La novella lieta era quella che annunciava con il governo Berlusconi la certa realizzazione del ponte sullo Stretto, cosa di cui sentivo parlare da quando ero ragazzo. Un'opera di rilevanza mondiale. Intorno alla questione si era acceso un grande dibattito con aspra contrapposizione fra favorevoli e contrari. Non essendo un ingegnere o un architetto, io non ho preso pubblica posizione sull'argomento. Sono originario di Seminara, a circa trenta km dal punto di attraversamento dello Stretto. Le prime volte che ho preso il traghetto è prevalso l'aspetto turistico della traversata. Ma a lungo andare trovo che sia uno strazio, con buona pace di Pecoraro Scanio, il quale ebbe a dire in uno dei suoi innumerevoli ed insulsi passaggi televisivi che "sta bene così".
Trovo ovvio che ingegneri ed architetti debbano saperci dire se l'opera è tecnicamente fattibile ed affidabile. Non è questione che possono decidere gli incompetenti. Non è con manifestazioni di piazza che si può stabilire se un ponte è solido per poter reggere e durare nel tempo. I romani (quelli antichi) di ponti ne hanno fatto tanti che hanno resistito nel tempo e sono stati un segno grandioso della loro capacità e opera civilizzatrice. Solo dopo che gli esperti ci abbiano assicurato che l'opera è fattibile e sicura (non un'avventura o un salto nel buio), si potrà essere favorevoli o contrari e dividersi su ragioni di opportunità, ma non di fattibilità dell'opera, cosa che che deve essere assolutamente certa per tutti.
Io sono rimasto al punto in cui sembrava accertato senza ombra di dubbio che l'opera era tecnicamente fattibile. Dopodiché mi ha fatto riflettere il controargomento (alla Pecoraro) secondo cui vi sarebbero problemi di "impatto ambientale". Che vuol dire impatto ambientale? Vuol dire forse che un ponte sullo Stretto è cosa esteticamente brutta? Dicevano gli antichi: de gustibus ne disputandum est. Ma se è brutto un ponte sullo Stretto è forse bello tutto ciò che da un punto di vista edilizio è stato realizzato nell'area dello Stretto. Chi visita quei paesi potrà essere d'accordo con me sul giudizio seguente: uno più brutto dell'altro! Gli scempi edilizi e l'assenza di criteri urbanistici è cosa che risalta agli occhi del più profano dei profani.
All'ultima seduta del Consiglio Regionale (vedi) è stato rilevato il silenzio assoluto di Loiero sulla questione dello Stretto, per la cui realizzazione vi era stata una manifestazione in Roma. Le ragioni del silenzio sono state svelate poco dopo dal governo Prodi. Hanno deciso in finanziaria l'aggiornamento sine die della realizzazione del Ponte. Si badi: non si è detto che il ponte non è tecnicamente realizzabile, ma solo che a giudizio degli eccelsi governanti (tali per una manciata di voti) non è "prioritaria". Così parlò Zaratustra, cioè Prodi-Pecoraro. Si è detto per consolazione dei poveri calabresi, mirabilmenti governati da Agazio Loiero, che in cambio si spenderanno i soldi "già" accantonati per il Ponte per il finanziamento dell'autostrada e della statale ionica. Già!
A me che sono il signor Nessuno vengono subito in mente alcune obiezioni. Il Ponte si doveva fare perché progetto di rilevanza europea. L'autostrada e la statale si devono pure fare, ma con fondi ordinari. Autostrada e statale sono atto dovuto per qualsiasi governo (passato, presente, futuro). Il Ponte era opera straordinaria che il governo Berlusconi ha avuto l'ambizione di voler realizzare: e stava per far decollare. E' venuto il buon Prodi con il suo pendant regionale Loiero e vi hanno messo una pietra tombale per sempre, non la classica prima pietra ma una pietra sopra, appunto una pietra tombale.
Si era anche detto che i fondi per la realizzazione dello Stretto avrebbe alimentato la malavita. Questo è stato vero per l'autostrada e lo è ancora. I morti ammazzati trovano probabilmente qui una spiegazione. Il ponte sullo Stretto avrebbe potuto essere al riparo da questo genere di economia indotta forse proprio in ragione del suo carattere europeo. Del resto, il Ponte sarebbe stato un valido argomento ed impulso per l'indotto ulteriore: il completamento ed ammodernamento di tutta la rete stradale (autostradale, superstrade, statale, provinciale, comunale, interpoderale...). Bene che vada i calabresi avranno un pezzo di autostrada e poi saranno gabbati per secoli: avete avuto, ora statevene buoni! Il vostro eterno destino è la mendicità. Mendicate, mendicate e vi sarà dato!
