domenica, dicembre 16, 2007

Non il Consiglio ma il Comune di Seminara è ormai da dissolvere

Versione 1.0
Testo in progress
(da emendare dal punto di vista formale e sostanziale)

Non da Seminara ma da Roma svolgo le mie riflessioni sul paese dove sono nato e dal quale molti si sono allontanati o spinti dalla stretta necessità di cercare un lavoro ove che sia o anche per libera scelta, non ritenendo appetibili le condizioni e le prospettive di vita in Seminara. Potrei citare numerosi e significativi casi di disaffezione per la vita in Seminara da parte dei suoi concittadini, ma sono casi perfettamente noti ad ogni seminarese e al tempo stesso casi di nessun interesse per i non seminaresi. Certamente, esistono delle persone che per inimicizia privata si compiacciono delle disgrazie che hanno colpito le persone arrestate, siano o non siano esse innocenti. Intanto, un carico di sofferenza è stato loro inflitto e nessuna dichiaratoria di innocenza potrà mai lenire. Ma lasciamo ai giudici il loro grave fardello. A noi qui interessa una riflessione politica, se è ancora lecito in questo paese pensare la politica.

A fronte della notizia letta su un organo di stampa di pubblico ritiro dalla scena politica di un noto esponente politico seminarese vado maturando, per quel che conta, un analogo annuncio pubblico di disimpegno politico sul territorio di Seminara. Quando in Seminara volli fondare e costituire un embrione di aggregazione politica aveva superato la riluttanza che mi aveva tenuto lontano dall’impegno politico. Avevo però giudicato assai grave il quadro sociale, civile e politico di una realtà come quella di Seminara ed avevo deciso per quel che potevo di dare un mio apporto. Nessuno dei miei avversari e nemici privati potrà obiettarmi che io ci abbia tratto vantaggi o utili personali. È dimostrabile esattamente il contrario.

Avevamo individuato nei problemi della sicurezza e dell’ordine pubblico una delle principali necessità del paese in quanto in condizioni di sicurezza è possibile l'intrapresa di attività economiche, beninteso lecite. Di ogni economia nascosta ed illecita non ho scienza e dire non posso, ma leggo qua e là qualcosa e resto strabiliato dalle cifre del giro di affari. Se anche Seminara fosse – e non lo so! – coinvolto nei giri ultramiliardari del traffico internazionale di stupefacenti, il cui bilancio oscura le cifre del bilancio regionale calabrese, a maggior ragione appare di nessun significato l’importanza economica di un paese allo stremo come Seminara. Una simile organizzazione malavitosa, di rango internazionale e collegata con le consorelle, avrebbe tutto l’interesse a non scivolare in una buccia di banana quale sarebbe la campagna elettorale seminarese. Avrebbe invece tutto l'interesse a che il declino amministrativo e sociale del paese proseguisse nel suo corso fino a rendere il vasto territorio di Seminara un luogo abbandonato e sottratto ad ogni efficace controllo delle forze dell’ordine.

Se le cifre del traffico internazionale degli stupefacenti sono quelle che si leggono sui giornali, è assurdo pensare che possano essere appetibili qualche centinaio di euro di indennità per cariche comunali o poche migliaia di euro per appalti che devono avere le procedure ed i controlli previsti dalle leggi e di cui ogni irregolarità può essere facilmente scoperta e sanzionata. Quando ci siamo costituiti ufficialmente come Club di FI, io ed altri abbiamo fatto una visita alla locale stazione dei carabinieri per notificare la nostra esistenza e per dire che ci saremmo adoperati per il potenziamento della locale struttura. Questa politica ha portato alla delibera del Consiglio Comunale che pochi giorni prima dello scioglimento dell'organo ha deliberato all'unanimità con una sola astensione la disponibilità edilizia di una nuova e degna segna della Stazione dei Carabinieri. Non posso non pensare ad una premeditata perfidia il fatto che sia sia prima lasciata passare la delibera, che penso conservi la sua validità, e poi sia stata fatta scattare la operazione cosiddetta Topa. I carabinieri della locale stazione erano presenti al Consiglio Comunale e non credo fossero all'oscuro di ciò che stava maturando. È perlomeno singolare che un'amministrazione comunale, sciolta per inquinamento mafioso, si sia adoperata come suo più importante atto nei primi mesi della sua amministrazione per risolvere l'ultradecennale problema della caserma dei carabinieri. Ciò che in tal modo si chiedeva era un maggior impegno sul terreno della legalità e quindi una sempre più capillare presenza delle forze dell'ordine e sul piano operativo e sul piano investigativo.

Ha del comico se non vi fosse già del tragico immaginare un’amministrazione “mafiosa” che chiede più carabinieri, più polizia, più controlli. Appena un anno prima vi era stato un fatto delinquenziale che aveva turbato molto i cittadini, molti dei quali sono emigrati non residenti che hanno conservato le loro abitazioni di famiglia, nelle quali tornano ad abitare prevalentemente durante i periodi feriali. Ebbene le case non sono state semplicemente quasi tutte visitate da ladri che si siano limitati a trafugare furtivamente oggetti preziosi di piccolo volume di ingombro e facili da asportare. Hanno fatto veri e propri traslochi nel corso della notte, portando via anche oggetti di infimo valore (aspirapolveri, trapani, martelli, infissi da montare, ecc.). È stata fatta regolare denuncia. Nessun dei derubati ha potuto avere la soddisfazione di sapere scoperti i delinquenti. Insomma, la nostra Benemerita ha dato un'indubbia prova di inefficienza. Nulla a che fare che il dispiegamento di elicotteri e di mezzi che nottetempo ha prelevato dal loro letto l’Amministrazione comunale di Seminara al completo, quella stessa Amministrazione che ha invano invocato protezione per i suoi cittadini. Veramente la cosa ha del comico, se vi fosse già un tragico su cui dover piangere!

