del governo. Ci sono due sottosegretari: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nicola Sartor&lt;/span&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/882487/57.Sartor.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/551098/57.Sartor.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; «tecnico» prodiano chiamato apposta per la Finanziaria, e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giampaolo D’Andrea&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/340048/58.D%27Andrea.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/54158/58.D%27Andrea.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Inutile dirlo: Margherita di rito mariniano, ripescato al governo dopo essere stato bocciato dagli elettori.  Chi ha pronunciato il fatidico «sì»? Per conto di chi? «Il catalogo è questo - avrebbe celiato amabilmente l’investigatore Poirot a questo punto -... Les jeux sont faits!, Monsieur Prodì. Ora fate il vostro gioco, individuate il colpevole».&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;tecnico&gt;11. &lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200612articoli/15647girata.asp"&gt;Anna la strozzina e l'ombra dell'Opus Dei&lt;/a&gt;. Un recente articolo online de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Stampa&lt;/span&gt; offre nuovi elementi sulla telenovella del colpo di spugna. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/521195/18.veltroni_loiero_maglietta.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/810979/18.veltroni_loiero_maglietta.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Preferisco riesporre i fatti narrati nell’articolo, salvo l’invito fatto ad ognuno di rileggersi le mie fonti. Non dispongo di informazioni dirette, ma solo di fonti indirette che cerco di interpretare mettendole a confronto. Un metodo che si è rivelato spesso utile. Intanto si insiste politicamente sull’errore e Anna Finocchiario va dicendo che se conoscesse il responsabile del papocchio, lo strozzerebbe con le sue mani. È probabile che lo conosca, ma non lo voglia dire. Dei politici si può e si deve sempre diffidare, non essendo migliori dei comuni cittadini. Del resto, errore o non errore, è ormai inconfutabile l’esistenza di una banda di mariuoli che si aggirano fra le “segrete” stanze del potere. Il nome dei responsabili della mariuoleria è stato chiesto direttamente al papà Romano Prodi, che però “ha tergiversato, evitando di dare una risposta diretta”. Che sappia o non sappia, è cosa assai grave in ogni caso: complicità nel primo caso, inettitudine nel secondo. Incominciamo a conoscere le sue “medicine”. La figura dello “scienziato” Padoa-Schioppa è fortemente incrinata non solo dalla sua ex-moglie, ma anche da casi come questi. Emerge nell’articolo il nome di Luigi Zanda. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/113255/16.Zanda.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/395455/16.Zanda.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Chi è costui? Non un calabro, ma un laziale nato in Sardegna. Di lui si dice che «si è mosso su mandato dei senatori calabresi della margherita e dei Ds». Da Zanda si sale a Rutelli già tirato in ballo dai leghisti. Ma questi ha reagito sdegnosamente. Sulla potenza di Zanda si insiste nell’articolo, definendolo al tempo stesso uomo di Rutelli e dell’Opus Dei, che ha certamente amici nelle alte sfere del ministero dell’economia. Viene così chiamato in causa tal Paolo De Ioanna, capo di gabinetto di Tommaso non il Santo, ma solo Padoa Schioppa. Paolo ammette che presso di lui Zanda “stava insistendo molto”, ma di aver messo la cosa nelle mani del sottosegretario Enrico Letta, che disse: «quella norma deve rimanere fuori». &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/161387/17.unione_per_loiero.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/247460/17.unione_per_loiero.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ma invece finì dentro nella notte di lunedì 11 dicembre. Domanda: «chi sarebbe stato il terminale di Zanda al tavolo di palazzo Chigi?» Viene fuori il nome di Gianpaolo D’Andrea, uomo con la fedina penale pulita, che insiste sulla teoria dell’errore materiale, di cui tuttavia resta da capire la meccanica. Virgolettato di Gianpaolo: «Non avete idea con quale concitazione si scrivono i maxi-emendamenti, fino a notte fonda, con una montagna di carte sui tavoli. Magari un funzionario, sbagliando, ha messo quell’emendamento, che è diverso da quello originario di Fuda. E alla fine, in mezz’ora, chi si legge tutta quella roba per vedere se c’è qualcosa che non va? Si sta montando una tempesta in un bicchiere d’acqua». Già! Siamo proprio in buone mani. La meccanica si perde dunque in un anonimo “funzionario” che avrebbe combinato il pasticcio. Bella professionalità! Con quel che sono pagati i funzionari degli organi costituzionali i cittadini pensano a torto di aspettarsi un servizio migliore. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/593737/20.loiero1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/17296/20.loiero1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ma se è questo il servizio di cui sono capaci, tanto vale incominciare a risparmiare ritoccando i loro stipendio ed uniformarli agli altri ministeriali. Ma non è detto che sia vero quel che dice Gianpaolo ed è facile addossare la colpa a soggetti destinati a restare anonimi e indistinti. Torniamo però all’attore principale del dramma. Riporto testualmente dal giornale senza riassumere o parafrasare: « Ecco, ritorniamo al senatore calabrese Fuda. Si era ipotizzato l’interesse di amministratori calabresi, del quale si era fatto latore il governatore Agazio Loiero. Il presidente della Regione, qualche giorno prima di quella notte, era andato da Romano Prodi: il veleno delle supposizioni riporta la voce di un pressing sul premier affinché quella norma venisse inserita. Anche perché, se così non fosse stato, Fuda non avrebbe votato la fiducia sulla Finanziaria. E la crisi della giunta calabrese non si sarebbe risolta. Andiamo da Fuda. Chi è stato? &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La prende alla larga&lt;/span&gt;. Dice che a volere una nuova regola garantista per i reati contabili sono “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;decine di migliaia&lt;/span&gt; (!) di amministratori locali”. “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Secondo voi l’Anci è estranea a tutto questo?&lt;/span&gt;“, lascia cadere lì il senatore calabrese». Avevo già prima ipotizzato che Pietro Fuda non poteva essersi sognato la notte il “colpo di spugna” per fare un grazioso regalo di Natale a qualcuno. Doveva necessariamente essere il terminale di qualcuno. Ma ecco che questo qualcuno diventano “decine di migliaia” di amministratori locali. Santo Iddio! &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/975647/19.unionecalabria.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/781554/19.unionecalabria.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; I Comuni in Italia, se non erro, sono 8.100. Non è che fra queste “decine di migliaia” ve ne sia qualcuno in particolare, un “ad personam” che da uno diventa centomila e poi nessuno? Del resto, se davvero sono così tanti gli amministratori che hanno la coscienza oppressa, allora siamo a livelli di corruzione sudamericana o africana. Si comprende bene l’82 per cento di “no” all’ipotesi di riforma della costituzione, per ridurre i trasferimenti o anche il numero delle vedove e degli orfani illustri graziati in Parlamento. Il mistero resta da chiarire, anche se incomincia ad apparire qualche dettaglio di un ampio scenario.&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;12. &lt;a href="http://www.agi.it/news.pl?doc=200612181816-1206-RT1-CRO-0-NF10&amp;page=0&amp;amp;id=agionline.oggitalia"&gt;Un chiarimento che non chiarisce ma inquieta&lt;/a&gt;.  Entra qui in scena il sottosegretario all'Economia &lt;a href="http://www.mef.gov.it/web/sottosegretari_grandi.asp"&gt;Alfiero Grandi&lt;/a&gt;, &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/218585/21.alfiero_grandi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/408832/21.alfiero_grandi.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; il quale crede di chiarire qualcosa ma in realtà getta ombre ancora più inquietanti sul modo “democratico” in cui si governa questo paese, che pensa di possedere tanta democrazia al suo interno per poterne esportare altrove. Egli dice che l’emendamento con firma Fuda era a lui giunto il lunedì 11 dicembre: «Quando l’emendamento venne illustrato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;apparve chiaro&lt;/span&gt; che avrebbe avuto la spiacevole e inaccettabile conseguenza di accorciare i tempi di prescrizione dei reati degli amministratori. In “cabina di regia” ci fu una breve ma chiara discussione. Il governo, in questo caso rappresentato dal sottoscritto oltre che dal collega D’Andrea,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/148535/58.D%27Andrea.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/943952/58.D%27Andrea.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; si pronunciò nettamente contro questo emendamento e ne chiese il ritiro. La maggioranza, dopo una discussione, si disse d’accordo e incaricò un senatore (Zanda detto Zorro?-NdR),&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/432026/50.Zorro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/804998/50.Zorro.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; sempre di maggioranza, di contattare il senatore Fuda e chiedergli, a nome di tutti, di non insistere sull’emendamento».  La decisione negativa fu comunicata al principale interessato (Fuda), che sembrò desse il suo consenso. A questo punto della storia può però essere interessante conoscere anche il nome del senatore che recò l’ambasciata a Fuda: «Dopo qualche minuto arrivò il consenso dell’interessato e l’emendamento fu definitivamente e all’unanimità respinto. Quindi, i lavori della “cabina di regia”, come può confermare chi era presente, si sono conclusi con un No all’emendamento, senza ambiguità. Non possono esistere equivoci, sulla conclusione unanime della riunione del governo e della maggioranza, in merito all’emendamento». È ancora interessante conoscere in quale forma arrivò qualche minuto dopo il consenso dell’interessato: per posta? Tramite un emissario? Venne lui stesso? La teoria dell’errore contrasta con il fatto che lo stesso emendamento è poi riapparso “per di più rimaneggiato” nel maxiemendamento sottoposto in blocco al voto di fiducia. Se la teoria dell’errore presuppone un semplice erroneo inserimento meccanico (un funzionario stanco e distratto, un foglio volato da una parte del tavolo ad un’altra parte dello stesso tavolo, o su un altro tavolo passando per la finestra, e simili delizie congetturali), il “rimaneggiamento” del testo comporta una specifica intenzionalità, cioè il dolo. Siamo cioè al di fuori dei normali procedimenti di produzione normativa. Qualcuno ha inserito di soppiatto un testo che era stato bocciato. Penso che un magistrato avrebbe di che lavorare e l’idea dell’inchiesta interna lanciata dall’ex PM Di Pietro mi pare tutt’altro che peregrina. Del resto, lo stesso Grandi pare poco credibile  quando sembra avvalorare la tesi dell’errore tecnico e fa sorgere il sospetto che egli sappia più di quanto non dica e che forse voglia coprire qualcuno.&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;13. &lt;a href="http://www.canisciolti.info/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;amp;sid=19601"&gt;Per Rutelli l’emendamento Fuda è una “porcheria”&lt;/a&gt;. Come prima conseguenza di questa chiamarsi fuori di Rutelli – che evidentemente non sapeva cosa faceva il suo fedelissimo Zanda o almeno così da ad intendere – vi è l’isolamento politico di Pietro Fuda, che ha un bel prendersela con le interpretazioni giornalistiche. Adesso anche Rutelli &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/300239/24.Francesco_Rutelli_%28EP%2C_5th_term%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/870589/24.Francesco_Rutelli_%28EP%2C_5th_term%29.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; dice che si tratta di un “porcheria”: sempre e soltanto un porcheria, prima e dopo il rimaneggiamento, nel suo testo originario e mel suo testo finale. Che però Rutelli dica di non saperne nulla, non risolve nulla. Questa sera il presidente della Repubblica ha fatto un discorso sul pericolo di scollamento fra istituzioni e cittadini. Non ho sentito citare espressamente il nome del sidernino Fuda, un calabrese finalmente volato in parlamento, ma il riferimento è quanto mai appropriato e pertinente. Proprio per questo Rutelli non può pensare di cavarsela a buon mercato: «Come si sia infilata nella finanziaria questa norma - ha proseguito Rutelli - lo ignoro. Io stesso lo ho appreso dai giornali e dalle agenzie. In precedenza avevo suggerito una revisione prima di presentare il maxi emendamento ma talvolta succede che in Parlamento si infili un foglietto senza né padre né madre. A prescindere da chiunque abbia fatto questa stupidaggine è il caso di liquidarla il prima possibile».&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;14. &lt;a href="http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=70894,1,1"&gt;Napolitano firmerà l’emendamento Fuda?&lt;/a&gt; Nell’articolo della Padania si pongono delicati problemi di ordine costituzionale. Così si legge nella Padania: «Il “fattaccio” dell’emendamento Fuda, di fatto imposto al Parlamento con il voto di fiducia sul maxi-emendamento alla Finanziaria e che apre la porta a una voragine di prescrizione dei reati amministrativi, è l’ultimo degli esempi. Quel testo dimostra che in una maggioranza “confusa” è facile, nell’articolazione delle leggi, intrufolare di tutto. “Questa è una Finanziaria che contiene una sanatoria degli illeciti per gli amministratori pubblici”, dice senza mezzi termini Angelo Alessandri, presidente federale della Lega Nord. Alessandri punta il dito sulla manovra economica varata dal Governo Prodi e si chiede se il capo dello Stato firmerà questa legge. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/626351/25.%20Napolitano.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/320/169819/25.%20Napolitano.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; “Un presidente della Repubblica può firmare una Finanziaria che contiene la sanatoria degli illeciti per gli amministratori pubblici?”, si domanda l’esponente del Carroccio che insiste: “Il ministro Antonio Di Pietro voterà questo ennesimo indulto, stavolta politico? Non si infurieranno tutti quei cittadini che fino a qualche mese fa tuonavano contro i condoni? Napolitano non pensa che sarebbe meglio l’esercizio provvisorio piuttosto che questa manovra vergognosa?”». Per me Napolitano non è però il personaggio neutro e neutrale che si pretende che sia. Resta un vecchio comunistra espressione di un ben determinato equilibrio politico. Anche se ha poco da perdere – credo – dubito che farà il padre della patria, di una patria che non ha mai avuto padri, ma solo profittatori di ogni specie e di ogni risma.&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;15. &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=141303&amp;START=0"&gt;Contro Fuda anche la lista dei consumatori, consumati da Fuda e con Lui volati in Parlamento&lt;/a&gt;. Riporto testualmente dall’articolo de “il Giornale”: «Contro il papà dell'emendamento si è scatenata addirittura la Lista consumatori, tito l'elezione di Fuda al Senato: la Lista, si legge in un duro comunicato,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/636972/26.Codacons.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/111669/26.Codacons.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; “censura fortemente l'operato di Fuda”». Nell’articolo del 16 dicembre si dice che «Per cancellare l'emendamento Fuda il Consiglio dei ministri si riunirà il 27 dicembre, quando con un decreto verrà abolita la norma sui reati contabili dal momento che non vi sono altre forme possibili di modifica. Tecnicamente la riunione si svolgerà per approvare il decreto di fine anno, ma servirà soprattutto a “porre rimedio” all'ultimo scivolone di questa Finanziaria. Un incidente che rischia di costare caro al governo. La maggioranza si è trovata dunque a votare ieri la fiducia a una Finanziaria con quel comma imbarazzante e incombente,ancora nero su bianco, in attesa del Cdm post-natalizio. Antonio Di Pietro, il ministro più adirato, ha chiesto “un chiarimento politico all'interno della maggioranza”, altrimenti “usciamo dal governo”. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/724505/22.%20fuda.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/320/230461/22.%20fuda.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; E il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, si è spinto più in là: Prodi deve “dimettersi dopo la Finanziaria per imporre alla coalizione un momento di riflessione, confronto e, soprattutto, chiarimento”. Deve “aprire formalmente la crisi”». Insomma, un pasticcio che trova in Pietro Fuda, un calabrese volato in parlamento, la sua tragicomica genesi.&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;16. &lt;a href="http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1099600"&gt;Anche l’ANCI sconfessa Fuda che è costretto a rimangiarsi quanto aveva prima detto&lt;/a&gt;. Chi segue questa rassegna stampa è pregato di andarsi a rileggere sopra al n. 11, al punto del testo compreso fra le due foto di Loiero, dove è riportato una dichiarazione di Fuda («Secondo voi l’Anci è estranea a tutto questo?», lascia cadere lì il senatore calabrese».) raccolta dal giornalista.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/799216/34.Anci.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/239048/34.Anci.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Fuda dovendo alla fine pur dire chi gli facesse fare tanta fatica, che nella storia della repubblica non ricordo abbia mai raccolto tanta impopolarità e unanime esecrazione, aveva tirato in ballo l’ANCI e decine di migliaia di amministratori. Adesso scende in campo l’ANCI che non solo lo sconfessa ma costringe l’incauto sidernino a ritrattare ciò che aveva prima dichiarato. Riporto testualmente parte dell’interessante articolo che chi vuole può linkare: «…E mentre si registra un certo disgelo nei rapporti tra Tesoro e industriali, rimane invece sempre molto alto lo scontro in Parlamento tra i Poli sull'ormai notissimo comma 1.346 del maxiemendamento, meglio noto come «comma Fuda», che allarga le maglie per la prescrizione dei reati contabili commessi contro la Pubblica amministrazione. Oggi vengono coinvolti anche l'Anci e lo stesso senatore Pietro Fuda: l'Anci dichiara di non aver avuto nessun ruolo di suggeritore per la norma che evidentemente interesserebbe molti amministratori locali. E lo stesso Fuda conferma. La Cdl va all'attacco del comma incriminato. Elio Vito per Forza Italia, Carlo Giovanardi per l'Udc, Roberto Cota per la Lega e Maurizio Gasparri per An polemizzano, sottolineando che «Chiti pone la fiducia su un testo in favore dei corrotti». La replica a Roberto Giachetti, dell'Ulivo: «Il governo porrà riparo a quell'errore materiale con un decreto». Un decreto che sarà varato da un Consiglio dei ministri straordinario il 27 dicembre.…». Ed allora? Al lettore malizioso le deduzioni!&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;17. &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=142587&amp;START=0"&gt;La manina furtiva: so chi è stato!&lt;/a&gt; La notizia forte della giornata l’ho però appresa dalla rassegna stampa di radio radicale di oggi 21 dicembre, ma non trovo il preciso testo online. La registrazione con lettura del testo si può trovare al minuto 52:25-55:09 in &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=142587&amp;amp;START=0"&gt;Stampa e regime&lt;/a&gt;. Si tratta di un’intervista al sen. Roberto Manzione fatta dal giornalista Roberto Scafuri de “il Giornale”, a pagina 2 dell’edizione cartacea. Manzione ha mandato una lettera ai suoi colleghi di gruppo e rende responsabile dell’operazione fraudolenta Zanda, detto scherzosamente dai suoi colleghi Zorro&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/508262/32.Zorro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/422010/32.Zorro.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; in quanto dove passa lui lascia il segno, purtroppo molto spesso negativo.  Zorro minaccia “ripercussioni legali”, ma  Manzione non se ne preoccupa e pretende le dimissioni del responsabile della “porcheria”. Vi sarebbe stato un incontro mattutino alle 8 fra Zanda e Fuda, ossia la mattina dopo che l’emendamento era stato bocciato. Il giornalista ossserva che non vi sarebbero prove che in quella mattina sarebbe stata redatta la versione mini dell’emendamento. Manzione insiste che ha motivo di pensare quel che pensa e che scrive nella sua lettera ai colleghi del gruppo. Il testo di Roberto Scafuri che si trova nel Link sopra riportato è comunque assai ricco di dettagli e godibilissimo. Se ne raccomanda la lettura integrale. Ne riporto qui un ampio estratto: &lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;blockquote&gt;Come sono andati davvero i fatti? Per certo, la norma 18.0.3 viene presentata dal senatore Pietro Fuda, sottoscritta dai rappresentanti di tutte le componenti della Margherita (tranne i parisiani) e dallo stesso Zanda, e consta di quattro commi. In una «cabina di regia» precedente all’11 dicembre, secondo la versione di Fuda al Giornale, sarebbe stata accettata: «Ero io presente». Ma nessuno degli altri protagonisti ricorda una riunione del genere. Acclarata è invece la cabina di regia di lunedì 11 dicembre, «una ristretta» la definisce Fuda che non vi partecipa. In questa riunione il governo boccia la norma. Zanda ne prende atto, e telefona a Fuda per informarlo. «Mi disse - racconta Fuda al Giornale - che avevano ritenuto quella sede (la Finanziaria, ndr) non adatta e che avremmo fatto una legge apposita...». Come avviene in questi casi, il foglio dov’è scritta la norma viene accantonato e non entra nella cartellina delle proposte parlamentari per il maxiemendamento. La cartellina è tenuta gelosamente dai due responsabili di Ds e Dl, ovvero i senatori Lusi&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/480922/35.Lusi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/339527/35.Lusi.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; e Legnini.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/121308/36.Legnini.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/397741/36.Legnini.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Non sono ancora le 8 di mattina di martedì 12, e il Palazzo è deserto, quando il senatore Fuda infila il corridoio che porta ai locali del gruppo dell’Ulivo. Conosce la strada, e d’altronde commessi in giro, a quell’ora se ne vedono pochi. Secondo quanto afferma il senatore Manzione, è lì per incontrare Zanda, e decidere il da farsi. Zanda, interpellato in proposito tramite portavoce, non conferma né smentisce l’incontro. Fuda invece nega con veemenza: «Lo escludo! Stiamo dando i numeri, per amor del cielo! Sono atterrito dal finimondo che si è scatenato: avessi saputo, avrei strappato 50 volte la mia proposta che era ben più ampia di quella infilata nel maxiemendamento, a opera di chissà quale giurista...». Fatto sta che per l’intera giornata di martedì le informazioni sui contenuti girano. È in questo lasso di tempo, presumibilmente quando la sorveglianza del duo Lusi-Legnini si affievolisce, che la famosa «manina» trasferisce nella cartellina un foglio con l’emendamento Fuda in versione ridotta. Una piccola squadra di funzionari esecutivi trasferisce i fogli su di un «file», che la mattina di mercoledì 13 viene caricato su una «penna elettronica» e portato al Ministero. Siamo all’epilogo: dalle 13 fino alla mezzanotte e oltre, i sottosegretari Sartor e D’Andrea, assieme al relatore Morgando e al capo di gabinetto del ministero, De Ioanna, danno un’ultima occhiata ai commi che finiscono nella Finanziaria. A nessuno viene in mente che «il colpo di spugna» è già stato bocciato dal sottosegretario Grandi nella «cabina di regia». Ma la «manina» ha ormai colpito, Zanda si tira fuori, Fuda non c’era.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/939907/37.Zorro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/846314/37.Zorro.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; E per Rutelli è «una porcheria».&lt;/blockquote&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;tecnico&gt;L’ambasciatore di cui sopra al n. 13 era dunque Zorro. Il mistero sembra in buona parte chiarito, anche se restano pesanti le responsabilità e si minacciano "ripercussioni giudiziarie" non si sa contro chi, da chi e per cosa. In ogni caso i cittadino hanno il diritto a che sia fatta piena luce sul funzionamente della Massima Istituzione che fa le leggi e soprattutto impone le tasse che tutti dobbiamo pagare, o almeno quelli che non se ne possono sottrarre. Da questa storia, possiamo in genere  parlare dei nostri Onorevoli come di uomini che hanno un personalissimo senso dell'onore e del pudore.&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;tecnico&gt;INTERMEZZO: ANCHE IO LO CONOSCO E SO COME OPERA&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/30717/Faccia_di_Fuda.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/360991/Faccia_di_Fuda.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;a href="http://liberoblog.libero.it/politica/bl5712.phtml"&gt;Pietro Fuda&lt;/a&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;Alla luce di quanto sopra appreso su chi è Fuda, che ora posso dire di conoscere, e su come opera, e su quali interessi pare sensibile, può essere utile narrare una vicenda personale avvenuta quando lui era Presidente della Provincia di Reggio Calabria. Narro l'episodio nel modo più succinto possibile con lo scopo di evidenziarne i soli aspetti amministrativi-contabili. Può darsi che le connessioni siano puramente casuali come può darsi che in Fuda vi sia tutto un modo di intendere l'amministrazione pubblica che è quella rivelata dal suo famigerato emendamento che certamente resterà negli Annali della storia del Parlamento italiani a imperitura gloria dei grandi contributivi "coscruttivi" di cui la Calabria sa essere capace.&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;Vi era stato un convegno su un certo Leonzio Pilato, voluto e finanziato dalla provincia con una spesa incredibile che pare toccasse i 300 milioni di lire. Dico pare perché per saperlo con certezza avrebbe dovuto dirlo la stessa Provincia. Il grottesco è che il convegno avrebbe in realtà avuto avere una ricaduta tutta paesana, facendo nascere il personaggio in un paese della provincia. Ad essere precisi: Seminara, dove è stato pure eretto un monumento. Non nacque in Seminara. Ne ho scritto un abbozzo di satira che ha avuto una certa diffusione e sgradevoli ripercussioni. Non è questo il punto su cui voglio ora soffermarmi.&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;In questo contesto vi fu una mia lettera su carta intestata del mio Dipartimento Universitario, dove chiedevo che sulla base della corrente normativa in fatto di trasparenza amministrativa mi venisse resa nota l'ammontare della spesa. Non importa se nell'ammontare complessivo e nei dettagli. Ero pronto anche ad accettare un diniego con o senza motivazione. Avevo fatto due volte la stessa richiesta: al presidente della provincia prima di Fuda, ossia tal Calabrò, e poi allo stesso Fuda, che essendo del mio stesso partito avrebbe per lo meno dovuto avere qualche riguardo. Manco per sogno! Il fatto strano però che mi fece andare su tutte le furie e che produsse conseguenze quasi cruente è che la risposta non pervenne a me stesso che avevo firmato e inoltrato per ben due volte la stessa richiesta: credo una prima volta con carta semplice ed una seconda volta con carta intestata della mia università. Infatti, in Calabria, non basta essere semplici cittadini. Bisogna "qualificarsi" (Io sono...) oppure farsi raccomandare da Qualcuno.