POST SCRIPTUM - Non ho ben capito se il mio commentatore Andrea il Ponte lo voleva o non lo voleva. Purché non cada, io lo avrei voluto. Per il resto che si faccia o non si faccia non è per me una questione di fede religiosa o di schieramento politico. Se poi un controllo europeo possa essere effettivamente più efficace di un controllo nazionale o addirittura regionale, posso opinarlo, ma non propriamente saperlo. Sui contributi comunitari so che esistono controlli che si rivelano efficaci ed i funzionari europei sono abbastanza ben pagati per non cadere vittime delle lusinghe della corruzione. Ma a parte ciò, a costo di sembrare un calabrese anticalabrese, trovo un modo di pensare di altri tempi l'idea che dal Nord piovano soldi per la bella faccia dei calabresi, che sono appunto belle. Trovo giusto che ogni territorio debba saper decollare con i suoi mezzi e la sua volontà. La questione meridionale dura da oltre 150 anni e forse in Calabria vogliono che duri altri 1500 anni. Il Ponte poteva essere un progetto tale da interessare il tedesco di Berlino che volesse raggiungere per via di terra Palermo. La Bovalino-Bagnara, se mai si farà, può interessare i soli calabresi ed è giusto che siano loro a pagarsela, se la vogliono e possono permettersela. Altrimenti possono continuare ad andare a dorso di mulo, cosa molto salutare ed ecologica... Credo che Pecoraro Scanio sia d'accordo su questo punto. Insomma, dirottare i soldi del Ponte sulla rete locale mi sembra l'ennesima truffa ai danni dello Stato italiano e dell'Unione europea. La Calabria ha perso un'occasione storica... per nulla!
- Spiccioli. Esattamente il 20 settembre avrei dovuto recarmi al RISS, la polizia scientifica, di Messina, partendo appunto da Seminara. Se solo avessi dovuto attraversare lo Stretto con il tradizionale traghetto, avevo progettato da lasciare la macchina in qualche parcheggio a pagamento in Villa San Giovanni. Giunto a Messina, avrei fatto un poco di turismo, visitando qualche conoscente, prima o dopo essermi recato al RISS, che però si trova al km 6,5 di non so quale strada fuori Messina. Quando mi sono accorto dell'ubicazione e della difficoltà di raggiungerla, ho rinunciato! Non ci sono andato poiché non era cosa obbligatoria ma solo facoltativa. Disponendo da qualche anno di un'automobile, ho girato buona parte del reggino e mi sono fatto un'idea diretta dei collegamenti esistenti. In genere, cosa da Indiana Jons. In ogni caso, non ho mai pensato nelle mie escursioni di mettere la macchina sul traghetto e di visitare la parte della Sicilia confinante con la Calabria. Per me l'Italia finisce sullo Stretto e la Calabria è la periferia estrema ed irrimediabilmente degradata della Penisola. La Sicilia mi resta lontana, pur essendo a poche decine di km. Con un Ponte che fosse possibile attraversare in poco più di un minuto mi immagino un'Area dello Stretto che avrebbe potuto rendere un tutto unitario le due sponde. Immagino con importanti sinergie economiche. Non dispongo di un'elicottero privato per la traversata dello Stretto, ma solo di una modesta utilitaria!
- Postilla. Grazie a radio radicale, posso sentire ogni tanto interviste a tecnici esperti delle nuove frontiere della comunicazione. Parrebbe di capire che sono diventati obsoleti treni, metropolitane, ponti, ecc. Ma se è così incominciamo ad abbattare i ponti esistenti, altro che costruirne di nuovo. Qualcuno ci ha fatto sapere che sono brutti, lo dice lui! Ed allora abbattiamoli e sostituiamoli magari con il teletrasporto alla Strattrek, oppure addomestiachiamo le aquile e facciamoci trasportare tenendolo al guinzaglio.
- Ricerca. Non so quanto i proprietari dei traghetti abbiano guadagnato finora. Ma non capisco perché gli stessi soldi non potrebbero venire spesi per l'attraversamento di un ponte ed in questo modo in tutto o in parte finanziare l'opera. In quanto ad "impatto ambientale" non mi sembra che Villa San Giovanni sia un luogo ameno e delizioso. Ma per Percoraro Scanio "sta bene come sta".
- Le cento ragioni. Sulle cento ragioni valide per non costruire il Ponte, cui accenna Andrea, io per la verità non ne conosco neppure una, ma ho però detto che sono ignegneri ed architetti che devono dare il responso vincolante sulla fattibilità tecnica dell'opera. Gli economisti devono dire anche la loro. Dopo resta spazio per il giudizio politico di opportunità, ossia la decisione passa ai cittadini. Come cittadino interessato all'Area dello Stretto mi dichiaro favorevole all'idea ormai tramontata del Ponte, salvo maturo ravvedimento.
