lunedì, marzo 20, 2006

Il trasformismo calabrese

Non ho maggiori dettagli sulle dichiarazioni di Fini a proposito del trasformismo in Calabria, ma non posso non pensare che abbia ragione. Credo che il campione di questo trasformismo sia Pietro Fuda. Le dichiarazioni di Loiero mi sembrano degli equilibrismi che non possono essere presi in seria considerazione da nessuno. Finché in Calabria ci sarà la piaga del clientelismo e del voto di scambio - fenomeno credo più diffuso che altrove – il trasformismo non solo continuerà a fiorire, ma non vi sarà nessun senso del pudore che possa arginarlo.

10 commenti:

Quattru Ganghi ha detto...

Trovo con piacere questo blog che si occupa di politica calabrese, effettivamente in più si sta attenti meglio è! Vedo caro Antonio però che non lesini spiegazioni ed insegnamenti forse più consoni al tuo ruolo di docente di filosofia, che di tesserato a Forza Italia, partito di un uomo che frega tutti gli italiani te compreso.

Quattru Ganghi ha detto...

Perché non lasci il blog aperto invece. O ci vuole il supervisore come ai TEMPI.

ciao

Antonio Caracciolo ha detto...

Mi fa molto piacere che qualcuno sia approdato a questo blog dedicato alla politica calabrese. Al momento ho creato sei blog su argomenti differenti e tematicamente distinti l'uno dall'altro. Considero molto seriamente la cosa e vi dedico tempo ed impegno. Ritengo che sia una nuova forma di comunicazione, diversa da quella della carta stampata ma anche superiore per un certo verso. Mi propongo quanto prima di dedicare più tempo al blog calabrese. Tu poni due diverse questioni:
1) Il mio impegno in Forza Italia. Se avrai la pazienza, il tempo e la voglia di navigare nei miei blogs politici puoi trovare una risposta alla tua domanda. In breve posso risponderti: art. 49 della costituzione. Poi si può discutere. E se fossi in un altro partito il tuo commento sarebbe stato più benevolo? Non avrei avuto contestazioni analoghe alla tua ma provenienti da un'altra parte? L'importante è poter confrontare e argomentare civilmente le nostre opinioni e posizioni. Il resto viene da sé.
2) Per mia esperienza i fori non moderati, o aperti, diventano facilmente un porto di mare ed alla fine diventano illeggibili. Posso assicurarti che non ho nessuna difficoltà ad ospitare punti di vista diametralmente opposti al mio, ma un filtro mi sembra che sia anche a vantaggio di opinioni o messaggi come il tuo che in tal modo possono venire agevolmente letti da altri. La moderazione dei commenti mi costa tempo e fatica, ma non voglio perdere questo tempo per ospitare la pubblicità del viagra, contenuti pornografici o messaggi assolutamente estranei al tema. Ripeto: nessuna censura alla critica nei miei confronti, anche in tono bonario ma non oltraggioso come il tuo. Ritengo però che un filtro sia preferibile. Altri miei blog sono specificamente destinati all'attività didattica. Da qui i miei studenti (se lo vogliono ma non lo chiedo) possono leggere i miei post politici, che per loro che lo sanno contengono anche elementi di teoria politica. Devo aver rispetto per loro.

The Doc ha detto...

E' veramente un bel post questo. E sono d'accordo con la sua visione della mia Calabria. Molto bella e perfino educativa (meriterebbe un post di per se') la sua risposta al commento dell'altro reader!

Quattru Ganghi ha detto...

Era appunto perché ho letto qualcosa nel blog, non tutto naturalmente, che ho espresso in quei termini le mie opinioni. Aggiugo che sono un elettore del centro-sinistra al quale riconosco dei difetti e non pochi, ma al centro-destra al quale riconsco dei difetti e una visione della società e del'uomo più distanti rispetto al centro-sinistra ne rimane uno insormontabile la negazione della dignitità civile e politica di un paese, questo difetto si chiama Silvio Berlusconi. Cosa mi dici dell'atteggiamento vergognoso di questi giorni del nostro caro presidente anzi EX presidente? Ha perso e non c'é niente da fare 'ala casa'!

Antonio Caracciolo ha detto...

