Nell’estate del 2003 avevo deciso di scendere in campo, cioè di impegnarmi in politica iscrivendomi in un partito. Avevo notato che senza un partito, uno qualsiasi, il cittadino è considerato come uno che sta fuori e non conta nulla, ossia è mero oggetto della politica in quanto gli si estorce il voto. Se invece lo stesso cittadino è tesserato ad un partito, quel voto è ormai impegnato. I rapporti con lui vanno valutati in modo diverso. Può anche essere oggetto di discriminazioni ed angherie. Non giudico giusto ciò, ma è altro discorso che avremo modo di approfondire.
Scelto un partito, o meglio fondato in ambito locale un partito che prima non esisteva, in questo caso Forza Italia, inizio i primi atti di visibilità. Il progetto prevedeva una duplice articolazione: la Sezione costituita da soli tesserati in numero sufficiente per poter avere un raggruppamento zonale. Il Vice-coordinatore provinciale, l’ottimo Orazio Carricola, con il quale avevo agito d’intesa, ricevendo da lui tutte le notizie tecnico-giuridiche per la costituzione della Sezione, avevo raccolto circa 10 tesserati, spendendo il mio nome s soprattutto discutendo molto per illustrare il senso e lo scopo del nostro associarci. Lo scopo era anche quello di costituire un’organizzazione politica dietro il sindaco Antonimo Marafioti, che aveva vinto le elezioni in Seminara con vicende che narrerò in seguito. Le tessere erano rigorosamente pagate da ognuno: per il nostro modo di pensare era una sorta di crimine il fatto di pagare la tessera per qualcuno che semplicemente prestava l’uso del nome. Per noi l’iscritto era ed è un militante, che oltre a pagare la tessere ha soprattutto tempo da dedicare alla politica. Avevamo scelto deliberatamente il numero minimo per avere un’aggregazione territoriale di FI in Seminara, perché a noi non interessava con i nostri voti essere maggiormente determinanti nell’elezione del Coordinatore provinciale. A noi interessava poter andare agli incontri politici e poter parlare a nome di Seminara. Non interessava neppure che nessuno di noi fosse il Capo degli altri. Essendo in numero limitato, tutte le riunioni potevano avere carattere collegiale e vi era soltanto bisogno di volta in volta di un Portavoce. Avevamo escluso in quanto inutile la figura del Delegato, che sarebbe scattata – spiegava Orazio – appena vi fossero state le tessere.
Altro discorso era per il Club, per la cui costituzione lo Statuto prevedeva una diversa disciplina. Qui il nostro interesse era di avere il massimo numero possibile di iscritti. I due organismi, Sezione e Club, avevano funzioni diverse, ma eguale dignità ed importanza. Non potevano entrare in conflitto e soprattutto il Club non dipendeva dalla Sezione e non era destinato ad organizzare partite di pallone o di tresette. Anzi in un certo senso il Club era ed è più importante in quanto ha per scopo precipuo il radicamento territoriale. Purtroppo questa concezione non è quella che aveva all’epoca un Nicolò, che mi parlò di struttura di supporto: a chi? A lui o al suo padrone dell’epoca Pietro Fuda? La funzione della Sezione era quella di muoversi fuori del territorio, magari andando a Roma, ovvero facendo la politica estera fuori dell’ambito territoriale del Club, ma rappresentando il Club e parlando del Club dentro il Partito delle Tessere, molte delle quali finte, come ho potuto apprendere.