Trovo ovvio che ingegneri ed architetti debbano saperci dire se l'opera è tecnicamente fattibile ed affidabile. Non è questione che possono decidere gli incompetenti. Non è con manifestazioni di piazza che si può stabilire se un ponte è solido per poter reggere e durare nel tempo. I romani (quelli antichi) di ponti ne hanno fatto tanti che hanno resistito nel tempo e sono stati un segno grandioso della loro capacità e opera civilizzatrice. Solo dopo che gli esperti ci abbiano assicurato che l'opera è fattibile e sicura (non un'avventura o un salto nel buio), si potrà essere favorevoli o contrari e dividersi su ragioni di opportunità, ma non di fattibilità dell'opera, cosa che che deve essere assolutamente certa per tutti.
Io sono rimasto al punto in cui sembrava accertato senza ombra di dubbio che l'opera era tecnicamente fattibile. Dopodiché mi ha fatto riflettere il controargomento (alla Pecoraro) secondo cui vi sarebbero problemi di "impatto ambientale". Che vuol dire impatto ambientale? Vuol dire forse che un ponte sullo Stretto è cosa esteticamente brutta? Dicevano gli antichi: de gustibus ne disputandum est. Ma se è brutto un ponte sullo Stretto è forse bello tutto ciò che da un punto di vista edilizio è stato realizzato nell'area dello Stretto. Chi visita quei paesi potrà essere d'accordo con me sul giudizio seguente: uno più brutto dell'altro! Gli scempi edilizi e l'assenza di criteri urbanistici è cosa che risalta agli occhi del più profano dei profani.
All'ultima seduta del Consiglio Regionale (vedi) è stato rilevato il silenzio assoluto di Loiero sulla questione dello Stretto, per la cui realizzazione vi era stata una manifestazione in Roma. Le ragioni del silenzio sono state svelate poco dopo dal governo Prodi. Hanno deciso in finanziaria l'aggiornamento sine die della realizzazione del Ponte. Si badi: non si è detto che il ponte non è tecnicamente realizzabile, ma solo che a giudizio degli eccelsi governanti (tali per una manciata di voti) non è "prioritaria". Così parlò Zaratustra, cioè Prodi-Pecoraro. Si è detto per consolazione dei poveri calabresi, mirabilmenti governati da Agazio Loiero, che in cambio si spenderanno i soldi "già" accantonati per il Ponte per il finanziamento dell'autostrada e della statale ionica. Già!
A me che sono il signor Nessuno vengono subito in mente alcune obiezioni. Il Ponte si doveva fare perché progetto di rilevanza europea. L'autostrada e la statale si devono pure fare, ma con fondi ordinari. Autostrada e statale sono atto dovuto per qualsiasi governo (passato, presente, futuro). Il Ponte era opera straordinaria che il governo Berlusconi ha avuto l'ambizione di voler realizzare: e stava per far decollare. E' venuto il buon Prodi con il suo pendant regionale Loiero e vi hanno messo una pietra tombale per sempre, non la classica prima pietra ma una pietra sopra, appunto una pietra tombale.
Si era anche detto che i fondi per la realizzazione dello Stretto avrebbe alimentato la malavita. Questo è stato vero per l'autostrada e lo è ancora. I morti ammazzati trovano probabilmente qui una spiegazione. Il ponte sullo Stretto avrebbe potuto essere al riparo da questo genere di economia indotta forse proprio in ragione del suo carattere europeo. Del resto, il Ponte sarebbe stato un valido argomento ed impulso per l'indotto ulteriore: il completamento ed ammodernamento di tutta la rete stradale (autostradale, superstrade, statale, provinciale, comunale, interpoderale...). Bene che vada i calabresi avranno un pezzo di autostrada e poi saranno gabbati per secoli: avete avuto, ora statevene buoni! Il vostro eterno destino è la mendicità. Mendicate, mendicate e vi sarà dato!
POST SCRIPTUM - Non ho ben capito se il mio commentatore Andrea il Ponte lo voleva o non lo voleva. Purché non cada, io lo avrei voluto. Per il resto che si faccia o non si faccia non è per me una questione di fede religiosa o di schieramento politico. Se poi un controllo europeo possa essere effettivamente più efficace di un controllo nazionale o addirittura regionale, posso opinarlo, ma non propriamente saperlo. Sui contributi comunitari so che esistono controlli che si rivelano efficaci ed i funzionari europei sono abbastanza ben pagati per non cadere vittime delle lusinghe della corruzione. Ma a parte ciò, a costo di sembrare un calabrese anticalabrese, trovo un modo di pensare di altri tempi l'idea che dal Nord piovano soldi per la bella faccia dei calabresi, che sono appunto belle. Trovo giusto che ogni territorio debba saper decollare con i suoi mezzi e la sua volontà. La questione meridionale dura da oltre 150 anni e forse in Calabria vogliono che duri altri 1500 anni. Il Ponte poteva essere un progetto tale da interessare il tedesco di Berlino che volesse raggiungere per via di terra Palermo. La Bovalino-Bagnara, se mai si farà, può interessare i soli calabresi ed è giusto che siano loro a pagarsela, se la vogliono e possono permettersela. Altrimenti possono continuare ad andare a dorso di mulo, cosa molto salutare ed ecologica... Credo che Pecoraro Scanio sia d'accordo su questo punto. Insomma, dirottare i soldi del Ponte sulla rete locale mi sembra l'ennesima truffa ai danni dello Stato italiano e dell'Unione europea. La Calabria ha perso un'occasione storica... per nulla!