&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;Pensando che Roma sia in fondo la stessa cosa di un qualsiasi paese della Calabria (Fuda ne è intimamente convinto, come i fatti dimostrano) si pensò di inoltrare risposta al Direttore del mio Dipartimento, il quale si sarebbe assunto il compito di darmi la giusta tirata d'orecchie. Come si permette un semplice Ricercatore di chiedere, di voler sapere. Finì molto male il mio Direttore, pure lui calabrese, che sbagliò a non stracciare subito la lettera o a rispedirla al Mittente. Vi furono in quell'occasione anche altri tentativi di intidimidirmi e mettermi a tacere. In fatto di pubblico danaro, del modo in cui viene speso, nessuno in Calabria deve ficcare il naso. È questa la norma fondamentale dell'assetto costituzionale calabrese. L'episodio da me ora ricordato è relativamente piccolo, ma se lo si pone in relazione con le recenti vicende di locri connesse all'omicidio Fortugno ed al famigerato emendamento Fuda, si scopre forse una diffusa filosofia del modo di intendere la pubblica amministrazione in calabria.&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/65310/faccia%20di%20bronzo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/304599/faccia%20di%20bronzo.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/tecnico&gt;Emendamento 1346&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;tecnico&gt;&lt;/tecnico&gt;&lt;br /&gt;&lt;tecnico&gt;18. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La faccia bronzea di Romano Prodi. &lt;/span&gt;Oggi è il 26 dicembre. Ho appena visto la faccia di Prodi in TV che anziché arrossire ed emigrare all'estero con la sua facci recita la parte del politico, il quale dice che la loro politica è contraria alla norma battezzata salva-ladri, ovvero emendamento Fuda.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/634695/39.prodi-affiche.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/222243/39.prodi-affiche.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Questa norma è stata scoperta solo grazie al grido dall'allarme lanciato dalla corte dei conti. Ma nessuno si sarebbe accorto dell'inganno, o meglio nessuno se ne sarebbe accorto in tempo utile se l'inganno non fosse stato appunto scoperto. Nessun merito dunque da parte del governo. Si è molto insistito da parte dell'opposizione sui voti determinanti dei senatori a vita. Sono stati invece maggiormente determinanti e condizionanti i voti dei sette firmatari dell'emendamento Fuda. Il presidente della Repubblica ha avuto un bel da rampognare per le condizioni di estrema precarietà in cui avviene la produzione normativa. Alle parole non seguono fatti ed il governo procede come può nella vergogna generale e nell'impotenza del sistema politico. Seguiremo la storia finché possibile perché ci sembra che sarà piuttosto rara un'occasione simile per denudare i fasti del potere.&lt;/tecnico&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;19. &lt;a href="http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/art/2006/12/27/5453460"&gt;I consumatori consumati e gettati via chiedono il risarcimento danni&lt;/a&gt;. Un trasformismo più fulmineo è difficile immaginarlo. Fuda si era allontanato da Forza Italian appena divenne chiaro che non sarebbe stato tui il presidente candidato alla Regione Calabria. Quando Berlusconi venne a Reggio Calabria lui era ad una manifestazione con il centro sinistra di Loiero. Infine vi fu una lista di comodo con il Codacons.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/808248/30.fuda-2_SCHEDA.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/816125/30.fuda-2_SCHEDA.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/119320/31.Codacons.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/435281/31.Codacons.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Adesso si apprende dell’immediato divorzio fra Codacons e Fuda al punto che il Codacons annuncia una causa per risarcimento danni della sua immagine. Ma quale immagine? &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=146820"&gt;Cosa è il Codacons?&lt;/a&gt; Cosa sono i consumatori? Non siamo tutti, dico proprio tutti, consumatori? E che senso può avere un partito politico che raggruppa i Consumatori? Tanto varrebbe fare un partito politico per quelli che respirano aria ed un altro ancora per quelli che bevono acqua. Il Codacons ha avuto quel che si è cercato. E come è bene diffidare di Fuda, dissociandosi, è altrettanto bene in sede politica guardare con sospetto improvvisati Cesari che forse contano proprio sull’ingenuità di inesistenti categorie sociali come quelle dei Consumatori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;20. &lt;a href="http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=295520"&gt;I misteri restano&lt;/a&gt; e Fuda parla persino del suo emendamento come di una norma di &lt;a href="http://finanza.espressonline.it/scripts/cligipsw.dll?app=KWF&amp;tpl=kwfinanza%5Cdettaglio_news.tpl&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;del=20061228&amp;fonte=AGI&amp;amp;codnews=155073"&gt;garanzia e civiltà giuridica&lt;/a&gt;. Dal testo dell’articolo emerge l’ipotesi delittuosa che io avevo intravisto. Essendo stata chiaramente truffaldina l’introduzione di una norma che era stata chiaramente bocciata nella normale produzione normativa, entra in scena l’art. 640 del codice, che punisce la truffa.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/595924/40.il%20genio%20della%20truffa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/339346/40.il%20genio%20della%20truffa.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Qualcuno dovrebbe dunque rispondere per aver reintrodotto clandestinamente la norma cassata. Per la verità, non riesco a capire come si possa a priori escludere la responsabilità degli stessi firmatari, che sembra non c’entrino nulla, o almeno si tirano fuori da ogni responsabilità. Pietro Fuda dice addirittura che il suo emendamento, almeno nel suo spirito originario, sarebbe addirittura una “norma di civiltà giuridica”. Io proprio non la vedo, ma lui è un ingegnere esperto di pubblica amministrazione eg egli stesso ex-amministratore della Cassa del Mezzogiorno, da dove inizia l’irresistibile ascesa che con lui “fa volare” la Calabria in pieno Parlamento. Certamente, vi sarà ancora da indagare sull’agente materiale dell’operazione, ma non mi sembra che vi siano dubbi sulla paternità e sulla responsabilità politica dell’operazione. Fuda resta il primo firmatario di un emendamento che già nella prima stesura era stato giudicato un “obbrobrio” (Grandi) e nella seconda resta una “porcheria” (Rutelli), di cui nessuno rivendica la paternità. È probabile che si cercherà di distogliere l’attenzione sul misfatto. Non è la prima e non sarà l’ultima volta che si metterà tutto a tacere, sommergendo la notizia del giorno prima con il clamore di una nuova notizia del giorno dopo. Nel frattempo tutti avranno dimenticato e nessuno avrà più voglia, tempo o interesse per indagarvi ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;21. &lt;a href="http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo342616.shtml"&gt;I due campioni: Mastella difende Fuda ed esce allo scoperto. Lo scontro con Di Pietro&lt;/a&gt;. La natura umana è fatta in buona parte anche di irrazionalità. Me lo dico spesso, cercando di vincere i miei pregiudizi e le mie prevenzioni, ma non riesco a farci nulla. Alludo all'insofferenza che suscita in me ogni apparizione pubblica, ogni parola, ogni respiro del politico meridionale Clemente Mastella.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/413445/33.mastella01g.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/303487/33.mastella01g.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ma ora, guarda caso, il suo nome si associa a quello di Pietro Fuda, di cui proprio non riesco come calabrese a gloriarmi, pur essendo egli un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;calabrese illustre&lt;/span&gt;. Esiste il proverbio: dio li fa e poi li appaia. I due per giungere al potere non badano a mezzi: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;operano come sappiamo&lt;/span&gt;. Quanto ironia della sorta nello slogan con cui Pietro Fuda ha condotto la sua campagna elettorale in Calabria: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lo conosci. Sai come opera&lt;/span&gt;. Se solo il Sidernino avesse potuto immaginare come questo slogan gli si potesse ora rivoltato contro! Egli però insiste nel difendere un emendamento che riscuote l'universale riprovazione, eccezion fatta per i suoi ideatori, siano esso il solo Fuda o altri ancora nell’ombra. Ma veniamo alla difesa mastelliana di Fuda ed alle sue attestazioni di solidarietà:&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/197509/22.%20fuda.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/637143/22.%20fuda.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; «Poveretto – spiega ancora il Guardasigilli - è venuto da me sconvolto e sconfortato, e gli ho dovuto fare coraggio. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ha ideato&lt;/span&gt; questo comma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;solo&lt;/span&gt; per evitare una via crucis ai &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tanti&lt;/span&gt; amministratori locali, cosa che ho anche tentato di spiegare a Prodi. Ma gli hanno buttato fango addosso solo perché è un brutto anatroccolo del Sud». Dunque, Fuda vittima di “un vero e proprio episodio di razzismo”, sponsorizzato dal ministro Di Pietro, contro il quale Mastella non usa certo eufemismi. «Di lui non se ne può proprio più. Ma chi è? Il dogma della Giustizia? Io ho voluto evitare problemi finora, però non posso accettare che questo si ponga come il moralizzatore sommo». Alla generosità mastelliana-fudesca ci credo quanto a Babbo Natale. Ma l’uscita di Mastella è forse una spia per far luce su episodi altrimenti destinati a restar dominio dell'immaginazione e della congettura. Esilarante la battuta sul razzismo nord-sud. Mi dichiaro anche io meridionale, ma il mio giudizio sui due è molto più severo di quanto possa mai possano dire e preferire i Lumbard. Della stessa notizia esistono varie redazioni giornalistiche che vale la pena riportare per le diverse sfumature e i diversi commenti: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;a) &lt;a href="http://www.italiatv.it/storacetv/comunicati/vedic3.php?id=20410"&gt;«Se lui è il moralizzatore, io cosa sono allora? Basta criminalizzare il comma Fuda!&lt;/a&gt; Immaginare Mastella nei panni del moralizzatore significa vincere il premio per la migliore barzelletta del 2007. Sul piano tecnico-giuridico credo che Di Pietro da ex-pm abbia visto giusto nell’individuare un reato e mi auguro vada fino in fondo. Da un punto di vista tecnico-giuridico è un altro mistero come Mastella sia andato a fare il ministro della Giustizia. Tuttavia, nella sua controffensiva Mastella gioca la sua carta. Rinfaccia a Di Pietro il fatto che uno dei suoi uomini, il suo capogruppo, sia stato tra i firmatari dell’emendamento di cui Fuda è stato il primo firmatario. Tira fuori la storia del proiettile alla moglie Sandra. Trova scandaloso che Di Pietro, era che è pure lui nella barca, non voglia dismettere i panni del magistrato e si rivolga al Giudice Ordinario per scoprire l’autore della mariuoleria, che dunque – secondo Mastella – dovrebbe passarla liscia. Ma perché Mastella si preoccupa tanto di un mariuolo riconosciuto indistintamente come tale. Fuda passa per adesso come la mente incolpevole, ma esiste un esecutore colpevole. E perché non possiamo saperne il nome e deve godere dell'impunità omertosa di tutta la risicata maggioranza uscita dalle urne? No, caro Mastella, non ce la conti giusta! E noi cittadini vogliamo ben sapere. Del governo di cui fai parte poco ce ne importa. E non sarebbe diverso se il mariuolo stesse dall'altra parte. Tanto siete tutti uguali, quando si tratta di difendere i comuni privilegi o di attingere all'erario, come stai dimostrando con uno zelo degno di miglior causa.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; b) &lt;/span&gt;Una&lt;a href="http://www.centomovimenti.com/2007/gennaio/04_er.htm"&gt; puntuale analisi&lt;/a&gt; lascia ben capire che Pietro Fuda non è stato un cavaliere solitario, partito lancia in resta alla difesa di tanti poveri amministratori “rei” per reati contabili, commessi a fin di bene e in cambio di “sprechi di denaro pubblico, favoritismi e clientele elettorali”. Dallo sfogo-confessione di Mastella si apprendono possibili verità ignote ai più che sono lontani dalle stanze del potere: 1. Di Pietro poteva essere ministro della Giustizia al posto di Mastella. Se si hanno incarichi in base alla professionalità acquisita, almeno sappiamo che Di Pietro faceva il magistrato prima di entrare in politica. Che io sappia Mastella ha sempre vissuto di politica. Se abbia mai avuto un mestiere nella vita io non lo so. Lo avrà avuto, forse, ma non era così illustre come quello di Di Pietro. Quindi il posto di Ministro della Giustizia poteva essere più adatto a Di Pietro che non a Mastella, il quale aveva bisogno semplicemente di un posto di potere. Non so di quale apprezzamento Mastella goda fra gli operatori del diritto. Ho forti dubbi. Chi sia la «zavorra morale» del Parlamento italiano è poi alquanto opinabile. Comunque, un primo risultato la richiesta di una indagine giudiziaria sulla marioleria l’ha ottenuto. Mastella è uscito allo scoperto.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; c)&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.italiatv.it/storacetv/comunicati/vedic3.php?id=20410"&gt; Di Pietro risponde&lt;/a&gt;: Oggi, sempre sullo stesso giornale, è arrivata la replica di Di Pietro. "Zavorra morale? Mastella ha ragione e sono onorato. Vuol dire - dice secco l'ex Pm - che tengo fermo chi, nella maggioranza, vuol realizzare cose immorali". Macchè "Sommo Moralizzatore - è intervenuto oggi in risposta Di Pietro - io sono solo un politico che ha ricevuto un mandato dai suoi elettori. Più che altro, mi sto rendendo conto che nella coalizione mi ritrovo sempre in solitudine quando si tratta di difendere la questione morale" che, per il ministro, "non è stata ancora affrontata come si dovrebbe". E prova ne siano "le dichiarazioni di Prodi sull'indulto. Prima - ha ricordato Di Pietro - ha detto che era una legge che non condivideva, poi che la rifarebbe: una schizofrenia dettata dalle contraddizioni interne". E sul comma Fuda nessuna retromarcia. "Va cacciato" il funzionario che ha inserito il comma, va trovato "il mandante politico", "onore a Prodi" per averlo cancellato il 27 dicembre in Cdm e "se a Mastella non va bene vada via dalla maggioranza perchè io - promette Di Pietro - ho intenzione di restare e vigilare sulla questione morale".&lt;/span&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; d)&lt;a href="http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=71479,1,1"&gt; Quelli del Nord ci guardano&lt;/a&gt;. Dopo l’indulto, Mastella rivendica la paternità del “colpo di spugna” sui reati contabili per danni causati all’erario. Bella giustizia! Naturalmente tutti hanno interesse ha conservare la seggiola parlamentare, tanto agognata e tanto faticosamente conquistata, per cui: «Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Camera, non condivide l’eccessiva pubblicità della polemica: «I panni sporchi si lavano in famiglia», spiega al Velino. Per questo “rimandiamo alle parole di Prodi: bisogna essere un po’ più uomini di squadra e risolvere i problemi in casa, non dialogando tramite le agenzie di stampa”». E tuttavia il Verde prende le distanze dalla difesa dei ladri del pubblico danaro: «Quanto al discusso comma, Bonelli non giustifica le parole di Mastella: “Quello contabile è un reato odioso ma questo non significa che non sia una questione seria”». Dice la sua pure il Rosso Russo Spena: «Giovanni Russo Spena, presidente dei senatori di Rifondazione comunista, prima attacca Di Pietro: «Gli consiglierei di smetterla di fare il procuratore della Repubblica in politica. Oggi è un ministro ed è inutile che va alla caccia dei colpevoli». Ma poi si rivolge a Mastella: «È stato sbagliato inserire quella norma nella Manovra, introdotta tra l’altro in maniera monca e parziale. È sembrato un voler prescrivere in maniera anticipata i reati». Per questo «è stato giusto che il governo, anche su sollecitazione dei capigruppo sia intervento per abrogarlo cosicché nessun effetto è stato prodotto». Ora – dice Russo Spena al Velino – il problema che pone Mastella, «che si può discutere in commissione Giustizia e in quella Affari costituzionali», riguarda il rapporto tra «autonomie locali e Corte dei conti». Ci sono «problemi di fondo del funzionamento istituzionale su cui Mastella ha un impostazione e questa può essere discussa».&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;e) &lt;a href="http://www.ccsnews.it/dettaglio.asp?id=3025&amp;titolo=MASTELLA%20IN%20UNO%20SCATTO%20D%E2%80%99IRA%20BACCHETTA%20DI%20PIETRO%20E%20DIFENDE%20I%20SINDACI%20SCIALACQUONI."&gt;La difesa dei sindaci scialacquoni: questa la sintesi dell’emendamento Fuda&lt;/a&gt;. Si è detto da parte degli interessati che l'emendamento era una norma di garanzia e di civiltà. Ma in cosa consiste? Ce lo dice l'articolista: «Praticamente veniva anticipata la prescrizione dal momento in cui si versa il denaro a quando “si realizza la condotta produttiva del danno”, ossia quando si emette la delibera che dispone l’erogazione di tale somma. In questo modo si allontana nel tempo il termine della prescrizione che, pur rimanendo di 5 anni come previsto per questo tipo di reato, in questo modo agevola positivamente la soluzione dei processi per l’imputato, invalidando il 70% dei processi contabili in atto. Dopo le numerose critiche avanzate al Governo, il Consiglio dei Ministri aveva provveduto ad abrogare l’emendamento con un decreto legge; il placarsi delle controversie non è riuscito comunque a contenere l’ira del Guardasigilli e la sua indignazione per quanto accaduto».&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;22. &lt;a href="http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=295520"&gt;Si cerca ancora la manolesta&lt;/a&gt;. Dal &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Velino&lt;/span&gt; del 27 dicembre 2006. Il timore è che passata la buriana si metta tutto a tacere. Altre cose importanti sono sul tappeto: è questa la solita scusa per coprire le malefatte. «La mano galeotta che, contro l’apparente veto di quasi tutta la maggioranza, ha introdotto il testo nel dettato finale della Finanziaria non si è ancora trovata. L’ostinazione con cui un frammento di un testo presentato a più riprese nel corso del dibattito abbia vinto tutte le resistenze è ancora un mistero». Sugli aspetti tecnici del provvedimento è bene fare una disamina tecnica, perché i suoi autori si difendono facendo credere che si sarebbe fatto tanto strepito per nulla.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/160930/63.Manolesta.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/400/889633/63.Manolesta.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Non è però questo il parere della Corte dei Conti che nella persona del suo presidente ha subito lanciato l’allarme che ha fatto ricredere tutti quanto (eccetto il duo Mastella-Fuda), bollando il provvedimento come una “porcheria”, ispirando addirittura ipotesi “strozzine” in taluni. Il commento più benevolo è che si sia trattato di grave “errore”, senza dolo e premeditazione. Ma l’ex PM Di Pietro ravvisa invece un’ipotesi di reato che deve essere tempestivamente perseguita. Sorge spontaneo il cui prodest? «Al centro della polemica sono da subito finiti i cofirmatari del provvedimento, segnatamente il margheritino Luigi Zanda (fidatissimo del vicepremier Francesco Rutelli) e la delegazione dei calabresi che oltre a Fuda annovera anche Franco Bruno (Dl), Nuccio Iovene (Ds) e Rosa Maria Villecco Calipari (per la verità firmataria di un provvedimento leggermente diverso). Se Zanda si è detto sorpreso (“non so come sia potuto succedere”), il ministro della Cultura ha condannato con forza “lo scivolone” bollandolo come “una schifezza”, attento anche a smentire chi vedeva proprio in lui uno dei beneficiari dell’emendamento. Precisazione che ha dovuto fornire in fretta anche Agazio Loiero ricordando che i processi che sta affrontando sono di natura penale e non per reati che ricadono sotto la giurisdizione della Corte dei conti. Ma rimane difficile, anche agli stessi calabresi, non pensare ai benefici che sarebbero potuti toccare alla classe della dirigenza amministrativa, soprattutto quella impiegata nelle aziende ospedaliere e sanitarie».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;23. &lt;a href="http://newson.agi.it/italia-on-line/notizie/200701112015-cro-rt11309-art.html"&gt;Prodi che ride&lt;/a&gt;. Da Caserta l'11 gennaio 2007. Mentre a Caserta si celebrano i fasti del regime Prodi ride in faccia ai giornalisti che gli chiedono di una vicenda che da sola basta a fissare l’immagine di un governo che ha caricato di tasse i cittadini, mantenendo gli equilibri consolidati.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/77318/62.Prodi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/87476/62.Prodi.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Nella sua conferenza stampa a Caserta Prodi ha parlato pure di etica, ma per riderci sopra. Ho previsto che sulla vicenda del manolesta notturno sarebbe calato il silenziatore: far passare la buriana, far dimenticare, sottovalutare, minimizzare, metterla a ridere. Riporto integralmente la breve nota di agenzia: «(AGI) - Caserta, 11 gen. - “Chiederlo ai ministri chi è stato a introdurre in Finanziaria il ‘comma Fuda’? È un suggerimento che posso cogliere... ma non credo sia stato un ministro”. Romano Prodi scherza con i giornalisti, in conferenza stampa durante una pausa dei lavori del vertice nella reggia vanvitelliana, e a chi gli fa osservare che ha l’occasione, avendo tutti i ministri riuniti, di individuare l’autore del discusso comma. Ma il premier sorride, e garantisce: “Non ho rinunciato, sto facendo il possibile per scoprirlo, mi darebbe molto gusto...”. Poi, aggiunge: “Ma mi sembra molto ingenuo e improbabile che qualcuno dei ministri mi risponda ‘sono stato io’...”. (AGI)».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-116652080010933457?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/116652080010933457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=116652080010933457' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/116652080010933457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/116652080010933457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/12/osservatorio-sui-fasti-romani-del.html' title='Osservatorio sui fasti romani del sidernino Pietro Fuda'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-116626689158892973</id><published>2006-12-16T11:53:00.000+01:00</published><updated>2007-01-14T18:54:40.159+01:00</updated><title type='text'>Colpo di Stato alla Regione Calabria: la seduta del 14 dicembre 2006.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi ero già trovato in una precedente occasione ad assistere dalle tribune del pubblico ad una seduta del Consiglio Regionale calabrese, il &lt;a href="http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/09/impressioni-su-una-seduta-del.html"&gt;21 settembre&lt;/a&gt; scorso, e ne ho riportato in questo blog le mie impressioni. Quando mi capita e posso assisto sempre volentieri a tutte le sedute degli organi assembleari, dai più piccoli comuni alle maggiori rappresentazioni sacre che si celebrano alla Camera e al Senato.&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/278637/4.ConsiglioRegionaleCalabrese4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/320/820358/4.ConsiglioRegionaleCalabrese4.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;  Fin da quando ero studente di Scienze Politiche ritengo che ciò sia altamente istruttivo. Spesso sono addirittura il solo a seguire con attenzione dall'inizio alla fine tutta la seduta, alla quale non partecipano per intero neppure gli stessi Onorevoli, che spesso dopo aver letto il loro discorso se ne escono dall'aula o si mettono a discutere con altri onorevoli senza visibilmente ascoltare chi sta parlando in quel momento. E' questo il normale funzionamento dei parlamenti, la cui anima secondo la dottrina liberale classica dovrebbe essere proprio la discussione, dove senza preconcetti e pregiudizi di parte si dovrebbe conquistare faticosamente una verità rispettosa del bene comune e dell'interesse pubbliche. Ma queste sono favole alle quali non credono nemmeno i bambini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono un giornalista e non è mia intenzione scrivere qui un resoconto stenografico della seduta. Adesso come allora riporto le mie impressioni dopo qualche giorno. Intanto anche questa volta l'oggetto della seduta riguarda la crisi della giunta. Sembrava allora che con grande maestria politica Agazio Loiero avesse aggiustato quel che dovevo essere aggiustato. Siamo a dicembre ed apprendo ritornando in Calabria che da allora vi è stata subito una nuova crisi e che Loiero deve aggiustare di nuovo quel che sembrava allora aggiustato: le "cabine di regie" secondo l'orribile vocabolario della politica in uso. &lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/855526/3.ConsiglioRegionaleCalabrese3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/320/217541/3.ConsiglioRegionaleCalabrese3.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Anche adesso, con penoso eufemismo, ho sentito il Grande Racco-mandatore Pacenza chiamare "processi della politica" le liti da mercato per la spartizione degli assessorati, non bastando ad ognuno la già lucrosa indennità di consigliere regionale. A 18 mesi di distanza dal tracollo elettorale del centrodestra e dalla schiacciante affermazione della giunta Loiero i destini della Calabria non hanno cambiato di segno. Ogni nuovo governo presenta se stesso come il punto più alto dell'evoluzione cosmica, ma anche per il nuovo vale la scritta che si trova al cimitero monumentale del Verano in Roma. I morti così parlano ai vivi che varcano il cancello del cimitero: «ciò che siete fummo, ciò che siamo sarete!». Verrebbe da credere che dei soggetti che non sappiano adempiere al loro compito si dimettano per fare posto ad altri, supposto che ve ne siano di capaci. In realtà ciò che tiene tutti uniti senza ombra di dubbio è la riscossione della indennità assicurata per i cinque anni della legislatura. Nessuno è così matto da privarsene. Forse solo chi è già ricco del suo potrebbe essere capace di un gesto simile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seduta del 14 dicembre scorso avrebbe dovuto discutere un ordine del giorno consistente in comunicazioni del presidente Agazio Loiero, che evidentemente non ha risolto la crisi. Insomma tutto il consiglio regionale, composto da maggioranza e opposizione, avrebbe dovuto discutere e dibattere di una crisi della giunta da tutti riconosciuta come tale. Ne fa le spese principalmente la Calabria con tutti i suoi due milioni di abitanti, non importa per chi abbiano votato. Per i polli di Renzo destinati a finire tutti in padella la situazione comune è poco allega, comunque vadano a finire le cose. Su questo tasto ha battuto com grande efficacia oratoria l'on. Senatore, già sindaco di Crotone.&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/464570/2.ConsiglioRegionaleCalabrese2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/320/200586/2.ConsiglioRegionaleCalabrese2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ha perfino tirato fuori una contabilità di quanto Agazio Loiero è venuto a costare al contri-buente nel corso dei suoi trenta anni di carriera politica: ben venti miliardi! Tanto Agazio Loiero avrebbe guadagnato campando di politica. Una cifra per i più inviabile. Ma a fronte di questa cifra l'on. Senatore dice di non aver mai trovato niente che Loiero abbia mai realizzato: neppure un modesto ponticello che attraversi un altrettanto modesto fiumiciattolo. Sulla questione del ponte dello Stretto che avrebbe significato 50 mila posti di lavoro per almeno dieci anni ha molto insistito il consigliere regionale, lamentando che la crisi in cui si dibatte la Giunta non ha per oggetto grandi problemi come quelli del Ponte o altri di minore importantza, ma solo questioni attinenti alla mera spartizione degli assessorati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto piuttosto insolito, che a me fa pensare ad una specie di colpo di Stato, è che nelle fasi della contrattazione (i "processi politici" nell'amena terminologia del consigliere Pacenza) per la spartizione un consigliere di Rifondazione Comunista ha chiesto che venisse rinviata la seduta che nel frattempo era stata regolarmente convocata. &lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/401575/1.ConsiglioRegionaleCalabrese.