Insomma, per farla breve, dopo aver raccolto le tessere necessarie, scrupolosamente pagate da ognuno, sento dire sulla pubblica piazza che il Delegato nominato da Nicolò era un altro, che tutti noi sapevamo impegnato fino a pochi mesi prima a raccogliere voti per un altro partito. Ne avevamo concluso che anche lui facesse parte di quel partito. In un breve e concitato chiarimento il Tizio ci spiegò che esistevavo segreti accordi in luoghi segreti, secondo i quali a Seminara Forza Italia doveva toccare a Lui. Allibito, non giudicai proficuo continuare un chiarimento impossibile per totale divergenza sui principi della politica e della democrazia. Fui successivamente invitato ad una Cena durante la quale mi venne chiesta un’incoronazione dell’Individuo in questione. Mi adirai tanto che non riuscii a dormire tutta la notte. Non solo non avevo il potere e non volevo incoronare nessuno, ma soprattutto mi trovai in imbarazzo nello spiegare l’accaduto a quanti avevano sottoscritto un Tessera dopo lunghe discussioni comuni e propositi di ben fare. Da parte loro, i neotesserati stracciarono subito la tessera e non ne vollero più sapere in buona parte di FI né io volli procedere oltre, accontentandomi di fare politica con la sigla del Club, che non era condizionabile.
Andammo dal Coordinatore Provinciale Nicolò, nominato da Fuda pure Assessore Provinciale. Da Fuda dipendeva in tutto e per tutto. Dopo ripetuti anticamere, il Coordinatore Nicolò diede come spiegazione del suo operato il fatto che la nomina di un Delegato mai riconosciuto dagli iscritti, anzi apertamente sconfessato, fu che ciò gli era stato chiesto da Uno a cui non poteva dire di no. Non ero presente al Colloquio finalmente concesso, ma dietro mia insistenza vi andò il Vicepresidente del Club, il quale congetturò che l’Uno fosse proprio Pietro Fuda, allora padrone di Forza Italia ed ora Transfuga.
Lascio a chi legge di trarre le conclusioni da fatti che ho narrato nei termini narrabili pubblicamente. Se ho detto che la politica in Calabria è un’attività paramafiosa credo di poterlo dire con qualche fondamento. Ho omesso nomi e situazioni, che servono soltanto a produrre reazioni ed ulteriori confusione. A noi interessa trarre la morale dai fatti, non mettere alla gogna gli autori dei fatti, che feci di tutto per portare all’attenzione della Direzione nazionale: letteralmente hanno denegato interesse alla denuncia che venne fatta anche a mezzo stampa. Quelli che seguono sono due articoli apparsi su “ilQuotidiano” di Reggio Calabria. Il secondo ebbe un seguito che varrebbe la pena di raccontare, se non mi fossi già troppo diffuso.
a)
Per un ritorno della politica.
A SEMINARA UN CLUB DI FORZA ITALIA
E’ stato costituito a Seminara il Club di Forza Italia, che ha come suo primo presidente il prof. Antonio Caracciolo, docente di filosofia del diritto nell’Università di Roma “La Sapienza” e studioso di sistemi politici. Ne fanno parte il Sindaco di Seminara Antonio Marafioti, l’Assessore Enzo Buccisano, i Consiglieri Domenico Lionelli e Domenico Ditto. Alle ultime elezioni comunali del maggio 2002 la candidatura di Antonio Marafioti, tesserato di Forza Italia, ha raccolto una consistente maggioranza di consensi, pur operando in una situazione politica assai difficile. Il Club di Forza Italia di Seminara nasce con lo scopo di consolidare la clamorosa vittoria elettorale riformando i modi della politica. Pur manifestando piena solidarietà ai vecchi amministratori ingiustamente imputati e carcerati, il Club non ritiene che il ritorno alla politica possa significare un ripristino delle concezioni e dei metodi esistenti negli anni Ottanta. Nel lavoro di elaborazione per la costituzione di Forza Italia in Seminara si è distinta una duplice struttura che tiene conto della vecchia organizzazione partitica in Sezioni (fatta di tesserati) e della più agile forma del Movimento, che nel Club racchiude Tesserati e semplici elettori di Forza Italia. Il Club è l’organo deputato alla politica cittadina ed è stato legittimato ad operare dalla Sede Nazionale. La Sezione (fatta unicamente di tesserati) è stata pensata per operare fuori del territorio comunale, svolgendo anche un ruolo formativo, critico e costruttivo all’interno del Partito. La vicende elettorali di Palmi, dove per insipienza una schiacciante forza elettorale del Polo delle Libertà ha consegnato alle Sinistre l’amministrazione municipale, testimonia del fatto che deve essere radicalmente ripensato il rapporto di rappresentanza politica. La Sezione di Seminara non ha avuto ancora il suo Congresso per l’elezione della figura del Coordinatore, prevista dallo Statuto nazionale ma di fatto superata in Seminara da una impostazione collegiale. Il Club, che conta al suo interno la maggior parte dei Tesserati, ha iniziato la sua attività con un Ciclo di riunioni che hanno lo scopo di portare a conoscenza degli Iscritti i problemi dell’Amministrazione, avviando così una forma di comunicazione con i cittadini ed un efficace contradditorio con le vecchie aggregazioni partitiche. Nella prima riunione il Sindaco Marafioti, recatosi di recente in Grosseto per ricevere un ambito riconoscimento della spiaggia di Seminara, ha riassunto in una densa relazione un’intero anno di vita amministrativa, sulla quale potremo in seguito riferire.
