1°) La notizia: Al suddetto sarebbe stato conferita una Medaglia dalla Sapienza di Roma. Commento: L'Università di Roma, dove mi sono laureato nel 1975 e dove insegno ininterrottamente da allora, conferisce come normale onorificenza lauree honoris causa a personaggi che ne sono evidentemente degni e ne hanno titolo. In questa occasione tutti i docenti della
Sapienza ricevono dal Rettore un formale invito per la cerimonia di conferimento, che si svolge in Aula Magna. Niente di analogo esiste che io sappia per medaglie di sorta. Nella mia scrivania non è mai giunto dal Rettore un invito per un conferimento pubblico di medaglie a tal Santo, ch'io sappia o ricordi. Essendo il Rettore il solo legale rappresentante dell'Ateneo gli chiedo lumi al riguardo, girando all'indirizzo del prorettore questo post, scusandomi per il disturbo che in tal modo gli reco, ma trattasi del buon nome della Sapienza chiamata in causa in quel di Calabria. Non mancherò di dare integrale pubblicità in questa stessa sede e con eguale rilievo grafico all'eventuale risposta.2°) Per quanto riguarda i miracoli del Santo calabrese in Roma, beninteso senza condurre attività investigativa, posso ricostruire quanto segue. Gli Studenti della Sapienza ricevono fondi per organizzare loro proprie manifestazioni. Con i soldi che ricevono fanno quel che vogliono e non vi è sindacato o censura da parte dei docenti che hanno tutto l'interesse pedagogico a promuovere la loro autonomia. Possono anche organizzare feste di ballo e concerti con spettacoli comici e
goliardici. In questo contesto anche io ho potuto suggerire con successo ad altro Studente dello stesso Consiglio di Amministrazione di invitare dei musicisti seminaresi, che desideravano essere invitati pure loro "dalla" Sapienza e che me lo avevano chiesto. Hanno potuto fare il loro concerto, senza conferimento di medaglie, ma con il pagamento delle spese di soggiorno. Per il Santo calabrese è intervenuta l'Internazionale comunista. Uno studente di Rifondazione comunista eletto in quota nel Consiglio di Amministrazione si è avvalso dello stesso sistema per esaudire la richiesta di una manifestazione, evidentemente sollecitata dal compagno di partito, il quale sarebbe potuto così tornare in Calabria e dire di essere stato "alla" Sapienza, dove già stanno 180.000 studenti ed oltre 5.000 docenti che certamente al 99,99 per cento nulla sanno del Santo calabrese e meno che mai credono ai suoi miracoli.3°) La "promozione" della cultura calabrese in Roma è consistita nella "riedizione minore" di una manifestazione finanziata con i soldi della provincia, quando il Sunnominato aveva le mani in pasta, svoltasi in Reggio di Calabria. Naturalmente, chi dalla vicina università di Messina gestì a suo tempo la cosa sotto il profilo scientifico ha ben pensato di utilizzare i fondi piovuti dalla Provvidenza, disinteressandosi totalmente delle origini e delle ricadute localistiche: un caso di eterogenesi dei fini! Pare che siano stati spesi 300 milioni di vecchie lire, per far nascere a forza in Seminara un tal Leonzio Pilato che non
solo in Seminara non è nato, ma non aveva nessuna intenzione di nascervi, se è vero, come dice Petrarca, che si vergognava delle sue generiche origini calabresi e millantava una nascita ellenica: io gli avrei dato il beneficio dell'autocertifcazione e l'avrei lasciato greco, se ciò corrispondeva alla sua volontà ed ai suoi desideri. Suo malgrado, il disgraziato in forma bronzea, edificata con i soldi dei contribuenti, campeggia in Seminara in uno spiazzo antistante la casa del Santo, che può così comtemplarlo dal suo balcone e additarlo ai suoi ospiti. Ad avvenuta edificazione, non ho potuto consultare nessuna pratica amministrativa comunale per l'innalzamento del manufatto in suolo pubblico e dubito che ne esista una. Era infatti al potere l'amministrazione di sinistra del sindaco Costantino, che vidi casualmente in una tv locale festante e radioso, mentre si faceva riprendere in compagnia del Santo ai piedi del monumento. Il patrimonio archivistico del Comune era nel frattempo infestato da gatti e topi, accatastato in un sottotetto, da poco realizzato ma da cui trapanava l'acqua piovana. I danni per la colpevole incuria sono stati consistenti e posso ben dirlo io a cui è stato infine possibile recuperare quel che era possibile, senza ottenere o agognare medaglie di nessun genere, ma combattendo contro difficoltà di ogni genere e rimettendoci di propria tasca. Vado da anni denunciando il degrado degli archivi calabresi e mi duole apprendere il modo scriteriato in cui viene speso il danaro. Da calabrese divenuto cittadino romano, dico che è meglio non fare trasferimenti di denari al sud, se sono soldi sprecati e dilapidati.4°) In Calabria si svolgono innumerevoli convegni sulla cultura della legalità e quindi dovrebbe essere un dato acquisito almeno il principio della trasparenza amministrativa. Avevo perciò tentato come cittadino di sapere dalla Provincia di Reggio Calabria quanto era costata ai contribuenti calabresi e italiani una manifestazione culturale tutta concepita ed ispirata per dare i natali in Seminara ad un dubbio cittadino del passato e medaglie e cariche e proventi ad un altro del
presente, tuttora vivente. Non ottenendo nessuna risposta, pensai di riuscire più autorevole se avvalendomi del mio titolo universitario di Docente della Sapienza avessi rivolto una nuova richiesta con carta intestata dell'Università di Roma La Sapienza, dandone adeguata motivazione. Con quale risultato? Non solo non ottenni una risposta diretta, ma un impiegato della Cultura Provinciale pensò di rispondere non a me, firmatario della lettera, magari negando e spiegando il motivo del diniego, ma di inoltrare una missiva al Direttore (elettivo e pro tempore) del mio Dipartimento di Teoria dello Stato, il quale secondo quanto ci si immagina in Calabria avrebbe dovuto darmi una tirata di orecchie per aver voluto io ficcare il naso nei Misteri calabresi e nelle sue pratiche religiose. Finì male per il mio Direttore che commise l'errore di chiamarmi e poteva finire peggio, se non fossi stato io moderato nella mia indignazione per l'incauta violazione delle mie prerogative e della mia libertà di ricerca. Ma si tratta di un'altra storia che non è qui il caso di narrare. Nè il Calabrò di Sinistra presidente della Provincia né il Fuda di centrodestra (ora a sinistra) succedutogli (continuità istituzionale e alto senso dello Stato) hanno voluto alzare i sipari sul modo in cui nello specifico erano stati spesi i danari pubblici in Calabria. Sono stato avvertito da più parti che quando si tratta di soldi pubblici non bisogna mai chiedere in Calabria come sono stati spesi. Ed in effetti trovai alquanto strani le reazioni alla mia richiesta. E non fu il solo caso del genere. Posi termine all'investigazione giudicando una risposta di per sé eloquente e sufficiente la mancata risposta ed il rifiuto di fornirla.5°) Sul merito culturale della manifestazione reggina basti dire che un Collega romano, già scottato dalla precedente manifestazione su Barlaam calabro, non ne volle sapere di una riedizione della convegnistica reggina in salsa pilatesca. I professori universitari sono spesso dei poveri cristi che vanno ovunque trovino qualcuno che li paghi e sono anche disposti a qualche concessione spacciata per scienza. Tra i frutti di quel convegno ci fu un articolo di stampa uscito su l'Avvenire, fornito al giornale da un collega ricercatore che scrisse essere nato in Seminara il Pilato Leonzio (ma nella circostanza meglio sarebbe Ponzio, da molto più tempo in attesa di patria certa). Investigando riuscì a scovare in Milano l'illustre collega
bizantinista mentre era intento ai fornelli per prepararsi il pasto serale. Gli chiesi: «Illustre Collega, finalmente! Ha trovato lei il documento letterario o archivistico che ci consente di dare patria certa ad un disgraziato e miserando letterato dei primi albori dell'umanesimo italiano! Mi dica dunque: qual è questa fonte da cui dipendono i destini di Calabria e dei suoi Santi? Risposta: macché! Io avevo scritto nel giornale: è nato a Seminara? con un bel punto interrogativo, che poi si è perso per strada! Dello stesso tenore sono state le risposte di tutti gli illustri studiosi viventi, da me interpellati, ai quali avevo chiesto la prova di ciò che pur avevano scritto e che io ero stato invitato a considerare come prove certe e certificate di scienza accademica.6°) La cultura calabrese odierna è tale per cui se si pretende di avere notizie certe su dati storici e letterari che riguardano le glorie patrie si diventa dei molesti guastafeste. La reazione tipica dell'elettorato del Santo: ma in fondo chi ce lo nega un