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/320/203387/1.ConsiglioRegionaleCalabrese.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Buona parte della seduta si è svolta con una serie di interventi quasi tutti dell'oppo-sizione che giudica inac-cettabile la richiesta di rinvio della seduta stessa. In pratica, le decisioni verranno prese da Loiero fuori dal Consiglio ed al Consiglio verrà soltanto notificato l'accordo di maggioranza, quando e se questo verrà raggiunto. Nel frattempo sono così passati diciotto mesi dei cinque anni previsti per la legislatura. Pare evidente il danno all'interesse pubblico. Non sono mancate anche fuori del palazzo consiliare le proteste di manifestanti che diffondevano volantini che riporto qui con acquisizioni tramite scanner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro tema che ha occupato la seduta consiliare è stato il regalo dell'albero regalato al Pontefice. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/50688/abetesecolarevolante.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/200/830345/abetesecolarevolante.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Se ho sentito bene, si trattava del più alto pino della Sila, tagliato per farne omaggio al Pontefice. Da calabrese dico che se ne poteva fare a meno. Mi è parso uno &lt;a href="http://www.ecoblog.it/post/2472/labete-di-natale-volante/last"&gt;scempio&lt;/a&gt; ma qui i verdi non si sono sentiti. Il buon Pecoraro è contrario al Ponte perché le cose "stanno bene così", ma sull'albero calabrese non ho sentito sue dichiarazioni. Loiero ha chiesto che si formi una delegazione da mandare a roma dal papa per ottenerne "la benedizione", cosa di cui la Calabria ha grande bisogno. E' questo probabilmente il principale atto di governo della Giunta Loiero: la richiesta della benedizione papale per le sorti della Calabria. Siamo nelle mani della Provvidenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro atto che ha interessato il Consiglio è stata la notizia di una bomba rudimentale esplosa in Siderno. La bomba è stata presentata dal presidente Bova come un atto di intimidazione politica e tutto il Consiglio ha voluto redigere l'ennesima mozione, ma il comunicato in mio possesso dice testualmente: «ANSA. Siderno. Reggio Calabria. 14 dicembre. Un ordigno a basso potenziale è stato fatto esplodere in un corridoio dell'ospedale di Siderno, vicino all'ingresso. La bomba, di tipo rudimentale e confezionata con polvere nera, era collegata ad un timer. &lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/1600/785585/Blog002-copia-2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/7413/1958/320/841128/Blog002-copia-2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Lo scoppio non ha provocato feriti, né danni a cose. Sull'attentato hanno avviato indagini i carabinieri, che al momento, riguardo al movente dell'episodio, non escludono alcuna ipotesi». Non ho nulla da obiettare al comunicato in aula del presidente Bova e non sono certo dalla  parte di chi ha messo la bomba. Tuttavia, per una tragica coincidenza, appena terminato il Consiglio e messomi sulla via di ritorno verso Seminara, mi sono imbattuto nel sesto o settimo omicidio nel giro di pochi mesi. Sulla strada che da Seminara conduce alla sua frazione di Barritteri, dove ci si immette sull'Autostrada, vi è stato un omicidio mentre mi trovavo lì nel mese di settembre/ottobre. Un altro omicidio vi è stato in Barrittieri ai primi di dicembre. E l'ultimo il giorno stesso in cui a Reggio si teneva il Consiglio regionale. Non conosco l'ora precisa in cui il delitto è avvenuto, ma quando stavo per raggiungere Seminara ho trovato la strada sbarrata dalla polizia che faceva i rilievi. Sono stato costretto a deviare ed a ritornare a casa passando per Palmi. Se non mi fossi attardato in Reggio è probabile che mi sarei trovato in quel punto nel bel mezzo del delitto con tutto ciò che una simile testimonianza oculare avrebbe comportato. L'episodio mi serve qui per denunciare una gravissima situazione di ordine pubblico nel territorio di Seminara. La classe politica si chiude a riccio quando si tratta di omicidi chiaramente politici come quello di Fortugno, ma l'insicurezza pubblica attanaglia tutta la Calabria ed in modo particolare il territorio di Seminara, che nel giro di qualche decennio ha visto dimezzarsi la sua popolazione per il timore che i cittadini avvertono vivendo in un paese dove si ignora cosa sia la protezione dello Stato. Quel che è peggio di almeno sei morti in Barrittieri negli ultimi mesi non si è potuto sapere nulla di nulla ed è netta la sensazione di un potere incontrastato della criminalità.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-116626689158892973?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/116626689158892973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=116626689158892973' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/116626689158892973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/116626689158892973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/12/colpo-di-stato-alla-regione-calabria.html' title='Colpo di Stato alla Regione Calabria: la seduta del 14 dicembre 2006.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-116098524867900942</id><published>2006-10-16T09:53:00.000+02:00</published><updated>2006-12-27T12:29:42.110+01:00</updated><title type='text'>Il ponte sullo Stretto: epilogo di una lieta novella</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La novella lieta era quella che annunciava con il governo Berlusconi la certa realizzazione del ponte sullo Stretto, cosa di cui sentivo parlare da quando ero ragazzo. Un'opera di rilevanza mondiale. Intorno alla questione si era acceso un grande dibattito con aspra contrapposizione fra favorevoli e contrari. Non essendo un ingegnere o un architetto, io non ho preso pubblica posizione sull'argomento. Sono originario di Seminara, a circa trenta km dal punto di attraversamento dello Stretto. Le prime volte che ho preso il traghetto è prevalso l'aspetto turistico della traversata. Ma a lungo andare trovo che sia uno strazio, con buona pace di Pecoraro Scanio, il quale ebbe a dire in uno dei suoi innumerevoli ed insulsi passaggi televisivi che "sta bene così".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovo ovvio che ingegneri ed architetti debbano saperci dire se l'opera è tecnicamente fattibile ed affidabile. Non è questione che possono decidere gli incompetenti. Non è con manifestazioni di piazza che si può stabilire se un ponte è solido per poter reggere e durare nel tempo. I romani (quelli antichi) di ponti ne hanno fatto tanti che hanno resistito nel tempo e sono stati un segno grandioso della loro capacità e opera civilizzatrice. Solo dopo che gli esperti ci abbiano assicurato che l'opera è fattibile e sicura (non un'avventura o un salto nel buio), si potrà essere favorevoli o contrari e dividersi su ragioni di opportunità, ma non di fattibilità dell'opera, cosa che che deve essere assolutamente certa per tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono rimasto al punto in cui sembrava accertato senza ombra di dubbio che l'opera era tecnicamente fattibile. Dopodiché mi ha fatto riflettere il controargomento (alla Pecoraro) secondo cui vi sarebbero problemi di "impatto ambientale". Che vuol dire impatto ambientale? Vuol dire forse che un ponte sullo Stretto è cosa esteticamente brutta? Dicevano gli antichi: de gustibus ne disputandum est. Ma se è brutto un ponte sullo Stretto è forse bello tutto ciò che da un punto di vista edilizio è stato realizzato nell'area dello Stretto. Chi visita quei paesi potrà essere d'accordo con me sul giudizio seguente: uno più brutto dell'altro! Gli scempi edilizi e l'assenza di criteri urbanistici è cosa che risalta agli occhi del più profano dei profani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'ultima seduta del Consiglio Regionale (&lt;a href="http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/09/impressioni-su-una-seduta-del.html"&gt;vedi&lt;/a&gt;) è stato rilevato il silenzio assoluto di Loiero sulla questione dello Stretto, per la cui realizzazione vi era stata una manifestazione in Roma. Le ragioni del silenzio sono state svelate poco dopo dal governo Prodi. Hanno deciso in finanziaria l'aggiornamento sine die della realizzazione del Ponte. Si badi: non si è detto che il ponte non è tecnicamente realizzabile, ma solo che a giudizio degli eccelsi governanti (tali per una manciata di voti) non è "prioritaria". Così parlò Zaratustra, cioè Prodi-Pecoraro. Si è detto per consolazione dei poveri calabresi, mirabilmenti governati da Agazio Loiero, che in cambio si spenderanno i soldi "già" accantonati per il Ponte per il finanziamento dell'autostrada e della statale ionica. Già!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A me che sono il signor Nessuno vengono subito in mente alcune obiezioni. Il Ponte si doveva fare perché progetto di rilevanza europea. L'autostrada e la statale si devono pure fare, ma con fondi ordinari. Autostrada e statale sono atto dovuto per qualsiasi governo (passato, presente, futuro). Il Ponte era opera straordinaria che il governo Berlusconi ha avuto l'ambizione di voler realizzare: e stava per far decollare. E' venuto il buon Prodi con il suo pendant regionale Loiero e vi hanno messo una pietra tombale per sempre, non la classica prima pietra ma una pietra sopra, appunto una pietra tombale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si era anche detto che i fondi per la realizzazione dello Stretto avrebbe alimentato la malavita. Questo è stato vero per l'autostrada e lo è ancora. I morti ammazzati trovano probabilmente qui una spiegazione. Il ponte sullo Stretto avrebbe potuto essere al riparo da questo genere di economia indotta forse proprio in ragione del suo carattere europeo. Del resto, il Ponte sarebbe stato un valido argomento ed impulso per l'indotto ulteriore: il completamento ed ammodernamento di tutta la rete stradale (autostradale, superstrade, statale, provinciale, comunale, interpoderale...). Bene che vada i calabresi avranno un pezzo di autostrada e poi saranno gabbati per secoli: avete avuto, ora statevene buoni! Il vostro eterno destino è la mendicità. Mendicate, mendicate e vi sarà dato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;POST SCRIPTUM - Non ho ben capito se il mio commentatore Andrea il Ponte lo voleva o non lo voleva. Purché non cada, io lo avrei voluto. Per il resto che si faccia o non si faccia non è per me una questione di fede religiosa o di schieramento politico. Se poi un controllo europeo possa essere effettivamente più efficace di un controllo nazionale o addirittura regionale, posso opinarlo, ma non propriamente saperlo. Sui contributi comunitari so che esistono controlli che si rivelano efficaci ed i funzionari europei sono abbastanza ben pagati per non cadere vittime delle lusinghe della corruzione. Ma a parte ciò, a costo di sembrare un calabrese anticalabrese, trovo un modo di pensare di altri tempi l'idea che dal Nord piovano soldi per la bella faccia dei calabresi, che sono appunto belle. Trovo giusto che ogni territorio debba saper decollare con i suoi mezzi e la sua volontà. La questione meridionale dura da oltre 150 anni e forse in Calabria vogliono che duri altri 1500 anni. Il Ponte poteva essere un progetto tale da interessare il tedesco di Berlino che volesse raggiungere per via di terra Palermo. La Bovalino-Bagnara, se mai si farà, può interessare i soli calabresi ed è giusto che siano loro a pagarsela, se la vogliono e possono permettersela. Altrimenti possono continuare ad andare a dorso di mulo, cosa molto salutare ed ecologica...  Credo che Pecoraro Scanio sia d'accordo su questo punto. Insomma, dirottare i soldi del Ponte sulla rete locale mi sembra l'ennesima truffa ai danni dello Stato italiano e dell'Unione europea. La Calabria ha perso un'occasione storica... per nulla!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Spiccioli. Esattamente il 20 settembre avrei dovuto recarmi al RISS, la polizia scientifica, di Messina, partendo appunto da Seminara. Se solo avessi dovuto attraversare lo Stretto con il tradizionale traghetto, avevo progettato da lasciare la macchina in qualche parcheggio a pagamento in Villa San Giovanni. Giunto a Messina, avrei fatto un poco di turismo, visitando qualche conoscente, prima o dopo essermi recato al RISS, che però si trova al km 6,5 di non so quale strada fuori Messina. Quando mi sono accorto dell'ubicazione e della difficoltà di raggiungerla, ho rinunciato! Non ci sono andato poiché non era cosa obbligatoria ma solo facoltativa. Disponendo da qualche anno di un'automobile, ho girato buona parte del reggino e mi sono fatto un'idea diretta dei collegamenti esistenti. In genere, cosa da Indiana Jons. In ogni caso, non ho mai pensato nelle mie escursioni di mettere la macchina sul traghetto e di visitare la parte della Sicilia confinante con la Calabria. Per me l'Italia finisce sullo Stretto e la Calabria è la periferia estrema ed irrimediabilmente degradata della Penisola. La Sicilia mi resta lontana, pur essendo a poche decine di km. Con un Ponte che fosse possibile attraversare in poco più di un minuto mi immagino un'Area dello Stretto che avrebbe potuto rendere un tutto unitario le due sponde. Immagino con importanti sinergie economiche. Non dispongo di un'elicottero privato per la traversata dello Stretto, ma solo di una modesta utilitaria!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Postilla. Grazie a radio radicale, posso sentire ogni tanto interviste a tecnici esperti delle nuove frontiere della comunicazione. Parrebbe di capire che sono diventati obsoleti treni, metropolitane, ponti, ecc. Ma se è così incominciamo ad abbattare i ponti esistenti, altro che costruirne di nuovo. Qualcuno ci ha fatto sapere che sono brutti, lo dice lui! Ed allora abbattiamoli e sostituiamoli magari con il teletrasporto alla Strattrek, oppure addomestiachiamo le aquile e facciamoci trasportare tenendolo al guinzaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ricerca. Non so quanto i proprietari dei traghetti abbiano guadagnato finora. Ma non capisco perché gli stessi soldi non potrebbero venire spesi per l'attraversamento di un ponte ed in questo modo in tutto o in parte finanziare l'opera. In quanto ad  "impatto ambientale" non mi sembra che Villa San Giovanni sia un luogo ameno e delizioso. Ma per Percoraro Scanio "sta bene come sta".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Le cento ragioni. Sulle cento ragioni valide per non costruire il Ponte, cui accenna  Andrea, io per la verità non ne conosco neppure una, ma ho però detto che sono ignegneri ed architetti che devono dare il responso vincolante sulla fattibilità tecnica dell'opera. Gli economisti devono dire anche la loro. Dopo resta spazio per il giudizio politico di opportunità, ossia la decisione passa ai cittadini. Come cittadino interessato all'Area dello Stretto mi dichiaro favorevole all'idea ormai tramontata del Ponte, salvo maturo ravvedimento.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-116098524867900942?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/116098524867900942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=116098524867900942' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/116098524867900942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/116098524867900942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/10/il-ponte-sullo-stretto-epilogo-di-una.html' title='Il ponte sullo Stretto: epilogo di una lieta novella'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-116094138936225336</id><published>2006-10-15T21:42:00.000+02:00</published><updated>2006-12-26T10:49:13.790+01:00</updated><title type='text'>Scilla: una seduta del Consiglio Comunale.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche qui, come già per il post sulla seduta del Consiglio Regionale calabrese, posso solo riportare le mie impressioni, che per loro natura sono quanto mai soggettive e che spesso possono rivelarsi fallaci. Ma non inutili o arbitrarie. Può perfino capire che un’impressione riesca a cogliere in un’istante l’essenza della cosa e trovi poi conferma in successive elaborate analisi, che richiedono tempo e studio. Data questa avvertenza metodologica riporto dunque le mie impressioni dopo aver assistito per tutta la sua durata al &lt;a href="http://www.comuni-italiani.it/080/085/amm.html"&gt;consiglio comunale&lt;/a&gt;  che si è tenuto a Scilla ieri giovedì 28 settembre 2006, con inizio intorno alle 18.30 e termine verso le 22 circa. Deliberatamente non ho preso appunti, per non distrami nel mio tentativo di cogliere il nocciolo dei problema. Nella stampa locale vengono di norma fatti i nomi dei partecipanti, magari mettendo in risalto l’uno o l’altro intervento. Si tratta di una forma di pubblicità, più o meno consapevole e concordata. Non seguo questo metodo e non mi interessa di fare l’agente pubblicitario di questo o quel politico locale.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/1600/Sindaco_Ciccone.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/320/Sindaco_Ciccone.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Avendo una certa esperienza delle sedute del consiglio comunale del vicino comune di Seminara, devo dire che la prima impressione è stata decisamente positiva. Intendo dire che ho trovato quasi tutti i consiglieri presenti e puntuali, con la deplorevole eccezione del rappresentante del mio partito, cioè Forza Italia. Ho ricevuto proprio nella stessa giornata la tessere di FI per il 2006. Vado dicendo ai miei amici politici che la tessera dà diritto a muovere critiche all’interno del proprio partito. Critico quindi e deploro l’assenza del rappresentante di FI al consiglio comunale, dove detto rappresentante era candidato sindaco. Non conoscendolo affatto non ho potto farmi di lui nessuna idea, sentendolo parlare al Consiglio Comunale nell’esercizio dell’importante funzione costituzionale dell’opposizione.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/1600/Opposizione_scillese.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/320/Opposizione_scillese.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Altra nota positiva è stato il chiaro ricono-scimento del risultato elettorale che ha dato una consistente riconferma al sindaco uscente (Gaetano Ciccone). Non vu è stato nessun tentativo di delegittimazione, come è invece avvenuto fin dai primi giorni nel vicino comune di Seminara, che ha visto una schiacciante affermazione elettorale dell’attuale sindaco Antonio Marafioti. Positiva in sé mi pare la dimostrazione di compattezza della maggioranza, forse troppo docile nelle mani del suo sindaco.&lt;br /&gt;E chi è costui? Mi è stato descritto come persona estremamente abile nel procurarsi il necessario consenso elettorale. Noti il lettore l’espressione diplomatica da me usata: estremamente abile. Sto bene attento in tutti i miei articoli a non usare espressioni che si allontanino dal dire lecito e non è nel mio stile offendere chicchesia. Ciò che conta è la maturazione di un pensiero e la sua lecita e doverosa manifestazione.&lt;br /&gt;Infatti, fin dalle prime battute nel succedersi degli interventi dell’opposizione che ha animato una seduta piuttosta povera di analisi e argomentazioni da parte della maggioranza è emersa una critica alla tecnica di formazione del consenso elettorale e quindi della vittoria elettorale conseguita. La critica è stata implicitamente riconosciuta come fondata dalla stesso sindaco. Uno dei consigleri di minoraranza (Antonio Cambareri, in passato della stessa parte politica del sindaco eletto, poi dissociatosi) ha parlato senza mezzi termini di “clientelismo”. La critica alquanto pesante e corposa è stata a mio avviso formulata nel lecito esercizio delle prerogative costituzionale di un consigliere (comunale, provinciale, regionale, nazionale). Se un consigliere dovesse aver timore o soggezione nell’esprimere in regolare seduta la sua opinione ed il suo pensiero, la tanto declamata democrazia che ci renderere superiori ai musulmani fondamentalisti  non esisterebbe neppure per finta. Non ha colto l’essenza di questa prerogativa costituzionale un consiglere della maggioranza, che si è sentito punto dall’ampio e articolato discorso del consigliere Cammareri. Il consigliere di maggioranza ha parlato di un tono pieno di “disprezzo” usato dal consigliere di minoranza, tono di disprezzo per la verità da me non rilevata. La critica era certamente aspra, ma legittima e soprattutto formualata nell’esercizio di un diritto/dovere. Qualche dubbio mi ha invece fatto sorgere l’intervento del consigliere di maggioranza, quasi egli volesse negare se non peggio il diritto altrui di esprimersi. Non esiste purtroppo una registrazione su nastro degli interventi e non vorrei equivovare esplicitando oltre le mie impressioni.&lt;br /&gt;Uno degli aspetti sostanziali delle critiche emerse nel dibattito consiliare verteva sulla diffusa pratica di numerose delega ad acta, scherzosamente dette “ad acqua”. Non si capisce bene il fondamento normativo. Si è toccata la comicità quando uno dei consigliere ha chiesto chiarimenti su un riferimento normativo inesistente posto in epigrafe ad una di queste nomine. Il Sindaco ha risposto che deve considerarsi permesso tutto quello che non è espressamente vietato. Ma appunto in questo modo ha anche riconosciuto che il riferimento normativo (Visto…) è immaginario. Meglio avrebbe scritto: “Mi è piaciuto…”. L’uso di persone, amici o parenti (cuginoi) del sindaco, per incarichi (non retribuiti) potrebbe essere interpretato positivamente come ampia associazione di sodali nell’esercizio del potere. Ha qui ammesso lo stesso sindaco che ciò potrebbe o ha già avuto una positiva ricaduta nel suffragio elettorale. Ma sorgono altre perplessità riguardanti l’effettiva competenza dei delegati, l’imputazione giurdica dei loro atti, ecc. Pare di poter concludere che questa pratica è una mera tecnica di organizzazione del consenso e di compattamento del gruppo di maggioranza che forse con troppa docilità approva  atti che potrebbero poi rivelarsi viziati sotto diversi profili e censurabili ad un superiore controllo. E non a caso un consigliere, già Sindaco, ha chiesto che venisse trasmesso alla corte dei conti il bilancio approvato dalla maggioranza.&lt;br /&gt;Più consistente è stato invece il rilievo che quasi tutti i consiglieri di minoranza hanno rivolto alla proposta all’ordine del giorno di modifica del piano regolatore approvato appena un anno fa. Da un privato (?) è stata chiesta una variante per realizzare in località Melia (zona agricola) una “casa albergo”. Protesto qui la mia ignoranza. So cosa è una “casa” (uso abitativo privato) e cosa è un “albergo” (ho girato un po’ di mondo ed ho dimorato in numerosi alberghi), ma cosa sia una “casa albergo” confesso di non sapere e temo sia una casa che forse sarà un albergo. Dall’opposizione è stata stigmatizzata la deliberazione di una variante su richiesta di un privato ad appena un anno dal piano regolatore. Il consigliere Cammareri ha qui ripetuto la critica di clientelismo. Non ho capito e sarebbe da verificare se il privato che ha presentato istanza per una variante al piano regolatore sia egli stesso un membro della maggioranza. Infatti, ho notato l’assenza dalla discussione di un consigliere della maggioranza per tutta la durata della discussione sulla richiesta di variante e relativa votazione. Va però aggiunto a questo riguardo quanto ha replicato il Sindaco, e cioè che la più recente normativa regionale e nazionale consentirebbe tutto quanto è stato criticato e deplorato da parte dell’opposizione, i cui membri hanno fatto tutti su diversi aspetti incisivi interventi di cui non ho preso nota stenografica.&lt;br /&gt;L’impressione generale che ho tratto da questa mia prima partecipazione (come pubblico) ai lavori del consiglio comunale di Scilla è dunque positiva per la vitalità complessiva del consiglio, ma con qualche perplessità per la conduzione degli affari attinenti l’interesse pubblico. La qualità tecnico-giuridica dei consiglieri di maggioranza mi è parsa complessivamente inferiore a quelli di minoranza, fra i quali in premessa non ho risparmiato tuttavia aperta critica al rappresentante del mio partito, che era assente e che non ho potuto perciò valutare. Spero che ciò che mi valga come prova di indipendenza di giudizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS – Pubblico con ritardo questo resoconto. Infatti in Seminara non disponevo di connessione veloce. Adesso mi trovo in Roma, da dove pèosso connettermni quotidianamente ed aggiornare i miei blog trascurati negli ultimi tre mesi. Alcuni giudizi vanno rivisti. Mi riservo di farlo, quando ne avrò tempo. Ma anche così penso che il post possa essere pubblicato e proposto al dibattito. In particolare, ho stigmatizzato l’assenza del rappreentante di Forza Italia allla seduta del Consiglio Comunale di Scilla. In linea di principio ritengo che agli organi elettivi si debba essere sempre presenti, salvo giustificati e temporanei impedimenti. La critica vale per tutti i partiti. E’ questo un punto che ho argomento numerose volte e non mi stancherò di ripetermi al riguardo. Tuttavia, ho notato la presenza del rappresentante di Forza Italia ad una manifestazione importante per Scilla. Il raduno nazionale dei Sommelier d’Italia. A questa manifestazione non ho visto invece i rappresentanti della maggioranza scillese, che forse volevano così sabotare una manisfestazione importante non da loro patrocinata e controllata…. Ma su tutto ciò posso sbagliarmi. Sto appena incominciando a studiare la situazione scillese, senza faziosità e pregiudizio. Sono lieto se potrò suscitare un dibattito.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-116094138936225336?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/116094138936225336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=116094138936225336' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/116094138936225336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/116094138936225336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/10/scilla-una-seduta-del-consiglio.html' title='Scilla: una seduta del Consiglio Comunale.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-115893896377957606</id><published>2006-09-22T17:28:00.000+02:00</published><updated>2006-09-22T17:50:40.166+02:00</updated><title type='text'>Impressioni su una seduta del Consiglio Regionale calabrese: Seduta del 21 settembre 2006.