giovedì, giugno 14, 2007

Fuda, Palmi e la Provincia

Leggo solo oggi il Quotidiano dell’8 maggio scorso. Ho infatti bisogno di pagine di giornale per le pulizie di casa. Leggo rapidamente il giornale cui sono abbonato, ritagliando le poche notizie di interesse locale che intendo archiviare. Tra queste notizie l’occhio mi cade su una sortita di Fuda in Palmi, venuto per appoggiare un candidato. Mi ricordo di una sua precedente tardiva e svogliata venuta in occasione delle precedenti elezioni comunali, dove avrebbe dovuto sostenere la lista di Forza Italia, nel cui simbolo era stato appunto eletto alla Provincia, ricavandone tutti i vantaggi personali che ne poteva ricavare. Il battibecco odierno riguarda il rimprovero secondo cui non avrebbe fatto nulla per Palmi, quando era presidente della provincia. Si difende dal rimprovero come ogni politico di media tacca sa fare. Basta che apri la bocca. Ma non è questo che mi interessa e non penso certo di andare a fondo in una ricerca inutile. Del personaggio mi sono ormai fatto un’idea precisa che ho archiviato nella mia memoria. Nel frattempo sto facendo altre letture: i libri che escono uno dopo l’altro sui costi della politica. Questi libri sono tutti concordi su un punto: le provincie sono istituzioni inutile, costose e centri di malaffare. Servono soltanto per l’utilità personale, non necessariamente illecita sotto il profilo penale, di quanti ne sono coinvolti sul piano dell’elezione personale (consiglieri, assessori, presidenti), per gli emolumenti che ricevono e per quanto altro riesconono a fare sfruttando politicamente la carica. Pertanto, non già Palmi, ma nessun comune della provincia di Reggio può dire di aver tratto alcuna utilità dall’istituzione provincia nel senso di un sano interesse pubblico. Se i cittadini fossero migliori di quello che sono, dovrebbero chiedere l’abolizione delle provincie, non la loro proliferazione. A trarne vantaggio saranno soltanti i tanti Fuda che affliggono questo martoriato paese.

2 commenti:

Emanuele Macrì ha detto...

Leggo il Quotidiano tutti i giorni. Perché ritengo indispensabile essere informato, perché voglio sapere, e vado oltre le notizie da pruderie del vicino di casa, che invece non archivio. L'occhio non mi cade per caso sui pezzi che riguardano la vita politica del nostro territorio. Vado a cercarli, li leggo, cerco di andare oltre. Non per farmi l'idea superficiale ed approssimativa di chi si mette in poltrona e sentenzia (come purtroppo noi calabresi siamo abituati a fare), ma per capire se noi giovani (categoria alla quale non mi sempra appartenere, con tutto il rispetto per i meno giovani, il nostro Caracciolo) possiamo contribuire in qualche modo. Se dobbiamo continuare a dire, come mi sono sentito dire finora, che è tutto un gioco di potere, o se abbiamo qualche speranza di un futuro che vada al di là delle solite beghe.
In una di queste occasioni ho conosciuto Fuda. Era presidente della Provincia, io con alcuni amici stavo cercando di fare qualcosa per il terzo settore. Ho bussato alla sua porta, ho esposto il nostro progetto, e mi sono ritrovato di fronte ad una lezione di concretezza e di pragmatismo.
Ero, allora come ora, un militante acceso e di sinistra, eppure il mio colore politico non è stato neppure preso in considerazione: Fuda ha voluto capire nei dettagli il nostro progetto, ci ha spiegato bene quali fossero - adesso posso dirlo - gli infantilismi tipici di chi vuole fare ma non ha gli strumenti per andare avanti, ci ha fatto parlare con la dirigenza che seguiva il sociale, e da allora vediamo i risultati.
Certo, non ho chiesto un posto di lavoro o un aiuto economico: ho chiesto di essere ascoltato e di poter portare il mio contibuto.
Ed oggi sono orgoglioso di poter dire che se qualcosa è cambiato in positivo (e sotto la guida di Fuda, credetemi, sono stati fatti passi da gigante) in qualche modo ne sono partecipe anche io.
Un po' più complicato che fare le pulizie di casa e sparare a zero su chiunque, con il qualunquismo di sempre. Ma mi creda, signor Caracciolo: molto più entusiasmante.

Antonio Caracciolo ha detto...

Non le voglio guastare la sua ammirazione per Fuda. Se lo tenga, è tutto suo. Come vede, pubblico il suo commento che è pur sempre in toni civile. Quanto a me, ahimé non sono giovane come lei (ma non la invidio più di tanto), voglio sperare mi vorrà lasciare la mia diversa opinione su Fuda, che ha una volta fatto la fatica di ascoltare un suo progetto. Al momento ho altre battagle da combattere e Fuda mi è rimasto in archivio...
La saluto e le faccio tanti auguri.