Ricevo in Roma le copie de "il Quotidiano", edizione di Reggio e Provincia, al quale sono abbonato e attraverso cui mi tengo informato sulla cronaca della Provincia. Integro dicendo che non mi limito a quest'unica fonte di informazione. Guai se così fosse. A Roma il giornale mi giunge con ritardo di giorni e persino di qualche settimana. A questo ritardo si aggiungono i miei impegni, per cui può succedere che in un pomeriggio leggo tutti i giornali di un mese, ritagliando quello che ritengo di dover archiviare e commentando in questo blog quello che suscita in me qualche interesse. Nell'edizione dell'11 aprile l'occhio mi cade su un trafiletto che riporta un giudizio di Luigi Fedele a proposito della «libidine di potere» che dal rappresentante di Forza Italia viene attribuita ad Agazio Loiero, personaggio che non mi è certo vicino e per il quale nutro un'antipatia, che non starei qui certo a dichiarare, se non mi accingessi ad esprimere una critica ad un rappresentante eletto del mio stesso partito. La politica non dovrebbe basarsi su qualificazioni morali incontrollabili, ma dovrebbe essere il più possibile oggettiva, discorsiva, documentata.
Mi sono iscritto in Forza italia nel 2002, rinnovando puntualmente ogni anno la tessera ed al monento del tesseramento ho chiesto ed ottenuto di poter svolgere la mia militanza in Calabria, a Seminara, un paese di tremila abitanti che forse poteva avere bisogno di quelle mie competenze, di cui a Roma, città con tre milioni di abitanti, non vi era certo necessità. Dal mitico 1968 conservavo un grande disprezzo per la politica, condividendo il pregiudizio popolare che ritiene sia la politica una cosa sporca. Al momento della mia "discesa in campo" Forza Italia in Calabria, o almeno nel reggino, si diceva governata o influenzata da due o tre nomi, di cui uno appunto era quello di Luigi Fedele e l'altro di Pietro Fuda. Bisognava stare dietro l'uno o l'altro capocorrente. Per me è già questo un modo inaccettabile di vedere le cose. L'iscriversi ad un partito è un diritto che la costituzione riconosce ad ogni cittadino, nel momento stesso in cui gli è tassativamente preclusa la via della violenza. La mia generazione è uscita dagli anni di piombo ed ho personalmente sofferto l'uccisione di Aldo Moro, mio insegnante di diritto penale alla Facoltà di Scienze Politiche alla Sapienza di Roma. Purtroppo, il modo di ragionare delle gente è difficile da cambiare. L'idea che un partito fosse una sorta di proprietà privata di chicchessia era per me grottesca quanto assurda. Bisognava incominciare con il cambiare nei militanti questo modo di pensare. Uno dei personaggi in cui mi è capitato subito di scontrarmi era al seguito di Pietro Fuda, dietro le quinte e di cui oggi sorrido nel vedere la trasmigrazione di campo dopo essermi visto sbarrare la strada per l'ambizioso lavoro politico che volevo fare in Forza Italia. L'episodio è istruttivo anche se di limitato impatto. Lo narrerò nei dettagli in altro post, pubblicando l'articolo che allora scrissi per ilQuotidiano di Reggio. Si voleva imporre dall'esterno ai neo iscritti la figura di un capo spuntato all'improvviso, quando fino a pochi mesi prima stava da un'altra parte. Meri intrallazzi di potere che dovevano passare sulla testa di neoiscritti del tutto ignari.
Qui voglio per ora fare soltanto una rapida osservazione sul trafiletto del Quotidiano. Non mi sono mai imbattuto se non di vista in Luigi Fedele e so che a lui mio cugino Antonio Marafioti, stimato direttore di banca, deve meritatamente la nomina al Consiglio di Amministrazione della Fincalabria di cui si parla anche nel trafiletto, ma su cui nel merito qui non entro minimamente. Grande e sincero è l'affetto che ho per mio cugino e credo di aver contribuito al suo successo elettorale per l'elezione a sindaco di Seminara, sconfiggendo un'amministrazione di sinistra che sembrava saldissima quanto arrogante. Tuttora in controtendenza con il voto regionale in Seminara Forza Italia ha riportato il maggior numero di voti. Intendo dire che mi ritengo autonomo nei giudizi politici e rispetto a mio cugino e rispetto a Luigi Fedele.
