venerdì, novembre 02, 2012

Dopo un lungo silenzio...

È giunta l’occasione per ritornare a questo blog. Senza esservi tenuto vorrei replicare a quanti trovano strano che io abbia tanti blog, che come in questo caso trascuro da parecchio tempo. Rispondo che per me creare un nuovo blog tematico è lo stesso che scrivere un nuovo libro. Nessuno si impressiona negativamente se un Autore ha scritto trenta e più libri. Perché mai dovrebbe essere diverso per uno o più blogs? Inoltre, un blog ha il vantaggio di poter essere aggiornato in qualsiasi momento. Non è un artificio legale quando si scrive che un blog non è una pubblicazione periodica e come tale non soggetta alla legge sulla stampa. Un blog resta in rete finché lo si vuol lasciare e può tacere per molto tempo. Adesso però questo blog si vuole risvegliare. Debbo però dare una qualche ragione del lungo silenzio.

Molti sanno che sono del paese di Seminara dove assai tristi e tragiche vicende sono successe negli ultimi anni. Quelli che sono di Seminara sanno a cosa alludo e non occorre scendere in precisazioni incresciose. Diciamo che per la prima volta e da chi non me lo sarei mai aspettato sono stato in vita mia... querelato! Per aver scritto proprio in questo blog qualche parola in difesa di persone che stanno finendo di scontare una pesantissima condanna in carcere. Della loro innocenza ero e sono convinto ed avrei voluto battermi per sostenerla pubblicamente. Non ho potuto farlo proprio per la querela ricevuta. Come è andata a finire? Quello che mi veniva addebitato come “diffamazione” era scritto in forme ben più pesanti addirittura sulla Gazzetta Ufficiale con firma del Presidente della Repubblica, del Ministro, del Prefetto. Potrei qui pubblicare sia il testo della Gazetta Ufficiale sia il Decreto di archiviazione (Proc. n. 2327/08 RGNR, a firma PM Stefano Musolino), ma non lo faccio in memoria di amicizie che pur vi siano state. Scuse non ne sono arrivate e non ne cerco. Riposino in pace gli amici non più tali. Io conservo il rispetto per la loro memoria.

Vi è stato poi anche un altro episodio che mi ha visto nelle prime pagine dei giornali calabresi per una vicenda dalla quale sono stato quasi subito assolto, in sede disciplinare, per inesistenza del fatto e del diritto. Si trattava di una faccenda di Olocausto, per la quale è stata ordita tutta una macchinazione che mi ci è voluto tempo per ricostruirne la trama ed i collegamenti, dei quali non posso sempre parlare pubblicamente. Ho mosso casa al quotidiano “La Repubblica” ed a “Calabria Ora” che sono stati capofila in questa vicenda. Ma i tempi della giustizia sono lunghissimi oltre che incerti ed aleatori. Posso ben dire di non aver fiducia nella giustizia e nei giudizi, anche se non ci si può esimere sempre dall’adire alla loro corte. O almeno non ho fiducia in questa giustizia e mi auguro che un giorno ve ne possa essere una migliore.

Vengo infine alle ragioni che mi inducono a scrivere adesso questo post. Uno riguarda un blog, che si occupa di cose calabresi, anzi di cose “judaiche”, che non ha voluto pubblicare alcuni miei ultimi commenti e che in questo modo si rende partecipe della “campagna” di cui ho prima parlato. Chi mi conosce in Seminara, a parte i nemici politici e personali, quanto sia stata in cima ai miei pensieri la questione della “identità” calabrese e seminarese in particolare. Adesso trovo che degli assoluti dilettanti giocano con questi serissimi concetti e parlano di una “Calabria Judaica”. Sapendo quanto sono deboli e permeabili le amministrazioni calabresi e quanto dietro vi sia dello Stato di Israele, la mia immaginazione non tarda a fare facili connessioni. Non intendo ora entrare in polemica, ma annuncio in questo mio blog una serie di riflessioni sulla questione della “identità calabrese”, che non hanno trovato e non potevano trovare ospitalità in una Calabria Judaica che non esiste e non è mai esistita. Si tratta di temi delicati di natura filosofica che richiedono tempo e grande calma e serenità. Qui si può solo annunciare il loro programma.

