giovedì, giugno 15, 2006

Un ritratto di Gigi Fedele fatto da Cesare Zavettieri

Mi trovo purtroppo a dover elaborare dati di seconda mano, integrati quando possibile con l'esperienza personale e diretta. Negli ultimi anni, ossia almeno dal 2002, per chi nel reggino avesse inteso fare politica militando in Forza Italia la piazza era occupata da due nomi: Pietro Fuda e Luigi Fedele. Era come se fossero i "padroni" del partito e della politica. Uno poteva anche avere idee innovative, intendere la politica secondo la più pura dottrina liberale e democratica, avere studiato un'intera vita sui classici della politica, ma alla fine in quel di Calabria il tutto si doveva risolvere con un: «A chi obbedire, a Fuda o a Gigi?». Inutile dire che per me questa è un'aberrazione assolutamente contrastante con l'art. 49 della costituzione. Ma di ciò ho già detto altrove e vi ritornerò ancora. La premessa mi serve per tracciare un profilo di questi due uomini che – per fortuna o sfortuna – non ho mai conosciuto e di cui so per sentito dire o per aver letto. Di Fuda è presto detto: con Forza Italia non ha più nulla a che fare, ma a suo tempo mi impedì – salvo errore – di costituire una sezione di Forza Italia in Seminara, seguendo i più puri principi democratici e costituzionali. Di Luigi Fedele che è ora in parlamento, immeritatamente grazie alla legge elettorale, ricavo il seguente ritratto, non da me fatto, ma dovuto alla penna avvelenata di Cesare Zavettieri. Quanto possa esservi del vero lo lascio giudicare a chi legge. Il mio scopo non è di attaccare Luigi Fedele, che non conosco e con cui non ho il benché rapporto, ma di contribuire alla riforma della politica in Calabria ed in particolare alla ricostruzione del partito calabrese di Forza Italia. Poiché gli stessi mali sono presenti negli altri partiti del centrodestra potrebbe essere un'occasione questa per rilanciare dalla Calabria la costruzione del partito unitario, non per sovrapposizione di sigle esistenti, ma creando una nuova unità organica. Ma questo è solo un auspicio che urta con vizi profondamente radicati.

Cosa dice dunque Zavettieri di Luigi Fedele? Riporto i passi salienti dall'articolo apparso su "il Quotidiano" (sono abbonato all'edizione di Reggio Calabria) del 2 giugno 2006, pagina 14. Intano dice fin nel titolo a Fedele: «Non fare l'esperto!», a proposito di »crisi dei partiti«. Nella vita civile Luigi Fedele inizia la sua fortuna politica e personale come medico condotto in quel di Sinopolicchio, non come politologo di professione. Quella dei medici è una categoria largamente rappresentata nella politica calabrese. Si pensa che attraverso l'inluenza sugli assistiti si possa facilmente ottenere il loro voto. Quanti clienti ha il tal medico? Tremila? Mille? Ottocento? Sono voti assicurati! Può già contare sull'elezione e perfino su un assessorato! E perché un malato dovrebbe votare per il suo medico? La risposta a chi legge. Un medico può essere un bravo medico, ma non per questo è necessariamente un bravo amministratore. Sottigliezze.

Testuali parole di Cesare Zavettieri: «Non conoscevo l'onorevole Luigi Fedele quale esperto di flussi elettorali, di mobilità, di come si organizza e si mantiene il consenso, di come si formano i partiti, anche se di strada politica ne ha fatta parecchia da quando era medico condotto in quel di Sinopolicchio». Zavettieri risponde colpo su colpo ad una polemica iniziata da Luigi Fedele. A noi non interessa la polemica, ma i dati – supposti veritieri – che possono venirne fuori. Noi ovviamente siamo di Forza Italia ed utilizziamo gli stessi dati, se veritieri, per una critica interna e pubblica. Prosegue Zavettieri: «Lo sapevo esperto, questo sì, di insediamenti di zoo di animali esotici nell'Azienda forestale di Gambarie d'Aspromonte, morti di freddo e di clima nell'autunno di qualche anno addietro, costati decine di miliardi alle casse dell'Ente presieduto da uno stretto congiunto, per soddisfare le ambizioni di un presidente intraprendente e produrre pubblicità a buon mercato, non certo della Calabria migliore, sui media nazionali». Avevo letto anche io di questo zoo che mi aveva fatto ridere ed indignare al tempo stesso, facendomi pensare alla Calabria come luogo di spreco e dilapidazione del denaro pubblico, spesso proveniente per trasferimento di fondi statali e quindi causa dell'enorme debito pubblico nazionale. Non sapevo che dietro allo scandalo ci fosse lo stesso Luigi Fedele. Il fatto che l'on. abbia favorito i suoi congiunti è cosa che ho sentito da più parti con le mie orecchie. L'ultima conferma è stata la candidatura provinciale di un suo fratello a scapito di altri candidati possibili: Forza Italia è nel reggino cosa della famiglia Fedele!

Sempre Zavettieri, rigorosamente e su un organo di stampa qui citato, ricorda: «Conoscevo il Nostro anche come esperto in “Concorsone" dove, per caso, trovava naturale collocazione un congiunto ancora più stretto, procurando ancora una volta una overdose di pubblicità alla Calabria specie nella seguitissima trasmissione di Italia 1 "le Iene", ma mai come esperto in formazione di partiti...». E qui prosegue con una nota dolente che noi militanti di Forza Italia ben conosciamo: «...Anche perché il suo partito, quello di Forza Italia, se l'è trovato bello e fatto dal cavalier Berlusconi, e si è subito ficcato dentro, come il topo nel formaggio». In effetti, Forza Italia è stata in buona parte una creazione mediatica di Berlusconi. E' mancato – e ne paghiamo le conseguenze – il radicamento territoriale fatto da cittadini (non di clienti e tirapiedi) che sapessero aggregarsi democraticamente per discutere di politica ed elaborare progetti, programmi, candidature. Ho sentito di un deputato al parlamento che senza colpo ferire si è trovato catapultato alla Camera sull'onda del primo successo mediatico, ma poi è stato lo stesso che un nulla e sul piano legislativo e sul piano territoriale di organizzazione del partito.

Chiude lo stesso Zavettieri con una stoccata finale: l'unico strumento di consenso di cui Fedele Luigi si sapeva servire era la gestione del potere, di cui è ora rimasto orfano. Possiamo noi aggiungere che questa critica, se fondata, non è imputabile al solo Luigi Fedele: in quel di Calabria così fan tutti! Se Gigi lo abbia fatto di più, di meno o nella media... o per nulla, cercheremo di appurarlo. Ci siamo qui limitati a nient'altro che riportare un articolo di stampa, riproducendo le parole di un avversario. Se queste parole possono essere occasione di un dibattito interno a Forza Italia non sarebbe un male e non è cosa di cui dover temere. Ben vengano tutte le critiche, anche da parte di avversari, se queste possono servire ad innalzare il livello della politica calabrese, forse il più basso d'Italia.

1 commenti:

Domenico R. ha detto...

Mi dispiace doverla contraddire ma come compaesano e amico dell'on. Luigi Fedele mi trovo completamente in disaccordo su ciò che leggo nel suo blog. Su quali prove imputa che gli animali esotici di Basilicò siano stai avallati dall'on. Luigi Fedele? Come fa a giudicare una persona che non conosce? Pure io potrei estrapolare da un articolo alcune frasi ed attriburgli un significato diverso da quello reale. I familiari poi dell'on. sono tutte persone valide ed intelligenti...