Concludendo rapidamente, perchè a quest'ora mi preme fare una passeggiata e su questo post non voglio più ritornare, non ho scrupolo a dire che mi sorprende la sortita di Luigi Fedele, perché sulla base delle notizie (magari infondate!) che di lui mi giungevano, egli quando era in sella alla Regione non appariva meno "libidinoso" di quanto adesso egli taccia Loiero. Forse dobbiamo proprio al suo modo di fare e di apparire se abbiamo perso alla Regione, alle Amministrative, alle Politiche, malgrado lui abbia conseguito il seggio parlamentare (mi dicono). Delle nomine da lui fatte quando aveva alla regione lui il potere mi sono giunte non poche chiacchiere, appunto forse solo chiacchiere, ma la politica in Calabria è tutta una chiacchiera, è solo chiacchiera. In questo clima pasquale, fitto di messaggi evangelici, non si può non ricordare il motto: »chi è senza peccato scagli la prima pietra!« Senza nessun riferimento a persone determinate ho sostenuto in questo blog che tutta la classe politica calabrese, da destra a sinistra e da sinistra a destra con acclarate e abituali trasmigrazioni opportunistiche, è intrinsecamente omogenea. Si tratta di un ceto sociale che esiste per occupare i gangli del potere ed amministrare le risorse, disponendo degli uomini che aspirano alle cariche pubbliche o ai più modesti favori. In questo modo, producendo clientelismo e dipendenza, il ceto politico-amministrativo affligge la Calabria più della stessa ndrangheta. E' un punto di vista generale che ho già illustrato e che non mi stancherò di analizzare e verificare sui casi concreti.
Di Luigi Fedele per la verità so poco o nulla per esperienza diretta dell'uomo: ho di lui soltanto una non buona fama pari a quella che mi giunge di Loiero. Nella Piazza le notizie giungono portate dalla Fama e la politica è la sfera della pubblicità, non il luogo della privatezza. Stando alle immagini pubbliche create dalla Fama la taccia di "libidinoso" da Fedele data a Loiero temo che gli possa venir ritorta. Ripeto: la politica non dovrebbe svolgersi su fatti umorali o su giudizi moralistici. Non avrei voluto fare questo commento, ma la responsabilità ricade sullo stesso Fedele per aver rilasciato dichiarazioni (p. 11) che non innalzano il livello della politica. La mia permanenza in Forza italia non è finalizzata alla "nchianata" da qualche parte, e tantomeno al servizio di un capocorrente, ma è volta al radicamento territoriale, offrendo ai cittadini calabresi un modo di far politica secondo quanto previsto dall'art. 49 della costituzione vigente, rimasto lettera morta in tutti i partiti e particolarmente in Calabria. Per questo bisogna dimostrarsi capaci di criticare anche appartenenti al proprio stesso partito, che dovrebbe essere non un luogo di pregiudiziale condivisione di qualsiasi posizione un commilitone assuma o di una sua qualsiasi affermazione pubblica, ma luogo di dibattito interno anche alla luce dei riflettori.