Concludo qui questa mia estemporanea riflessione ribadendo che a mio avviso non vi sono spazi per svolgere attività politica in Seminara, essendo totalmente imprevedibili i rischi giudiziari. Non basta esser certi che neppure una lira del pubblico danaro entra nelle proprie tasche, non basta esercitare tutto il proprio impegno in favore della collettività a titolo gratuito e sobbarcandosi perfino le piccole spese. Vi è sempre il rischio di finire in manette per oscuri motivi e per qualche travisamento di fatti e situazioni per i quali un asino diventa un cammello, un topo diventa una pecora. Nessuno persona seria e responsabile sarà disposto, a mio avviso, ad accettare incarichi di qualsiasi genere nella pubblica amministrazione cittadina. Soprattutto non potrà ricostituirsi un partito di opposizione che in piena autonomia e soprattutto con la necessaria competenza ed incisività sia in grado di esercitare il controllo democratico sulla maggioranza uscita dalle urne. Non vi è spazio per due soggetti politici che si confrontino in civile contradditorio. Il paese non ha la capacità demografica, culturale, civile per esprimere entrambi i soggetti.

Va aggiunto qui in coda – ma richiederà adeguato approfondimento – il quesito se in Seminara, dopo la caserma dei carabinieri, debba essere costituito un apposito ghetto, fornito di mura di cinta e porte di ingresso ed uscita, dove debbano venir confinati tutti i cittadini (non so quanti siano) che abbiano avuto qualche conto da regolare con la giustizia e lo abbiano regolato! Se costoro non sono anche cittadini con diritti da reclamare e bisogni da soddisfare bisognerà stabilire una legislazione speciale che li privi a tutti gli effetti dall’esercizio dei diritti politici. Se cittadini che si sono macchiati del grave reato di pascolo abusivo o analoghi reati rappresentano nello spaccato sociale seminarese una consistente percentuale, il loro voto da qualche parte dovrà pur andare, quando esistendo diritto di eleggibilità non si valuti che un pascolatore abusivo è più adatto a rappresentare i problemi dei pascolatori abusivi, magari ricostituendo i vastissimi terreni comunali di un tempo, dove ognuno possa portare al pascolo le sue pecore o le sue galline. In un modo o nell’altro tutti questi pregiudicati, che hanno pagato il loro debito con la giustizia e che stante la concezione costituzionale della pena dovrebbero venire riaccolti in seno alla società, possono essere determinati con il loro voto per la vittoria dell'una o dell'altra coalizione.

Si può ripetere per il voto l'aneddoto di Vespasiano: pecunia non olet! Il voto è innanzitutto segreto ed ogni voto vale quanto l’altro. Così è almeno nel sistema costituzionale vigente. Io che sono antidemocratico sarei favorevole ad un restringemento del diritto di voto a quei cittadini che abbiano superato un esame di maturità civica. Ma è difficile sapere in questo paese quali sono “buoni” cittadini e quali non lo sono. Suscita rispetto ed ammirazione uno che con l'operazione Parmalat abbia frodato innumerevoli cittadini, mentre un pascolatore abusivo fa venire in mente il puzzo del bestiame. Io vivo in Roma da un bel po’ e non mi capita di vedere per le strade cittadine il passaggio di pecore, come ancora capita in Seminara, ma non riesco a capire perché in sé e per sé un pascolatore, magari abusivo, non possa essere un buon cittadino ed avere anche un legittimo e lecito interesse per le sorti di un paese che i professionisti, i borghesi, hanno abbandonato a se stesso, rifiutando perfino di abitarvi stabilmente, potendolo fare e non costretti ad emigrare altrove.

Qui mi fermo, ma riprenderò il corso delle mie riflessioni in questo spazio virtuale destinato a pochi lettori. Tratterò l'ipotesi di conurbamento del paese di Seminara con altri paesi limitrofi. In passato se ne è parlato e se ne parla per altri comuni. Se non erro, la legge Bassanini prevede che non possano essere costituiti nuovi comuni al di sotto della soglia dei 10.000 abitanti e favorisce la fusione fra quelli più piccoli. Se non si vuole istituire una sorta di Podestà, un Commissariato permanente, è da considerare che comuni sempre più piccoli e con emigrazione costante delle fasce acculturate (diplomati, laureati, professionisti) non possono attingere a quella riserva di capacità che sono pur sempre necessarie per una dignitosa e competente assunzione delle cariche pubbliche: non basta la specchiata onestà, che è un bene grande, ma occorre anche competenza e capacità, per evitare ad esempio che sulla pubblica piazza del paese dei reperti archeologici del Cinquecento vengano attribuiti temporalmente al XV secolo!

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