sabato, novembre 24, 2007

Il vescovo Bregantini ed il sindaco Marafioti

Versione 1.3
Testo in progress e non definitivo
Eventuali inesattezze saranno tempestivamente rettificate.

Immaginiamo al modo di Meliadò che io che sono quasi astemio per una volta in vita mia abbia ad ubriacarmi e mi metta poi al telefono raccontando cose fantastiche che vengono magari intercettate e trascritte da qualche solerte funzionario dei servizi investigativi che ha magari sbagliato il numero dei telefoni da intercettare. Capita di sbagliare numero o no? È all'incirca quanto sembra – dico sembra perché il dubitativo è rigorosamente d’obbligo in tutte le vicende di questa storia tragicomica – sia successo con le intercettazioni pubblicate dal terzo quotidiano nazionale, La Stampa torinese che qualche volta scende giù nel meridione, come fecero i Piemontesi circa 150 anni fa, per nostra fortuna o disgrazia.

Il quotidiano torinese riferisce di un evento che pare costituisca una sorta di titolo nobiliare per il riconoscimento dei gradi mafiosi dei Gioffrè di Seminara, al cui esordio si trova una reato per... pascolo abusivo! In Polsi, in data 13 settembre, cioè successiva alle elezioni comunali in Seminara del fine maggio. È vero che una volta tanto il meeting non era volto alla progettazione di stragi ed omicidi, ma a favorire una pax sia pure mafiosa. Non si voleva e nessuno voleva che ci fossero altri morti, non importa quali morti. Esiste infatti una teoria secondo la quale non esistendo la pena di morte in Italia è però un fatto da considerare benevolmente quando i mafiosi si uccidono fra di loro, comprese le persone dei loro congiunti: donne, anziani, bambini. Pare che anche la chiesa, in linea con i principi della carità cristiana, neppure fosse contenta di tutte queste uccisioni, quelle di Duisburg, che ancora una volta hanno gettato una pessima luce sulla nostra martoriata regione.

Ebbene, forse in preda ad un raptus di vanità, per il presunto invito al meeting di Polsi, deve aver preso qualche abbaglio, se non si è inventato il tutto. Dalla stampa locale, se non erro (ma se del caso posso sempre rivedere questo mio testo non cartaceo) è possibile ricostruire quanto segue.
Il vescovo Bregantino o chi per lui ebbe a lodare per meriti religiosi un Gioffrè, dicendone bene ai fedeli che lo ascoltavano. Il cognome Gioffrè è forse il più diffuso in Seminara, ma si trova anche fuori di Seminara. Il vescovo nella sua lode si riferiva ad un Gioffrè di Bagnare, titolare di un’impresa funebre e presidente di una confraternità religiosa che si reca annualmente al santuario di Polsi. Il Gioffrè intercettato, evidentamente troppo compreso dalla sua propria importanza, considera rivolte ai Gioffrè di Seminara, tutti grandi uomini, le lodi del vescovo.

Sulla Gazzetta del Sud l'equivoco viene presto denunciato e si legge pure di una querela del vescovo al quotidiano torinese ed altri organi di stampa che ne hanno amplificato la notizia. Perfino gli organi inquirenti si affrettano a smentire le versioni giornalistiche per spiegare che il vescovo proprio non c'entra nulla e che non è certo indagato come gli sventurati di Seminara. Già! Questo è il punto a cui fin dall'inizio volevamo arrivare e che ci è subito venuto in mente appena abbiamo letto del tragico e comico equivoco. In questo nostro paese (il caso Tortora insegna) si può finire in galera perché qualche persona dotata di fervida fantasia ovvero di una logica incline alle illazioni ed alle congetture esprime chiamate di correità. Ovviamente, chi riveste l'autorità del caso deve vagliare l'attendilità dei dichiaranti ovvero degli intercettati. Nel caso del vescovo non si è avuta la minima esitazione a dichiarare inattendibile l'intercercettato vanaglorioso, ma nella stessa intercettazione si tira in ballo anche il sindaco e tutto l'intero consiglio comunale di un paese. Come che vi è inattendibilità per quanto riguarda il vescovo ed attendibilità per il sindaco?

Lascio a chi legge di trarre le ulteriori deduzioni. Qui concludo dicendo che la Giustizia viene pronunciata in nome del popolo italiano, cioè quota parte nel nome di ognuno di noi. Se così è, abbiamo tutto il diritto di seguire criticamente il lavoro degli organi inquirenti, almeno per quanto viene reso noto dagli organi di stampa. Ripeto ciò che ho detto altrove e non mi stanco di ripetere ogni volta che serve. I tempi investigativi e processuali possono essere lunghissimi, ma il fango che si getta sugli imputati (da presumere innocenti fino a sentenza definitiva) è quotidiano e non verrà mai risarcito se con una pronta ed immediata azione di controinformazione gli interessati non tutelano la propria immagine.

DISCLAIMER

Non sono autorizzate copie a stampa di testi tratti dal presente blog e degli altri dello stesso autore. Ogni copia a stampa per far fede presso terzi deve essere vidimata e firmata dall’autore, che non risponde per l'uso fraudolento di copie non autorizzate. Questo Blog non è un organo di stampa e non rientra nella relativa disciplina di legge. I testi pubblicati sono in continua evoluzione. Fa fede solo l’ultima copia presente in rete: il testo aggiornato supera e annulla tutte le bozze precedenti. Quanti si ritenessero lesi da eventuali imprecisioni o possibili fraintendimenti sono tenuti a segnalare tempestivamente all’autore le loro rimostranze. L’Autore esaminerà senza indugio i reclami pervenuti, valutando caso per caso e apportando le rettifiche che si rendano necessarie o anche opportune. Ogni singolo frase dei testi editi in questo ed in altri blogs dell’Autore va inserita in tutto il contesto non solo del singolo post, ma anche di tutti gli altri post collegati. In tutti i casi di dubbia interpretazione l’Autore è interprete autentico di ciò che ha inteso dire. Non si assume alcuna responsabilità per l'uso fraudolento o artificioso che terzi facciano dei testi editi o perfino stampati e diffusi senza apposita autorizzazione controfirmata. Anche le copie a stampa vidimate e controfirmate cessano in validità ove la bozza sia superata da un testo successivo.

0 commenti: