Anche qui, come già per il post sulla seduta del Consiglio Regionale calabrese, posso solo riportare le mie impressioni, che per loro natura sono quanto mai soggettive e che spesso possono rivelarsi fallaci. Ma non inutili o arbitrarie. Può perfino capire che un’impressione riesca a cogliere in un’istante l’essenza della cosa e trovi poi conferma in successive elaborate analisi, che richiedono tempo e studio. Data questa avvertenza metodologica riporto dunque le mie impressioni dopo aver assistito per tutta la sua durata al consiglio comunale che si è tenuto a Scilla ieri giovedì 28 settembre 2006, con inizio intorno alle 18.30 e termine verso le 22 circa. Deliberatamente non ho preso appunti, per non distrami nel mio tentativo di cogliere il nocciolo dei problema. Nella stampa locale vengono di norma fatti i nomi dei partecipanti, magari mettendo in risalto l’uno o l’altro intervento. Si tratta di una forma di pubblicità, più o meno consapevole e concordata. Non seguo questo metodo e non mi interessa di fare l’agente pubblicitario di questo o quel politico locale.
Avendo una certa esperienza delle sedute del consiglio comunale del vicino comune di Seminara, devo dire che la prima impressione è stata decisamente positiva. Intendo dire che ho trovato quasi tutti i consiglieri presenti e puntuali, con la deplorevole eccezione del rappresentante del mio partito, cioè Forza Italia. Ho ricevuto proprio nella stessa giornata la tessere di FI per il 2006. Vado dicendo ai miei amici politici che la tessera dà diritto a muovere critiche all’interno del proprio partito. Critico quindi e deploro l’assenza del rappresentante di FI al consiglio comunale, dove detto rappresentante era candidato sindaco. Non conoscendolo affatto non ho potto farmi di lui nessuna idea, sentendolo parlare al Consiglio Comunale nell’esercizio dell’importante funzione costituzionale dell’opposizione.
Altra nota positiva è stato il chiaro ricono-scimento del risultato elettorale che ha dato una consistente riconferma al sindaco uscente (Gaetano Ciccone). Non vu è stato nessun tentativo di delegittimazione, come è invece avvenuto fin dai primi giorni nel vicino comune di Seminara, che ha visto una schiacciante affermazione elettorale dell’attuale sindaco Antonio Marafioti. Positiva in sé mi pare la dimostrazione di compattezza della maggioranza, forse troppo docile nelle mani del suo sindaco.
E chi è costui? Mi è stato descritto come persona estremamente abile nel procurarsi il necessario consenso elettorale. Noti il lettore l’espressione diplomatica da me usata: estremamente abile. Sto bene attento in tutti i miei articoli a non usare espressioni che si allontanino dal dire lecito e non è nel mio stile offendere chicchesia. Ciò che conta è la maturazione di un pensiero e la sua lecita e doverosa manifestazione.
Infatti, fin dalle prime battute nel succedersi degli interventi dell’opposizione che ha animato una seduta piuttosta povera di analisi e argomentazioni da parte della maggioranza è emersa una critica alla tecnica di formazione del consenso elettorale e quindi della vittoria elettorale conseguita. La critica è stata implicitamente riconosciuta come fondata dalla stesso sindaco. Uno dei consigleri di minoraranza (Antonio Cambareri, in passato della stessa parte politica del sindaco eletto, poi dissociatosi) ha parlato senza mezzi termini di “clientelismo”. La critica alquanto pesante e corposa è stata a mio avviso formulata nel lecito esercizio delle prerogative costituzionale di un consigliere (comunale, provinciale, regionale, nazionale). Se un consigliere dovesse aver timore o soggezione nell’esprimere in regolare seduta la sua opinione ed il suo pensiero, la tanto declamata democrazia che ci renderere superiori ai musulmani fondamentalisti non esisterebbe neppure per finta. Non ha colto l’essenza di questa prerogativa costituzionale un consiglere della maggioranza, che si è sentito punto dall’ampio e articolato discorso del consigliere Cammareri. Il consigliere di maggioranza ha parlato di un tono pieno di “disprezzo” usato dal consigliere di minoranza, tono di disprezzo per la verità da me non rilevata. La critica era certamente aspra, ma legittima e soprattutto formualata nell’esercizio di un diritto/dovere. Qualche dubbio mi ha invece fatto sorgere l’intervento del consigliere di maggioranza, quasi egli volesse negare se non peggio il diritto altrui di esprimersi. Non esiste purtroppo una registrazione su nastro degli interventi e non vorrei equivovare esplicitando oltre le mie impressioni.
Uno degli aspetti sostanziali delle critiche emerse nel dibattito consiliare verteva sulla diffusa pratica di numerose delega ad acta, scherzosamente dette “ad acqua”. Non si capisce bene il fondamento normativo. Si è toccata la comicità quando uno dei consigliere ha chiesto chiarimenti su un riferimento normativo inesistente posto in epigrafe ad una di queste nomine. Il Sindaco ha risposto che deve considerarsi permesso tutto quello che non è espressamente vietato. Ma appunto in questo modo ha anche riconosciuto che il riferimento normativo (Visto…) è immaginario. Meglio avrebbe scritto: “Mi è piaciuto…”. L’uso di persone, amici o parenti (cuginoi) del sindaco, per incarichi (non retribuiti) potrebbe essere interpretato positivamente come ampia associazione di sodali nell’esercizio del potere. Ha qui ammesso lo stesso sindaco che ciò potrebbe o ha già avuto una positiva ricaduta nel suffragio elettorale. Ma sorgono altre perplessità riguardanti l’effettiva competenza dei delegati, l’imputazione giurdica dei loro atti, ecc. Pare di poter concludere che questa pratica è una mera tecnica di organizzazione del consenso e di compattamento del gruppo di maggioranza che forse con troppa docilità approva atti che potrebbero poi rivelarsi viziati sotto diversi profili e censurabili ad un superiore controllo. E non a caso un consigliere, già Sindaco, ha chiesto che venisse trasmesso alla corte dei conti il bilancio approvato dalla maggioranza.
Più consistente è stato invece il rilievo che quasi tutti i consiglieri di minoranza hanno rivolto alla proposta all’ordine del giorno di modifica del piano regolatore approvato appena un anno fa. Da un privato (?) è stata chiesta una variante per realizzare in località Melia (zona agricola) una “casa albergo”. Protesto qui la mia ignoranza. So cosa è una “casa” (uso abitativo privato) e cosa è un “albergo” (ho girato un po’ di mondo ed ho dimorato in numerosi alberghi), ma cosa sia una “casa albergo” confesso di non sapere e temo sia una casa che forse sarà un albergo. Dall’opposizione è stata stigmatizzata la deliberazione di una variante su richiesta di un privato ad appena un anno dal piano regolatore. Il consigliere Cammareri ha qui ripetuto la critica di clientelismo. Non ho capito e sarebbe da verificare se il privato che ha presentato istanza per una variante al piano regolatore sia egli stesso un membro della maggioranza. Infatti, ho notato l’assenza dalla discussione di un consigliere della maggioranza per tutta la durata della discussione sulla richiesta di variante e relativa votazione. Va però aggiunto a questo riguardo quanto ha replicato il Sindaco, e cioè che la più recente normativa regionale e nazionale consentirebbe tutto quanto è stato criticato e deplorato da parte dell’opposizione, i cui membri hanno fatto tutti su diversi aspetti incisivi interventi di cui non ho preso nota stenografica.
L’impressione generale che ho tratto da questa mia prima partecipazione (come pubblico) ai lavori del consiglio comunale di Scilla è dunque positiva per la vitalità complessiva del consiglio, ma con qualche perplessità per la conduzione degli affari attinenti l’interesse pubblico. La qualità tecnico-giuridica dei consiglieri di maggioranza mi è parsa complessivamente inferiore a quelli di minoranza, fra i quali in premessa non ho risparmiato tuttavia aperta critica al rappresentante del mio partito, che era assente e che non ho potuto perciò valutare. Spero che ciò che mi valga come prova di indipendenza di giudizio.
PS – Pubblico con ritardo questo resoconto. Infatti in Seminara non disponevo di connessione veloce. Adesso mi trovo in Roma, da dove pèosso connettermni quotidianamente ed aggiornare i miei blog trascurati negli ultimi tre mesi. Alcuni giudizi vanno rivisti. Mi riservo di farlo, quando ne avrò tempo. Ma anche così penso che il post possa essere pubblicato e proposto al dibattito. In particolare, ho stigmatizzato l’assenza del rappreentante di Forza Italia allla seduta del Consiglio Comunale di Scilla. In linea di principio ritengo che agli organi elettivi si debba essere sempre presenti, salvo giustificati e temporanei impedimenti. La critica vale per tutti i partiti. E’ questo un punto che ho argomento numerose volte e non mi stancherò di ripetermi al riguardo. Tuttavia, ho notato la presenza del rappresentante di Forza Italia ad una manifestazione importante per Scilla. Il raduno nazionale dei Sommelier d’Italia. A questa manifestazione non ho visto invece i rappresentanti della maggioranza scillese, che forse volevano così sabotare una manisfestazione importante non da loro patrocinata e controllata…. Ma su tutto ciò posso sbagliarmi. Sto appena incominciando a studiare la situazione scillese, senza faziosità e pregiudizio. Sono lieto se potrò suscitare un dibattito.
Avendo una certa esperienza delle sedute del consiglio comunale del vicino comune di Seminara, devo dire che la prima impressione è stata decisamente positiva. Intendo dire che ho trovato quasi tutti i consiglieri presenti e puntuali, con la deplorevole eccezione del rappresentante del mio partito, cioè Forza Italia. Ho ricevuto proprio nella stessa giornata la tessere di FI per il 2006. Vado dicendo ai miei amici politici che la tessera dà diritto a muovere critiche all’interno del proprio partito. Critico quindi e deploro l’assenza del rappresentante di FI al consiglio comunale, dove detto rappresentante era candidato sindaco. Non conoscendolo affatto non ho potto farmi di lui nessuna idea, sentendolo parlare al Consiglio Comunale nell’esercizio dell’importante funzione costituzionale dell’opposizione.
Altra nota positiva è stato il chiaro ricono-scimento del risultato elettorale che ha dato una consistente riconferma al sindaco uscente (Gaetano Ciccone). Non vu è stato nessun tentativo di delegittimazione, come è invece avvenuto fin dai primi giorni nel vicino comune di Seminara, che ha visto una schiacciante affermazione elettorale dell’attuale sindaco Antonio Marafioti. Positiva in sé mi pare la dimostrazione di compattezza della maggioranza, forse troppo docile nelle mani del suo sindaco.E chi è costui? Mi è stato descritto come persona estremamente abile nel procurarsi il necessario consenso elettorale. Noti il lettore l’espressione diplomatica da me usata: estremamente abile. Sto bene attento in tutti i miei articoli a non usare espressioni che si allontanino dal dire lecito e non è nel mio stile offendere chicchesia. Ciò che conta è la maturazione di un pensiero e la sua lecita e doverosa manifestazione.
Infatti, fin dalle prime battute nel succedersi degli interventi dell’opposizione che ha animato una seduta piuttosta povera di analisi e argomentazioni da parte della maggioranza è emersa una critica alla tecnica di formazione del consenso elettorale e quindi della vittoria elettorale conseguita. La critica è stata implicitamente riconosciuta come fondata dalla stesso sindaco. Uno dei consigleri di minoraranza (Antonio Cambareri, in passato della stessa parte politica del sindaco eletto, poi dissociatosi) ha parlato senza mezzi termini di “clientelismo”. La critica alquanto pesante e corposa è stata a mio avviso formulata nel lecito esercizio delle prerogative costituzionale di un consigliere (comunale, provinciale, regionale, nazionale). Se un consigliere dovesse aver timore o soggezione nell’esprimere in regolare seduta la sua opinione ed il suo pensiero, la tanto declamata democrazia che ci renderere superiori ai musulmani fondamentalisti non esisterebbe neppure per finta. Non ha colto l’essenza di questa prerogativa costituzionale un consiglere della maggioranza, che si è sentito punto dall’ampio e articolato discorso del consigliere Cammareri. Il consigliere di maggioranza ha parlato di un tono pieno di “disprezzo” usato dal consigliere di minoranza, tono di disprezzo per la verità da me non rilevata. La critica era certamente aspra, ma legittima e soprattutto formualata nell’esercizio di un diritto/dovere. Qualche dubbio mi ha invece fatto sorgere l’intervento del consigliere di maggioranza, quasi egli volesse negare se non peggio il diritto altrui di esprimersi. Non esiste purtroppo una registrazione su nastro degli interventi e non vorrei equivovare esplicitando oltre le mie impressioni.