Mi sono iscritto in Forza italia nel 2002, rinnovando puntualmente ogni anno la tessera ed al monento del tesseramento ho chiesto ed ottenuto di poter svolgere la mia militanza in Calabria, a Seminara, un paese di tremila abitanti che forse poteva avere bisogno di quelle mie competenze, di cui a Roma, città con tre milioni di abitanti, non vi era certo necessità. Dal mitico 1968 conservavo un grande disprezzo per la politica, condividendo il pregiudizio popolare che ritiene sia la politica una cosa sporca. Al momento della mia "discesa in campo" Forza Italia in Calabria, o almeno nel reggino, si diceva governata o influenzata da due o tre nomi, di cui uno appunto era quello di Luigi Fedele e l'altro di Pietro Fuda. Bisognava stare dietro l'uno o l'altro capocorrente. Per me è già questo un modo inaccettabile di vedere le cose. L'iscriversi ad un partito è un diritto che la costituzione riconosce ad ogni cittadino, nel momento stesso in cui gli è tassativamente preclusa la via della violenza. La mia generazione è uscita dagli anni di piombo ed ho personalmente sofferto l'uccisione di Aldo Moro, mio insegnante di diritto penale alla Facoltà di Scienze Politiche alla Sapienza di Roma. Purtroppo, il modo di ragionare delle gente è difficile da cambiare. L'idea che un partito fosse una sorta di proprietà privata di chicchessia era per me grottesca quanto assurda. Bisognava incominciare con il cambiare nei militanti questo modo di pensare. Uno dei personaggi in cui mi è capitato subito di scontrarmi era al seguito di Pietro Fuda, dietro le quinte e di cui oggi sorrido nel vedere la trasmigrazione di campo dopo essermi visto sbarrare la strada per l'ambizioso lavoro politico che volevo fare in Forza Italia. L'episodio è istruttivo anche se di limitato impatto. Lo narrerò nei dettagli in altro post, pubblicando l'articolo che allora scrissi per ilQuotidiano di Reggio. Si voleva imporre dall'esterno ai neo iscritti la figura di un capo spuntato all'improvviso, quando fino a pochi mesi prima stava da un'altra parte. Meri intrallazzi di potere che dovevano passare sulla testa di neoiscritti del tutto ignari.
Qui voglio per ora fare soltanto una rapida osservazione sul trafiletto del Quotidiano. Non mi sono mai imbattuto se non di vista in Luigi Fedele e so che a lui mio cugino Antonio Marafioti, stimato direttore di banca, deve meritatamente la nomina al Consiglio di Amministrazione della Fincalabria di cui si parla anche nel trafiletto, ma su cui nel merito qui non entro minimamente. Grande e sincero è l'affetto che ho per mio cugino e credo di aver contribuito al suo successo elettorale per l'elezione a sindaco di Seminara, sconfiggendo un'amministrazione di sinistra che sembrava saldissima quanto arrogante. Tuttora in controtendenza con il voto regionale in Seminara Forza Italia ha riportato il maggior numero di voti. Intendo dire che mi ritengo autonomo nei giudizi politici e rispetto a mio cugino e rispetto a Luigi Fedele.
Concludendo rapidamente, perchè a quest'ora mi preme fare una passeggiata e su questo post non voglio più ritornare, non ho scrupolo a dire che mi sorprende la sortita di Luigi Fedele, perché sulla base delle notizie (magari infondate!) che di lui mi giungevano, egli quando era in sella alla Regione non appariva meno "libidinoso" di quanto adesso egli taccia Loiero. Forse dobbiamo proprio al suo modo di fare e di apparire se abbiamo perso alla Regione, alle Amministrative, alle Politiche, malgrado lui abbia conseguito il seggio parlamentare (mi dicono). Delle nomine da lui fatte quando aveva alla regione lui il potere mi sono giunte non poche chiacchiere, appunto forse solo chiacchiere, ma la politica in Calabria è tutta una chiacchiera, è solo chiacchiera. In questo clima pasquale, fitto di messaggi evangelici, non si può non ricordare il motto: »chi è senza peccato scagli la prima pietra!« Senza nessun riferimento a persone determinate ho sostenuto in questo blog che tutta la classe politica calabrese, da destra a sinistra e da sinistra a destra con acclarate e abituali trasmigrazioni opportunistiche, è intrinsecamente omogenea. Si tratta di un ceto sociale che esiste per occupare i gangli del potere ed amministrare le risorse, disponendo degli uomini che aspirano alle cariche pubbliche o ai più modesti favori. In questo modo, producendo clientelismo e dipendenza, il ceto politico-amministrativo affligge la Calabria più della stessa ndrangheta. E' un punto di vista generale che ho già illustrato e che non mi stancherò di analizzare e verificare sui casi concreti.
