lunedì, febbraio 13, 2006

Furti e devastazioni nelle case disabitate di Seminara

L'importanza dei luoghi e delle persone si misurano dalla loro capacità di fare notizia. E' anche vero che le notizie sono spesso strumentali e vengono gonfiate o alterate da chi può avere interesse a farlo. Ma esistono delle oggettività che sarebbe colpevole ignorare o ridimensionare. Quanto succede in Seminara, e forse non solo in Seminara, dà la misura delle nuove frontiere della criminalità. La Calabria è da sempre terra di emigrazione, ossia molti abbandonano la terra dei padri non per turismo o desiderio del nuovo, ma spinti da disoccupazione e necessità di trovare altrove di che vivere. Molti lasciano il cuore nel borgo natio e tornano appena possono. Sia che si tratti di visitare i propri morti o i parenti, molti tornano per un certo periodo dell'anno. Ritornano spesso alle proprie case lasciate vuote e disabitate. Vi accudiscono amorosamente non lasciandole andare in malora e facendo i necessari restauri. Se appena gli antichi emigrati hanno qualche risparmio, sono ben lieti di riparare e abbellire la casa degli affetti e dell'infanzia.

Pare quanto mai mai ignobile l'attentato che ha colpito quasi tutte le case vuote di Seminara, tutte in un breve arco di tempo. I ladri e gli scassinatori, approfittando dell'assenza dei proprietari, sono penetrati nelle case degli emigrati non già per rubare ricchezze strabilianti che non vi sono e che nessuno lascerebbe incustodite, ma addirittura per trafugare poveri mobili. In un caso gli infami non si sono accontetati di prendere quanto hanno voluto, ma vi hanno appiccato pure il fuoco! Appena dopo aver restaurato la mia casa cadente, la più antica del paese, avevo pensato di potervi infine mettere qualche discreto mobilio, per non sfigurare troppo con i parenti e gli amici che venivano a trovarmi. Me ne hanno oggi dissuaso gli ignobili e schifosi ladri che vogliono educarmi ad un sano stile spartano: sedie di paglia o quanto possa essere ritenuto tanto misero da non meritare neppure di essere rubato. Lo sdegno è tanto e le parole sono difficili da trovare.

A fronte di ciò un onesto cittadino spera di poter essere protetto dalle forze dell'ordine, ma scopre di non potervi fare affidamento. I reati restano quasi sempre impuniti e molti non sporgono neppure denuncia. Io ho sempre denunciato i reati di cui sono stato vittima, ma non ho mai potuto vedere i delinquenti scoperti e puniti. Nel sud, e a Seminara in particolare, la mancanza di protezione e di sicurezza sembra toccare punte più alte che altrove. Temo purtroppo che le numerose profanazioni delle abitazioni, che finora erano state lasciate in pace, aumenti la disaffezione e l'abbandono di un paese destinato a scomparire dalla carta geografica. Non rinuncio tuttavia alla speranza e con essa alla forza di agire e reagire.

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