venerdì, marzo 17, 2006

La candidatura della vedova Fortugno

Non so nulla della vedova Fortugno e non ho nulla di personale contro di lei, ma colgo occasione dalla notizia della sua candidatura per esprimere la mia opinione su un costume politico che trovo incomprensibile prima ancora che censurabile. Non ho un censimento degli eventi simili ma ricordo a mente i casi della moglie di Tarantelli, di D'Antona, di Dalla Chiesa e altri. Sembra che il seggio parlamentare con gli indubbi benefici che comporta sia una specie di regalia a conforto per la grave perdita del congiunto, non già un pesante onere. Un deputato dovrebbe avere innanzitutto delle capacità specifiche per poter adempiere al mandato parlamentare. Pare del tutto evidente la connessione: fatto luttuoso, pubblicità seguita all'evento, sfruttamento della pubblicità per la candidatura. Se poi il candidato così eletto non si dimostrerà all'altezza del compito, si considera ciò evidentemente cosa di nessuna importanza. In parlamento si dovrebbero fare le leggi che disciplinano la nostra vita. Ci si aspetta che chi vota una legge, sappia almeno di cosa si tratta e cosa egli andrà a votare. Bah! Lascio a chi legge il seguito della riflessione.

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