</title><content type='html'>Per la prima volta mi sono trovato ad assistere dalle tribune del pubblico ad una seduta del Consiglio Regionale della Giunta di Agazio Loiero. Doveva essere una seduta particolarmente importante quella di ieri 21 settembre 2006. La sede del Consiglio si trova a Reggio Calabria, mentre la Giunta è nel capoluogo Catanzaro. Si tratta di un compromesso stipulato ai tempi della guerra civile calabrese scoppiata negli anni settanta a seguito dello spostamento del capoluogo da Reggio a Catanzaro. Questo significa che gli onorevoli – si chiamano pure loro così – consiglieri devono fare i pendolari se decidono di riunirsi. È vero che potrebbero risiedere tutti in Reggio, ma se sono anche membri della Giunta (e ci tengono ad esserlo: guai agli esterni!) dovrebbero fare la spola da Catanzaro o da altri luoghi a Reggio, se si immagina che il Consiglio debba quotidianamente riunirsi per produrre leggi regionali. Qualcuno dell’opposizione nella seduta di ieri ha osservato senza tema di smentita che l’attuale Consiglio nei suoi sedici mesi di vita ha prodotto in assoluto il più basso numero di provvedimenti legislativi. Per converso, i deputati della maggioranza e lo stesso Loiero hanno ribadito che loro “hanno fatto” più dei precedenti amministratori: è sempre il solito ritornello. Chi si trova in sella ha sempre fatto meglio e di più del precedente occupante il destriero o somaro del potere, sia pure un potere “ultimo” fra tutte le regioni d’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta qui di mie impressioni. Non avrei né il tempo né gli strumenti né la voglia per un’analisi assolutamente gratuita. Chi ha conseguito una posizione dove si portano a casa ogni mese intorno ai quindicimila euro se ne infischia allegramente di tutte le critiche possibili. Per cinque anni i guadagni sono assicurati. E’ una verità sgradevole da dire, ma è ciò che ognuno pensa. Vige poi la legge pasoliniana dell’omologazione secondo cui l’uno è perfettamente eguale all’altro, se non è peggio, ma sempre l’ultimo è per definizione migliore dei precedenti. La seduta avrebbe dovuto essere tra le più importanti perché doveva essere presentata una nuova composizione della Giunta su un “Aggiornamento” del programma di governo. L’Aggiornamento non è invero tale perché è una sintesi del precedente programma: chiarimenti dati dallo stesso Loiero ad un transumato (da uno schieramento all’altro) che era subito intervenuto, pensando di aver trovato una contraddizione tra i due testi. In pratica, chi è stato eletto consigliere (15.000 euro con annessi, connessi ed extra) vuole essere nella rosa da cui scegliere gli assessori: la competenza è un optional trascurabile, o è comunque presupposta in virtù dell’elezione di soggetti che sono certamente capaci di apporti “coscruttivi”, magari nella settore della pubblica istruzione o in quello universitario della Dante Alighieri, finalmente riconosciuta come università per l’insegnamento della lingua italiana a Reggio Calabria, dove a stento un consigliere eletto (o meglio surrogato) riesce a parlare decentemente la lingua italiana. Avrei plaudito sull’istituzione di un’università per lo studio, la conservazione e la valorizzazione del dialetto calabrese, ma mi riesce arduo capire cosa Dante Alighieri possa aver mai avuto a che fare con Reggio Calabria. Misteri della politica calabrese. Ma questa è solo un’impressione affatto marginale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’impressione principale è che tutti i consiglieri eletti vogliono conservare lo scranno faticosamente conquistato. Salvo ad esserne sloggiati a cannonate o per intervento di superiori autorità. Mi dispiace rilevare che l'interesse economico alla carica elettiva sembra essere la sola cosa alla quale i consiglieri regionali calabresi paiono essere sensibili. Non sono un lettore attento di giornali, ma a tutt’oggi non ho ancora capito se un certo Fortugno è morto scivolando dalle scale o se è morto ammazzato. E se è morto ammazzato, se lo è stato per fatti privati e passionali ovvero per ragioni in qualche modo connessi al suo status di consigliere eletto. Penso di non aver letto male nei giornali a proposito di un consigliere della maggioranza (anche lui transumato) il quale succeduto (pure lui in un certo senso surrogato) al defunto Fortugno sarebbe stato invitato dalla sua stessa nuova parte politica a dimettersi per fugare ogni ombra di sospetto, osservando un non meglio precisato “codice etico”. L’interessato ha risposto picche non sussistendo per lui nessun obbligo o ragione legale alle dimissioni. Ma quel che ieri mi ha sorpreso è che lo stesso personaggio tanto voglioso di far parte dell’augusto consesso calabrese ha poi disertato l’aula nel momento culminante della votazione della fiducia alla nuova giunta: l’ho cercato con gli occhi, ma non l’ho visto. E quando c’era sembrava poco più di un fantasma: isolato e silenzioso. Infatti, quasi tutti hanno concionato per la grande occasione, ma lui non si è sprecato.&lt;br /&gt;Tra i concionatori ho potuto sentire per la prima volta quel Pacenza di cui erano pieni i giornali fino a poco tempo fa. E’ stato scarcerato. Si trattava di una questione di raccomandazioni e di pilotaggio di posti di lavoro in una regione a grande disoccupazione come la Calabria. Non ho avuto la pazienza di leggere la cronaca e naturalmente considero valido anche per Pacenza il principio della presunzione di innocenza o di non colpevolezza. Non ho tempo e pazienza per uno studio approfondito del caso Pacenza, ma il fenomeno della raccomandazione è diffuso in Calabria più che altrove. E’ cosa ampiamente risaputa da ognuno ed è profondamente instillato nel dna di ogni calabrese. I politici calabresi sono tutti collettori di raccomandazioni, in modo più o meno lecito e ammissibile. È perfettamente inutile presentarsi a qualsiasi tipo di elezione in Calabria (ma forse anche altrove) se non si possono promettere o far balenare possibili favori. Cosa sia l’interesse pubblico o il bene comune è argomento quanto mai estraneo ad ogni seria presa in considerazione. Al massimo può essere un esercizio retorico di competenza delle università calabresi. La concione di Pacenza, in tipico stile sindacalese, mi è piaciuta meno di altre che hanno avuto un più chiaro senso della concretezza dei problemi e perlomeno hanno fatto capire qualcosa a chi si trovava lì ad ascoltare. Magnifico è stato chi ha rilevato l’assoluto silenzio del Governatore sulla questione del ponte sullo Stretto. Loiero non ha proferito verbo sull’argomento: né per un sì né per un no. E ciò mentre in Roma si protestava nelle piazze.&lt;br /&gt;Da chi era composto il pubblico? A parte i giornalisti che stavano lì per mestiere credo che buona parte fosse composto da mogli o parenti degli stessi onorevoli, che venivano lì ad ammirare il congiunto. Solo una minima parte aveva interesse a capire quel che succedeva e a vedere il concreto funzionamento della massima istituzione regionale. Ripeto: la mia non è un’analisi suffragata da studi e riscontri, ma una prima superficiale impressione di ciò che i miei occhi hanno visto e le mie orecchie hanno potuto sentire. Complessivamente, credo di aver ascoltato i discorsi fatti più degli stessi onorevoli, che pronunciata la loro concione se ne andavano poi per i fatti loro e non si curavano di ascoltare i discorsi dei colleghi: il tipico dialogo tra sordi! Tra questi discorsi un’annotazione merita quella dell’UDC Nucera, che con un certo calore sembrava avesse detto o denunciato qualcosa di incisivo a carico della nuova Giunta, ma appena terminata la sua concione si precipitava a stringere la mano al presidente Loiero, quasi a dire: “guarda che stavo scherzando, mica dicevo sul serio!”. Ed era lo stesso Nucera che a pochi metri davanti a me poco più tardi si abbracciava amichevolmente con l’avversario Pacenza del DS. Mi è capitato, per mia afflizione, anche in altre pubbliche occasioni di notare il protagonismo dello stesso personaggio, con discorsi anche del tutto fuori luogo. L’importante è parlare ad ogni tribuna possibile e quindi far parlare di sé: tutta pubblicità. Si acquista così visibilità: ed in effetti io vedo in lui quel che vedo e lui è quel che appare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il buon Loiero in tutto il suo discorso, prima e dopo, ha tenuto il contegno ed il tono del buon padre di famiglia, suadente verso la sua maggioranza, ma anche rispettoso verso l’opposizione, cui manda strizzatine molto incoraggianti in tempi di transumanza diventata alta cultura politica. In altri tempi ci si sarebbe vergognati di rapidi cambiamenti di campo, ma oggi nessuno più bada a queste cose. Pare che dica Loiero: “Figlioletti miei, stiamo tutti qui in una stessa barca. Facciamoci questi cinque anni! Poi si vedrà. Noi abbiamo &gt;approfondito&lt; i fondali del porto di Gioia Tauro. Qualcosa abbiamo fatto. E poi anche abbiamo messo dei soldi per il nodo ferroviario. La Sanità? Effettivamente non si riesce a controllare la spesa. Non siamo in grado di sapere cosa le ASL spendono. Ma dobbiamo pagare lo stesso!” Avevo letto, se non erro, una dichiarazione dell’on. Napoli (della commissione antimafia), la quale sosteneva che il Consiglio Regionale avrebbe dovuto essere sciolto proprio per le connessioni fra spesa sanitaria e fenomeni mafiosi. Se è così, mi sembra un solido argomento. Ma ecco che Loiero dichiara che addirittura alla Regione non sono neppure in grado di controllare i conti. Forse entro dicembre (e sono già passati due anni) sarà approntato un “piano sanitario” (?!). Mi viene adesso in mente un’altra bella dichiarazione del concionatore Pacenza. Tra i tanti dati in positivo da lui elencati vi è stato anche quello della più alta percentuale segnata dai calabresi nel “no” alla riforma costituzionale. Insegna il vecchio Protagora che gli stessi dati possono essere interpretati in modo opposto. Io non ho mai pensato che i calabresi siano diventati più italiani di tutti gli altri messi insieme. Semplicemente – ho pensato – i calabresi si sono visti persi all’idea che con la riforma costituzionale potesse aver termine il flusso dell’elemosina nazionale con la quale si ripianano i conti anche di una sanità come quella calabrese, pessima e scassata. Per noi parlare poi di pensioni fasulle, integrazioni, false disoccupazioni, ecc. Con un bel risultato: il cittadino calabrese che sta improvvisamente male rischia di stare ancora peggio se finisce ricoverato in un ospedale calabrese, che manca spesso dei requisiti minimi per essere un ospedale. Anzi rischia di non uscire affatto, se non steso con i piedi davanti. Sembrano che la maggior parte degli ospedali calabresi esistano più per combattere la disoccupazione di quanti a vario titolo vi lavorano che non per curare i malati. Chi appena ha i mezzi va a farsi curare in altri ospedali, dal Lazio in su. Ma questo è argomento assai pericoloso da trattare. Ancora non sappiamo come e perché è morto il suddetto Fortugno, cui è stato prontamente intitolata l’Aula del Consiglio Regionale. &lt;br /&gt;Dulcis in fundo. Il presidente dell’Assemblea reggina (Bova) ha voluto mettere all’ordine del giorno qualcosa circa la “lectio magistralis” di Benedetto XVI che tanto furore ha suscitato &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2006/09/le-reazioni-musulmane-alla-politica.html"&gt;nel mondo musulmano&lt;/a&gt;. Dubito fortemente che i consiglieri regionali calabresi abbiano piena cognizione  di tutta la complessità del problema teologico, filosofico, politico, filologico di una vicenda internazionale ancora non del tutto conclusa. Hanno votato in calce ai lavori quanto per votare, ma senza sapere ciò che votavano e di cosa si trattava veramente. Nessun dibattito si è svolto al riguardo. Sembrava che il presidente Bova ci tenesse per un suo capriccio a far passare una mozione di cui ad altri poco o nulla interessava. E così è stato. La mozione è passata di soppiatto nel mucchio e nel disinteresse generale a conclusione di una desolante giornata di lavori consiliari. &lt;br /&gt;Ancora: mi ha sorpreso l’assenza di Sergio Abramo, il presidente candidato di FI alla Regione, pare trasmigrato pure lui altrove. Mi dicono che non va mai al Consiglio dove è pure stato eletto. Doveva esserci almeno in questa circostanza. Deplorevole! In una democrazia da manuale sarebbe toccato proprio a lui il compito di guidare l’opposizione. Ma appunto in Calabria la democrazia è solo una farsa. Gli innumerevoli convegni sulla cultura della legalità sono un’occasione per perdere tempo, fare passerella, parlare di noci e prendersi in giro più o meno consapevolmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Testo scritto di getto e non definitivo. Eventuali commenti potranno essere utili in fase di rielaborazione. Adesso non ho altro tempo da dedicare a questo testo che però voglio subito licenziare in ragione della sua attualità).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-115893896377957606?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/115893896377957606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=115893896377957606' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/115893896377957606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/115893896377957606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/09/impressioni-su-una-seduta-del.html' title='Impressioni su una seduta del Consiglio Regionale calabrese: Seduta del 21 settembre 2006.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-115365989990539778</id><published>2006-07-23T15:04:00.000+02:00</published><updated>2006-09-06T13:26:40.296+02:00</updated><title type='text'>L'immaturità democratica della Calabria: un caso disperato</title><content type='html'>Avverto subito che il nio post è un commento all'articolo di Giovanni Lamanna, apparso sulle pagine 1 e 5 de "Il quotidiano della Calabria - edizione di Reggio e Provincia" con titolo »La Calabria dei sospetti e degli intrighi«. Non ho alcuna intenzione ed interesse di entrare nel merito di fatti oggetto di indagini giudiziarie in corso, dove compaiono pur tuttavia nomi di persone e politici locali ben noti. A me interessa soltanto riflettere su considerazioni di carattere generale, fatte dall'articolista, confrontandoli con dati di mia propria esperienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il contesto è quello dell'assassinio Fortugno, nome divenuto a me noto solo in ragione del suo barbaro omicidio e delle notizie che ne sono state date. Aggiungo di non aver letto in genere altro che i titoli degli articoli e di non aver avuto la pazienza di leggere anche i testi sottostante ai titoli. Mi sono fatto ovviamente delle opinioni, che non ho poi approfondite. Ad esempio, ha in me suscitato stupore il fatto che l'omicidio sia avvenuto alla presenza di testimoni, e forse anche dell'articolista che ne ha fatto poi la cronaca. La mia prima riflessione, magari basata su un'erronea interpretazione delle informazioni lette sullo stesso giornale sopra citato, è stata la seguente: «Ma come? Nessuno ha avuto il coraggio civile di fermare l'assassino che ha potuto andarsene indisturbato, senza neppure correre, a passo normale, come se fosse andato al bar a prendersi un caffè?! Se i compaesani calabresi – tengono famiglia – non sono capaci loro di gesti di coraggio civile ed eroismi, che nella vita può capitare di dover fare. dico: se non ne sono capaci, cosa si aspettano che sia un cittadino di Bolzano a fare quel che loro non fanno? Su quale base pretendono solidarietà dagli altri italian?i» Hanno votato più di tutti per il mantenimento dell'attuale costituzione: la Calabria ha avuto la più alta percentuale di no! Non credo che i calabresi siano più italiani di Lombardi, Veneti, Laziali, ecc. Conoscendo come conosco il territorio, credo che si siano sentiti persi ed abbiano temuto di perdere i sussidi che arrivano dal Nord e dal governo centrale, dove possono magari eleggere qualche deputato che riesce perfino ad andare al governo, assicurando nuovi sussidi e provvidenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma venendo all'articolo di Lamanna mi soffermo su alcuni punti testuali. Egli scrive: «…sembrava che si trattasse di in grande…» alla maggioranza uscita dalle urne che minacciava di dare una svolta e di poter finalmente estirpare il fenomeno ndrantista. La nuova maggioranza ci si crogiolava pure con questa interpretazione. Si impettiva. Io non mi stanco di ripetere che il male maggiore della Calabria non è il fenomeno malativoso, ma la sua classe politica, che si getta sull'uso, la disponibilità delle risorse pubbliche con fame atavica. Un Consigliere regionale guadagna cifrè che sono astronomiche per un comune calabrese. La lotta è... all'ultimo sangue. Di un candidato eletto si dice in dialetto che "è nchianato”, cioè è salito agli onori, come a dire che ha conseguito un titolo di nobiltà e si è innalzato al di sopra dei suoi elettori, che sono tutt'al più clienti, che saranno graziati di qualche favoruccio se resteranno fedeli e faranno il loro dovere. Guai poi se qualcuno si permette di irridere loro, una volta nchianati! Ormai sono "potenti" ed in grado di incutere timore. Non si sa mai quel che ti possono fare, avendoli nemici! A scanso di equivoci, sto parlando dei politici »onesti«, quelli che non violano nessuna norma del codice penale e non sono minimamente collusi con la stessa ndrangheta. Se questi ci sono, e qualche volta risulta dagli atti giudiziari passati in giudicato, sono un fenomeno organico alla stessa ndrangheta che ha tutta la capacità organizzativa di far eleggere suoi rappresentanti, ovviamente non dichiarati tali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pare invece che la realtà sia diversa, cioè non esterna al ceto politico, ma in qualche modo riconducibile al suo interno. Qui mi fermo e non vado oltre per motivi giuridici prudenziali. Dico soltanto di aver letto quello che ho letto su organi di stampa con i più l'invito degli stessi partiti politici rivolto  a propri rappresentanti per poter fugare ogni possibile ombra di sospetto: una forma doverosa di autotutela. Apriti cielo! Non mollo l'osso! Toglietemelo, se ne siete capaci! Ripeto: ci dicano i giudici qual è quella verità che in Calabria non si riesce mai a conoscere! Io non so nulla. A me interessa la verità implicita nel passo seguente: «…Questo personaggio…è portatore di un buon pacchetto di noti… è sicuro di vincere… (anche passando in modo trasformistico da una parte all'altra: chi basa alla coerenza in una terra perduta come la Calabria? Eleganze fuori luogo!). Ma alla competizione esce sconfitto, il primo dei non eletti…LA SCONFITTA BRUCIA, accende gli animi del fanatismo politico. Viene vissuta nella mentalità arrogante e prepotente della sua corte come uno sgarro, un affronto all'"onore" del candidato e di chi lo sostiene…» E siamo qui giunto all'oggetto principale del mio post. Si consideri tutto il resto come un contesto necessario per ricavare considerazioni etico-politiche di carattere generale che trascendono tutti i personaggi reali coinvolti nella faccenda e su cui sono in corso le indagini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la prima ed unica volta in vita mia mi è stato chiesto di candidarmi, addirittura come capolista in un'elezione comunale. Chi mi ha richiesto di ciò ha pensato – bontà sua – di fare bella figura presentando agli elettori un docente universitario dell'università di Roma. Tralascio i particolari che non servono ora e qui per venire al punto che  si collega alla verità evocata da Giovanni Lamanna (che non conosco se non per il suo articolo). Avevo ben presente la possibilità di non venire eletto, essendo io pressoché totalmente estraneo all'ambiente e agli affari del luogo in cui ero canidato, ma chi chiedevo anche che cosa tutto sommato avrei potuto perdere, facendo un'esperienza inedita nella mia vita. Le persone amiche che mi sconsigliava, ma mi hanno sostenuto come potevano, si preoccupavano per la «cattiva figura» che avrei fatto, non venendo eletto. Essendo io vissuto, per fortuna fuori dalla Calabria, io non riuscivo a capire quale cattiva figura ci potesse essere a non venire eletto: non ho rubato, non ho violato nessuna norma penale, non mi sono denudato in pubblico, ecc. Insomma proprio non riuscivo e non riesco a vedere in cosa possa esservi cattiva figura. Per la verità mi dicevo che a fare cattiva figura sarebbero stati gli elettori se di fronti a titoli di competenza specifica (docente di teoria dello stato, avendo avuto come colleghi capi di governo e ministri innumerevoli), avessero preferito loro altre competenze professionali. Insomma, da parte mia non ho accolto questa motivazione per non accettare la candidatura. Il rischio di "cattiva figura" non venendo eletto non poteva essere da parte mia motivo per un diniego. Altri dovevano essere i motivi se avessi dovuto rifiutare la candidatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il fatto è profondamente radicato nella mentalità e nella cultura politica calabrese. Riuscito non eletto, ma con un numero di voti sì esiguo, ma prodigioso – mi hanno spiegato – nelle condizioni date, a distanza di tempo vengo attaccato dagli avversari politici, i quali mi rinfacciano cosa? Di non essere stato eletto! A loro intendere, dovrei portare il ricordo di una vergogna subita, di un'onta destinata a restare nella storia. Io resto trasecolato e non so cosa ribattere a chi pensa di potermi offendere in tal modo. Mi sento mille miglia lontano da questo modo di pensare e ritengo che il calabrese sia rimasto quella natura feroce che un funzionario pontificio già rilevava nel Seicento:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Sono i Calabresi di natura feroce, di costumi rozzi. Tollerano pazientemente le fatiche, e sono parchi nel vitto. I più fanno stima dell’honore. Hanno gran genio all’armi, e per la vivacità dell’ingegno sono capaci di ogni buon arte, se loro vi si aggiunge coltura e disciplina. La sperienza dimostra che di costoro quelli che escono dalla patria o per vedere del mondo o per attendere alle lettere o per altra occasione, con la pratica migliorano di costumi, apprendono virtù, diventano manierosi e gentili, adattandosi con molta grazia alla vita civile, et in qualunque altra professione si impieghino, riescono in essa qualificati e singulari. Così danno a divedere che agli ingegni calabresi per coltivargli è necessario o mutamento di cielo o ammaestramento  straniero, perché così si raffinano le doti naturali, che in loro sono egregie, ma rozze e incoltve. Hanno avuti soggetti rari in ogni arte di scienze, e di presente ci sono spiriti elevati e l’inclinazione alla virtù non manca, ma la povertà comune dei popoli, cagionata dall’infelicità del governo, sepelisce nell’ozio miserabile della patria più d’uno, il quale usarebbe atto a sollevarhhsi con avanzamento di fortuna e di gloria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Relazione della Provincia di Calabria&lt;br /&gt;(Ms. Barberin. 5392, anno 1654)»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa mentalità della vergogna, della cattiva figura per aver esercitato una funzione pubblica, sfocerebbe ora in casi di delinquenza politica. Prosegue l'articolista: «…Se lle cose stessero davvero così, la Calabria sarebbe alla barbarie…». Mi astengo da ulteriore commento e analisi dell'articolo di Giovanni Lamanna, ma devo ammettere che ai miei riscontri, alle mie ricerche, la Calabria è terra di barbarie. Lo dico amando la terra in cui sono nato e che continuo ad amare scoprendone e denunciandone la barbarie, sperando che ci si vergogni della propria barbarie e non di cose affatto innocenti come l'accettazione di una candidatura non seguita da “nchianata»!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(bozza ancora da correggere)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-115365989990539778?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/115365989990539778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=115365989990539778' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/115365989990539778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/115365989990539778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/07/limmaturit-democratica-della-calabria_23.html' title='L&apos;immaturità democratica della Calabria: un caso disperato'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-115035788639181425</id><published>2006-06-15T09:51:00.000+02:00</published><updated>2006-08-22T17:32:13.510+02:00</updated><title type='text'>Un ritratto di Gigi Fedele fatto da Cesare Zavettieri</title><content type='html'>Mi trovo purtroppo a dover elaborare dati di seconda mano, integrati quando possibile con l'esperienza personale e diretta. Negli ultimi anni, ossia almeno dal 2002, per chi nel reggino avesse inteso fare politica militando in Forza Italia la piazza era occupata da due nomi: Pietro Fuda e Luigi Fedele. Era come se fossero i "padroni" del partito e della politica. Uno poteva anche avere idee innovative, intendere la politica secondo la più pura dottrina liberale e democratica, avere studiato un'intera vita sui classici della politica, ma alla fine in quel di Calabria il tutto si doveva risolvere con un: «A chi obbedire, a Fuda o a Gigi?». Inutile dire che per me questa è un'aberrazione assolutamente contrastante con l'art. 49 della costituzione. Ma di ciò ho già detto altrove e vi ritornerò ancora. La premessa mi serve per tracciare un profilo di questi due uomini che – per fortuna o sfortuna – non ho mai conosciuto e di cui so per sentito dire o per aver letto. Di Fuda è presto detto: con Forza Italia non ha più nulla a che fare, ma a suo tempo mi impedì – salvo errore – di costituire una sezione di Forza Italia in Seminara, seguendo i più puri principi democratici e costituzionali. Di Luigi Fedele che è ora in parlamento, immeritatamente grazie alla legge elettorale, ricavo il seguente ritratto, non da me fatto, ma dovuto alla penna avvelenata di Cesare Zavettieri. Quanto possa esservi del vero lo lascio giudicare a chi legge. Il mio scopo non è di attaccare Luigi Fedele, che non conosco e con cui non ho il benché rapporto, ma di contribuire alla riforma della politica in Calabria ed in particolare alla ricostruzione del partito calabrese di Forza Italia. Poiché gli stessi mali sono presenti negli altri partiti del centrodestra potrebbe essere un'occasione questa per rilanciare dalla Calabria la costruzione del partito unitario, non per sovrapposizione di sigle esistenti, ma creando una nuova unità organica. Ma questo è solo un auspicio che urta con vizi profondamente radicati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa dice dunque Zavettieri di Luigi Fedele? Riporto i passi salienti dall'articolo apparso su "il Quotidiano" (sono abbonato all'edizione di Reggio Calabria) del 2 giugno 2006, pagina 14. Intano dice fin nel titolo a Fedele: «Non fare l'esperto!», a proposito di »crisi dei partiti«. Nella vita civile Luigi Fedele inizia la sua fortuna politica e personale come medico condotto in quel di Sinopolicchio, non come politologo di professione. Quella dei medici è una categoria largamente rappresentata nella politica calabrese. Si pensa che attraverso l'inluenza sugli assistiti si possa facilmente ottenere il loro voto. Quanti clienti ha il tal medico? Tremila? Mille? Ottocento? Sono voti assicurati! Può già contare sull'elezione e perfino su un assessorato! E perché un malato dovrebbe votare per il suo medico? La risposta a chi legge. Un medico può essere un bravo medico, ma non per questo è necessariamente un bravo amministratore. Sottigliezze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testuali parole di Cesare Zavettieri: «Non conoscevo l'onorevole Luigi Fedele quale esperto di flussi elettorali, di mobilità, di come si organizza e si mantiene il consenso, di come si formano i partiti, anche se di strada politica ne ha fatta parecchia da quando era medico condotto in quel di Sinopolicchio». Zavettieri risponde colpo su colpo ad una polemica iniziata da Luigi Fedele. A noi non interessa la polemica, ma i dati – supposti veritieri – che possono venirne fuori. Noi ovviamente siamo di Forza Italia ed utilizziamo gli stessi dati, se veritieri, per una critica interna e pubblica. Prosegue Zavettieri: «Lo sapevo esperto, questo sì, di insediamenti di zoo di animali esotici nell'Azienda forestale di Gambarie d'Aspromonte, morti di freddo e di clima nell'autunno di qualche anno addietro, costati decine di miliardi alle casse dell'Ente presieduto da uno stretto congiunto, per soddisfare le ambizioni di un presidente intraprendente e produrre pubblicità a buon mercato, non certo della Calabria migliore, sui media nazionali». Avevo letto anche io di questo zoo che mi aveva fatto ridere ed indignare al tempo stesso, facendomi pensare alla Calabria come luogo di spreco e dilapidazione del denaro pubblico, spesso proveniente per trasferimento di fondi statali e quindi causa dell'enorme debito pubblico nazionale. Non sapevo che dietro allo scandalo ci fosse lo stesso Luigi Fedele. Il fatto che l'on. abbia favorito i suoi congiunti è cosa che ho sentito da più parti con le mie orecchie. L'ultima conferma è stata la candidatura provinciale di un suo fratello a scapito di altri candidati possibili: Forza Italia è nel reggino cosa della famiglia Fedele!