venerdì, dicembre 14, 2007

Ne bis in idem

Versione 1.1
testo provvisorio
(con possibili imprecisioni su dati fattuali)

Da oltre un mese sto cercando di capire nelle posizioni dei singoli imputati di capire le specifiche responsabilità ed imputazioni. Una delle più indecifrabili è la posizione processuale di Carmelo Buggè, che fu già sindaco fino al 1991, quando un’accusa di infiltrazione mafiosa fece sciogliere il comune una prima volta. Le cose andarono per le lunghe con sofferenze non lievi per le persone che vi furono coinvolte e per molte altre che non vi furono coinvolte per nulla. Ormai interessarsi di politica era cosa altamente rischiosa non già per i rischi a cui uno poteva decidere di andare consapevolmente incontro, ma per quei rischi imprevedibili che ormai sembravano esser divenuta cosa affatto ordinaria. Un comune cittadino, considerando la posta in gioco, ossia un comune disastrato ed un’economia allo stato comatoso, era portato a concludere: “ma chi me la fa fare!” Fu così che in pratica fino alla prima candidatura Marafioti non vi fu nessuna seria alternativa all’unica forza politica rimasta sulla scena.

Carmelo Buggè fu dichiarato innocente ed insieme con lui altri due imputati, di cui oggi uno è vivente mentre l’altro è morto da pochi anni. Valga qui come rettifica (qui ed in altri luoghi dove il dato erroneo è presente e non ancora emendato) che non vi in senso tecnico - giuridico costituzione di parte civile del Comune. Il Comune di Seminara fu però lo stesso condannato a risarcire gli amministratori ingiustamente accusati, imprigionati, diffamati. Resta da capire e ricostruire da un punto di vista storico e politico come tutto ciò sia potuto accadere e come stranamente sembra ripetersi in forme pressoché identiche. Il denaro di cui si parla in alcune intercettazioni è proprio quello che a nome del Comune il sindaco Marafioti doveva risarcire, essendo stato condannato il Comune. Stranamente nelle intercettazioni il Commentatore non fa la minima allusione alla natura e alle ragioni di questo denaro, che del resto il Comune in condizioni non floride aveva difficoltà ad erogare. Il sindaco Marafioti (in chiave ironica avevo scritto in una precedente versione “presunto mafioso”: nessuno più di me è convinto dell’innocenza del sindaco Marafioti, ma ho potuto constatare come l’ironia non sia sempre facile da cogliere: dovrò rinunciare all'uso espressivo, a me caro, dell’ironia, tutte le volte che parlo di faccende calabresi), si è trovato impegnato nella sua prima sindacatura a pagare i debiti che aveva trovato, fra i quali il risarcimento agli amministratori del 1991. Nonostante i rapporti di amicizia e di stima che legavano il sindaco in carica Marafioti al già sindaco Buggé, non per questo il dott. Marafiori, bancario di professione, poteva non tener conto delle effettive disponibilità finanziare del Comune.

Indubbiamente Carmelo Buggè ha maturato nel corso della sua esistenza una notevole esperienza politica specifica sui problemi e la società di Seminara. Il fatto che egli rendesse ancora disponibile la sua esperiena per la cittadinanza, alla quale era potuto ritornare con una sentenza di piena assoluzione, dovrebbe essere cosa del tutto normale e non suscitare scandalo o sorpresa. Invece, si troverebbe nell’atto di accusa una strana teoria per la quale venendo eletto Marafioti sindaco, lo stesso Carmelo Buggé si sarebbe sentito egli stesso sindaco per interposta persona. Non capisco fino a questo momento se questo possa essere stato davvero il capo di imputazione, non avendo Carmelo neppure partecipato alle elezioni e non rivestendo nessuna carica nella nuova amministrazione uscita dalle urne.