Di Luigi Fedele per la verità so poco o nulla per esperienza diretta dell'uomo: ho di lui soltanto una non buona fama pari a quella che mi giunge di Loiero. Nella Piazza le notizie giungono portate dalla Fama e la politica è la sfera della pubblicità, non il luogo della privatezza. Stando alle immagini pubbliche create dalla Fama la taccia di "libidinoso" da Fedele data a Loiero temo che gli possa venir ritorta. Ripeto: la politica non dovrebbe svolgersi su fatti umorali o su giudizi moralistici. Non avrei voluto fare questo commento, ma la responsabilità ricade sullo stesso Fedele per aver rilasciato dichiarazioni (p. 11) che non innalzano il livello della politica. La mia permanenza in Forza italia non è finalizzata alla "nchianata" da qualche parte, e tantomeno al servizio di un capocorrente, ma è volta al radicamento territoriale, offrendo ai cittadini calabresi un modo di far politica secondo quanto previsto dall'art. 49 della costituzione vigente, rimasto lettera morta in tutti i partiti e particolarmente in Calabria. Per questo bisogna dimostrarsi capaci di criticare anche appartenenti al proprio stesso partito, che dovrebbe essere non un luogo di pregiudiziale condivisione di qualsiasi posizione un commilitone assuma o di una sua qualsiasi affermazione pubblica, ma luogo di dibattito interno anche alla luce dei riflettori.

1 commenti:
sempre gli stessi personaggi....
Ecco due articoli sull'Aeroporto dello Stretto e alcuni affari diciamo poco chiari conclusi dall'Amministrazione Fuda.
Gli articoli sono stati pubblicati sul giornale "Dibattito News", giornale a diffusione regionale.
Aeroporto “Pietro Fuda” già “Tito Minniti”
SOGAS: un covo di attività illecite
Reggio Calabria. Ancor prima di dimenticarmi è mio desiderio esprimere all'amministratore unico della SOGAS e senatore della Repubblica Pietro FUDA, le congratulazioni di tutta la locride ed oltre per la megavilla da poco ultimata in fregio all'altra un po' meno galattica rispetto all'ultimo ritrovato architettonico. Esaurito il mio compito di ambasciatore, è lecito chiedere, questa volta a nome di tutto il popolo pio calabrese, in particola-re, di quello reggino, di quali impunità gode il senatore della Repubblica, Pietro FUDA. Nessuno vede. Nessuno sente. E lui, l'amministratore unico, fa della SOGAS un centro di raffinata corruzione. Allargato fino a Roma. La Giustizia è velocissima quando ha da condannare quel poveraccio che taglia la fune allo yacht del padrone della Fiorentina dove sosta il Ministro MASTELLA, ad un paio di anni di carcere. Processo celere e con la certezza della pena. Se, poi, la SOGAS è un centro specializzato di corruzione, la Guardia di Finanza sigilla gli armadi e se va senza più ritorna-re. E i soci istituzionali? Solo il Presidente del C. C. di RC, avv. CHIZZONITI, ordina a FUDA: mandami tutta la documentazione contabile relativa al nastro trasportatore; le carte riguardanti l'AZZARONE, l'uomo dal bianco cappello, relative a "Consulta" con sede in Roma; dammi conto del disastro economico/finanziario in cui versa la SOGAS; le consulenze e il loro costo. Vado per ordine.