Uno degli aspetti sostanziali delle critiche emerse nel dibattito consiliare verteva sulla diffusa pratica di numerose delega ad acta, scherzosamente dette “ad acqua”. Non si capisce bene il fondamento normativo. Si è toccata la comicità quando uno dei consigliere ha chiesto chiarimenti su un riferimento normativo inesistente posto in epigrafe ad una di queste nomine. Il Sindaco ha risposto che deve considerarsi permesso tutto quello che non è espressamente vietato. Ma appunto in questo modo ha anche riconosciuto che il riferimento normativo (Visto…) è immaginario. Meglio avrebbe scritto: “Mi è piaciuto…”. L’uso di persone, amici o parenti (cuginoi) del sindaco, per incarichi (non retribuiti) potrebbe essere interpretato positivamente come ampia associazione di sodali nell’esercizio del potere. Ha qui ammesso lo stesso sindaco che ciò potrebbe o ha già avuto una positiva ricaduta nel suffragio elettorale. Ma sorgono altre perplessità riguardanti l’effettiva competenza dei delegati, l’imputazione giurdica dei loro atti, ecc. Pare di poter concludere che questa pratica è una mera tecnica di organizzazione del consenso e di compattamento del gruppo di maggioranza che forse con troppa docilità approva atti che potrebbero poi rivelarsi viziati sotto diversi profili e censurabili ad un superiore controllo. E non a caso un consigliere, già Sindaco, ha chiesto che venisse trasmesso alla corte dei conti il bilancio approvato dalla maggioranza.
Più consistente è stato invece il rilievo che quasi tutti i consiglieri di minoranza hanno rivolto alla proposta all’ordine del giorno di modifica del piano regolatore approvato appena un anno fa. Da un privato (?) è stata chiesta una variante per realizzare in località Melia (zona agricola) una “casa albergo”. Protesto qui la mia ignoranza. So cosa è una “casa” (uso abitativo privato) e cosa è un “albergo” (ho girato un po’ di mondo ed ho dimorato in numerosi alberghi), ma cosa sia una “casa albergo” confesso di non sapere e temo sia una casa che forse sarà un albergo. Dall’opposizione è stata stigmatizzata la deliberazione di una variante su richiesta di un privato ad appena un anno dal piano regolatore. Il consigliere Cammareri ha qui ripetuto la critica di clientelismo. Non ho capito e sarebbe da verificare se il privato che ha presentato istanza per una variante al piano regolatore sia egli stesso un membro della maggioranza. Infatti, ho notato l’assenza dalla discussione di un consigliere della maggioranza per tutta la durata della discussione sulla richiesta di variante e relativa votazione. Va però aggiunto a questo riguardo quanto ha replicato il Sindaco, e cioè che la più recente normativa regionale e nazionale consentirebbe tutto quanto è stato criticato e deplorato da parte dell’opposizione, i cui membri hanno fatto tutti su diversi aspetti incisivi interventi di cui non ho preso nota stenografica.
L’impressione generale che ho tratto da questa mia prima partecipazione (come pubblico) ai lavori del consiglio comunale di Scilla è dunque positiva per la vitalità complessiva del consiglio, ma con qualche perplessità per la conduzione degli affari attinenti l’interesse pubblico. La qualità tecnico-giuridica dei consiglieri di maggioranza mi è parsa complessivamente inferiore a quelli di minoranza, fra i quali in premessa non ho risparmiato tuttavia aperta critica al rappresentante del mio partito, che era assente e che non ho potuto perciò valutare. Spero che ciò che mi valga come prova di indipendenza di giudizio.
PS – Pubblico con ritardo questo resoconto. Infatti in Seminara non disponevo di connessione veloce. Adesso mi trovo in Roma, da dove pèosso connettermni quotidianamente ed aggiornare i miei blog trascurati negli ultimi tre mesi. Alcuni giudizi vanno rivisti. Mi riservo di farlo, quando ne avrò tempo. Ma anche così penso che il post possa essere pubblicato e proposto al dibattito. In particolare, ho stigmatizzato l’assenza del rappreentante di Forza Italia allla seduta del Consiglio Comunale di Scilla. In linea di principio ritengo che agli organi elettivi si debba essere sempre presenti, salvo giustificati e temporanei impedimenti. La critica vale per tutti i partiti. E’ questo un punto che ho argomento numerose volte e non mi stancherò di ripetermi al riguardo. Tuttavia, ho notato la presenza del rappresentante di Forza Italia ad una manifestazione importante per Scilla. Il raduno nazionale dei Sommelier d’Italia. A questa manifestazione non ho visto invece i rappresentanti della maggioranza scillese, che forse volevano così sabotare una manisfestazione importante non da loro patrocinata e controllata…. Ma su tutto ciò posso sbagliarmi. Sto appena incominciando a studiare la situazione scillese, senza faziosità e pregiudizio. Sono lieto se potrò suscitare un dibattito.

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