- Spiccioli. Esattamente il 20 settembre avrei dovuto recarmi al RISS, la polizia scientifica, di Messina, partendo appunto da Seminara. Se solo avessi dovuto attraversare lo Stretto con il tradizionale traghetto, avevo progettato da lasciare la macchina in qualche parcheggio a pagamento in Villa San Giovanni. Giunto a Messina, avrei fatto un poco di turismo, visitando qualche conoscente, prima o dopo essermi recato al RISS, che però si trova al km 6,5 di non so quale strada fuori Messina. Quando mi sono accorto dell'ubicazione e della difficoltà di raggiungerla, ho rinunciato! Non ci sono andato poiché non era cosa obbligatoria ma solo facoltativa. Disponendo da qualche anno di un'automobile, ho girato buona parte del reggino e mi sono fatto un'idea diretta dei collegamenti esistenti. In genere, cosa da Indiana Jons. In ogni caso, non ho mai pensato nelle mie escursioni di mettere la macchina sul traghetto e di visitare la parte della Sicilia confinante con la Calabria. Per me l'Italia finisce sullo Stretto e la Calabria è la periferia estrema ed irrimediabilmente degradata della Penisola. La Sicilia mi resta lontana, pur essendo a poche decine di km. Con un Ponte che fosse possibile attraversare in poco più di un minuto mi immagino un'Area dello Stretto che avrebbe potuto rendere un tutto unitario le due sponde. Immagino con importanti sinergie economiche. Non dispongo di un'elicottero privato per la traversata dello Stretto, ma solo di una modesta utilitaria!
- Postilla. Grazie a radio radicale, posso sentire ogni tanto interviste a tecnici esperti delle nuove frontiere della comunicazione. Parrebbe di capire che sono diventati obsoleti treni, metropolitane, ponti, ecc. Ma se è così incominciamo ad abbattare i ponti esistenti, altro che costruirne di nuovo. Qualcuno ci ha fatto sapere che sono brutti, lo dice lui! Ed allora abbattiamoli e sostituiamoli magari con il teletrasporto alla Strattrek, oppure addomestiachiamo le aquile e facciamoci trasportare tenendolo al guinzaglio.
- Ricerca. Non so quanto i proprietari dei traghetti abbiano guadagnato finora. Ma non capisco perché gli stessi soldi non potrebbero venire spesi per l'attraversamento di un ponte ed in questo modo in tutto o in parte finanziare l'opera. In quanto ad "impatto ambientale" non mi sembra che Villa San Giovanni sia un luogo ameno e delizioso. Ma per Percoraro Scanio "sta bene come sta".
- Le cento ragioni. Sulle cento ragioni valide per non costruire il Ponte, cui accenna Andrea, io per la verità non ne conosco neppure una, ma ho però detto che sono ignegneri ed architetti che devono dare il responso vincolante sulla fattibilità tecnica dell'opera. Gli economisti devono dire anche la loro. Dopo resta spazio per il giudizio politico di opportunità, ossia la decisione passa ai cittadini. Come cittadino interessato all'Area dello Stretto mi dichiaro favorevole all'idea ormai tramontata del Ponte, salvo maturo ravvedimento.

1 commenti:
Ed ecco che Zarathustra parlò di nuovo e aggiunse:
"Il ponte sullo Stretto avrebbe potuto essere al riparo da questo genere di economia indotta forse proprio in ragione del suo carattere europeo. "
Cioè, solo perchè i soldi vengono dall'europa, non dovrebbero finire nelle tasche dei mafiosi?!
L'ha sparata grossa. Questo e cento altri sono i motivi per cui la grande opera non deve essere fatta. Perchè bisogna puntare sugli aereoporti, sulle autostrade del mare per i mezzi pesanti, e sulle strade locali, che non ci sono. Non ci sono proprio. Perchè l'autostrada, quando sarà finita sarà sempre un collo di bottiglia. E' comunque scomoda e infinitamente lunga.
Andrea.
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