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre Zavettieri, rigorosamente e su un organo di stampa qui citato, ricorda: «Conoscevo il Nostro anche come esperto in “Concorsone" dove, per caso, trovava naturale collocazione un congiunto ancora più stretto, procurando ancora una volta una overdose di pubblicità alla Calabria specie nella seguitissima trasmissione di Italia 1 "le Iene", ma mai come esperto in formazione di partiti...». E qui prosegue con una nota dolente che noi militanti di Forza Italia ben conosciamo: «...Anche perché il suo partito, quello di Forza Italia, se l'è trovato bello e fatto dal cavalier Berlusconi, e si è subito ficcato dentro, come il topo nel formaggio». In effetti, Forza Italia è stata in buona parte una creazione mediatica di Berlusconi. E' mancato – e ne paghiamo le conseguenze – il radicamento territoriale fatto da cittadini (non di clienti e tirapiedi) che sapessero aggregarsi democraticamente per discutere di politica ed elaborare progetti, programmi, candidature. Ho sentito di un deputato al parlamento che senza colpo ferire si è trovato catapultato alla Camera sull'onda del primo successo mediatico, ma poi è stato lo stesso che un nulla e sul piano legislativo e sul piano territoriale di organizzazione del partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiude lo stesso Zavettieri con una stoccata finale: l'unico strumento di consenso di cui Fedele Luigi si sapeva servire era la gestione del potere, di cui è ora rimasto orfano. Possiamo noi aggiungere che questa critica, se fondata, non è imputabile al solo Luigi Fedele: in quel di Calabria così fan tutti! Se Gigi lo abbia fatto di più, di meno o nella media... o per nulla, cercheremo di appurarlo. Ci siamo qui limitati a nient'altro che riportare un articolo di stampa, riproducendo le parole di un avversario. Se queste parole possono essere occasione di un dibattito interno a Forza Italia non sarebbe un male e non è cosa di cui dover temere. Ben vengano tutte le critiche, anche da parte di avversari, se queste possono servire ad innalzare il livello della politica calabrese, forse il più basso d'Italia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-115035788639181425?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/115035788639181425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=115035788639181425' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/115035788639181425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/115035788639181425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/06/un-ritratto-di-gigi-fedele-fatto-da.html' title='Un ritratto di Gigi Fedele fatto da Cesare Zavettieri'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-115030040372775730</id><published>2006-06-14T17:53:00.000+02:00</published><updated>2006-06-14T18:29:55.336+02:00</updated><title type='text'>Conferme alla teoria: analisi del crollo del centrodestra in Calabria</title><content type='html'>Ho appena terminato di scrivere il post precedente sul vizio genetico della classe poltica calabrese. Leggo quindi le copie del Quotidiano che ricevo a Roma con ritardo e che leggo con ulteriore ritardo, quando trovo un poco di tempo. Trovo dati di fatto alle mie tesi teoriche ne il Quotidiano del 3 giugno in una pagina (p. 14) interamente dedicata al problema. La taglio e la conservo agli atti. Cosa dice? Contiene un'intervista ad Antonio Gentile, fratello di Pino, il quale – ho letto in altro numero dello stesso giornale – si candida successore di Fuda nella carica di amministratore dell'aeroporto di Reggio: ma Fuda non ha mai pensato di dimettersi! E pare che Luigi Fedele, che sarebbe poi un avversario di Fuda, dia invece a quest'ultimo man forte contro un Pino Gentile evidentemente meno gradito. Cose da pazzi o da circo equeste o da basso impero calabrese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Farei male ad addentrami in un ginepraio schierandomi con questo o con quello contro questo o quello. Io non sto dalla parte di nessuno perché nessuno è stato mai dalla mia parte: dotta citazione dalla saga di Tolkien e messa in bocca a Barbangelo, l'albero parlante. Estraggo però dalla pagina alcuni elementi fattuali che confermano le mie impressioni. Intanto l'intervista di Antonio Gentile mi pare aderente ai fatti e non di tipo fumogeno come spesso accade: fatti pesanti come macigni, magari contestabili, ma non chiacchere che non dicono niente e non vogliono far capire nulla al modo del linguaggio abituale dei politicanti. La solita lamentela contro la dirigenza di Roma che non si interessa della Calabria o se ne occupa poco e male. Mi associo a questa critica per motivi e per storia del tutto autonoma. E' mia fondata impressione che i partiti, tutti i partiti anche se qui interessano quelli del centro-destra, si regolano in Calabria come MacDonald nel vasto mondo, quello degli Hamburger. Che intendo? La diffusione dei MacDonald avviene con contratto di franchising, che significa: io ti do il marchio e poi tu fai quel che ti pare. E' esattamente quello che avviene con i partiti. Non ci sono momenti di verifica ai diversi livelli territoriali ed una continua osmosi di informazioni e controlli. Agisce un notabilato che decide per tutti. Sul fratello di Antonio, cioè Giuseppe o lo stesso Antonio, non saprei, posso sbagliarmi ho sentito la seguente barzelletta. Per la candidatura a presidente della regione il magnifico Fuda telefona a Roma per dire: se candidate Gentile (Pino o Antonio?) io lo appoggerò. A sua volta Gentile: se candidate Fuda io lo appoggerò. Da Roma non hanno candidato né l'uno né l'altro, ma un terzo: Abramo, di cui apprendo ora che sarebbe stato imposto da Zavettieri, passato poi da un'altra parte.  Apprendo persino per bocca di Antonio Gentile che: «Abramo ( è ora anche lui) fuori da Forza Italia con Fuda e Zavettieri che sono passati con il centrosinistra». Di Fuda e Zavettieri sapevo, ma di Abramo ancora non mi era giunta questa nuova in attesa di conferma telefonica.  Ma se le cose stanno così, e stanno effettivamente così, il mondo politico calabrese è una porta girevole da dove si entra e si esce con la massima disinvoltura. Succede esattamente il contrario di quello che vado insegnando ai miei quattro amici: in un partito, quale che sia, si sta fino alla fine, magari per discutere ed aggiustare le cose, ma non si passa da una parte all'altra come se non esistessero problemi di coerenza, di fedeltà e di rispetto verso quanti elettori o militanti di uno stesso partito sono stati magari proprio da noi sollecitati e impegnati a prendere posizione ed a schierarsi con noi. Esiste anche un problema di rispetto verso gli altri, a meno che non si pensi di avere a che fare con pecore, clienti o peggio ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una frase di Antonio Gentile che riporto e condivido, estrapolandola dal suo contesto che non mi riguarda: «In tutto questo abbiamo dimostrato di non avere un'organizzazione». Forza Italia non ha mai avuto un'organizzazione in Calabria. Ha avuto solo un notabilato che ha fatto e disfatto un partito detto di "plastica", ossia senza anima e corpo reale fatto di carne e sangue. Basta vedere come vengono fatti e rimossi i dirigenti, beninteso dirigenti che non hanno nulla e nessuno da dover dirigere, ammaestrare, consigliare, aiutare. Servono soltanto a fare la voce grossa quando c'è qualcosa da spartire. Seguono ancora giudizi poco lusinghieri su Zavettieri prima con Chiaravalloti (saltato fuori con i soliti metodi) e ora da un'altra parte. Zavettieri è uomo navigato e rotto a tutti i segreti della politica: di lui che non ho il piacere e l'onore di conoscere mi sono fatto questa idea. L'immagine che ne viene fuori del centrosinistra vittorioso (per il momento) non è molto diversa da quella del centrodestra sconfitto: la stessa immagine degradata della politica. Se si passa con estrema facilità da una parte all'altra significa che esiste una grande omogeneità, volta all'acquisizione di "prebende": oggi a me, domani a te, o magari ancora a me passando dall'altra parte. Riporto testualmente: «Siamo anche presi dal torpore della sconfitta. Siamo stati lasciati soli, non c'è un interesse pe rla calabria da Roma. Qui c'è gente che prende i voti e scappa. Stando così le cose, chi si occuperà dei problemi della Calabria?....». E si continua su questi toni, con i quali non voglio tediare oltre il mio occasionale lettore. Concludo affermando che ciò che che appare ad uno sguardo sommario, e cioè il degrado estremo della politica in Calabria (più che altrove) trova la conferma dei fatti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-115030040372775730?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/115030040372775730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=115030040372775730' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/115030040372775730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/115030040372775730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/06/conferme-alla-teoria-analisi-del.html' title='Conferme alla teoria: analisi del crollo del centrodestra in Calabria'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-115027269971315749</id><published>2006-06-14T10:02:00.000+02:00</published><updated>2006-06-14T10:36:05.790+02:00</updated><title type='text'>Una tesi per la Calabria: il ceto politico peggio della ndrangheta</title><content type='html'>Ho visto ieri alla televisione un servizio rilasciato dal presidente della confindustia calabrese, mi pare di nome Callipo. Il messaggio da lui lanciato mi sembra corrisponda alle impressioni che ricavo dai giornali calabresi che ricevo in Roma e dalle mie esperienze dirette sul territorio: l'allarme interessa più la natura del ceto politico che non il fenomeno criminale, facile da eliminare se funzionassero gli organi istituzionali e vi fosse impermeabilità nei rapporti con il ceto politico e amministrativo. Se il referendum sulla riforma costituzionale evolverà nel senso di legare le responsabilità del ceto politico locale all'uso ed all'amministrazione delle risorse tributarie ricavate direttamente dai cittadini calabresi, ciò potrà essere alla lunga il più forte fattore di moralizzazione. Al contrario l'uso e l'amministrazione dei trasferimenti giunti dal nord produce effetti perversi sulla selezione e formazione della classe politica calabrese. I calabresi dovranno imparare sulla loro pelle che se vogliono progresso e sviluppo economico, civile e culturale, dovranno essere capaci di ottenenerlo con le loro forze ed il loro lavoro, con la loro volontà di avere degni rappresentanti politici, buone istituzioni locali da intendere come enti capaci di erogare servizi e non come posti in cui imbucarsi e per ottenere i quali occorre tirare la giacca a qualcuno promettendogli eterna fedeltà e sudditanza. Se questi "posti" dovranno essere pagati come corrispettivo di un servizio dai concittadini rimasti esclusi nessuno vorrà pagare a vuoto. E' una tesi che ho enunciato altre volte e che non mi stancherò di verificare sui dati via via disponibili. Il discorso sulla Calabria non è molto diverso da quello fatto nel 1654 dal funzionario che nella sua relazione giudicava i calabresi inadatti all'autonomia ed incapaci di autogoverno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-115027269971315749?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/115027269971315749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=115027269971315749' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/115027269971315749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/115027269971315749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/06/una-tesi-per-la-calabria-il-ceto.html' title='Una tesi per la Calabria: il ceto politico peggio della ndrangheta'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-114915769563981345</id><published>2006-06-01T12:25:00.000+02:00</published><updated>2006-06-01T12:28:16.366+02:00</updated><title type='text'>Una democrazia per burla</title><content type='html'>Afflitto da una grave lutto, non seguo la cronaca politica da circa due settimane. Mi giungono tuttavia alle orecchie i rumori di fondo della politica: Mastella alla giustizia, una burla tutta da ridere, e simili. Non avendo io accesso alle segrete stanze ed alle eccelse anticamere il mio giudizio deve formarsi su aspetti minimi e apparentemente insignificanti della vita quotidiana, sotto gli occhi di tutti ed ai quali non si presta normalmente attenzione. Così, ad esempio, mi capita di essere dichiarato in arresto per aver scattato una foto alla cima di un monte sopra Scilla che poteva meglio vedersi dalla finestra di un corridoio dell’edificio scolastico dove si votava. &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/1600/Scilla.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/400/Scilla.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; Si badi bene: mi ero ben guardato dal mettere piede dentro il seggio elettorale o dal fotografare persone che ne uscivano! Avevo solo voluto fotografare la cima di un monte. Non ho opposto nessuna resistenza ai carabinieri che mi arrestavano ed iniziavano il solito rituale volto ad intimidire il malcapitato. Alla fine i due carabinieri erano costretti ad ammettere l’inesistenza di ogni più remota sussistenza di un reato. &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/1600/Sanzioni_elettoriali.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/400/Sanzioni_elettoriali.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; E ci siamo salutati con grandi cortesie e strette di mano. E nessun rancore da parte mia, comprendendo che sono onesti padri di famiglia che magari con qualche nota di merito alle spalle di uno sprovveduto forestiero avrebbero potuto avere qualche nota di merito ed avanzamento di carriera. La mattina dopo mi trovo in un paese vicino, a Gioia Tauro, dove anzi vengo chiamato da un militante per essere informato di cose molto gravi, a tutti note. Non posso dare dettagli perché sarebbero notizie di reato non suffragate da prove e di cui io stesso ho comprensione e conoscenza sommaria. Ed io ad esser più preciso passerei guai ben più seri di quelli in Scilla, se mi mettessi a fare impossibili precisazioni. Nessun carabiniere si è però allertato, che io sappia, su notizie di cose gravi che vengono bisbigliate di bocca in bocca. A me interessa qui porre in evidenza principi generali desunti da limitate esperienze concrete: non di entrare nel merito di un fatto specifico, del resto ancora vago.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vado dicendo in Calabria, dove ora mi trovo, ma si potrebbe generalizzare all’intero paese, che la disgrazia principale della regione calabrese non è la famigerata ndrangheta, ma il ceto politico e amministrativo che di sigla in sigla si avvicenda nell’occupazione del potere e nelle depredazione delle risorse pubbliche, l’apparato giudiziario ed investigativo che pesa sulle spalle dei cittadini senza nessun apprezzabile corrispettivo di servizi resi e di sicurezza garantita: le cause durano tempi infiniti, i giudici non leggono con la dovuta accuratezza manco i fascicoli processuali, i reati non vengono quasi mai scoperti. Insomma, la mia tesi che non mi stancherò di illustrare con altre esemplificazioni è che la ndrangheta e tutti gli altri fenomeni malavitosi organizzati non sono la causa del degrado politito-amministrativo, ma ne sono l’effetto. Dopo lo “scandalo” Fuda – che raccoglie voti sotto il simbolo di Forza Italia e passa dall’altra parte ancor prima che sia scaduto il mandato – erano scontati gli esiti elettorali in provincia di Reggio Calabria. Il discredito della politica non poteva avere conferma più clamorosa. Nei modi della politica non ha innovato in nulla il Fuda trasformista, non innoveranno quanti gli succedono. Gli elettori si trovano in mano un pezzo di carta di cui hanno scarsa considerazione e che consegnano a chi lo estorce o paga loro meglio: nessun carabiniere ha mai saputo indagare sulla pratica generalizzata del voto di scambio e sulla sostanziale assenza dei più elementari principi della democrazia classica, che dovrebbe essere il luogo della pubblicità e della massima visibilità. Invece, nella mente di un carabiniere il voto è un atto da compiere in assoluta segretezza, in una specie di toilette, dove si entra e si esce con circospezione e segretezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I regimi politici si succedono nella storia. L’ultimo ha sempre il monopolio della verità e della giustizia. Verità e giustizia non sono evidenze in sé che ognuno può riconoscere, ma sono tali in quanto vengono dichiarate da chi occupa pro tempore lo scettro del potere. La speranza che non ci deve mai abbandonare è tutta nella capacità di ogni cittadino, ad incominciare dai più umili, di scoprire il senso della cosa pubblica e del bene comune, in una parola: il vecchio amor di patria, che non è espressione retorica dietro cui si trova il vuoto, ma espressione sintetica che racchiude tutta la concretezza della vita e unisce le generazioni dei padri e dei figli. Fascismo, nazismo, bolscevismo sono stati eventi della storia altamente tragici e maòedettamente seri, a loro modo sono stati grandi nella loro tragicità, ma i regimi che sono ad essi succeduti non riescono neppure a rispettare la loro stessa legalità (sante e giuste parole di Marco Pannella, la cui "protesi" politica è oggi finalmente al governo) e sono destinati ad essere abbattuti non dagli eserciti alleati, ma dal ridicolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS - Questo post è stato già pubblicato sul Blog nazionale "Fare politica in Forza Italia", ma è basato su un'esperienza calabrese. Di seguito verranno date alcune integrazioni regionali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-114915769563981345?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/114915769563981345/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=114915769563981345' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114915769563981345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114915769563981345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/06/una-democrazia-per-burla.html' title='Una democrazia per burla'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-114724919937391315</id><published>2006-05-10T10:19:00.000+02:00</published><updated>2006-05-10T10:30:58.500+02:00</updated><title type='text'>Eccolo Pietro Fuda che arriva!</title><content type='html'>Sto ascoltando la chiama per l'elezione di Napolitano a presidente della repubblica. Siamo alla quarta votazione a maggioranza assoluta. E' nota la posizione della Casa della Libertà per l'astensione, ma Pietro Fuda non fa parte di questo schieramento che l'aveva votato per la presidenza della provincia di Reggio Calabria. Sta ora dalla parte dell'Unione eletto in Calabria con la Lista dei consumatori. Si racconta che voleva la candidatura alla presidenza della regione Calabria. Si erano messi così d'accordo con Pino Gentile: Fuda diceva a Roma: se mettete in lista Gentile io lo sosterrò; Gentile: se mettete in lista Fuda io lo sosterrò. A Roma hanno deciso per Abramo! Ed oggi Pietro Fuda vota con gli avversari (per modo di dire) di un tempo... Questa la classe politica che ci rappresenta degnamente. Alla voce "opportunismo" Pietro Fuda viene regolarmente rubricato ogni volta che occorre trovare degli esempi. Ma a lui importa poco. Intanto lo stipendio da senatore per cinque anni non glielo leva nessuno. E poi anche la pensione.... Del disinteresse per la politica di questi personaggi io ne sono certo quanto del numero che porto di scarpe! Ma non posso non ricordare nel piccolo come proprio a lui io debba l'ostacolo alla creazione di una Sezione di Forza Italia in Seminara. Io ancora oggi conservo la tessera di Forza Italia, lui non può dire altrettanto. Di episodi di questo genere tanti ne sono stati denunciati in via dell'Umiltà, ma qui avevano ben altro per la testa. Intendono la politica territoriale come una concessione in franchising. Vedeteva tra di voi nei vostri paesi che per noi sono più lontani del quarto mondo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-114724919937391315?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/114724919937391315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=114724919937391315' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114724919937391315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114724919937391315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/05/eccolo-pietro-fuda-che-arriva.html' title='Eccolo Pietro Fuda che arriva!'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-114683732894830379</id><published>2006-05-05T15:42:00.000+02:00</published><updated>2006-05-05T16:02:45.936+02:00</updated><title type='text'>Questione di soldi tra Nord e Sud</title><content type='html'>^ Clicca sul titolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricevo da una Mailinglist un interessante raffronto fra nord e sud, di cui mi interessa &lt;a href="http://www.miaeconomia.it/retrieval/home/articolo.aspx?idchannel=1&amp;idcategory=101&amp;idarticle=84514"&gt;qui&lt;/a&gt; evidenziare gli aspetti tributari ed il finanziamento della spesa sanitaria. Mi sembra di capire e di trovare conferma circa un fatto di comune esperienza: il trasferimento di danari da nord e sud. Se ciò può essere giustificato da principi di solidarietà nazionale, ha però una necessaria contropartita ed un impegno d'onore da parte dei meridionali e dei calabresi in particolare. Non deve essere trascurato nulla di ciò che gli stessi calabresi possono fare per favorire lo sviluppo ed il decollo economico. I tempi di attesa non possono essere infiniti, altrimenti ciò significa incapacità ed assenza di vocazione economica. A maggior ragione, se viviamo di carità nazionale, diventa criminale ogni spreco o uso fraudolento dei trasferimenti pubblici e di ogni drenaggio di denaro da Nord a Sud. Chi vuole mi spieghi perché mai un Bossi dovrebbe accettare un simile flusso finanziario. Non il Sud sarebbe una colonia del Nord, ma il Nord una colonia sfruttata dal Sud. Episodi come quelli che ho appena finito di raccontare sui Santi di Calabria rientrano in un discorso sullo spreco e sulla dilapidazione del denaro pubblico. Chi vuole e può, dimostri il contrario.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-114683732894830379?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.miaeconomia.it/retrieval/home/articolo.aspx?idchannel=1&amp;idcategory=101&amp;idarticle=84514' title='Questione di soldi tra Nord e Sud'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/114683732894830379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=114683732894830379' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114683732894830379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114683732894830379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/05/questione-di-soldi-tra-nord-e-sud.html' title='Questione di soldi tra Nord e Sud'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-114674307930048443</id><published>2006-05-04T13:44:00.000+02:00</published><updated>2006-07-23T11:44:26.266+02:00</updated><title type='text'>I santi della Calabria: Santo Gioffrè!</title><content type='html'>Leggo oggi su "il Quotidiano" di Reggio Calabria dello scorso 29 aprile a p. 29 una pubblicità elettorale, evidentemente sollecitata a g.p. dal diretto interessato, che si ricandida alla provincia e promuove ogni forma di pubblicità della sua immagine. Ritengo che un giornale serio - ma in Calabria la serietà non è un valore diffuso -, dovrebbe controllare la verosimiglianza di ciò che pubblica, tanto più quando gli articoli sono scritti non da un occasionale collaboratore, quale posso essere io stesso, ma da un giornalista professionista, quale mi pare sia g.p. Sorvolo sugli aspetti trionfalistici, pubblicitari e  autoreferenziali, dettati dall'interessato, fatto salvo il suo diritto a candidarsi dove vuole, se trova gente disposta a votarlo. Mi soffermo su quanto posso dire per esperienza dei fatti e per quanto può riguardare il mio ambito professionale e culturale, non volendo alimentare oltre una polemica con tutto un modo di pensare, radicato in Calabria:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1°) La notizia: Al suddetto sarebbe stato conferita una Medaglia dalla Sapienza di Roma. Commento: L'Università di Roma, dove mi sono laureato nel 1975 e dove insegno ininterrottamente da allora, conferisce come normale onorificenza lauree honoris causa a personaggi che ne sono evidentemente degni e ne hanno titolo. In questa occasione tutti i docenti della &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/1600/IMG_0672_1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/320/IMG_0672_1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Sapienza ricevono dal Rettore un formale invito per la cerimonia di conferimento, che si svolge in Aula Magna. Niente di analogo esiste che io sappia per medaglie di sorta. Nella mia scrivania non è mai giunto dal Rettore un invito per un conferimento pubblico di medaglie a tal Santo, ch'io sappia o ricordi. Essendo il Rettore il solo legale rappresentante dell'Ateneo gli chiedo lumi al riguardo, girando all'indirizzo del prorettore questo post, scusandomi per il disturbo che in tal modo gli reco, ma trattasi del buon nome della Sapienza chiamata in causa in quel di Calabria. Non mancherò di dare integrale pubblicità in questa stessa sede e con eguale rilievo grafico all'eventuale risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2°) Per quanto riguarda i miracoli del Santo calabrese in Roma, beninteso senza condurre attività investigativa, posso ricostruire quanto segue. Gli Studenti della Sapienza ricevono fondi per organizzare loro proprie manifestazioni. Con i soldi che ricevono fanno quel che vogliono e non vi è sindacato o censura da parte dei docenti che hanno tutto l'interesse pedagogico a promuovere la loro autonomia. Possono anche organizzare feste di ballo e concerti con spettacoli comici e &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/1600/IMG_0674_1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/320/IMG_0674_1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;goliardici. In questo  contesto anche io ho potuto suggerire con successo ad altro Studente dello stesso Consiglio di Amministrazione di invitare dei musicisti seminaresi, che desideravano essere invitati pure loro "dalla" Sapienza e che me lo avevano chiesto. Hanno potuto fare il loro concerto, senza conferimento di medaglie, ma con il pagamento delle spese di soggiorno. Per il Santo calabrese è intervenuta l'Internazionale comunista. Uno studente di Rifondazione comunista eletto in quota nel Consiglio di Amministrazione si è avvalso dello stesso sistema per esaudire la richiesta di una manifestazione, evidentemente sollecitata dal compagno di partito, il quale sarebbe potuto così tornare in Calabria e dire di essere stato "alla" Sapienza, dove già stanno 180.000 studenti ed oltre 5.000 docenti che certamente al 99,99 per cento nulla sanno del Santo calabrese e meno che mai credono ai suoi miracoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3°) La "promozione" della cultura calabrese in Roma è consistita nella "riedizione minore" di una manifestazione finanziata con i soldi della provincia, quando il Sunnominato aveva le mani in pasta, svoltasi in Reggio di Calabria. Naturalmente, chi  dalla vicina università di Messina gestì a suo tempo la cosa sotto il profilo scientifico ha ben pensato di utilizzare i fondi piovuti dalla Provvidenza, disinteressandosi totalmente delle origini e delle ricadute localistiche: un caso di eterogenesi dei fini! Pare che siano stati spesi 300 milioni di vecchie lire, per far nascere a forza in Seminara un tal Leonzio Pilato che non &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/1600/Pilato.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/320/Pilato.