Dagli atti ovvero dalle notizie frammentarie e caotiche di stampa, che indulgono più al sensazionalismo e allo scandalismo che non ad una serena ricerca della verità, è sistematicamente oscurata, anzi taciuta e censurata, la notizia che Carmelo Buggè è già stato una volta accusato e prosciolto dallo stesso reato, per il quale nottetempo – ho sentito – è stato prelevato dalla sua casa in pigiama e con una sola pantofola. Non ho purtroppo mai avuto il tempo e la disponibilità di poter leggere gli atti processuali e la sentenza finale di assoluzione. Chi legge queste mie righe deve perciò abbuonarmi le inevitabili imprecisioni, ma deve cogliere il senso del tutto se vuole essere persona intellettualmente onesta. Non sono un “negazionista” che voglia negare l’esistenza della mafia, ma se il concetto non viene precisato e resta invece lasciato nel vago vi è il fondato rischio che chiunque possa venir indicato come un mafioso, magari soltanto per aver accettato un caffè da una persona indagata dai carabinieri o per aver avuto con lui il minimo contatto, inevitabile in un piccolo paese dove la vita sociale gravita sull’unica piazza. Ma nel caso di Carmelo Buggè pare proprio che non valga nulla una sentenza che lo ha già prosciolto per quelle stesse accuse che gli vengono fatte nuovamente, forse ignorando che esiste una precedente sentenza passata in giudicato. Almeno a me così pare fino a questo momento. Spero che i prossimi giorni portino lumi che mi aiutino a capire un fatto giudiziario per me aberrante. Scopro pero via via che sento le persone nominate nelle trascrizioni una generale indignazione in quanto sarebbero state equivocate le situazioni. Ad esempio, R. ha scritto ad un giornale scandalistico per spiegare e far pubblicare che lui si recava regolarmente in un certo cantiere in quanto consulente di parte dei proprietari dei terreni espropriati. Di questo passo ci si può aspettare che nessuna pagina delle intercettazioni trascritte regga alla prova della verifica. Basti per tutti il caso eclatante del vescovo di Locri reso partecipe di un summit mafioso. Non solo. Una persona supposta essere di Seminara sarebbe stata pubblicamente lodata in chiesa, invero non per fatti riprovevoli, ma in quanto portatore di pace. In realtà, detta persona lodata in chiesa era un signore di Bagnara, impresario di pompe funebri e presidente di una confraternita, che non aveva neppure rapporti di parentela o di conoscenza con gli omonimi di Seminara, dove i cognomi agli atti sono tra i più diffusi e con diversi gruppi familiari non sempre prossimi per parentela.

DISCLAIMER

Non sono autorizzate copie a stampa di testi tratti dal presente blog e degli altri dello stesso autore. Ogni copia a stampa per far fede presso terzi deve essere vidimata e firmata dall’autore, che non risponde per l'uso fraudolento di copie non autorizzate. Questo Blog non è un organo di stampa e non rientra nella relativa disciplina di legge. I testi pubblicati sono in continua evoluzione. Fa fede solo l’ultima copia presente in rete: il testo aggiornato supera e annulla tutte le bozze precedenti. Quanti si ritenessero lesi da eventuali imprecisioni, dati erronei o possibili fraintendimenti sono tenuti come utenti del blog a segnalare tempestivamente all’autore le loro rimostranze. L’Autore esaminerà senza indugio i reclami pervenuti, valutando caso per caso e apportando le rettifiche che si rendano necessarie o anche opportune. Ogni singolo frase dei testi editi in questo ed in altri blogs dell’Autore va inserita in tutto il contesto non solo del singolo post, ma anche di tutti gli altri post collegati. In tutti i casi di dubbia interpretazione l’Autore è interprete autentico di ciò che ha inteso dire. Non si assume alcuna responsabilità per l’uso fraudolento o artificioso che terzi facciano dei testi editi o perfino stampati e diffusi senza apposita autorizzazione controfirmata. Anche le copie a stampa vidimate e controfirmate cessano in validità ove la bozza sia superata da un testo successivo.

0 commenti: