Testo in progress
Sono venuto a conoscenza del fascicolo processuale che è stato citato qua e là a stralci da vari organi di stampa e che ha pure una circolazione clandestina. Non so bene quali siano i limiti del segreto istruttorio, ma ho il buon senso che basta per capire i limiti della riservatezza e soprattutto l'onere per tutti, investigatori e magistrati compresi, di salvaguare l'onore e la privacy delle persone, soprattutto quanto fatti, persone e circostanze non hanno assolutamente nulla a che fare con i capi di imputazione. Ho trovato perfino il mio nome nelle 407 pagine fitte di intercettazioni spesso futili ed inutili. Il mio sonno non è certo turbato dalle due o tre volte in cui il mio nome viene fuori. Posso però ben capire che il contesto in cui il mio nome si trova sfugge all'esatta intelligenza di chi ha condotto le intercettazioni. Sono perfino inesatti, benché non gravemente, i dati che mi riguardano. Da questa piccola inesattezza e dalla probabile equivocazione del contesto, che io stesso per scienza certa e mia propria posso verificare, mi immagino quanto inesatte ed equivoca possono essere le restanti intercettazione che costituiscono quasi il 90 per cento dell'intero fascicolo. Valga per tutte la bufala che ha coinvolto il vescovo di Locri e sulla quale gli stessi inquirenti hanno dovuto fare le opportune rettifiche.
Ma il vescovo è il vescovo, non il suo gregge o le sue singole pecore. Mi chiedo se vi fosse bisogno di particolare acume o intellegenza nell'espungere tutte quelle conversazioni che chiaramente non hanno nessuna rilevanza penale stante i capi di imputazione. Se proprio doveva essere fatto il nome di persone estranee all'indagine non bastava darne le iniziali senza ulteriori specifiche? E se non avendolo fatto si producono eventi a catena, con possibili esiti tragici, che ne risponde? Il PM? L’investigatore che ha fatto le intercettazioni? Mi dispace costatare che una simile conduzione delle investigazioni è essa stessa lesiva di diritti e finisce per produrre male certo ad un male tutto da provare e che spesso si risolve in un nulla di fondato nelle fasi del giudizio. Vengo a capire come altro sia la giustizia in senso nobile, che alberga nei cuori ed è un attributo stesso della divinità, ben altra cosa la giustizia che gli uomini sono capaci di rendere.
La giustizia viene resa e pronunciata in nome del popolo italiano. Dovrebbe esservi compresa anche tutta l'attività investigativa che la precede. Sapendo come stanno le cose nella realtà, quella che ogni povero cristo può sperimentare sulla sua pelle, confido che il sistema della eticità, cioè quelle norme e quei principi di giustizia che sono interiorizzata in noi stessi in quanto popolo degno di questo nome, ci aiuti a riparare ai guasti che l'apparato produce ogni giorno. Ne abbiamo continuamente notizia, ma pensiamo che siano cose lontane che non ci riguardano e non ci toccano. Ed invece ci riguardano tutti e sempre, una prima volta il linea di principio perché ciò che di ingiusto è fatto oggi a te domani potrà essere fatto a che a me, una seconda in linea di fatto perché episodi di violazione della privacy, più o meno gravi, a volte tragici, si verificano sempre più spesso in un progressivo degrado di una giustizia che è un simulacro di se stessa.
Non sono autorizzate copie a stampa di testi tratti dal presente blog e degli altri dello stesso autore. Ogni copia a stampa per far fede presso terzi deve essere vidimata e firmata dall’autore, che non risponde per l'uso fraudolento di copie non autorizzate. Questo Blog non è un organo di stampa e non rientra nella relativa disciplina di legge. I testi pubblicati sono in continua evoluzione. Fa fede solo l’ultima copia presente in rete: il testo aggiornato supera e annulla tutte le bozze precedenti. Quanti si ritenessero lesi da eventuali imprecisioni o possibili fraintendimenti sono tenuti a segnalare tempestivamente all’autore le loro rimostranze. L’Autore esaminerà senza indugio i reclami pervenuti, valutando caso per caso e apportando le rettifiche che si rendano necessarie o anche opportune. Ogni singolo frase dei testi editi in questo ed in altri blogs dell’Autore va inserita in tutto il contesto non solo del singolo post, ma anche di tutti gli altri post collegati. In tutti i casi di dubbia interpretazione l’Autore è interprete autentico di ciò che ha inteso dire. Non si assume alcuna responsabilità per l'uso fraudolento o artificioso che terzi facciano dei testi editi o perfino stampati e diffusi senza apposita autorizzazione controfirmata. Anche le copie a stampa vidimate e controfirmate cessano in validità ove la bozza sia superata da un testo successivo.
Ma il vescovo è il vescovo, non il suo gregge o le sue singole pecore. Mi chiedo se vi fosse bisogno di particolare acume o intellegenza nell'espungere tutte quelle conversazioni che chiaramente non hanno nessuna rilevanza penale stante i capi di imputazione. Se proprio doveva essere fatto il nome di persone estranee all'indagine non bastava darne le iniziali senza ulteriori specifiche? E se non avendolo fatto si producono eventi a catena, con possibili esiti tragici, che ne risponde? Il PM? L’investigatore che ha fatto le intercettazioni? Mi dispace costatare che una simile conduzione delle investigazioni è essa stessa lesiva di diritti e finisce per produrre male certo ad un male tutto da provare e che spesso si risolve in un nulla di fondato nelle fasi del giudizio. Vengo a capire come altro sia la giustizia in senso nobile, che alberga nei cuori ed è un attributo stesso della divinità, ben altra cosa la giustizia che gli uomini sono capaci di rendere.
La giustizia viene resa e pronunciata in nome del popolo italiano. Dovrebbe esservi compresa anche tutta l'attività investigativa che la precede. Sapendo come stanno le cose nella realtà, quella che ogni povero cristo può sperimentare sulla sua pelle, confido che il sistema della eticità, cioè quelle norme e quei principi di giustizia che sono interiorizzata in noi stessi in quanto popolo degno di questo nome, ci aiuti a riparare ai guasti che l'apparato produce ogni giorno. Ne abbiamo continuamente notizia, ma pensiamo che siano cose lontane che non ci riguardano e non ci toccano. Ed invece ci riguardano tutti e sempre, una prima volta il linea di principio perché ciò che di ingiusto è fatto oggi a te domani potrà essere fatto a che a me, una seconda in linea di fatto perché episodi di violazione della privacy, più o meno gravi, a volte tragici, si verificano sempre più spesso in un progressivo degrado di una giustizia che è un simulacro di se stessa.
DISCLAIMER
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