Non seguo le vicende interne ai DS e alleati che si interrogano sulle implicazioni politiche e giudiziarie delle loro conversazioni telefoniche e delle loro merende. Non mi interessano. Non mi appassionano. Mi annoiano. Non valgono il tempo necessario per capirci qualcosa. Non ho mai creduto che da quella parte ci fosse un'antropologia superiore al resto del ceto politico o addirittura del Paese. Se le risultanze giudiziarie daranno riscontro alle chiamate di correità pronunciate a suo tempo da Craxi, che non escludeva nessuno dai metodi illeciti di finanziamento della politica e dalla estesa corruzione, si sarà dato fondamento giudiziario ad una convinzione diffusa, che in quanto tale ha valenza politica e non ha bisogno di riscontro giudiziario che se tale può sempre e soltanto riferirsi a singoli che cadono nella rete e non ai molti che fanno sistema e che generalmente la fanno franca.
Ho scelto di militare nell'area del centro-destra e così sarà fino a quando o questo si audissolverà o io sarò espulso. Non ha proprio senso fare il giro delle parrocchie: si sta da una parte e se si sbaglia nelle scelte, si ritorna con onore e testa alta nella quiete e pace della propria casa e della propria famiglia. Preferisco fissare la mia attenzione e rivolgere i miei sforzi al modo in cui nel centro-destra si costruisce il rapporto con la gente. Ma soprattutto mi interessa quella sfera, quel ristretto ambito, dove io con il mio impegno posso determinare qualcosa, anche minima. Quello che sfugge totalmente alla mia capacità di determinazione non mi interessa e non mi riguarda. Fanno un buco nell'acqua gli avversari politici che mi parlano di Berlusconi, pensando di ferirmi. Passo spesso davanti a casa sua, una delle sue tante case, in via del Plebiscito, ma non l'ho mai visto affacciarsi alla finestra ed invitarmi a salire. Non sono responsabile dei suoi guai. Io gli ho dato l'aiuto e la solidarietà che potevo, votandolo. Pover'uomo! Mi fa pena. In questa giorni è abbandonato anche da quei suoi alleati (Casini in primis) che nella sua casa ed alla sua mensa ci sono andati spesso e che ora non vedono l'ora di fargli le scarpe e ricostituire quella vecchia politica che con tangentopoli era finita. Credo che l'errore fondamentale di Berlusconi sia stato quello di aver troppo confidato nella pubblicità e nel marketing ed assai poco nella gente comune, nella povera gente che non ha i suoi soldi, ma che non invidia la sua ricchezza. L'errore fondamentale è quello di non aver puntato alla creazione di un forte radicamento territoriale del partito e di non aver promosso una riforma radicale della politica rendendo i cittadini partecipi e soggetti della vita democratica: sarebbe stata una rivoluzione non-violenza, forse ancora possibile. Si spiega così perché si vada oggi a razzolare voti nella parrocchie, svendendo la laicità dello Stato. Mi appassiona poco la campagna elettorale e le elezioni che si avvicinano. Gli interessi in gioco sono innanzitutto quelli dei mille e passa onorevoli che devono occupare o rioccupare l'ambito scranno con tutti gli annessi e connessi. Nel degrado generale della politica e del sistema poco cambierà per la gente comune, chiunque vinca una partita truccata. Nell'apparente litigio dei contendenti regna sovrana una sostanziale omogeneità ed omologazione.
Ciò lo si può vedere maggiormente nella nostra amata Calabria e nella nostra amatissima area reggina. Un presidente eletto da una parte passa dall'altra prima ancora che gli scada il mandato e senza il periodo di quarantena dopo la folgorazione sulla via di Damasco. Credo che in Calabria il degrado della vita politica abbia raggiunto il suo apice. In Seminara (R. C.) vi fu un'anticipazione di quello che sul piano nazionale fu noto e passò alla storia come "Mani Pulite", ma con una differenza importante: gli esiti giudiziari hanno dimostrato per Seminara con sentenza passato in giudicato l'innocenza delle persone incriminate, che potevano e possono essere politicamente criticabili, ma che non avevano commesso nessuno dei reati loro ascritti. In altri contesti sociali si sarebbe risarcito moralmente l'innocenza acclarata, ma i sinistri del posto non danno credito e valore alle sentenze definitive, quando queste non tornano loro utili. Se con Bancopoli verrà a galla la stessa orchestrazione politica che nella insignificante Seminara ha coniugato la lotta politica con l'uso strumentale dei mezzi giudiziari, la nostra regione potrà vantare di essere stata antesignana nelle moderne strategie di lotta politica senza esclusione di colpi e di mezzi.
domenica, gennaio 15, 2006
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