L'area smistamento bagagli
All'epoca in cui il Direttore MACRI' si veste da Direttore di una lira, acquista un nastro trasportatore il cui prezzo dovrebbe stabilirlo la Tributaria delle Fiamme Gialle. Poi, il Direttore da una lira, calza i vestitini di Post Holder e in questa sua nuo va coraggiosa attività, ordina: nell'area smistamento bagagli può accedere soltanto il personale addetto e cioè gli uomini della SICURCENTER, quei poveri disgraziati della società OMEGA non pagati dall'amministratore da quattro mesi e quelli dell'Alitalia. L'ex Direttore da una lira sente puzza di sabotaggio e rimanda in quell'area le stesse persone dimenticando che la sua disposizione gli serve per inutilmente coprirsi dall'acquisto incauto del nastro trasportatore. Che non è collaudato dai Vigili del Fuoco in quanto carente di rapido arresto e dopo, non si sa come, collaudato. Il vecchio nastro trasporta e non trasporta tanto che i bagagli quando s'inceppa, sono portati a mano dal personale dell'OMEGA costretto, dopo quella faticaccia, a ricorrere alle cure di un bravo ortopedico. Della lettera del Presidente del Consiglio Comunale ne viene a conoscenza il Direttore di una lira e la cosa lo irrita: CHIZZONITI rompe i testicoli! Ed è nulla. In quell'area il personale incoscientemente opera in mezzo alla sporcizia, e sarebbe cosa da poco, e ad una centrale elettrica dai fili scoperti come da foto che pubblichiamo. Fino a quando sta muto il personale della SICURCENTER – che continua ad assumere nonostante è debitrice di oltre due milioni di euro fino a quando FUDA non rinnoverà il contratto – e dell'OMEGA, giacché impaurito da un eventuale licenziamento in tronco, ma gli uomini dell'ALITALIA non li capisco proprio. Meno male che i sindacalisti di comparto vigilano sull'assunzione dei propri parenti, altri-menti si sarebbero potuti arrabbiare. Il signor MARFICI, delegato dal trilocato direttore fantasma dell'ENAC, in livrea fa da usciere ai questuanti che vanno a trovare l'amministratore unico e se ne frega. Se qualcuno ci lascerà la pelle? Provvederà il socio Sindaco prof. SCOPELLITI ai funerali di Stato che saranno organizzati dall'europeista assessore RAFFA in RAFFA. Signor Comandante dei Vigili del Fuoco, in ultima anali-si, potrà Lei intervenire per salvare qualche poveraccio e inviare il carteggio alla Procura della Repubblica?
La Consulta
Presumo che questa è roba della Procura Distrettuale. L'uomo dal bianco cappello, proprietario' della scatola vuota, quando sbarca da Roma tiene riunioni segretissime con tutti i Post Holder. Che si diranno? Non lo so. Da poco tempo l'uomo dal bianco cappello pratica gli uffici amministrativi della SOGAS, dove, dopo essersi rifocillato nelle cucine e sui letti acquistati da FUDA, controlla i documenti contabili e impartisce ordini orali ai
dipendenti. Con quale autorità? Signor Prefetto, dr MUSOLINO, .non sono preparato a rispondere a questa domanda! Accade, dr MUSOLINO, che da pochi mesi due ragazzi di Rizziconi, tali SETTE e NASO, sostano senza far nulla dietro la porta del-la portavoce da 5.000,00 euro al mese, dottoressa BOTTERI - anche lei contitolare di una ditta che faceva affari con la Provincia allora Presidente FUDA e portavoce la BOTTERI -. Poi, i due ragazzi si sarebbero dovuta occupare di CATERING, vale a dire: rifornire gli aerei di cibo. Infine, avrebbero dovuto controllare i cantieri delle ditte di fiducia del FUDA. Ora, scopriamo che i due giovani sono assunti dalla scatola vuota "CONSULTA" e, finalmente, addetti al controllo "visivo del-la manutenzione"!!! Il fatto grave è che una unità della scatola vuota costa alla SOGAS 4.000,00 euro al mese, mentre un impiegato costa molto, molto di meno. Allora, se c'è necessità di assume-re personale perché FUDA non bandisce i concorsi? Dr MUSOLINO, è tutto suo! Signor Prefetto è. a conoscenza che l'amministratore delegato FUDA accusa una perdita giornaliera di circa 7.000,00 euro?
L'ultima riunione
Poco tempo addietro, i sindacalisti regionali del settore s'incontrano con FUDA per elaborare le future strategie della Società. La CISL è rappresentata dal signor Totò MALARA, l'uomo dell'abbaiono e la CGIL dal signor Bruno MALGERI che sembra sia parente di FUDA. Il signor MALARA ricopre la doppia carica di tutore degli interessi dei lavoratori della scatola vuota e di componente del-la Commissione ENAC preposta alla certificazione dell'aeroporto di FUDA.