Altra ragione è il terremoto politico che vi è stato in Sicilia, intendiamo l’astensionismo al 52% e l’ascesa del Movimento Cinque Stelle come primo partito. Noi riteniamo che la Sicilia è contigua con la Calabria e che una riflessione debba essere aperta e senza indugio. E ciò che tenteremo di fare in questo blog. Non importa quanti lettori esso avrà. Ciò che invece importa è che le riflessioni abbiano natura e dignità filosofica. Si impongano per la loro intrinsecità e poi saranno affidati alla alla democrazia dei motori di ricerca. I mainstream (i giornali di carta, di carta straccia) sono per noi strumenti del passato, organi della diffamazione e della manipolazione. Meno li si leggi e più ci si sottrae al loro malefico potere. Cosa altrimenti? Il passaparola, la piazza... la rete ossia la comunicazione orizzontale, almeno finché la lasciano libera. E soprattutto la libertà di pensiero e di espressione che è il fondamento imprescindibile della democrazia. Ce la vogliono togliere! So chi lo vuol fare, ma non lo dico...

A presto. Avverto i miei amici di non farsi impressionare dai miei denigratori. Scrivo di getto e quindi sono possibili errori e parti saltate. Se non scrivessi di getto non potrei mantenere trenta blogs ed in questo momento corrispondere in inglese con una persona che ha appena usato in miei concetti per parlare dell’Italia in una trasmissione radiofonica in lingua inglese. Vuol sapere cosa succede in Italia e pare lo voglia sapere attraverso i miei occhi ed i miei pensieri. Dunque questo mio testo ed altri altri saranno riveduti e corretti, se necessario o anche in seguito ad osservazioni e richiesta di rettifiche.

Sono lontano dalla Calabria, ma ho sempre la Calabria nel cuore, ma guai a chi me la tocca e pretende di cambiano i connotati che sono greci, latini, bizantini e soprattutto “calabresi”, dove per “calabrese” non si intende una “sommatoria”, una “giustapposizione”... ma una fusione organica e armico, unitaria, che forma appunto una... identità.

Post Scriptum: Stavo per cancellare sopra l’immagine yahoo per l’iscrizione al vecchi “Club di Forza Italia” da me fondato in Seminara. I tempi sono infatti cambiati... Ma lo lascio, invece. Almeno per adesso e fino a quando avrà validità temporale e formale la mia tessera, pagata per l’anno corrente. Con questa precisazione che è stata da me assunta come prassi politica: la distinzione fra militante di un partito (ex art. 49 cost.), Elettore, cittadino non elettore e non militante. Si può essere iscritto ad un partito, ma non votare per i candidati del proprio partito se questi sono stati imposti dall’alto o come se come singoli cittadini non si ritiene che sia idonei a rappresentare gli altri cittadini. Per chi vuole polemizzare dico che ho conservato fino all’anno corrente la tessera del PdL, ma alle ultime elezioni politiche non ho votato i candidati che mi sono ritrovati e per i quali ho nutrito per lo più il massimo disprezzo. I fatti mi hanno dato ragione. Non ho però mai pensato che cambiando partito, ciò significhi lasciando uno cattivo per uno migliore. La lotta per avere un paese migliore la si fa nel partito dove ci si trova, finché questo non si scioglie.... Il fatto che proprio in Sicilia, regione del presidente Alfano, proprio il PdL abbia il maggior tracollo, prova nei fatti che questa triplice distinzione ha la sua piena rispondenza nella realtà. Di Alfano non ho mai potuto sopportare nulla, neppure la facci, il sorriso, il sospiro, l’intonaziona, ma in questa sistema democratico che non esiste, pur avendo regolare tessera, non ho mai potuto dirglielo in faccia... I leaders stanno nell’Olimpo ed i gregari servono solo per battere le mani o raccogliere voti. Con me sono sempre cascati male... Se non è chiaro ciò che ho detto in questo P.S., spiegherò meglio in altra occasione.

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