Caro quattru ganghi, sono disposto ad un confronto politico con te, ma dovrei iniziare con delle critiche a quello che mi pare un tuo atteggiamento di partenza sbagliato. Non so se posso permettermelo o sei di quelli che subito scattano e si inalberano e poi passano agli insulti. Ce ne sono parecchi e di solito io mi astengo quando vedo che la conversazione rischia di degenerare. Intanto la visione della società (Weltanschauung) è qualcosa che è più pertinente alle persone, agli individui capaci di pensare. Non la attribuirei alle odierne aggregazioni partitiche che sono in genere aggregazioni di interessi. Per fare politica, se voglio fare politica, io ho dovuto scegliere una parte politica: rischiavo di restare un emarginato e subire la politica che facevano gli altri sulla mia pelle. Ma neppure dal primo giorno io ho fatto scattare un'identificazione con il partito (Forza Italia) che avevo scelto: non è il sostituto di mio padre e mia madre. La prima politica che mi interessa di fare è all'interno dell'aggregazione stessa, cercando di confrontarmi, di chiarire le mie idee con altri, di crescere con un salutare bagno nella pratica. Forza Italia, per fortuna, non è un minuscolo partito, ma è il partito di maggioranza relativa. E non è poco. Trovo poi inconcepibile che io debba considerare l'iscritto ad un altro partito come una specie di verme della terra o simili: mi chiedo innanzitutto se per caso non abbia ragione, ma evito la libidine della contrapposizione e dello scontro. Questa mi pare che sia la cultura di origine della sinistra, che conosco bene e dalla quale mi sono distaccato: la lotta di classe il cui esito finale non può essere che l’annientamento e la cancellazione dell’altro. Insomma non ammetto la trappola dell'identificazione. Nella mia anima non c'è il marchio di Forza Italia o l'immagine di Berlusconi. Vorrei essere certo che neppure tu sei marchiato al punto da aver perso la tua identità e autonomia spirituale e intellettuale. Non ti pare che ad essere liberi e distaccati quanto basta ne possiamo guadagnare entrambi proprio in quella dignità di cui tu parli? Dignità che è personale ad ognuno di noi per quello che siamo e facciamo. Guai a noi se dovessimo ricevere la nostra dignità dai Berlusconi, D'Alema, Prodi o chi altro ti pare. Se per più di trent'anni, dopo il mitico 68, mi sono astenuto dalla politica militante è stato proprio perché ero stanco di questa politica ingabbiante ed alienante, spersonalizzante. Guarda, credo che proprio per questa via si perda quella dignità di cui tu parli. La regola è che bisogna essere innanzitutto liberi con se stessi e di fronte agli altri, che andranno giudicati sul piano morale per quello che concretamente sono e fanno e giammai per la loro tessera di partito o per aver votato in un modo anziché un altro. Trovo sconcertante le manifestazioni di gioia o di lutto nel volto della gente perché ha vinto o perso il partito per il quale hanno votato. Se fosse per me i partiti li abolirei tutti, sostituendoli non con la dittatura di uno solo, ma con forme diffuse e capillari di democrazia diretta, dove i cittadini possono di volta in volta dividersi sui singoli problemi e sul modo di risolverli, non per bandiere e pennacchi. Se vuoi sapere più in dettaglio come la penso, dovresti leggere i miei post sull'altro mio blog dedicato alla politica nazionale. Nello specifico delle cose calabresi mi riprometto di tornarci appena ne avrò il tempo...

Quattru Ganghi ha detto...

Sono in grado di inalberarmi ed usare parolacce per esprimere le mie idee, ma non è questo il luogo, è una cosa che faccio solo con i miei amici dove tutto finisce in una birra bevuta allegramente insieme. Questo mi sembra un luogo di confronto nonostante qualche pregiudizio nei miei riguardi per la mia cosidetta 'appartenenza'. Prima di procedere nella chiacchierata aspetto un giudizio sull'atteggiamento di Silvio Berlusconi, già richiesto nel mio precedente post. Ormai sono su questo blog e finché non si esauriscono i temi toccati non mi sposto su un altro.
Auguri di buona Pasqua

Antonio Caracciolo ha detto...

Non pregiudizio nei confronti tuoi o addirittura per la tua “appartenenza” (ho usato io questo brutto termine?), ma cautela preliminare: troppe ne ho viste. Quanto al giudizio che mi chiedi la risposta è: quale giudizio mi chiedi? Berlusconi è ricco di iniziative. Se ti riferisci al risultato elettorale, la situazione è preoccupante non per il solo Berlusconi ma per chiunque abbia senso di responsabilità. Io starei a distinguere fra il fatto puramente meccanico che fa scattare un premio di maggioranza ed il fatto incontrovertibile che il paese è uscito spaccato a metà e l'una metà non si può sentire padrona dell'altra o con il diritto di prevalere a peso morto. Se Berlusconi ha preso atto di ciò, mi sembra che sia una dimostrazione di responsabilità che non mi pare manchi neppure dall'altra parte. In queste condizioni nessun governo ne esce fuori legittimato, ma qui non si intende per legittimazione l’occupazione materiale di posti e prebende, ma è sensato che chi dovrà governare per TUTTO il paese cerchi il conforto di un giudizio di apprezzamento da parte di chi si trova ad essere soggetto agli atti di governo. Insomma, l’altra metà non si dovrebbe sentire costretta a fare le barricate.

