Leggo di Antonino Parisi, sindaco di Palmi, città in perenne crisi comunale, di un suo “investimento sui giovani”, stando almeno al titolo del giornalista Ivan Pugliese. È mia esperienza che sarebbe ora di smetterla con l’idea che la categoria del “giovane” sia di per sé un valore positivo. Non è proprio così. I giovani appunto perché sono giovani sono più facilmente recettivi agli stimoli positivi o negativi dell'ambiente in cui vivono. Se cattivo è l’ambiente, è probabile che i giovani siano peggiori degli anziani, che forse dopo molta esperienza riescono a vedere criticamente i mali che affliggono tutti. A meno che non siano loro stessi responsabili di quei mali è probabile che vogliano contrstarli. Proprio in Calabria mi è capitato di imbatterni in giovani che mi sono parsi meno giovani degli anziani, pur essendo anagraficamente nati prima. A Catania, non molto distante dalla Calabria, sono dei giovani che hanno fatto parlare di sé. I giovani hanno denti più forti ed appetiti più robusti di quelli degli anziani. In politica, votando tutti da 18 in su, non ha più senso la distinzione fra giovani e anziani. I cittadini sono tutti uguali avendo eguale diritto di voto. Un giovani può rivelarsi più anziano di un anziano e viceversa. Un’aggiunta finale in codice per alcuni “amici”. Richiesto con mia sorpresa, sono stato anche io, fra tanti, candidato alle elezioni comunali di Palmi. Ho inteso rispondere positivamente ad un senso di responsabilità e di dovere civico. Resto lontano mille miglia dal modo in cui si intende la politica in Calabria. Alla luce dei fatti che da allora si sono succeduti non ho nessun rimpianto per aver perso le elezioni e non ho nessuna invidia per Antonino Parisi che le ha vinte. Auguri, comunque! Nell’interesse e per il bene di Palmi.
domenica, febbraio 04, 2007
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