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;solo in Seminara non è nato, ma non aveva nessuna intenzione di nascervi, se è vero, come dice Petrarca, che si vergognava delle sue generiche origini calabresi e millantava una nascita ellenica: io gli avrei dato il beneficio dell'autocertifcazione e l'avrei lasciato greco, se ciò corrispondeva alla sua volontà ed ai suoi desideri. Suo malgrado, il disgraziato in forma bronzea, edificata con i soldi dei contribuenti, campeggia in Seminara in uno spiazzo antistante la casa  del Santo, che può così comtemplarlo dal suo balcone e additarlo ai suoi ospiti. Ad avvenuta edificazione, non ho potuto consultare nessuna pratica amministrativa comunale per l'innalzamento del manufatto in suolo pubblico e dubito che ne esista una. Era infatti al potere l'amministrazione di sinistra del sindaco Costantino, che vidi casualmente in una tv locale festante e radioso, mentre si faceva riprendere in compagnia del Santo ai piedi del monumento. Il patrimonio archivistico del Comune era nel frattempo infestato da gatti e topi, accatastato in un sottotetto, da poco realizzato ma da cui trapanava l'acqua piovana. I danni per la colpevole incuria sono stati consistenti e posso ben dirlo io a cui è stato infine possibile recuperare quel che era possibile, senza ottenere o agognare medaglie di nessun genere, ma combattendo contro difficoltà di ogni genere e rimettendoci di propria tasca. Vado da anni denunciando il degrado degli archivi calabresi e mi duole apprendere il modo scriteriato in cui viene speso il danaro. Da calabrese divenuto cittadino romano, dico che è meglio non fare trasferimenti di denari al sud, se sono soldi sprecati e dilapidati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4°) In Calabria si svolgono innumerevoli convegni sulla cultura della legalità e quindi dovrebbe essere un dato acquisito almeno il principio della trasparenza amministrativa. Avevo perciò tentato come cittadino di sapere dalla Provincia di Reggio Calabria quanto era costata ai contribuenti calabresi e italiani una manifestazione culturale tutta concepita ed ispirata  per  dare i natali in Seminara ad un dubbio cittadino del passato e medaglie e cariche e proventi ad un altro del &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/1600/Pilato1.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/320/Pilato1.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;presente, tuttora vivente. Non ottenendo nessuna risposta, pensai di riuscire più autorevole se avvalendomi del mio titolo universitario di Docente della Sapienza avessi rivolto una nuova richiesta con carta intestata dell'Università di Roma La Sapienza, dandone adeguata motivazione. Con quale risultato? Non solo non ottenni una risposta diretta, ma un impiegato della Cultura Provinciale pensò di rispondere non a me, firmatario della lettera, magari negando e spiegando il motivo del diniego, ma di inoltrare una missiva al Direttore (elettivo e pro tempore) del mio Dipartimento di Teoria dello Stato, il quale secondo quanto ci si immagina in Calabria avrebbe dovuto darmi una tirata di orecchie per aver voluto io ficcare il naso nei Misteri calabresi e nelle sue pratiche religiose. Finì male per il mio Direttore che commise l'errore di chiamarmi e poteva finire peggio, se non fossi stato io moderato nella mia indignazione per l'incauta violazione delle mie prerogative e della mia libertà di ricerca. Ma si tratta di un'altra storia che non è qui il caso di narrare. Nè il Calabrò di Sinistra presidente della Provincia né il Fuda di centrodestra (ora a sinistra) succedutogli (continuità istituzionale e alto senso dello Stato) hanno voluto alzare i sipari sul modo in cui nello specifico erano stati spesi i danari pubblici in Calabria. Sono stato avvertito da più parti che quando si tratta di soldi pubblici non bisogna mai chiedere in Calabria come sono stati spesi. Ed in effetti trovai alquanto strani le reazioni alla mia richiesta. E non fu il solo caso del genere. Posi termine all'investigazione giudicando una risposta di per sé eloquente e sufficiente la mancata risposta ed il rifiuto di fornirla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5°) Sul merito culturale della manifestazione reggina basti dire che un Collega romano, già scottato dalla precedente manifestazione su Barlaam calabro, non ne volle sapere di una riedizione della convegnistica reggina in salsa pilatesca. I professori universitari sono spesso dei poveri cristi che vanno ovunque trovino qualcuno che li paghi e sono anche disposti a qualche concessione spacciata per scienza. Tra i frutti di quel convegno ci fu un articolo di stampa uscito su l'Avvenire, fornito al giornale da un collega ricercatore che scrisse essere nato in Seminara il Pilato Leonzio (ma nella circostanza meglio sarebbe Ponzio, da molto più tempo in attesa di patria certa). Investigando riuscì a scovare in Milano l'illustre collega &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/1600/Lapide.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/320/Lapide.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;bizantinista mentre era intento ai fornelli per prepararsi il pasto serale. Gli chiesi: «Illustre Collega, finalmente! Ha trovato lei il documento letterario o archivistico che ci consente di dare patria certa ad un disgraziato e miserando letterato dei primi albori dell'umanesimo italiano! Mi dica dunque: qual è questa fonte da cui dipendono i destini di Calabria e dei suoi Santi? Risposta: macché! Io avevo scritto nel giornale: è nato a Seminara? con un bel punto interrogativo, che poi si è perso per strada! Dello stesso tenore sono state le risposte di tutti gli illustri studiosi viventi, da me interpellati, ai quali avevo chiesto la prova di ciò che pur avevano scritto e che io ero stato invitato a considerare come prove certe e certificate di scienza accademica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6°) La cultura calabrese odierna è tale per cui se si pretende di avere notizie certe su dati storici e letterari che riguardano le glorie patrie si diventa dei molesti guastafeste. La reazione tipica dell'elettorato del Santo: ma in fondo chi ce lo nega un &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/1600/carloV.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/320/carloV.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Pilato nato in Seminara? Adottiamolo! Questa è saggezza politica che produrrà lo sviluppo e la rinascita culturale del territorio e qualche Medaglia a qualcuno. Ho dovuto scrivere, a tempo perso, una Satira per denunciare il fatto ed il costume culturale che lo consente. Ne potete trovare i dettagli, almeno quelli narrabili senza incidenti giudiziari, nel blog Taurianum, dove ho iniziato a narrare l'episodio per dissuadere i calabresi dal cercare la santità per queste vie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7°) Un altro esempio per dimostrare che non di un caso disgraziato si tratta, ma di metodo e sistema. Sempre avendo il Santo le mani in pasta alla Provincia, fu concordato con Vescovo, il cui consenso era necessario, una diversa destinazione delle piccole somme che annualmente venivano erogate a tutte le parrocchie della diocesi per riparazioni e manutenzioni. Si concordava di destinare il tutto ad un progetto unico e mirato. Ripeto: era necessario il consenso del Vescovo. Questo consenso vi fu e venne deciso il restauro della chiesa di Sant'Antonio in Seminara, ubicata proprio accanto all'abitazione &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/1600/Seminara_Piazza.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/320/Seminara_Piazza.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;privata del Santo, che su quella chiesa vanta una sorta di diritto di giuspatronato. I fondi disponibili non erano molti ed i lavori furono resi possibili perché il Mastro cui fu dato l'appalto, accettò di farsi pagare all'osso, forse rimettendoci, e non per edificazione dell'anima sua. Ho raccolto le sue lacrime, insieme con una bella favoletta in dialetto calabrese che in qualche altra circostanza narrerò. Fatto conclusivo ed istruttivo: terminato il restauro, i Santi patroni dell'opera avevano predisposto una lapide immensa, quasi più grande della stessa chiesa, che inizialmente era stata affissa davanti all'altare sopra la porta, appena si entrava nella minuscola chiesetta. Vedendo una simile bruttura, che non solo offendeva l'estetica ma metteva in ridicolo la devozione stessa di quanti in quella chiesa consacrata volevano esercitare la loro fede religiosa: non sappia la tua mano destra quel che fa la sinistra, dice un certo passo del Vangelo. Ma le esigenze di propaganda elettorale sono una cosa e la sincerità della fede  è altra ancora. Fatto sta che l'Ing. Paolo Martino, responsabile diocesano dei beni artistici e culturali, nonché progettista e direttore dei lavori intimò al povero Mastro di rimuovere quella sconcezza se voleva essere pagato. Cosa che il Mastro fece senz'altro, sapendo chi era il suo autentico superiore e datore di lavoro. Tolta dall'interno la lapide riapparve dopo un certo tempo come affissione abusiva sulla facciata esterna della chiesa, a sinistra dell'altra lapide celebrante l'ingresso trionfale in Seminara di Carlo V:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a destra l'Imperatore ed a sinistra il Santo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;POST SCRIPTUM&lt;br /&gt;(testo non definitivo ed ancora in elaborazione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo post viene da me in data odierna 21 luglio 2006 riletto sotto il profilo giuridico-penale per verificare se sono riuscito – come è sempre mia ferma intenzione – a restare entro i limiti del diritto costituzionale di pensiero e di critica. Così a me pare sia riuscito anche in questo caso, ma per esserne più certo l'intero testo è stato spedito al mio Legale perché ne faccia uno studio approfondito. Il mio ambito professionale è quello della critica scientifica: non sono né un farmacista né un ginecolo né un un ingegnere, un agricoltore e simili. Faccio il mio mestiere nella misura in cui so esercitare una critica scientifica di opere scritte, personaggi storici o letterari, periodi storici, eventi culturale. Il mestiere del ricercatore è poi molto diverso da quello dell'insegnante ripetitore che appunto ripete quanto scritto in manuali, ma non deve innovare. I miei post sono continuamente riletti proprio per verificare che l'argomentazione sia tutta dentro l'ambito  della  &lt;a href="http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm"&gt;costituzione&lt;/a&gt;, che recita all'art. 21: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;, ossia... della suddetta libertà, che per un docente ricercatore è non solo un diritto ma anche un dovere in quanta grava su di lui la responsabilità di educare i giovani a pensare criticamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò posto, procedendo con ordine e chiarezza e con la speranza di poter chiudere definitivamente con l'incredibile personaggio, ora nuovamente "nchianato” (salito, eletto) per disgrazia della Calabria, al seggio provinciale in quella disgratissima terra di Reggio Calabria, ricostruisco i fatti per singoli punti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1°)&lt;br /&gt;2°)&lt;br /&gt;3°)&lt;br /&gt;4°)&lt;br /&gt;5°)&lt;br /&gt;etc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Orbene qualcuno si è sentito toccato dal post ed ha cercato di imbastire losche manovre. Pare che in un luogo lontano della penisola sia circolato un volantino anonimo dai contenuti piuttosto pesanti e primitivi. Chi ne è stato oggetto ha pensato se non di attribuirmene la responsabilità almeno una segreta ispirazione. In pratica, non avendo nulla da poter dire sul posto si tenga di collegarlo a qualcosa d'altro che non nessun genere di relazione con il post: gridando per l'offesa arrecata da un voltantino anonimo apparso in un giorno impossibile in una contrada sperduta si pensa di fare delle due cose un fascio. Un tecnica mistificatoria è la stessa di quella descritta nelle esemplificazioni sopra date, dove si era detto che si trattava di "metodo" e "sistema" di un modo di essere, operare ed apparire.  Ho ricevute telefonate con minaccia e contumelie degne di Dante Alighieri. Ho 90 giorni di tempo per decidere se sporgere querela. L'unico caso in cui ho rifiutato di pubblicare un commento è stato ieri quando ho rivevuto un testo decisamente idiota e sciocco firmato da un "Gruppo di studenti” stranamente informati di cose paesane. Ho subito sospettato che la mano fosse altra e forse ne ho riconosciuto anche lo stile. Trovo particolarmente ignobile e disonesto anche solo suppore che io possa essere in qualsiasi modo responsabile di altri testi che non sia da me espressamente firmati e riconosciuti. Una mente maldisposta può trovare ispirazione in qualsiasi cosa meglio gli aggrada e chi poi ci specula sopra è moralmente inferiore agli avversari che crede di aver riconosciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lettore attento, cricamente e filologicamente avvertito, noterà in un inciso iniziale che faccia assolutamente salva la libertà ed il diritto degli elettori di scegliersi il candidato che meglio credono, sia esso buono o cattivo. La critica dei difetti della democrazia e dei limiti della rappresentanza politica sono da me sviluppati in altro blog, più ricco di post e di frequenze di questo dedicato espressamente alla Calabria. Considero infatti massimo il degrado raggiunto dalla politica proprio in Calabria. Ricevo in Roma il Quotidiano dell Calabria, edizione di Reggio. Mi giunge in ritardo e spesso non avendo poi tempo lo leggo con ancora maggiore ritardo. In questo Blog i post sono per la maggior parte commenti ad articoli de "il Quotidiano", dove ogni tanto appaiono anche miei articoli. Vivendo in Roma non ho altri contatti con il territorio e non posso sapere di ogni minuscola bega di paese che non venga riportata da un quotidiano sia pure locale, dove qui locale è sinonimo di bassa qualità informativa. E' il caso del fantomatico "volantino" di cui fino ad oggi non sapevo assolutamente nulla e con il quale non ho nulla a che fare, ma del quale sospetto tutto il sospettabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando in cifra, perché solo così è possibile parlare, dalla vicenda sulla quale vado riflettendo emerge un primo dato inquietante: in Calabria è proibito pensare! Spero che al lettore intelligente sia subito (segue: devo smettere. Ho altro da fare per questa sera)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(In corso di elaborazione: continua)&lt;br /&gt; frase da inserire.&lt;br /&gt;... ma grandissimo screanzato (si può dire lecitamente) se non sei capace di accettare le mie civili critiche in un paese in cui è criticabile anche il presidente della repubblica, oltre che il capo del governo e tutti i ministri, dico: grandissimo screanzato dalla vanità infinita, prenditela con me, dicendomi tutto quello che la tua &lt;a href="http://www.unlabovalino.org/NEW/New_8_luglio_2005.htm"&gt;bocca letteraria, in terra di invincibile analfabetismo,&lt;/a&gt; sa dire, ma lascia in pace mia madre, morta da due mesi a 94 e sulla cui tomba può essere inciso: MULIER UNIUS VIRI. L'incongruenza logica da me più volte rilevata nel Grande Personaggio è accentuata nella dissociazione della sua argomentazione: il discorso verte su di un punto e lui se ne esce su cose che non hanno la benché minima relazione con l'oggetto della discussione. Credo che esista qualcosa in medicina per descrivere il fenomeno, ma io non sono un medico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-114674307930048443?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/114674307930048443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=114674307930048443' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114674307930048443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114674307930048443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/05/i-santi-della-calabria-santo-gioffr.html' title='I santi della Calabria: Santo Gioffrè!'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-114612684728859731</id><published>2006-04-27T10:30:00.000+02:00</published><updated>2006-04-27T10:45:41.846+02:00</updated><title type='text'>La politica in Calabria: un episodio</title><content type='html'>Nell’estate del 2003 avevo deciso di scendere in campo, cioè di impegnarmi in politica iscrivendomi in un partito. Avevo notato che senza un partito, uno qualsiasi, il cittadino è considerato come uno che sta fuori e non conta nulla, ossia è mero oggetto della politica in quanto gli si estorce il voto. Se invece lo stesso cittadino è tesserato ad un partito, quel voto è ormai impegnato. I rapporti con lui vanno valutati in modo diverso. Può anche essere oggetto di discriminazioni ed angherie. Non giudico giusto ciò, ma è altro discorso che avremo modo di approfondire.&lt;br /&gt;Scelto un partito, o meglio fondato in ambito locale un partito che prima non esisteva, in questo caso Forza Italia, inizio i primi atti di visibilità. Il progetto prevedeva una duplice articolazione: la Sezione costituita da soli tesserati in numero sufficiente per poter avere un raggruppamento zonale. Il Vice-coordinatore provinciale, l’ottimo Orazio Carricola, con il quale avevo agito d’intesa, ricevendo da lui tutte le notizie tecnico-giuridiche per la costituzione della Sezione, avevo raccolto circa 10 tesserati, spendendo il mio nome s soprattutto discutendo molto per illustrare il senso e lo scopo del nostro associarci. Lo scopo era anche quello di costituire un’organizzazione politica dietro il sindaco Antonimo Marafioti, che aveva vinto le elezioni in Seminara con vicende che narrerò in seguito. Le tessere erano rigorosamente pagate da ognuno: per il nostro modo di pensare era una sorta di crimine il fatto di pagare la tessera per qualcuno che semplicemente prestava l’uso del nome. Per noi l’iscritto era ed è un militante, che oltre a pagare la tessere ha soprattutto tempo da dedicare alla politica. Avevamo scelto deliberatamente il numero minimo per avere un’aggregazione territoriale di FI in Seminara, perché a noi non interessava con i nostri voti essere maggiormente determinanti nell’elezione del Coordinatore provinciale. A noi interessava poter andare agli incontri politici e poter parlare a nome di Seminara. Non interessava neppure che nessuno di noi fosse il Capo degli altri. Essendo in numero limitato, tutte le riunioni potevano avere carattere collegiale e vi era soltanto bisogno di volta in volta di un Portavoce. Avevamo escluso in quanto inutile la figura del Delegato, che sarebbe scattata – spiegava Orazio – appena vi fossero state le tessere.&lt;br /&gt;Altro discorso era per il Club, per la cui costituzione lo Statuto prevedeva una diversa disciplina. Qui il nostro interesse era di avere il massimo numero possibile di iscritti. I due organismi, Sezione e Club, avevano funzioni diverse, ma eguale dignità ed importanza. Non potevano entrare in conflitto e soprattutto il Club non dipendeva dalla Sezione e non era destinato ad organizzare partite di pallone o di tresette. Anzi in un certo senso il Club era ed è più importante in quanto ha per scopo precipuo il radicamento territoriale. Purtroppo questa concezione non è quella che aveva all’epoca un Nicolò, che mi parlò di struttura di supporto: a chi? A lui o al suo padrone dell’epoca Pietro Fuda? La funzione della Sezione era quella di muoversi fuori del territorio, magari andando a Roma, ovvero facendo la politica estera fuori dell’ambito territoriale del Club, ma rappresentando il Club e parlando del Club dentro il Partito delle Tessere, molte delle quali finte, come ho potuto apprendere.&lt;br /&gt;Insomma, per farla breve, dopo aver raccolto le tessere necessarie, scrupolosamente pagate da ognuno, sento dire sulla pubblica piazza che il Delegato nominato da Nicolò era un altro, che tutti noi sapevamo impegnato fino a pochi mesi prima a raccogliere voti per un altro partito. Ne avevamo concluso che anche lui facesse parte di quel partito. In un breve e concitato chiarimento il Tizio ci spiegò che esistevavo segreti accordi in luoghi segreti, secondo i quali a Seminara Forza Italia doveva toccare a Lui. Allibito, non giudicai proficuo continuare un chiarimento impossibile per totale divergenza sui principi della politica e della democrazia. Fui successivamente invitato ad una Cena durante la quale mi venne chiesta un’incoronazione dell’Individuo in questione. Mi adirai tanto che non riuscii a dormire tutta la notte. Non solo non avevo il potere e non volevo incoronare nessuno, ma soprattutto mi trovai in imbarazzo nello spiegare l’accaduto a quanti avevano sottoscritto un Tessera dopo lunghe discussioni comuni e propositi di ben fare. Da parte loro, i neotesserati stracciarono subito la tessera e non ne vollero più sapere in buona parte di FI né io volli procedere oltre, accontentandomi di fare politica con la sigla del Club, che non era condizionabile.&lt;br /&gt;Andammo dal Coordinatore Provinciale Nicolò, nominato da Fuda pure Assessore Provinciale. Da Fuda dipendeva in tutto e per tutto. Dopo ripetuti anticamere, il Coordinatore Nicolò diede come spiegazione del suo operato il fatto che la nomina di un Delegato mai riconosciuto dagli iscritti, anzi apertamente sconfessato, fu che ciò gli era stato chiesto da Uno a cui non poteva dire di no. Non ero presente al Colloquio finalmente concesso, ma dietro mia insistenza vi andò il Vicepresidente del Club, il quale congetturò che l’Uno fosse proprio Pietro Fuda, allora padrone di Forza Italia ed ora Transfuga.&lt;br /&gt;Lascio a chi legge di trarre le conclusioni da fatti che ho narrato nei termini narrabili pubblicamente. Se ho detto che la politica in Calabria è un’attività paramafiosa credo di poterlo dire con qualche fondamento. Ho omesso nomi e situazioni, che servono soltanto a produrre reazioni ed ulteriori confusione. A noi interessa trarre la morale dai fatti, non mettere alla gogna gli autori dei fatti, che feci di tutto per portare all’attenzione della Direzione nazionale: letteralmente hanno denegato interesse alla denuncia che venne fatta anche a mezzo stampa. Quelli che seguono sono due articoli apparsi su “ilQuotidiano” di Reggio Calabria. Il secondo ebbe un seguito che varrebbe la pena di raccontare, se non mi fossi già troppo diffuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a)&lt;br /&gt;Per un ritorno della politica.&lt;br /&gt;A SEMINARA UN CLUB DI FORZA ITALIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stato costituito a Seminara il Club di Forza Italia, che ha come suo primo presidente il prof. Antonio Caracciolo, docente di filosofia del diritto nell’Università di Roma “La Sapienza” e studioso di sistemi politici. Ne fanno parte il Sindaco di Seminara Antonio Marafioti, l’Assessore Enzo Buccisano, i Consiglieri Domenico Lionelli e Domenico Ditto. Alle ultime elezioni comunali del maggio 2002 la candidatura di Antonio Marafioti, tesserato di Forza Italia, ha raccolto una consistente maggioranza di consensi, pur operando in una situazione politica assai difficile. Il Club di Forza Italia di Seminara nasce con lo scopo di consolidare la clamorosa vittoria elettorale riformando i modi della politica. Pur manifestando piena solidarietà ai vecchi amministratori ingiustamente imputati e carcerati, il Club non ritiene che il ritorno alla politica possa significare un ripristino delle concezioni e dei metodi esistenti negli anni Ottanta. Nel lavoro di elaborazione per la costituzione di Forza Italia in Seminara si è distinta una duplice struttura che tiene conto della vecchia organizzazione partitica in Sezioni (fatta di tesserati) e della più agile forma del Movimento, che nel Club racchiude Tesserati e semplici elettori di Forza Italia. Il Club è l’organo deputato alla politica cittadina ed è stato legittimato ad operare dalla Sede Nazionale. La Sezione (fatta unicamente di tesserati) è stata pensata per operare fuori del territorio comunale, svolgendo anche un ruolo formativo, critico e costruttivo all’interno del Partito. La vicende elettorali di Palmi, dove per insipienza una schiacciante forza elettorale del Polo delle Libertà ha consegnato alle Sinistre l’amministrazione municipale, testimonia del fatto che deve essere radicalmente ripensato il rapporto di rappresentanza politica. La Sezione di Seminara non ha avuto ancora il suo Congresso per l’elezione della figura del Coordinatore, prevista dallo Statuto nazionale ma di fatto superata in Seminara da una impostazione collegiale. Il Club, che conta al suo interno la maggior parte dei Tesserati, ha iniziato la sua attività con un Ciclo di riunioni che hanno lo scopo di portare a conoscenza degli Iscritti i problemi dell’Amministrazione, avviando così una forma di comunicazione con i cittadini ed un efficace contradditorio con le vecchie aggregazioni partitiche. Nella prima riunione il Sindaco Marafioti, recatosi di recente in Grosseto per ricevere un ambito riconoscimento della spiaggia di Seminara, ha riassunto in una densa relazione un’intero anno di vita amministrativa, sulla quale potremo in seguito riferire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Caracciolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b)&lt;br /&gt;I PARTITI POLITICI ED I LORO MISSI DOMINICI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Segretario Provinciale di FI Dr. Alessandro Nicolò,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mi decido a scriverLe questa lettera pubblica, dopo aver constatato l’impossibilità di comunicare direttamente con Lei a quasi un anno dal mio tesseramento a Forza Italia. Le osservazioni che avrei da farle sono di vario genere, ma mi limito a quelle di carattere dottrinale. La mia decisione di scendere in politica è stata determinata dalla vista del degrado della vita civile e politica dei nostri paesi. Specialmente nei minori centri a me pare di riscontrare una grave debolezza del sistema democratico nel modo in cui tutti i partiti nazionali, nessuno escluso, formano le loro propaggini territoriali. La Costituzione riconosce ai cittadini un diritto/dovere di concorrere alla formazione della politica nazionale iscrivendosi ai partiti, che malgrado i loro gravi difetti restano il canale preferenziale attraverso cui si accede al governo della cosa pubblica. Si osserva, ad esempio, tra i difetti del sistema, come un politico di medio calibro (dalla Provincia in su), non avendo il dono della ubiquità, abbia bisogno di una rete di referenti locali, una sorta di missi dominici, ai quali si offrono maggiori prospettive e dai quali emanano minimi favori o promesse più o meno lecite in cambio del consenso elettorale. Il sistema rasenta i limiti della legalità costituzionale; ognuno sa quanto il fenomeno sia diffuso. A questo modello che può condurre a gravi degenerazioni, ho inteso opporre nel mio lavoro di costruzione di una aggregazione politica di Forza Italia in Seminara un metodo che partendo dal basso ed operando in modo collegiale e trasparente porta al Centro le esigenze autentiche ed i problemi di tutto il territorio. Mentre però con ampio e pubblico dibattito un gruppo di cittadini estranei alla politica dominicale si aggregava tesserandosi per la prima volta in Forza Italia, partito nel quale malgrado tutto si intende rimanere, Ella con nostro sconcerto – senza neppure consultarci o avvisarci – provvedeva a nominare un suo missus, non eletto e da nessuno voluto, assolutamente estraneo alla campagna di tesseramento avviata e conclusa. La forma pubblica di questa lettera non consente di scendere in dettagli ulteriori, incresciosi, ma lei sa perfettamente cosa intendo dire ed a cosa alludo. Termino augurandomi – sulla base di questa esperienza – che il processo organizzativo interno che sta travagliando Forza Italia evolva più verso la forma dei Clubs che meglio garantiscono i cittadini Elettori che non verso il potenziamento delle vecchie Sezioni esposte a rischi di degenerazione burocratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Caracciolo&lt;br /&gt;Presidente del Club di FI di Seminara&lt;br /&gt;(apparso su il Quotidiano del 15.9.2003, pag. 19)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-114612684728859731?