Antonio Caracciolo
b)
I PARTITI POLITICI ED I LORO MISSI DOMINICI
Egregio Segretario Provinciale di FI Dr. Alessandro Nicolò,
mi decido a scriverLe questa lettera pubblica, dopo aver constatato l’impossibilità di comunicare direttamente con Lei a quasi un anno dal mio tesseramento a Forza Italia. Le osservazioni che avrei da farle sono di vario genere, ma mi limito a quelle di carattere dottrinale. La mia decisione di scendere in politica è stata determinata dalla vista del degrado della vita civile e politica dei nostri paesi. Specialmente nei minori centri a me pare di riscontrare una grave debolezza del sistema democratico nel modo in cui tutti i partiti nazionali, nessuno escluso, formano le loro propaggini territoriali. La Costituzione riconosce ai cittadini un diritto/dovere di concorrere alla formazione della politica nazionale iscrivendosi ai partiti, che malgrado i loro gravi difetti restano il canale preferenziale attraverso cui si accede al governo della cosa pubblica. Si osserva, ad esempio, tra i difetti del sistema, come un politico di medio calibro (dalla Provincia in su), non avendo il dono della ubiquità, abbia bisogno di una rete di referenti locali, una sorta di missi dominici, ai quali si offrono maggiori prospettive e dai quali emanano minimi favori o promesse più o meno lecite in cambio del consenso elettorale. Il sistema rasenta i limiti della legalità costituzionale; ognuno sa quanto il fenomeno sia diffuso. A questo modello che può condurre a gravi degenerazioni, ho inteso opporre nel mio lavoro di costruzione di una aggregazione politica di Forza Italia in Seminara un metodo che partendo dal basso ed operando in modo collegiale e trasparente porta al Centro le esigenze autentiche ed i problemi di tutto il territorio. Mentre però con ampio e pubblico dibattito un gruppo di cittadini estranei alla politica dominicale si aggregava tesserandosi per la prima volta in Forza Italia, partito nel quale malgrado tutto si intende rimanere, Ella con nostro sconcerto – senza neppure consultarci o avvisarci – provvedeva a nominare un suo missus, non eletto e da nessuno voluto, assolutamente estraneo alla campagna di tesseramento avviata e conclusa. La forma pubblica di questa lettera non consente di scendere in dettagli ulteriori, incresciosi, ma lei sa perfettamente cosa intendo dire ed a cosa alludo. Termino augurandomi – sulla base di questa esperienza – che il processo organizzativo interno che sta travagliando Forza Italia evolva più verso la forma dei Clubs che meglio garantiscono i cittadini Elettori che non verso il potenziamento delle vecchie Sezioni esposte a rischi di degenerazione burocratica.
Antonio Caracciolo
Presidente del Club di FI di Seminara
(apparso su il Quotidiano del 15.9.2003, pag. 19)
giovedì, aprile 27, 2006
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