FUDA presidente della Provincia
A parte che sembra manchino all'appello giornaliero circa 500.000,00 euro, FUDA intreccia con la GLOBAL Service, cosa delle cooperative rosse di cui fanno parte uomini di Governo sotto forma di prestanome, un contratto di 2 milioni di euro ad anno contabile per la manutenzione delle strade provinciali. In una delle clausole è scritto che eventuali incedenti faranno carico alla GLOBAL. Cosa vado a scoprire, dr MUSOLINO? Che la Provincia continua a pagare fior di euro a favore di coloro che subiscono incidenti sulle strade provinciali a causa di "calcolate" voragini.
Dr SCUDERI, attuale facente funzione di Procuratore Capo, cosa ne pensa di una tale situazione sull'ultimo rudere rimasto alla città del nulla?
Francesco Gangemi
[hr]
Aeroporto “P. Fuda” già “T. Minniti” ovverosia la fattoria delle canaglie
Reggio Calabria - Archivio le provole, i provolini e i provoloni che sono cosa da poco rispetto al canagliume che da tempo ha messo le radici nell'aerostazione, oramai fuori controllo. Ci sono tanti modi per contrastare la `ndrangheta: il peggiore è lasciar correre o far finta di non vedere ciò che di deplorevole e di criminale si annida negli enti pubblici che dovrebbero specchiarsi nella legalità per dare buono esempio di Stato democratico basato sul diritto. Non è così! Anzi. La `ndrangheta dei colletti bianchi nulla ha da invidiare alle lupare i cui cani sono premuti da tale consociativismo malavitoso. Non mi spiego per-ché, ad esempio, i soci istituzionali della SOGAS ritardino consapevolmente nel nominare il Consiglio di Amministrazione al posto del senatore FUDA che da anni gestisce alla sua maniera un bene che appartiene a tutti noi. Non mi spiego, ad esempio, perché il Collegio Sindacale non abbia mai interessato l'A. G: e la Corte dei Conti. Gravissime omissioni che incoraggiano il canagliume da tempo stabilizzatosi nell'aeroporto della cuccagna. Chi sono i dominus dello scalo reggino?
Subito detto: FUDA Pietro, presidente incompatibile e inamovibile della SOGAS; -GIOVINAZZO direttore generale; - MACRI’ post holder di tutto rispetto addetto, soprattutto, all'anti sabotaggio di comodo; -MARFISI, vice direttor con funzioni di direttore dell'aeroporto, tappeto per la scarpe di Pietro FUDA: -MERCURIO ispettore responsabile della postazione della Polizia di Stato. E' vero che costoro, e tuttavia non sta a me accertarlo, gestiscono in associazione appalti e assunzioni? Tali soggetti. rispetto alle funzioni che svolgono, hanno la doppia veste di controllori e controllati? Tale stato di cose consente all'associazione la gestione di milioni di euro servendosi della copertura di cui godono? E' vero che gli appalti sono affidati con la procedura del-la trattativa privata che favorisce i soliti ignoti nel subappaltare i lavori favorendo così gli amici degli amici, ovvero prestanomi di ditte in odore di mafia o addirittura mafiose? Il cambio talvolta è vero che si traduce in ristrutturazioni di ville o di appartamenti? Lo chiedo pure all'ispettore MERCURIO. Le assunzioni parentali nelle ditte o nelle società o nella scatola vuota "Consulta" o nella SICURCENTER hanno il pregio di mettere tutti a tacere, compresi sindacati, funzionari dell'ENAC e Polizia di Stato? E' possibile, ove si consideri che uno dei più noti beneficiari è lui: l'ispettore MERCURIO. Il quale ha incamerato l'assunzione della moglie e di due nipoti, questi ultimi, nella ditta OMEGA "cosa" della cosca LABATE. Tale andazzo fa sconti alle ditte che si concedono il lusso di reclutare mano d'opera in nero. E' vero che la commissione preposta alla selezione del personale da assumere col sistema della clientelismo nella SICURCENTER 'è composta anche da soggetti che ottengono l'inserimento dei propri figli? E' vero che per essere assunti alla SICURCENTER è obbligatorio conoscere la lingua inglese quando il 90% degli assunti non conosce neanche la lingua italiana? Dr MILITELLO non sarebbe cosa giusta e santa intervenire per dare un minimo di legalità in quell'aeroporto gestito dal canagliume? Oppure, le stelle stanno a guardare?
Francesco Gangemi
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