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/114612684728859731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=114612684728859731' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114612684728859731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114612684728859731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/04/la-politica-in-calabria-un-episodio.html' title='La politica in Calabria: un episodio'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-114596050711038683</id><published>2006-04-25T11:45:00.000+02:00</published><updated>2006-04-25T12:29:10.093+02:00</updated><title type='text'>La politica in Calabria come attività paramafiosa</title><content type='html'>Leggo da Roma con il consueto ritardo i giornali che mi arrivano dalla Calabria. Per il commento quotidiano l'occhio mi cade su una cronaca da Gioia Tauro, dove sono imminenti le elezioni amministrative e dove ferve l'abituale tran tran paesano per la formazione delle candidature e delle liste. Leggo e riporto il seguente brano di Michele Albanese ne il Quotidiano 20 aprile 2206, p. 29: «…Accade, tanto per fare un esempio, che uomini del centrosinistra scelgano il centrodestra e viceversa…». Da anni è per me un fatto scontato che i termini Destra, Centro, Sinistra non significhino nulla e siano privi di qualsiasi contenuto cencettuale. Esprimono aggregazioni contingenti di uomini e interessi. Ciò è vero in ambito nazionale e lo è ancor più in ambito calabrese, dove esiste il vezzo di un'assurda convegnistica sulla difesa della legalità dando per scontato che di legalità non ve ne sia affatto in Calabria. Una notizia che fa riflettere, anche se data in margine, è apparsa giorni fa, riferita – se non erro – al pastore che ospitava nella sua masseria Bernardo Provenzano. Faceva parte di un'antica associazione, di cui era il vicepresidente, che aveva lo scopo di combattere la mafia. Posso aver sentito male, ma il fatto è emblematico. Del resto, sono testimone oculare per aver visto in prima fila in una manifestazione personaggi che poi sono stati scoperti come autori di quel reato contro il quale si faceva pubblica manifestazione, anche se scarsamente frequentata dai cittadini che sanno più di quel che non dicono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo di ogni tornata elettorale assistiamo al solito balletto della spartizione. E' arduo riconoscere l'interesse pubblico negli sbrodolamenti  dei politici di paese. Chi del resto potrebbe o dovrebbe contestarli? I partiti nazionali sono dei gusci vuoti dove vi si può mettere di tutto. I vertici nazionali danno il marchio in francising: i locali possono fare quel che vogliono. Basta che portino dei voti alle politiche nazionali. La costituzione preveve all'articolo 49 una strutturazione democratica dei partiti, ma non vi sono mai state leggi attuative di quel principio e nessuno si è mai preso la briga di vedere come le cose funzionano. E' un fatto risaputo che il tesseramento viene fatto mandando in giro qualcuno a fare raccolte di firme di ignari che si vedono poi iscritti ad un partito, magari a più di uno. Servono queste firme per i congressi statutari che devono esprimere i segretari o gli effettivi gestori del mercato politico. Sto dando qui una esemplificazione per concludere che in questo modo, deprecabile, tutta l'attività politica finisce per essere un'attività paramafiosa. Anche se non vengono violate specifiche norme penali, esiste una diffusa mentalità nel modo di intendere e praticare la politica che poco si distingue dalla mentalità malavitosa, che ahimé è cultura profondamente radicata in un modo antico di vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a questa realtà non si può non nutrire stanchezza ed insofferenza per tutti i discorsi, meglio sbrodolamenti, dei leaders politici nostrani, ed assumere un  sospetto pregiudiziale su tutte le loro realizzazioni amministrative, con le quali intendono dimostrare di "aver fatto", "aver determinato", "aver influenzato", "aver gestito", ecc. Non voglio essere pessimista per partito preso. La speranza non è mai morta. La mia cura però incomincia con una riforma della politica alla base, presso il cittadino elettore che deve essere educato a sentire come cosa sua l'interesse pubblico e deve rifiutare come perdente la cultura del favore personale e della raccomandazione. Deve smetterla di votare per tribalismo o per dispetto, o per ricambiare un favore dovuto o non dovuto. Deve invece interessarsi ai minuti problemi della sua strada. Deve sentire la crescita civile ed economica del paese come un bene per tutti da cui ognuno può trarre vantaggio. Non deve pensare che il degrado fuori dalla porta di casa è faccenda che non lo riguardi. Insomma, io qui vedo la sola speranza possibile. E non mi stanco di perseguirla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-114596050711038683?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/114596050711038683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=114596050711038683' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114596050711038683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114596050711038683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/04/la-politica-in-calabria-come-attivit.html' title='La politica in Calabria come attività paramafiosa'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-114537229160782749</id><published>2006-04-18T16:11:00.001+02:00</published><updated>2008-03-14T19:30:59.557+01:00</updated><title type='text'>La libidine di potere fra Fedele e Loiero</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricevo in Roma le copie de "il Quotidiano", edizione di Reggio e Provincia, al quale sono abbonato e attraverso cui mi tengo informato sulla cronaca della Provincia. Integro dicendo che non mi limito a quest'unica fonte di informazione. Guai se così fosse.  A Roma il giornale mi giunge con ritardo di giorni e persino di qualche settimana. A questo ritardo si aggiungono i miei impegni, per cui può succedere che in un pomeriggio leggo tutti i giornali di un mese, ritagliando quello che ritengo di dover archiviare e commentando in questo blog quello che suscita in me qualche interesse. Nell'edizione dell'11 aprile l'occhio mi cade su un trafiletto che riporta un giudizio di Luigi Fedele a proposito della «libidine di potere» che dal rappresentante di Forza Italia viene attribuita ad Agazio Loiero, personaggio che non mi è certo vicino e per il quale nutro un'antipatia, che non starei qui certo a dichiarare, se non mi accingessi ad esprimere una critica ad un rappresentante eletto del mio stesso partito. La politica non dovrebbe basarsi su qualificazioni morali incontrollabili, ma dovrebbe essere il più possibile oggettiva, discorsiva, documentata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono iscritto in Forza italia nel 2002, rinnovando puntualmente ogni anno la tessera ed al monento del tesseramento ho chiesto ed ottenuto di poter svolgere la mia militanza in Calabria, a Seminara, un paese di tremila abitanti che forse poteva avere bisogno di quelle mie competenze, di cui a Roma, città con tre milioni di abitanti, non vi era certo necessità. Dal mitico 1968 conservavo un grande disprezzo per la politica, condividendo il pregiudizio popolare che ritiene sia la politica una cosa sporca. Al momento della mia "discesa in campo" Forza Italia in Calabria, o almeno nel reggino, si diceva governata o influenzata da due o tre nomi, di cui uno appunto era quello di Luigi Fedele e l'altro di Pietro Fuda. Bisognava stare dietro l'uno o l'altro capocorrente. Per me è già questo un modo inaccettabile di vedere le cose. L'iscriversi ad un partito è un diritto che la costituzione riconosce ad ogni cittadino, nel momento stesso in cui gli è tassativamente preclusa la via della violenza. La mia generazione è uscita dagli anni di piombo ed ho personalmente sofferto l'uccisione di Aldo Moro, mio insegnante di diritto penale alla Facoltà di Scienze Politiche alla Sapienza di Roma. Purtroppo, il modo di ragionare delle gente è difficile da cambiare.  L'idea che un partito fosse una sorta di proprietà privata di chicchessia era per me grottesca quanto assurda. Bisognava incominciare con il cambiare nei militanti questo modo di pensare. Uno dei personaggi in cui mi è capitato subito di scontrarmi era al seguito di Pietro Fuda, dietro le quinte e di cui oggi sorrido nel vedere la trasmigrazione di campo dopo essermi visto sbarrare la strada per l'ambizioso lavoro politico che volevo fare in Forza Italia. L'episodio è istruttivo anche se di limitato impatto. Lo narrerò nei dettagli in altro post, pubblicando l'articolo che allora scrissi per ilQuotidiano di Reggio. Si voleva imporre dall'esterno ai neo iscritti la figura di un capo spuntato all'improvviso, quando fino a pochi mesi prima stava da un'altra parte. Meri intrallazzi di potere che dovevano passare sulla testa di neoiscritti del tutto ignari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui voglio per ora fare soltanto una rapida osservazione sul trafiletto del Quotidiano. Non mi sono mai imbattuto se non di vista in Luigi Fedele e so che a lui mio cugino Antonio Marafioti, stimato direttore di banca, deve meritatamente la nomina al Consiglio di Amministrazione della Fincalabria di cui si parla anche nel trafiletto, ma su cui nel merito qui non entro minimamente. Grande e sincero è l'affetto che ho per mio cugino e credo di aver contribuito al suo successo elettorale per l'elezione a sindaco di Seminara, sconfiggendo un'amministrazione di sinistra che sembrava saldissima quanto arrogante. Tuttora in controtendenza con il voto regionale in Seminara Forza Italia ha riportato il maggior numero di voti. Intendo dire che mi ritengo autonomo nei giudizi politici e rispetto a mio cugino e rispetto a Luigi Fedele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludendo rapidamente, perchè a quest'ora mi preme fare una passeggiata e su questo post non voglio più ritornare, non ho scrupolo a dire che mi sorprende la sortita di Luigi Fedele, perché sulla base delle notizie (magari infondate!) che di lui mi giungevano, egli quando era in sella alla Regione non appariva meno "libidinoso" di quanto adesso egli taccia Loiero. Forse dobbiamo proprio al suo modo di fare e di apparire se abbiamo perso alla Regione, alle Amministrative, alle Politiche, malgrado lui abbia conseguito il seggio parlamentare (mi dicono). Delle nomine da lui fatte quando aveva alla regione lui il potere mi sono giunte non poche chiacchiere, appunto forse solo chiacchiere, ma la politica in Calabria è tutta una chiacchiera, è solo chiacchiera. In questo clima pasquale, fitto di messaggi evangelici, non si può non ricordare il motto: »chi è senza peccato scagli la prima pietra!« Senza nessun riferimento a persone determinate ho sostenuto in questo blog che tutta la classe politica calabrese, da destra a sinistra e da sinistra a destra con acclarate e abituali trasmigrazioni opportunistiche, è intrinsecamente omogenea. Si tratta di un ceto sociale che esiste per occupare i gangli del potere ed amministrare le risorse, disponendo degli uomini che aspirano alle cariche pubbliche o ai più modesti favori. In questo modo, producendo clientelismo e dipendenza, il ceto politico-amministrativo affligge la Calabria più della stessa ndrangheta. E' un punto di vista generale che ho già illustrato e che non mi stancherò di analizzare e verificare sui casi concreti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Luigi Fedele per la verità so poco o nulla per esperienza diretta dell'uomo: ho di lui soltanto una non buona fama pari a quella che mi giunge di Loiero. Nella Piazza le notizie giungono portate dalla Fama e la politica è la sfera della pubblicità, non il luogo della privatezza. Stando alle immagini pubbliche create dalla Fama la taccia di "libidinoso" da Fedele data a Loiero temo che gli possa venir ritorta. Ripeto: la politica non dovrebbe svolgersi su fatti umorali o su giudizi moralistici. Non avrei voluto fare questo commento, ma la responsabilità ricade sullo stesso Fedele per aver rilasciato dichiarazioni (p. 11) che non innalzano il livello della politica. La mia permanenza in Forza italia non è finalizzata alla "nchianata" da qualche parte, e tantomeno al servizio di un capocorrente,  ma è volta al radicamento territoriale, offrendo ai cittadini calabresi un modo di far politica secondo quanto previsto dall'art. 49 della costituzione vigente, rimasto lettera morta in tutti i partiti e particolarmente in Calabria. Per questo bisogna dimostrarsi capaci di criticare anche appartenenti al proprio stesso partito, che dovrebbe essere non un luogo di pregiudiziale condivisione di qualsiasi posizione un commilitone assuma o di una sua qualsiasi affermazione pubblica, ma luogo di dibattito interno anche alla luce dei riflettori.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-114537229160782749?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/114537229160782749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=114537229160782749' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114537229160782749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114537229160782749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/04/la-libidine-di-potere-fra-fedele-e.html' title='La libidine di potere fra Fedele e Loiero'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-114289013423064126</id><published>2006-03-20T22:23:00.000+01:00</published><updated>2006-04-18T14:27:15.783+02:00</updated><title type='text'>Il trasformismo calabrese</title><content type='html'>Non ho maggiori dettagli sulle dichiarazioni di Fini a proposito del trasformismo in Calabria, ma non posso non pensare che abbia ragione. Credo che il campione di questo trasformismo sia Pietro Fuda. Le dichiarazioni di Loiero mi sembrano degli equilibrismi che non possono essere presi in seria considerazione da nessuno. Finché in Calabria ci sarà la piaga del clientelismo e del voto di scambio - fenomeno credo più diffuso che altrove – il trasformismo non solo continuerà a fiorire, ma non vi sarà nessun senso del pudore che possa arginarlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-114289013423064126?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.agi.it/news.pl?doc=200603201938-1116-RT1-CRO-0-NF81&amp;page=0&amp;id=agionline.italyonline' title='Il trasformismo calabrese'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/114289013423064126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=114289013423064126' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114289013423064126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114289013423064126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/03/il-trasformismo-calabrese.html' title='Il trasformismo calabrese'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-114262027196070132</id><published>2006-03-17T19:30:00.000+01:00</published><updated>2006-03-20T22:23:05.820+01:00</updated><title type='text'>La candidatura della vedova Fortugno</title><content type='html'>Non so nulla della vedova Fortugno e non ho nulla di personale contro di lei, ma colgo occasione dalla notizia della sua candidatura per esprimere la mia opinione su un costume politico che trovo incomprensibile prima ancora che censurabile. Non ho un censimento degli eventi simili ma ricordo a mente i casi della moglie di Tarantelli, di D'Antona, di Dalla Chiesa e altri. Sembra che il seggio parlamentare con gli indubbi benefici che comporta sia una specie di regalia a conforto per la grave perdita del congiunto, non già un pesante onere. Un deputato dovrebbe avere innanzitutto delle capacità specifiche per poter adempiere al mandato parlamentare. Pare del tutto evidente la connessione: fatto luttuoso, pubblicità seguita all'evento, sfruttamento della pubblicità per la candidatura. Se poi il candidato così eletto non si dimostrerà all'altezza del compito, si considera ciò evidentemente cosa di nessuna importanza. In parlamento si dovrebbero fare le leggi che disciplinano la nostra vita. Ci si aspetta che chi vota una legge, sappia almeno di cosa si tratta e cosa egli andrà a votare. Bah! Lascio a chi legge il seguito della riflessione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-114262027196070132?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/114262027196070132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=114262027196070132' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114262027196070132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114262027196070132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/03/la-candidatura-della-vedova-fortugno.html' title='La candidatura della vedova Fortugno'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-114224268014335929</id><published>2006-03-13T10:19:00.001+01:00</published><updated>2006-03-13T11:25:45.706+01:00</updated><title type='text'>Filo diretto con Loiero a Radio Radicale</title><content type='html'>Sto ascoltando in tempo reale il filo diretto di Agazio Loiero a Radio Radicale. "Mi hanno espulso". Io avevo fondato la Margherita in Calabria. La Calabria è terra periferica difficile da governare. "I borboni qui venivano solo a caccia". Sta facendo un po' di storia dei partiti all'epoca della Democrazia Cristiana. Parla di espulsioni del passato: non ve n'erano. "Un processo ai danni miei e degli amici". Rosi Bindi: su Loiero avevamo investito molto. Si è preoccupato dei posti. Loiero: il mio è un gesto politico. Questa legge è immonda, ma i partiti del centro-sinistra si sono subito adattati. Questa legge serve per assicurare a Berlusconi un parlamento fedele. Io volevo contribuire a creare liste competitive, ma da Roma mi hanno detto che non dovevo mettere becco. Sono stato messo alla porta. Forza Italia è guidata da Stanca, Miccichè: sono venuti dei luogotenenti. La gente si ribella. Questa è la campagna elettorale peggiore che il paese abbia avuta. Questa legge non ci sarebbe stata, se il centro sinistra non la avesse voluta. Il parlamentare non rappresenterà più "genericamente" la nazione, ma il capo che l'ha voluto. I parlamentari non vengono più eletti ma nominati, non dai segretari di partito, ma da una ristretta burocrazia di partito. Più grigi sono i candidati più grande è il potere di chi li ha nominati. Sullo scontro Annunziata/Berlusconi: hanno ragione entrambi. Berlusconi ha il vizio del monologo. L'Annunziata voleva giustamente fare lei le domande, ma le interruzioni continue dell'Annunziata erano indisponenti. L'Annunziata cercava l'incidente, che poi vi è stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizia il filo diretto, ma io non riesco a prendere la linea. Sulla ndrangheta: ci siamo costituiti parte civile (come a Seminara, che deve risarcire i danni! - Commento mio). Se riesco a fargli una domanda, sarà questa: "caro Presidente, non crede che la disgrazia maggiore della Calabria sia non la ndrangheta, ma la sua classe politica, che continua ad affligere la nostra regione da secoli, tanto da indurre i borboni a venirci solo a caccia in Calabria". Le altre domande sono "nazionali", non riguardano specificamente la Calabria e Loiero non ha particolare competenza nelle risposte che può dare. L'unica domanda finora, abbastanza generica, sulla Calabria è stata sulla ndrangheta. La risposta è indiretta su un'altra domanda: "mi dispiace che vi sia una così cattiva opinione sulla classe politica calabrese. E' migliorata, dall'una e dall'altra parte". L'ultima domanda di un ascoltatore calabrese emigrato che ritorna sul tema e insiste è la seguente: "la classe politica calabrese è sempre la stessa! sempre la stessa!" E Loiero: "mi dispiace che tu la pensi così". Non ho potuto fare la domanda che avevo in mente, ma ci ha pensato qualcun altro a farla. Ciò mi convince della sua oggettività e nessuno può accusarmi di una faziosità preconcetta all'Annunziata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-114224268014335929?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/114224268014335929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=114224268014335929' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114224268014335929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114224268014335929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/03/filo-diretto-con-loiero-radio-radicale_13.html' title='Filo diretto con Loiero a Radio Radicale'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-114217030428600363</id><published>2006-03-12T14:24:00.000+01:00</published><updated>2006-03-12T15:45:30.573+01:00</updated><title type='text'>Loiero: "Non sono un pazzo"</title><content type='html'>Lo squallore della vita politica calabrese riappare il giorno dopo la celebrazione dei fasti della vittoria, o di ciò che appariva tale. E' successo per Pietro Fuda eletto come capo di una coalizione di centro-destra, poi passato alla Sinistra con tanto di ben servito agli incauti elettori. Succede per Agazio Loiero, che si trova in piena rotta con quelle forze politiche che ne hanno assicurato la "vittoria" alle regionali. Il tutto si gioca per il "posto", ossia il "seggio", la "prebenda" in questa o quella istituzione, naturalmente per una marcata preferenza verso le più lucrose. Per cui se si è sindaci di un paese scalcinato e capita di poter arraffare uno scranno di grado superiore si abbandona subito il meno lucroso per il più lucroso. Teoricamente, la durata di un mandato è un contratto stipulato con gli elettori per realizzare un programma politico. In genere, si dice che il tempo non è stato sufficiente per realizzare quanto promesso e si chiede una proroga, cioè un nuovo mandato. Diventa difficile spiegare in termini eticamente accettabili il passaggio a superiori mansioni, se subito dopo aver ottenuto un seggio regionale si opta per uno parlamentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine consenso che Loiero usa per spiegare la sua mossa nello scacchiere calabro è quanto mai improprio ed eufemistico. La Calabria non è terra di consenso. Il consenso è possibile in gente libera dal bisogno e da ogni altro genere di condizionamenti. La Calabria è il paese delle clientele e delle raccomandazioni. Se qualcuno si presenta agli elettori e dice loro che non promette nessun favore personale, ma solo un impegno per il bene comune, questi non viene per nulla compreso ed è fortunato se non gli si ride in faccia. Chi si è procurato una clientela, chiama ciò consenso e legame con il territorio. Io non starei a piangere troppo se una riforma avventurosa e contingente del sistema elettorale è andata a frustare un certo modo di esercitare il potere e la propria capacità di influenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella crisi che ha colpito negli ultimi decenni il sistema dei partiti si è creato un sorta di notabilato che avrebbe dovuto surrogare agli stessi partiti. Temo che non sia stato un progresso, specialmente in Calabria. Il notabile è ancor più sprovvisto di programmi. I suoi interessi sono in gran parte personali. I vari personaggi che hanno calcato la scena si sono cullati nell'idea di essere "potenti", di avere in tasca un certo numero di voti con cui poter fare la voce grossa, battere i pugni sul tavolo e pretendere. Sono uomini che non amano discutere e confrontarsi. Vogliono essere obbediti e riveriti. Di fronte ad un'oppressione diffusa vale la massima: meglio essere oppressi da uno solo, anziché da cento o mille. Sono queste considerazioni certamente astratte, che non possono essere rese concrete con esplicitazione di nomi e cognomi, ma servono per porre un'ulteriore e conclusiva riflessione. Quasi per caso è ritornato ad essere predominante il ruolo dei partiti. Si tratta ora di vedere come si trasformeranno i partiti stessi. Per adesso, le candidature sono state decise a quattr'occhi fra poche persone i cui criteri sfuggono ai più. Se però si attuasse pienamente il dettato costituzionale che all'art. 49 prevede un'organizzazione democratica dei partiti, allora potremmo trovarci davanti ad un'insperata possibilità di offrire ai cittadini un'efficace partecipazione alla vita politica. Al momenti gli elettori contano qualcosa solo il giorno in cui vanno all'urna, ma subito prima e subito dopo non contano NULLA.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-114217030428600363?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/114217030428600363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=114217030428600363' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114217030428600363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114217030428600363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/03/loiero-non-sono-un-pazzo.html' title='Loiero: &quot;Non sono un pazzo&quot;'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-114199218363930316</id><published>2006-03-10T12:59:00.000+01:00</published><updated>2006-03-12T14:58:22.600+01:00</updated><title type='text'>Lista calabrese: la frittata è servita!</title><content type='html'>Leggo oggi l'elenco dei seicento candidati che in tutto si contendono l'ambita prebenda parlamentare. Ho provato a segnare con un evidenziatore in giallo i nomi di persone che almeno visivamente mi sono noti, dico: visivamente anche soltanto per averne vista la faccia in televisione o su un manifesto. Non dico: conoscenza personale, tale da potermene formare un giudizio. Ne esce fuori il numero 28, di cui oltre la metà di persone che con la Calabria certamente non hanno nessun rapporto. Lo scontento che l'aggiudicazione dei seggi ha lasciato è diffuso in tutti gli schieramenti partitici. Si sente dire che ad impegnarsi dovranno essere solo quelli che si sa già verranno eletti. Chi è stato messo all'ultimo posto della lista non avrà nessun interesse a mobilitare il suo elettorato, o le sue clientele, per favorire un altro, sia pure dello stesso partito. In politica, ovvero in questa politica degradata che sempre più degrada, nessuno fa nulla per nulla. Gli ideologismi sono ormai così rozzi che non mette conto neppure parlarne, attribuendo loro un minimo contenuto di senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In altri momenti il grado estremo di degrado suscitava qualche reazione salutare. Il corpo politico è oggi inerte. Ma questa inerzia deve spiegarsi in parte con il fatto che il vecchio non era di gran che migliore del nuovo. Il sistema delle preferenze non significava di per sé un maggiore grado di democraticità, un legame con il territorio – come eufemisticamente si dice –, ma nascondeva un altro male: la corruzione e il voto di scambio. Se anche ti ho dato cento euro che altrimenti non avresti visto se io non avessi speso a tuo favore la mia posizione istituzionale, mi dovrai gratitudine eterna insieme con tutta la tua famiglia. La carica viene spesa non per l'esercizio oggettivo di una funzione pubblica in vista ed in ragione dell'interesse pubblico, ma per creare consenso in vista di una riconferma o per più ambiti traguardi. La pasta umana, la sostanza morale, del candidato tipo non è superiore alle qualità morali e civili dell'elettore. Anzi, fra candidato ed elettore si crea un rapporto perverso e diabolico che spinge sempre più in basso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Può darsi che l'ultima legge elettorale, che credo abbia valore contingente e transeunte, faccia scoppiare un bubbone che infetta fin dalle sue origini tutto il sistema politico: la selezione e formazione del ceto politico che ci governa. A livello regionale io vado sostenendo una tesi paradossale: la disgrazia della Calabria non è la ndrangheta, ma il suo ceto politico ed amministrativo. La criminalità sarebbe un mero problema tecnico di ordine pubblico, se la classe politica ed amministrativa fosse all'altezza del suo compito ed avesse per suo reale obiettivo l'interesse pubblico. Così non mi pare proprio che sia e sarei lieto di venir contraddetto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-114199218363930316?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/114199218363930316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=114199218363930316' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114199218363930316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114199218363930316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/03/lista-calabrese-la-frittata-servita.html' title='Lista calabrese: la frittata è servita!'