Tu dici che ho dei pregiudizi nei tuoi confronti o anzi per le tue idee? Non devi confondere fra idee politiche e ideologia: sono due cose ben distinte. L’ideologia separa e contrappone, le idee uniscono. Ma perché poi nei tuoi confronti e quali sono le tue idee? A parte l'ostilità verso Berlusconi (chiunque altro sarebbe lo stesso) di idee io non ne vedo. Ho qualche anno più e mi permetto di fare un ragionamento grottesco e paradossale. Se pensi di aver vinto contro l’altra metà meno uno del paese, cosa credi di poter fare? Vuoi metaforicamente eliminare l’altra metà per poi tornarti a dividere in metà e metà e così fino a scomparire riducendoti in quattro con i tuoi amici del bar?

Io sono soddisfatto del risultato elettorale non disastroso per la mia parte politica. Abbiamo perso (se abbiamo perso) per un’inezia, ma per un bel po’ non avremo il peso delle responsabilità di governo e soprattutto possiamo (lo spero) dedicarci a problemi interni di riorganizzazione che non sono importanti solo per noi, ma riguardano il modo e la possibilità in cui tutti i cittadini possono partecipare alla politica.

Spero di aver risposto a sufficienza. Adesso vorrei andarmi a fare una passeggiata. Ma stai tranquillo non mi sottraggo al tuo interrogatorio. Solo ti chiedo di essere più preciso e stringente.

Intanto Buona Pasqua!

Quattru Ganghi ha detto...

Se non ho capito male, se si prende un voto in più si vince, ebbene se così è, uno o un milione non fa differenza; non ricordo parole di delegittimazione di questo genere nei confronti di Bush che vinse per i 300 voti in più presi in Florida. Quindi se chi prende più voti ha il diritto di governare in autonomia e bene che lo faccia ed aggiungo senza aspettarsi sconti dall'opposizione, visto che il programma di 281 pagine sul quale si è ampiamente discusso contiene qualche anno di governo, forse anche 5, senza dover incorrere in volta faccia o quant'altro. Questo è il mio augurio. Per gli amanti della precisione, se ve ne sono rimasti, riporto alcune righe dal blog di Beppe Grillo: "...Perché sappiamo tutti che Berlusconi non può essere eletto. Lo dice una legge dello Stato (n. 361 del 1957) che prevede la ineleggibilità in Parlamento dei titolari di concessioni pubbliche di rilevante interesse economico. Sappiamo anche che quasi nessuno ha mosso un dito per impedirlo, anzi non se ne parla proprio più...".

ciao alla prossima

P.S. Chissà perché quei vecchi adesso e giovani allora rimbambiti degli anni quaranta e cinquanta facevano delle leggi così.

Antonio Caracciolo ha detto...

Caro Quatti ganghi (ma che significa?),

pubblico senza risposta e senza commento da parte mia il tuo post. Mi riconoscerai almeno, spero, lo spirito liberale che mi anima. Non ti rispondo perché la mia risposta è già implicita nelle mie precedenti risposte o commenti ai tuoi interventi militanti. Oltre a questo blog ne curo altri sette e stavo giusto lavorando ad una imponente immissione di dati storici frutto di una mia decennale ricerca su Seminara. Inoltre dirigo una molteplicità di gruppi Yahoo su argomenti molto diversi l'uno dall'altro. Non posso permettermi un dialogo infinito ritornando a dire le stesse cose. Lascio il tuo commento aperto e libero eventualmente alla risposta di qualche altro navigatore. Io esco di scena. Una sola cosa chiedo ad ognuno: il rispetto dell'uno verso l'altro anche in divergenza estrema di opinioni. Non farò passare messaggi che a mio insindacabile giudizio considero offensivi ed inaccettabili nella forma. Ripeto da autentico liberale concedo piena libertà di espressione delle idee, ma esigo in ognuno e per ognuno il rispetto. Del resto, questa è una regola generale per tutti i navigatori: la cosiddetta Netiquette.