Pilato nato in Seminara? Adottiamolo! Questa è saggezza politica che produrrà lo sviluppo e la rinascita culturale del territorio e qualche Medaglia a qualcuno. Ho dovuto scrivere, a tempo perso, una Satira per denunciare il fatto ed il costume culturale che lo consente. Ne potete trovare i dettagli, almeno quelli narrabili senza incidenti giudiziari, nel blog Taurianum, dove ho iniziato a narrare l'episodio per dissuadere i calabresi dal cercare la santità per queste vie.7°) Un altro esempio per dimostrare che non di un caso disgraziato si tratta, ma di metodo e sistema. Sempre avendo il Santo le mani in pasta alla Provincia, fu concordato con Vescovo, il cui consenso era necessario, una diversa destinazione delle piccole somme che annualmente venivano erogate a tutte le parrocchie della diocesi per riparazioni e manutenzioni. Si concordava di destinare il tutto ad un progetto unico e mirato. Ripeto: era necessario il consenso del Vescovo. Questo consenso vi fu e venne deciso il restauro della chiesa di Sant'Antonio in Seminara, ubicata proprio accanto all'abitazione
privata del Santo, che su quella chiesa vanta una sorta di diritto di giuspatronato. I fondi disponibili non erano molti ed i lavori furono resi possibili perché il Mastro cui fu dato l'appalto, accettò di farsi pagare all'osso, forse rimettendoci, e non per edificazione dell'anima sua. Ho raccolto le sue lacrime, insieme con una bella favoletta in dialetto calabrese che in qualche altra circostanza narrerò. Fatto conclusivo ed istruttivo: terminato il restauro, i Santi patroni dell'opera avevano predisposto una lapide immensa, quasi più grande della stessa chiesa, che inizialmente era stata affissa davanti all'altare sopra la porta, appena si entrava nella minuscola chiesetta. Vedendo una simile bruttura, che non solo offendeva l'estetica ma metteva in ridicolo la devozione stessa di quanti in quella chiesa consacrata volevano esercitare la loro fede religiosa: non sappia la tua mano destra quel che fa la sinistra, dice un certo passo del Vangelo. Ma le esigenze di propaganda elettorale sono una cosa e la sincerità della fede è altra ancora. Fatto sta che l'Ing. Paolo Martino, responsabile diocesano dei beni artistici e culturali, nonché progettista e direttore dei lavori intimò al povero Mastro di rimuovere quella sconcezza se voleva essere pagato. Cosa che il Mastro fece senz'altro, sapendo chi era il suo autentico superiore e datore di lavoro. Tolta dall'interno la lapide riapparve dopo un certo tempo come affissione abusiva sulla facciata esterna della chiesa, a sinistra dell'altra lapide celebrante l'ingresso trionfale in Seminara di Carlo V:a destra l'Imperatore ed a sinistra il Santo.
POST SCRIPTUM
(testo non definitivo ed ancora in elaborazione)
Questo post viene da me in data odierna 21 luglio 2006 riletto sotto il profilo giuridico-penale per verificare se sono riuscito – come è sempre mia ferma intenzione – a restare entro i limiti del diritto costituzionale di pensiero e di critica. Così a me pare sia riuscito anche in questo caso, ma per esserne più certo l'intero testo è stato spedito al mio Legale perché ne faccia uno studio approfondito. Il mio ambito professionale è quello della critica scientifica: non sono né un farmacista né un ginecolo né un un ingegnere, un agricoltore e simili. Faccio il mio mestiere nella misura in cui so esercitare una critica scientifica di opere scritte, personaggi storici o letterari, periodi storici, eventi culturale. Il mestiere del ricercatore è poi molto diverso da quello dell'insegnante ripetitore che appunto ripete quanto scritto in manuali, ma non deve innovare. I miei post sono continuamente riletti proprio per verificare che l'argomentazione sia tutta dentro l'ambito della costituzione, che recita all'art. 21: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione».
, ossia... della suddetta libertà, che per un docente ricercatore è non solo un diritto ma anche un dovere in quanta grava su di lui la responsabilità di educare i giovani a pensare criticamente.