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-114184355381553126</id><published>2006-03-08T19:08:00.000+01:00</published><updated>2006-03-08T20:04:30.176+01:00</updated><title type='text'>Dissensi in Forza Italia</title><content type='html'>La notizia è vecchia, ma io la leggo solo adesso. Non ho un commento da fare né una posizione da prendere. Voglio però registrarne il dato per un utilizzo futuro. Leggo con data 13 novembre 2005 di una forte presa di posizione di Sergio Bartoletti, coordinatore di FI in Cosenza, che ha attaccato duramente il coordinatore regionale Giancarlo Pittelli, che a suo avviso non sarebbe più rappresentativo degli azzurri calabresi. La forma dell'attacco è quella di una lettera al coordinatore nazionale Sandro Bondi, lettera che evidentemente è stata resa pubblica, se ho potuto leggerne la notizia sui giornali, dove pure leggo la replica di Pittelli: «Non mi interessa nulla di quello che ha scritto Bartoletti. Sono solo un cumulo di falsità alle quali non voglio assolutamente rispondere. Il tempo darà ragione sulla bontà del mio operato». Bartoletti vuole esprimere un comune malcontento per quanti in FI si sentono eslcusi dalle decisioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla lettera di Bartoletti a Bondi, pubblicara su "Il Quotidiano" del 13.11.2005: «Appare chiaro come il coordinatore non conosca "politicamente" la realtà territoriale del comprensorio cosentino. I suoi interventi hanno suscitato sconcerto e confusione tra tanti militanti e dirigenti del movimento. Non c'è ostilità personale e/o strumentale per fini non confessabili. Chi scrive, in questo decennio, ha svolto la propria militanza con umiltà senza inseguire cariche e prebende di cui hanno, invece, beneficiato tanti inetti improduttivi che hanno arrecato solo danni al movimento. Senza tentennamenti la mia responsabilità mi impone di rappresentare il disagio che ho ascoltato con chiarezza da tutti i consiglieri comunali di Cosenza, dai tanti consiglieri delle altre città della provincia: Rende, Rossano, Corigliano, Castrovillari. Ed ancora da tutti i consigleri provinciali, dai responsabili provinciali dei giovani, dai senior, da azzurro donna, dai club. Non ci sentiamo adeguatamente rappresentati dal coordinatore regionale. Nella fase politica che si apre, così impegnativa e delicata, chiediamo sommessamente, ma con determinazione, di essere coinvolti attivamente, da protagonisti della nostra storia politica, e non da esecutori meccanici di decisioni prese al di fuori da ogni nostra valutazione. Chiediamo un confronto sincero, profondo e soprattutto urgente, necessario per restituire slancio e motivazioni a chi ha sempre lavorato in silenzio ed oggi si vede, ancora una volta, considerato come gli ascari della campagna d'Africa».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripeto: non commento e non prendo posizione sul merito. Non so neppure se vi siano stati sviluppi. Quello che posso dire è di aver tentato anche io di portare all'attenzione della Direzione nazionale un "disgusto" che mi è occorso, appena entrato in Forza Italia. Militando in Calabria, ma essendo residente in Roma, ho creduto di poter essere avvantaggiato nel recarmi direttamente in via dell'Umiltà. Ho tentato contatti diretti con Bondi e Cicchitto. Non ho superato lo sbarramento delle segreterie ed alla fine mi sono stancato e rassegnato. Anche io ho sentito molte lamentele alla base nei confronti dei vertici, che non ascoltano. Mi è parso di capire che questa sia una strategia: vedetevela fra di voi. A noi non interessa dare ragione all'uno o all'altro. Chi azzanna di più  vince ed ha ragione. Discorso complesso che avrò modo di riprendere con le riflessioni del caso. Intanto, molti se ne sono andati. Io sono rimasto sulla base di una mia teoria.&lt;br /&gt;Per riguarda Pittelli, per dire il vero, devo ammettere che almeno sono riuscito a contattarlo. Poi non ho più avuto io il tempo di strargli dietro. Con Caligiuri non mi era mai neppure riuscito di parlare. Il problema della democrazia interna nei partiti è un problema molto serio che dovrebbe essere affrontato con un'apposita disciplina sancita con legge.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-114184355381553126?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/114184355381553126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=114184355381553126' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114184355381553126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114184355381553126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/03/dissensi-in-forza-italia.html' title='Dissensi in Forza Italia'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-114156011530688609</id><published>2006-03-05T13:00:00.000+01:00</published><updated>2006-09-09T16:08:54.703+02:00</updated><title type='text'>Seminara: cultura della legalità e strategia della delegittimazione</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/1600/Sala_vuota.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7413/1958/200/Sala_vuota.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Come al solito, il Consiglio comunale di Seminara si è riunito, in data 4 marzo 2006, a composizione ridotta ed in seconda convocazione per la cronica assenza di tutta l’opposizione di sinistra che da anni tenta anche in questo modo – in combutta con la fronda interna alla maggioranza stessa – di far cadere l’Amministrazione del Sindaco Antonio Marafioti (Forza Italia). Si strombazza molto di cultura della legalità e di senso delle istituzioni, si promuovono innumerevoli festival della chiacchera sul tema,  ma poi si viene meno ai più elementari adempimenti, fra cui quello dell’opposizione costituzionale e della maggioranza di governo, che secondo il modello classico della democrazia liberale potrebbero essere divisi su tutto ma in ogni caso uniti nell’idea del bene pubblico. Il caso di Seminara merita una riflessione a sé per la tipicità della sua vita politica. Spesso in un piccolo laboratorio possono evidenziarsi fenomeni che valgono per realtà molte più ampie. In questo senso può essere istruttivo lo studio di ciò che accade in un paese di tremila abitanti con una storia peculiare. Vale la pena di fare un poco di storia paesana, immaginando di rivolgersi ad un internauta che dall’altra parte del mondo capiti in questa pagina di internet e voglia farsi un’idea sommaria di come si vive e si pensa in questa parte del mondo che si chiama Seminara e si trova in provincia di Reggio Calabria. Chi vive nelle metropoli-formicaio è in genere ben disposto a riconoscere una migliore qualità della vita a quanti vivono in centri urbani a dimensione umana. Questo clichè non vale però per Seminara ed altri centri dell’interno, che si contendono il primato negativo del peggio. Non si spiegherebbe altrimenti lo spopolamento e l’emigrazione non verso Roma, Firenze, Torino, Milano, ma verso la vicina Palmi, che incomincia a soffrire problemi di congestione, perdendo le caratteristiche ed i vantaggi del piccolo centro. Il caso è tutto da studiare, ma l’informazione di cui si ha bisogno è carente, nascosta o mistificata. La prima difficoltà è quella di riuscire ad ottenere dati certi ed oggettivi. Una soluzione potrebbe essere quella di mettere in rete le informazioni pubbliche disponibili, ma le amministrazioni che si succedono sembrano essere tutte d’accordo su un punto: nascondere gli uni ciò che gli altri hanno fatto e tenere tutto segreto, o ancor peggio falsificare e mistificare, ovvero stravolgere i dati oggettivi per scopi di lotta politica paesana. Un esempio: ma quanto è costato Ponzio Pilato, o lo zampillo della piazza di Seminara?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli anni cinquanta Seminara aveva una popolazione che si aggirava sui settemila abitanti. Oggi si è ridotta a circa la metà con uno squilibrio a favore della frazione di Barritteri, che conosce un qualche segno di vitalità rispetto ad un declino demografico del centro cittadino e dell’altra frazione dello stesso paese, Sant’Anna, un tempo piena di gente. Risalendo ancora indietro nella storia, la vicina Palmi, oggi la più popolosa cittadina della Piana, costituiva uno dei cinque Casali di Seminara. Si è andata sviluppando dal Seicento in poi, a danno e discapito della “madrepatria”, fino ad arrivare ad una completa separazione sul piano amministrativo e storico-cittadino. La rivalità campanilistica non è mai cessata del tutto e si riflette sul piano storiografico. Questa digressione ha qui solo lo scopo di evidenziare un processo di decadenza secolare, il cui trend negativo nella seconda metà del XX secolo non è mai stato invertito e cambiato di segno da nessuna delle amministrazioni che si sono succedute, pur nel variare delle sigle e dei colori politici. In effetti, le sigle nazionali dei partiti sono nei nostri paesi di Calabria dei gusci vuoti dove si può mettere di tutto e nascondere ogni cosa.&lt;br /&gt;Forse il punto più basso della storia politica ed amministrativa del dopoguerra in Seminara lo si è toccato nel 1990, quando l’amministrazione dell’allora sindaco Buggè fu sciolta per presunti inquinamenti mafiosi, che si rivelarono poi inesistenti e furono seguiti da assoluzione con formula piena di tutti gli imputati. Il Comune si trovò gravato daa un pesante risarcimento danni morali per essersi costituito parte civile contro gli imputati. Seminara ha il poco invidiabile primato di aver anticipato il fenomeno nazionale di Mani Pulite, che infine si è rivelato non un lodevole sussulto di reazione morale ad un diffuso malcostume e ad una sfacciata corruzione, ma un modo per eliminare con mezzi giudiziari i propri avversari politici. A Seminara, dopo lo scioglimento del Comune e gli anni di gestione commissariale, la vita democratica non si è mai più ricostituita, se vi è mai stata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, in un autentico regime di terrore, dopo lo scioglimento comunale, non vi fu nessuno che osasse presentare una lista per fronteggiare il raggruppamento politico, beneficato dallo scioglimento e rimasto unico ed incontrastato maneggiatore della cosa pubblica. Si creò una lista “fantoccio” per rendere possibili le elezioni, che avevano bisogno di almeno due contendenti alle urne: ve ne era uno solo. L’altro lo si creò in poche ore dal proprio interno. Così fu per cinque anni di vita amministrativa. Gli atti di governo cittadino di quegli anni non sono mai stati sottoposti al vaglio critico di un’opposizione e non si sa cosa gli amministratori dell’epoca abbiano fatto. Lo spazio per l’immaginazione è assoluto e trova un limite nell’oggettiva povertà di uno dei più disastrati paesi della Calabria, anche se al peggio non vi è mai limite. Con il secondo quinquennio non vi è stato bisogno di un’altra lista fantoccio perché si formò spontaneamente un raggruppamento contrapposto all’amministrazione di sinistra. Una lista di centrodestra capeggiata dal medico Pietro Garzo non diede per la verità segno di grande attività e lo scarto di voti con cui perse le elezioni fu assai ampio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un solo esempio, scoperto per caso da chi scrive valga per tutti. A cavallo del secondo millennio dell’era cristiana vi fu un profluvio di pubblico danaro per il giubileo del 2000. Soldi arrivarono anche a Seminara. Con 500 milioni di vecchie lire – se siamo bene informati – fu realizzato un edificio parrocchiale, o meglio fu demolita e ricostruita un’ala del Santuario della “Madonna dei poveri”. Restava una tranche di altri 100 milioni che nel bilancio comunale appariva come “finalità attinenti al Giubileo”. Fu un’autentica impresa ottenere le determine che davano i dettagli delle spese, opinabili quanto mai ed a stento inquadrabili con fatti attinenti al Giubileo. Il rammarico più grande per chi (un privato cittadino) scoprì e denunciò il fatto fu che andò sprecata per sempre l’occasione per ricostruire l’antica chiesetta dei Cappuccini, che fu bruciata nel 1975, da ignoti, con una firma: “più case meno chiese”. La chiesetta dei Cappuccini era sopravvissuta a ben due terremoti: quello del 1783 e l’altro del 1908. Fu distrutta dall’incuria ecclesiastica che non curò mai le necessarie riparazioni e dal clima politico degli anni 70 che diede il colpo di grazia con un incendio doloso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’amministrazione di sinistra scoprì più tardi la cultura (o meglio la relativa voce di bilancio) come “affare”, realizzando e finanziando esilaranti invenzioni storiche, culminate (trecento milioni vecchie lire), facendo nascere in Seminara un mediocre personaggio del primo rinascimento italiano e mitizzando la nascita in Seminara di un importante personaggio, Barlaam, di cui si sa poco o niente del suo periodo in Seminara. Ma sulla cultura, come speranza di rinascita, fu in effetti molto investito, anche se con dubbi metodi e risultati. Resta il fatto inspiegabile (o spiegabile per i malpensanti) che è stato eluso il primo intervento logico ed ammissibile, la chiesetta dei Cappuccini, che significava l’unico elemento di continuità fra la Seminara ante e post terremoto 1783. Oltre che per l’amore viscerale e incontrastabile per una cultura tutta fantastica ed immaginifica, l’Amministrazione di Sinistra si era caratterizzata per una cultura della legalità, con fiaccolate notturne ed impatti mediatici utili per le campagne elettorali di ambiziosi amministratori, che puntavano ben più in alto che ad uno scranno in Seminara. Anche qui non mancarono segni di vistosa contraddizione che finivano per danneggiare irrimediabilmente l’immagine del paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’insofferenza che nel frattempo andava crescendo verso l’amministrazione uscita dallo sconquasso dello scioglimento comunale del 1990 portò infine ad una coalizione di insofferenti, il cui unico legame era l’insofferenza verso l’Amministrazione uscente, ma non un programma politico. I segni di scollamento, le rivalità interne, gli sgambetti, le strizzate d’occhio con l’opposizione, i presenzialismi e tutte le miserie dell’umana vanità resero la vita difficile al sindaco eletto Antonio Marafioti, un galantuomo prestato alla politica, che da esperto direttore di banca per prima cosa mise ordine alle finanze, pagando debiti e dissesti fatti dai suoi predecessori. Senza un apparato o una squadra che ne curasse l’immagine la popolarità di un sindaco sul quale si erano appuntate molte speranze è andata via via scemando. Dai più fedeli sostenitori del Sindaco Marafioti gli viene rimproverato di non aver reso subito noti, fin dal suo insediamento, lo stato dei conti comunali lasciato dai predecessori, il cui rendiconto dal punto di vista sostanziale è sintetizzabile nella formula: debiti certi come la morte, crediti quanto mai incerti ed inesigibili. Dal confronto fra le due voci scaturiva un improbabile attivo di bilancio, di cui si gloriava l’amministrazione uscente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di recente vi è stata un’affissione di manifesti, un botta e risposta, dove l’opposizione che  da anni diserta sistematicamente il consiglio comunale rinfaccia al sindaco di aver poco o nulla fatto. Pronta la replica del sindaco che espone l’elenco dei debiti pagati e le cose che malgrado le difficoltà è riuscito a mettere in cantiere: lavori di sistemazione di una strada interpoderale in contrada Salarena; lavori di completamento del campo calcetto di Barritteri; lavori della strada interpoderali madonnella-persicara-terramala; lavori di sistemazione e completamento dei locali della ex-pretura, il cui progetto iniziale risale all’amministrazione Buggé, passa come maggiore realizzazione dell’amministrazione di sinistra, che però non ne ha completato i lavori e che ha preferito spendere somme spropositate per lo zampillo della vasca, quando potevano con la stessa cifra venir completato nella ex-Pretura l’ampio locale sotterraneo dove poteva trovare definitiva sistemazione l’Archivio Storico Comunale, più volte saccheggiato, depauperato, danneggiato dall’incuria di tutti gli Amministratori del dopoguerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il consiglio comunale odierno aveva come ordine del giorno la costituzione di una società mista per la riscossione dei tributi, di cui fanno parte i comuni di Gioia Tauro, Seminara, Taurianova. Malgrado gli agguati di opposizione e fronda interna, è probabile che il sindaco Marafioti giunga alla sua scadenza naturale. L’esperienza fatta non può dirsi ad oggi esaltante. Il Sindaco uscente non pensa ad una sua rielezione, ma ciò che è in ballo non è la sua persona. I problemi maggiori sono di carattere strutturale e riguardano gli indici economici, i parametri sociali, lo spirito pubblico, la criminalità che negli ultimi mesi ha scoperto un nuovo filone: lo svaligiamento delle numerose case vuote di quanti in estate ancora tornano al paese natale, portando una ventata d’aria nuova. Seminara è un paese della Calabria estrema, di cui porta tutte le stimmate. Un elemento di continuità fra lo scioglimento comunale del 1990 e l’odierna e sistematica desertificazione del Consiglio Comunale è da ravvisare in una identica ed immutata strategia della delegittimazione di un sindaco e di un’amministrazione, democraticamente eletta e dalla quale i cittadini molto si aspettano. Le responsabilità del chiaro disegno destabilizzante, nocivo per il paese, vertono ad onor del vero non tanto in un ceto politico di origini non democratiche (ex-comunisti rinominati) quanto in una compagine di maggioranza che non ha saputo trasformarsi da cartello elettorale (“partito dell’insofferenza”) in maggioranza politica, capace di studiare ed impostare programmi politici di ampio respiro e risanamento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-114156011530688609?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/114156011530688609/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=114156011530688609' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114156011530688609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/114156011530688609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/03/seminara-cultura-della-legalit-e.html' title='Seminara: cultura della legalità e strategia della delegittimazione'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-113986047025457272</id><published>2006-02-13T20:33:00.000+01:00</published><updated>2006-02-13T23:41:29.933+01:00</updated><title type='text'>Furti e devastazioni nelle case disabitate di Seminara</title><content type='html'>L'importanza dei luoghi e delle persone si misurano dalla loro capacità di fare notizia. E' anche vero che le notizie sono spesso strumentali e vengono gonfiate o alterate da chi può avere interesse a farlo. Ma esistono delle oggettività che sarebbe colpevole ignorare o ridimensionare. Quanto succede in Seminara, e forse non solo in Seminara, dà la misura delle nuove frontiere della criminalità. La Calabria è da sempre terra di emigrazione, ossia molti abbandonano la terra dei padri non per turismo o desiderio del nuovo, ma spinti da disoccupazione e necessità di trovare altrove di che vivere. Molti lasciano il cuore nel borgo natio e tornano appena possono. Sia che si tratti di visitare i propri morti o i parenti, molti tornano per un certo periodo dell'anno. Ritornano spesso alle proprie case lasciate vuote e disabitate. Vi accudiscono amorosamente non lasciandole andare in malora e facendo i necessari restauri. Se appena gli antichi emigrati hanno qualche risparmio, sono ben lieti di riparare e abbellire la casa degli affetti e dell'infanzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pare quanto mai mai ignobile l'attentato che ha colpito quasi tutte le case vuote di Seminara, tutte in un breve arco di tempo.  I  ladri e gli scassinatori, approfittando dell'assenza dei proprietari, sono penetrati nelle case degli emigrati non già per rubare ricchezze strabilianti che non vi sono e che nessuno lascerebbe incustodite, ma addirittura per trafugare poveri mobili. In un caso gli infami non si sono accontetati di prendere quanto hanno voluto, ma vi hanno appiccato pure il fuoco! Appena dopo aver restaurato la mia casa cadente, la più antica del paese, avevo pensato di potervi infine mettere qualche discreto mobilio, per non sfigurare troppo con i parenti e gli amici che venivano a trovarmi. Me ne hanno oggi dissuaso gli ignobili e schifosi ladri che vogliono educarmi ad un sano stile spartano: sedie di paglia o quanto possa essere ritenuto tanto misero da non meritare neppure di essere rubato. Lo sdegno è tanto e le parole sono difficili da trovare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fronte di ciò un onesto cittadino spera di poter essere protetto dalle forze dell'ordine, ma scopre di non potervi fare affidamento. I reati restano quasi sempre impuniti e molti non sporgono neppure denuncia. Io ho sempre denunciato i reati di cui sono stato vittima, ma non ho mai potuto vedere i delinquenti scoperti e puniti. Nel sud, e a Seminara in particolare, la mancanza di protezione e di sicurezza sembra toccare punte più alte che altrove. Temo purtroppo che le numerose profanazioni delle abitazioni, che finora erano state lasciate in pace, aumenti la disaffezione e l'abbandono di un paese destinato a scomparire dalla carta geografica. Non rinuncio tuttavia alla speranza e con essa alla forza di agire e reagire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-113986047025457272?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/113986047025457272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=113986047025457272' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/113986047025457272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/113986047025457272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/02/furti-e-devastazioni-nelle-case.html' title='Furti e devastazioni nelle case disabitate di Seminara'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-113908057632124513</id><published>2006-02-04T20:15:00.000+01:00</published><updated>2006-02-04T23:20:46.700+01:00</updated><title type='text'>La costituzione difesa da Francesco Martorelli</title><content type='html'>Nell'ultimo "Incontro al Chiostro" della Facoltà di Ingegneria in Roma, a quattro passi dal Colosseo, ho chiesto ai colleghi della Sapienza ivi riuniti se essendo vissuto per i quattro quinti della mia esistenza in Roma potevo dirmi romano o ero rimasto solo un immigrato calabrese. Il quesito si poneva perché oggetto dell'Incontro era una relazione seguita da discussione sugli intricati problemi urbanistici della città di Roma. Io mi considero: calabrese, romano, italiano, europeo. La divagazione introduttiva serve per scusarmi del fatto che proprio non so chi sia Francesco Martorelli come in un altro post ho detto di ignorare chi sia Giuseppe Soriero. Tutte ottime persone con le quali non intendo fare polemica personale. Per me sono soltanto firme di articoli che leggo su "il Quotidiano della Calabria", al quale sono abbonato e che con giorni di ritardo ricevo in Roma. Ho appena terminato di parlare con la Direzione del giornale per dire che trovo strana la collocazione editoriale (prima pagina a sinistra) di articoli del genere. Sembrerebbe il punto di vista del giornale, che invece vuole essere indipendente e neutrale. Beninteso non intendo minimamente contestare a Marturelli o a Soriero il diritto di avere le loro opinioni e al Quotidiano di pubblicarle, ma collocate in quel punto lasciano perplessi perché si tratta di punti di vista legittimi ed opinabili quanto improponibili come base oggettiva per una comune riflessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tolta questa ampia premessa, vengo al contenuto. Dico subito che la mia chiave lettura non vuole essere un'analisi della riforma della costituzione varata dalla maggioranza, ma mi interessa verificare come la riforma viene percepita in Calabria, ad esempio in un articolo di stampa preso a campione. Ne seguo la lettura soffermandomi su parti segnate in giallo con l'evidenziatore. A parte gli insulti gratuiti e rituali alla persona del Cavaliere, non riesco a capire cosa sia una "controriforma costituzionale". Se appena un poco mi intendo di diritto costituzionale, mi sembra un'espressione illogica e priva di significato scientifico. Non so se "l'ottimo professor Gambino" abbia spiegato spiegato ciò nella "importante riunione e discussione" presso l'Università della Calabria. Non c'ero. L'accenno al referendum evoca in me il ricordo di altri referendum, in particolare l'ultimo, dove mi pare che la nostra beneamata Calabria si sia distinta per il più alto astensionismo che si è avuto in Italia. Giudicando l'istituto del referendum il più importante istituto di democrazia diretta ho firmato quasi tutte le richieste di referendum dagli anni 70 in poi e sono andato a votare quasi sempre. Giudicavo secondario l'esito del voto, ma importantissimo il fatto che i cittadini si esprimessero in prima persona su un fatto specifico. Ha ferito molto il mio senso della democrazia l'invito all'astensione che dalle massime cariche istituzionali e dai maggiori leaders politici (di destra o di sinistra) è stato fatto agli elettori. Giustamente Fini ha detto che ciò era "diseducativo", ma gli si sono rivoltati i colonnelli. La limitazione del quorum mi è sempre parso un artificio antidemocratico. Su questo punto la costituzione non meritava e non merita di essere difesa. Sappiamo che una costituzione consta di un certo numero di articoli, ma un'importante teoria della costituzione insegna che non tutti gli articoli hanno la stessa importanza. Il discorso sarebbe qui complesso e non mi soffermo. Restando invece al referendum, quello passato e quello in preparazione, temo che gli ordini siano stati nel primo caso di non andare a votare e nel secondo di andarci. Mi viene da pensare al cardinale Ruffo ed alle sue bande. Siamo lontani dall'idea di una democrazia fondata su di una costituzione che si sappia rispettare e che rappresenta un valore comune, o come si sul dire condiviso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E finalmente arriviamo al nodo della questione. Qual è il timore che suscita principalmente la "controriforma" citata e contro la quale addirittura si auspica un intervento da Bruxelles? Scrive Martorelli: "il mantenimento per i calabresi degli attuali servizi comporterebbe un aumento del carico fiscale". E come dire che la costituzione non riformata era buona perché consentiva di poter fruire di maggiore servizi senza pagarli, o meglio facendoli pagare ai fratelli d'Italia. Avevo in effetti l'impressione che a sentirsi minacciato era il sistema del clientelismo calabrese, l'inefficienza e lo spreco assunti come articoli costituzionali. Francamente, proprio come calabrese non trovo disdicevole che tutto ciò finisca, che riesca a formarsi una nuovo ceto politico capace di condurre la Calabria sulla via dello sviluppo e della competizione a livello europeo. Fino ad oggi la Calabria ha detenuto il non invidiabile primato negativo di essere agli ultimi posti nella classifiche europee. Ed è risibile che ci si voglia appellare a Bruxelles per conservare queste classifiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I riferimenti storici al nazismo mi sembrano proprio fuori luogo ed atti ad alimentare quel populismo che Martorelli imputa ad altri. Il suo articolo è un documento di una reazione umorale ad una riforma della costituzione che doveva essere fatta e che troppo tempo è stata ritardata. Sarà il tempo e la concreta appplicazione a dire se è efficace o meno, se produrrà effetti positivi o devastanti. La costituzione del 48 fu fatta da una consorteria di notabili prodotta da una disfatta bellica. Una vera costituzione è l'atto di un popolo libero e capace di esprimere una sua propria volontà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20734686-113908057632124513?l=politica-calabrese.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/feeds/113908057632124513/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=20734686&amp;postID=113908057632124513' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/113908057632124513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20734686/posts/default/113908057632124513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politica-calabrese.blogspot.com/2006/02/la-costituzione-difesa-da-_113908057632124513.html' title='La costituzione difesa da Francesco Martorelli'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20734686.post-113889099924171114</id><published>2006-02-02T14:58:00.001+01:00</published><updated>2006-02-06T15:49:44.773+01:00</updated><title type='text'>Gli entusiasmi di Giuseppe Soriero</title><content type='html'>Ignoro chi sia Giuseppe Soriero e di quale "Campo" egli parli. Certamente un'ottima persona Soriero ed il Campo in questione mi auguro non sia quello Santo. Ma non capisco quanto leggo, da lui firmato, a mo' di Editoriale su "il Quotidiano della Calabria" del 27 gennaio 2006 con titolo "Più unità nel centrosinistra e nell'ulivo". Che io sappia "il Quotidiano"  non è un organo di partito: pensavo fosse un quotidiano indipendente e benemerito fintantoché fornisce informazione locale in una regione sguarnita come la Calabria. Non possiamo dare quindi torto a Berlusconi quando dice che gran parte della