Ciò posto, procedendo con ordine e chiarezza e con la speranza di poter chiudere definitivamente con l'incredibile personaggio, ora nuovamente "nchianato” (salito, eletto) per disgrazia della Calabria, al seggio provinciale in quella disgratissima terra di Reggio Calabria, ricostruisco i fatti per singoli punti:
1°)
2°)
3°)
4°)
5°)
etc.
Orbene qualcuno si è sentito toccato dal post ed ha cercato di imbastire losche manovre. Pare che in un luogo lontano della penisola sia circolato un volantino anonimo dai contenuti piuttosto pesanti e primitivi. Chi ne è stato oggetto ha pensato se non di attribuirmene la responsabilità almeno una segreta ispirazione. In pratica, non avendo nulla da poter dire sul posto si tenga di collegarlo a qualcosa d'altro che non nessun genere di relazione con il post: gridando per l'offesa arrecata da un voltantino anonimo apparso in un giorno impossibile in una contrada sperduta si pensa di fare delle due cose un fascio. Un tecnica mistificatoria è la stessa di quella descritta nelle esemplificazioni sopra date, dove si era detto che si trattava di "metodo" e "sistema" di un modo di essere, operare ed apparire. Ho ricevute telefonate con minaccia e contumelie degne di Dante Alighieri. Ho 90 giorni di tempo per decidere se sporgere querela. L'unico caso in cui ho rifiutato di pubblicare un commento è stato ieri quando ho rivevuto un testo decisamente idiota e sciocco firmato da un "Gruppo di studenti” stranamente informati di cose paesane. Ho subito sospettato che la mano fosse altra e forse ne ho riconosciuto anche lo stile. Trovo particolarmente ignobile e disonesto anche solo suppore che io possa essere in qualsiasi modo responsabile di altri testi che non sia da me espressamente firmati e riconosciuti. Una mente maldisposta può trovare ispirazione in qualsiasi cosa meglio gli aggrada e chi poi ci specula sopra è moralmente inferiore agli avversari che crede di aver riconosciuto.
Il lettore attento, cricamente e filologicamente avvertito, noterà in un inciso iniziale che faccia assolutamente salva la libertà ed il diritto degli elettori di scegliersi il candidato che meglio credono, sia esso buono o cattivo. La critica dei difetti della democrazia e dei limiti della rappresentanza politica sono da me sviluppati in altro blog, più ricco di post e di frequenze di questo dedicato espressamente alla Calabria. Considero infatti massimo il degrado raggiunto dalla politica proprio in Calabria. Ricevo in Roma il Quotidiano dell Calabria, edizione di Reggio. Mi giunge in ritardo e spesso non avendo poi tempo lo leggo con ancora maggiore ritardo. In questo Blog i post sono per la maggior parte commenti ad articoli de "il Quotidiano", dove ogni tanto appaiono anche miei articoli. Vivendo in Roma non ho altri contatti con il territorio e non posso sapere di ogni minuscola bega di paese che non venga riportata da un quotidiano sia pure locale, dove qui locale è sinonimo di bassa qualità informativa. E' il caso del fantomatico "volantino" di cui fino ad oggi non sapevo assolutamente nulla e con il quale non ho nulla a che fare, ma del quale sospetto tutto il sospettabile.
Parlando in cifra, perché solo così è possibile parlare, dalla vicenda sulla quale vado riflettendo emerge un primo dato inquietante: in Calabria è proibito pensare! Spero che al lettore intelligente sia subito (segue: devo smettere. Ho altro da fare per questa sera)
(In corso di elaborazione: continua)
frase da inserire.
... ma grandissimo screanzato (si può dire lecitamente) se non sei capace di accettare le mie civili critiche in un paese in cui è criticabile anche il presidente della repubblica, oltre che il capo del governo e tutti i ministri, dico: grandissimo screanzato dalla vanità infinita, prenditela con me, dicendomi tutto quello che la tua bocca letteraria, in terra di invincibile analfabetismo, sa dire, ma lascia in pace mia madre, morta da due mesi a 94 e sulla cui tomba può essere inciso: MULIER UNIUS VIRI. L'incongruenza logica da me più volte rilevata nel Grande Personaggio è accentuata nella dissociazione della sua argomentazione: il discorso verte su di un punto e lui se ne esce su cose che non hanno la benché minima relazione con l'oggetto della discussione. Credo che esista qualcosa in medicina per descrivere il fenomeno, ma io non sono un medico.

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